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rongiu
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sabato 3 dicembre 2011
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lightning storm.
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« Alla fine del XIX secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della Terra fossero acutamente e attentamente osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini... »
HERBERT GEORGE WELLS
L’uomo è in grado di teorizzare, inventare, costruire. Non può creare. La creazione è tutt’altra cosa, non è ancora alla sua portata e forse non lo sarà mai e forse è cosa buona e giusta. “La guerra dei mondi” ha un significato in sé profondo, rigido, introverso.
E’ l’atto dello specchiarsi, mi par di capire, il vero dominatore narrativo; è lì che trovi il punto di partenza per inoltrarti in una storia tutt’altro che semplice \ devi vederla, non devi ascoltarla /perché emotivamente forte e per molti versi asincrona dal punto di vista comunicativo ed acromatica da quello visivo.
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« Alla fine del XIX secolo nessuno avrebbe creduto che le cose della Terra fossero acutamente e attentamente osservate da intelligenze superiori a quelle degli uomini... »
HERBERT GEORGE WELLS
L’uomo è in grado di teorizzare, inventare, costruire. Non può creare. La creazione è tutt’altra cosa, non è ancora alla sua portata e forse non lo sarà mai e forse è cosa buona e giusta. “La guerra dei mondi” ha un significato in sé profondo, rigido, introverso.
E’ l’atto dello specchiarsi, mi par di capire, il vero dominatore narrativo; è lì che trovi il punto di partenza per inoltrarti in una storia tutt’altro che semplice \ devi vederla, non devi ascoltarla /perché emotivamente forte e per molti versi asincrona dal punto di vista comunicativo ed acromatica da quello visivo. Caduto lo specchio, catalizzatore di sentimenti tanto perversi quanto sani resta il nulla, l’assenza, il vuoto.
Ma, l’uomo, quello vero, quello non piagato e piegato nell’animo da una irrefrenabile voglia di immortalità imperialista, ancora in grado di ritrovarsi nelle lacrime di una bimba, di donare al mondo un adolescente affamato d’amore per il proprio genere; è da questo tipo di uomo che il mondo s’aspetta di veder scoccare la scintilla per assurgere ad una nuova dimensione temporale.
Questo mondo, a ben riflettere, è pieno zeppo di tripodi tanto piccoli quanto potenti per la loro capacità distruttiva. Iniziamo a disinnescare i nostri; quelli provenienti da intelligenze a noi superiori, possiamo farne, tranquillamente a meno.
Good Click!
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giovanni
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giovedì 30 giugno 2005
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bello ma....
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Il film a mio parere è stato realizzato molto bene, suscita tensione e paura per tutta la sua durata e ti incolla indubbiamente davanti allo schermo. Apprezzabili anche gli effetti speciali. Per questo il mio voto è positivo. Tuttavia il finale è un pò troppo sbrigativo, dalla piena azione ci si ritrova in un attimo alla scena finale con gli alieni che sono stati sconfitti senza che nessuno abbia fatto nulla. In questo comunque il regista è stato fedele al libro originale; anch'esso presentava infatti un finale rapido e senza enfasi (e non lo dico in tono dispregiativo ma solo come scelta voluta dell'autore). La sola obiezione che si può fare al regista è l'essere forse rimasto troppo fedele al libro sulla motivazione della sconfitta degli alieni.
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Il film a mio parere è stato realizzato molto bene, suscita tensione e paura per tutta la sua durata e ti incolla indubbiamente davanti allo schermo. Apprezzabili anche gli effetti speciali. Per questo il mio voto è positivo. Tuttavia il finale è un pò troppo sbrigativo, dalla piena azione ci si ritrova in un attimo alla scena finale con gli alieni che sono stati sconfitti senza che nessuno abbia fatto nulla. In questo comunque il regista è stato fedele al libro originale; anch'esso presentava infatti un finale rapido e senza enfasi (e non lo dico in tono dispregiativo ma solo come scelta voluta dell'autore). La sola obiezione che si può fare al regista è l'essere forse rimasto troppo fedele al libro sulla motivazione della sconfitta degli alieni. Gli alieni che non si adattano ai virus e batteri presenti sul nostro pianeta poteva forse andar bene per un libro scritto nel 1900, ma poichè Spielberg ha giustamente voluto attualizzare il tutto, forse questo può risultare banale. Come si può pensare infatti che, con le tecnologie moderne e dato che gli alieni sono molto più evoluti di noi, dopo averci studiato per secoli e secoli, gli alieni non si sono resi conto di non essere immuni al nostro "raffreddore"?
Per un lettore del 1900 ciò poteva risultare estremamente affascinante, ma per uno spettatore del 2005 credo sia molto riduttivo.
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angelo di anzio
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martedì 12 luglio 2005
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coerente con il libro
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Sono andato il 29 giugno a vedere "La Guerra dei Mondi". E devo dire che Spielberg non mi ha deluso.Il film, incredibile a dirsi, è davvero coerente con il libro di Wells. L'ambientazione è cambiata, ma quanta similitudine tra "il curato" del romanzo e l'Ogilvy interpretato da Tim Robbins ( che io però avrei lasciato vivere...).Primo tempo da cineteca. Scene da cineteca come la devastazione vista dai tre Ferrier all'interno della sala hobby o come quella in cui la piccola Dakota vede i cadaveri che scorrono sulla riva del fiume.
Secondo tempo mediamente buono. Effetti speciali così ben fatti da non sembrare effetti speciali.Riferimenti alla tragedia di Manhattan continui.
Per dirla semplicemente, una Apocalisse vista da un americano medio.
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Sono andato il 29 giugno a vedere "La Guerra dei Mondi". E devo dire che Spielberg non mi ha deluso.Il film, incredibile a dirsi, è davvero coerente con il libro di Wells. L'ambientazione è cambiata, ma quanta similitudine tra "il curato" del romanzo e l'Ogilvy interpretato da Tim Robbins ( che io però avrei lasciato vivere...).Primo tempo da cineteca. Scene da cineteca come la devastazione vista dai tre Ferrier all'interno della sala hobby o come quella in cui la piccola Dakota vede i cadaveri che scorrono sulla riva del fiume.
Secondo tempo mediamente buono. Effetti speciali così ben fatti da non sembrare effetti speciali.Riferimenti alla tragedia di Manhattan continui.
Per dirla semplicemente, una Apocalisse vista da un americano medio. Non troviamo e neanche sappiamo se esiste ancora un Governo centrale, quando vediamo Tom Cruise scappare per la costa atlantica.Ma sappiamo che siamo in emergenza, forse una emergenza mondiale.L'incontro fortuito e didascalico con una troupe tv ci fa capire qualcosa.
Ma siamo sicuri di avere capito. Mai e poi mai sentiamo la parola alieni.Sono "Loro", la cesura Spielberg la fa sulle parole, non sulle immagini.
Il rapporto Padre-figli: Tom Cruise è bravo a fare il padre cinico. E' sui standard quando interpreta il pater familias.Ma non è da bocciare.
Il treno che sfreccia in fiamme al passaggio a livello è davvero una immagine che ti colpisce alla stomaco.
Se vogliamo tracciare un paragone con qualche altro film del genere, secondo me è necessario risalire a Deep Impact del 1998. Anche li, seppur con ingenuità volute, vi è la ricerca di questa visione di una Apocalisse, di un senso di sconfitta prevista e allo stesso tempo di lotta per la sopravvivenza, vista dalla gente comune.
Ovviamente questa recensione non piacerà.
Che vi devo dire? Io l'ho visto così.
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(di tyler durtden)
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giacomo
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martedì 20 settembre 2005
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tema infinito
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Tema non nuovo quello che tratta Steven Spielberg("Incontri ravvicinati del terzo tipo" "E.T l'extraterrestre" li ha diretti personalmente),ovvero l'invasione aliena.Insomma quasi un classico,che però sempre affascina e in qualche modo angoscia.Dopo svariati film mediocri come "Signs" e gli ultimi "Alien" ecco che il signore degli effetti speciali,Spielberg appunto,riesce finalmente a rivitalizzare il tema grazie alle spettacolari ed efficacissime sequenze dell'arrivo devastante dei tripodi che sbucano dalle strade della città dopo che vi ci sono stati proiettati con fulmini e saette.Sono proprio le immagini della tempesta nera,creata ad arte per l'arrivo alieno,a colpire in particolare sia per l'arrivo di qualcosa di terribile sia perchè comunque richiamano il terrorismo(lampante è il ricordo delle Twin Towers)di questi ultimi anni,e lo stesso titolo "Guerra dei Mondi" tanto ricorda la situazione attuale.
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Tema non nuovo quello che tratta Steven Spielberg("Incontri ravvicinati del terzo tipo" "E.T l'extraterrestre" li ha diretti personalmente),ovvero l'invasione aliena.Insomma quasi un classico,che però sempre affascina e in qualche modo angoscia.Dopo svariati film mediocri come "Signs" e gli ultimi "Alien" ecco che il signore degli effetti speciali,Spielberg appunto,riesce finalmente a rivitalizzare il tema grazie alle spettacolari ed efficacissime sequenze dell'arrivo devastante dei tripodi che sbucano dalle strade della città dopo che vi ci sono stati proiettati con fulmini e saette.Sono proprio le immagini della tempesta nera,creata ad arte per l'arrivo alieno,a colpire in particolare sia per l'arrivo di qualcosa di terribile sia perchè comunque richiamano il terrorismo(lampante è il ricordo delle Twin Towers)di questi ultimi anni,e lo stesso titolo "Guerra dei Mondi" tanto ricorda la situazione attuale.Da segnalare è anche l'aspetto sociologico della massa avvolta nel panico,egoista e "bestiale" nella lotta alla sopravvivenza e quindi per nulla collaborativa,l'unione non fa la forza.Il film tuttavia non è un capolavoro per svariati motivi tecnici e non.Prima di tutto deludenti sono sempre gli alieni veri e propri che,una volta scesi dalle navicelle,poco spaventano e anzi destano elevata vulnerabilità.Proprio per questo il finale oltre che scontato risulta quasi irritante,tanto è grande la differenza tra l'arrivo devastante dei tripodi,in cui gli uomini vengono materialmente polverizzati e che non sembra lasciare via di scampo(gli eserciti sono impotenti),e la loro sconfitta così troppo banale.La storia dei personaggi principali è prevedibile,già vista e inverosimile,patetica nel finale(come "The day after tomorrow").La non esistenza di mondi alieni che ci osservano per molti è scontata per qualcuno no,fatto sta che dopo aver visto il film,quando il cielo si riempirà di nuvole preannucciando tempesta,un cattivo pensiero lo faremo tutti.
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joker95
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venerdì 26 giugno 2009
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il peggior film di spielberg, e allora?
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E' strano scrivere una recensione semi-penalizzante per il grande Spielberg. Dopo aver sfornato i bellissimi Schindler's list e il crudo ma umano salvate il soldato ryan il regista americano si rimette dietro la macchina da presa di un film sugli alieni che cerca di essere diverso e originale. Il risultato non è però dei migliori. Alcune scene sono mal costruite, come il rovesciamento del traghetto o la fuga in auto della famigliola, che, anche se hanno visto ponti che si ribaltano, case che esplodono appena arrivano a casa della ex-moglie sembra che non sia successo niente. Gli alieni si vedono a malapena e sono anche costruiti con la computer grafica in maniera veramente grezza e che non convince.
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E' strano scrivere una recensione semi-penalizzante per il grande Spielberg. Dopo aver sfornato i bellissimi Schindler's list e il crudo ma umano salvate il soldato ryan il regista americano si rimette dietro la macchina da presa di un film sugli alieni che cerca di essere diverso e originale. Il risultato non è però dei migliori. Alcune scene sono mal costruite, come il rovesciamento del traghetto o la fuga in auto della famigliola, che, anche se hanno visto ponti che si ribaltano, case che esplodono appena arrivano a casa della ex-moglie sembra che non sia successo niente. Gli alieni si vedono a malapena e sono anche costruiti con la computer grafica in maniera veramente grezza e che non convince. Per non parlare del finale, che penso NESSUNO abbia capito appena uscita dalla sala. Anche l'inizio è poco ispirante con personaggi chiaramente stereotipati. E l'erbaccia rossa che attanaglia la Terra non ho ancora capito cosa sia.
Il risultato è mediocre, ma le idee dietro alla realizzazione del film, come ho detto prima, sono diverse e rivoluzionarie, almeno alcune. Come la fisionomia aliena (molto contestata), che rispecchia i giganteschi tripodi è interessante. Anche noi se avessimo una tecnologia avanzatissima costruiremo degli enormi robot dalla forma umana. E poi la rischiosa idea di non inserire statue della libertà, case bianche, empire state building, torri eiffel e altri edifici famosi che vengono spazzati via è coraggiosa, ma in fondo lo spettatore vuole vedere tutto questo in questo tipo di film, perciò neanche questa trovata risulta significativa.
Spielberg, risente del poco tempo concesso dalla produzione per la realizzazione della pellicola ed è questo il suo vero punto debole, insieme a una decadente sceneggiatura.
Guardate pure questo film, ma state lontani dal fracassone Indipendence day per fare confronti e soprattutto non aspettatevi un capolavoro spiebergiano.
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sir. auron
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mercoledì 27 dicembre 2006
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la recensione del film (raccolta da questo sito)
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Nelle sue linee essenziali La guerra dei mondi è notevolmente fedele al racconto di H.G. Wells, tenendo anche conto che essendo stato publicato nel 1898, ogni forma di attualizzazione era legittima, se non necessaria.
Che si tratti di uno spettacolone domenicale, privo di messaggi, tanto cari a chiunque non sia in grado di abbandonarsi ad un racconto travolgente, sia pure fine a se stesso, è altrettanto vero. Pertanto il film potrebbe essere liquidato, aggiungendo malignamente una nota sul presunto declino di Steven Spielberg. In realtà, è sufficiente accostare questa versione alle due che lo hanno preceduto, quella di Byron Haskin e la più recente: Independence Day, per comprendere quale forza narrativa sa esprimere Spielberg, semplificando il messaggio, se proprio non se ne può fare a meno, contenuto nel suo impressionante La guerra dei mondi.
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Nelle sue linee essenziali La guerra dei mondi è notevolmente fedele al racconto di H.G. Wells, tenendo anche conto che essendo stato publicato nel 1898, ogni forma di attualizzazione era legittima, se non necessaria.
Che si tratti di uno spettacolone domenicale, privo di messaggi, tanto cari a chiunque non sia in grado di abbandonarsi ad un racconto travolgente, sia pure fine a se stesso, è altrettanto vero. Pertanto il film potrebbe essere liquidato, aggiungendo malignamente una nota sul presunto declino di Steven Spielberg. In realtà, è sufficiente accostare questa versione alle due che lo hanno preceduto, quella di Byron Haskin e la più recente: Independence Day, per comprendere quale forza narrativa sa esprimere Spielberg, semplificando il messaggio, se proprio non se ne può fare a meno, contenuto nel suo impressionante La guerra dei mondi. Siamo una società fragile, con le sue strutture in disfacimento e l'operaio specializzato Tom Cruise è a disagio con il cambiamento repentino di fattori tradizionali, come la famiglia, la società in genere e la sottocultura cui siamo condannati. Ed ecco che l'attacco alieno, assimilabile a quanto accadde il fatidico 11 settembre o a Perl Harbour, ricompatta lo stato famigliare, riconsegna il senso della vita, fino a trovare nel proprio inconscio, ormai depurato, l'antidoto per combattere con successo chiunque attenti all'esistenza e all'orgoglio di un popolo. Semplice, lineare, ma strepitosamente avvincente sul piano narrativo e spettacolare, il film di Spielberg sarà forse meglio compreso quando si sarnno acquietate le falangi di critici professionisti e no, autentiche creature aliene, che stanno ammorbando il cinema, privandoci del piacere di assistere a spettacoli di grande dignità professionale, come è appunto questa versione di La guerra dei mondi.
Interessante notare come non si vedano transitare nel racconto scienziati sentenziosi o giornalisti petulanti. Spielberg si pone dalla parte del pubblico con la sua capacità favolistica, nella quale il divo Cruise è perfettamente a suo agio. Tim Robbins rappresenta appunto le storture di chi deve ad ogni costo interpretare gli avvenimenti attraverso una visione paranoica. La scomparsa del personaggio è un sollievo per gli spettatori. Per quanto sia impressionante ciò che mostra, Spielberg, suo grande merito, evita di trasformare il film in uno dei soliti stupidi horror. L'arrivo degli alieni (tripodi) è strepitoso, la conclusione della vicenda, che qualcuno ha trovato sbrigativa, è degnamente priva di enfasi. Appaiono per alcuni istanti i due canuti protagonisti del film di Byron Haskin, realizzato 52 anni prima: Gene Barry e Ann Robinson, ma è un'apparizione quasi subliminale, per accaniti cinefili. il resto è facile da godere.
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federico pavani
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lunedì 4 luglio 2005
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la guerra dei mondi
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Dopo "Prova a prendermi" e "The Terminal", Spielberg ritorna finalmente a dirigere un kolossal con tanto di alieni, così cari alla sua filmografia. Potrebbe sembrare il solito filmone fatto solo per raccimolare soldi, ma la maestria e l'occhio del vecchio Spielberg si fa ancora vedere. Certo il film è stato realizzato per il grosso pubblico, così come quasi tutta la produzione di Spielberg, ma credo che si possa comunque intravedere nella pellicola l'amore del regista per questo genere di film e la sua voglia di dare spettacolo senza troppi intellettualismi. Ed è questo, a mio giudizio, il punto da capire se vogliamo apprezzare il film. Quello che conta è l'esagerazione e l'irreltà dell'immagine che deve colpire l'attenzione dello spettatore attraverso l'uso di fantastici effetti speciali.
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Dopo "Prova a prendermi" e "The Terminal", Spielberg ritorna finalmente a dirigere un kolossal con tanto di alieni, così cari alla sua filmografia. Potrebbe sembrare il solito filmone fatto solo per raccimolare soldi, ma la maestria e l'occhio del vecchio Spielberg si fa ancora vedere. Certo il film è stato realizzato per il grosso pubblico, così come quasi tutta la produzione di Spielberg, ma credo che si possa comunque intravedere nella pellicola l'amore del regista per questo genere di film e la sua voglia di dare spettacolo senza troppi intellettualismi. Ed è questo, a mio giudizio, il punto da capire se vogliamo apprezzare il film. Quello che conta è l'esagerazione e l'irreltà dell'immagine che deve colpire l'attenzione dello spettatore attraverso l'uso di fantastici effetti speciali. La voglia di creare un'altra favola, questa volta un po'amara, non manca di certo nel regista americano che riesce a tenere alta la tensione per tutte le due ore. Non abbiamo infatti pause per riposare gli occhi dai continui bombardamenti che piano piano distruggono la Terra o scene in cui diminuisca l'adrenalina. Bellissima è la scena iniziale, forse la meglio riuscita della pellicola, rimaniamo impressionati la prima volta che ci viene mostrato il tripode e disguastati quando veniamo a sapere quello che gli alieni ci fanno dopo averci catturati. Il film riesce quindi a catturarci emotivamente grazie anche a una delle poche buone interpretazioni di Tom Cruise. Peccato per il finale, che sinceramente mi ha stupito (non avevo visto prima il film originale nè tanto meno letto il libro): credo si potesse affrontare con più calma e precisione l'epilogo della vicenda che risulta troppo frettoloso ma comunque affascinante per il messaggio che ci propone.
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ziogiafo
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giovedì 7 luglio 2005
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spielberg si è adeguato ai tempi ...
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ziogiafo - La guerra dei mondi - USA 2005 - In un epoca cinematografica, dove tutto purtroppo ormai da anni tende a conformarsi verso uno stile rappresentativo più o meno uguale, si resta sempre in attesa dei grandi eventi che possono voltare pagina o quanto meno si spera di trovarsi di fronte ad un qualcosa di veramente differente, che possa porre la parola fine a questa interminabile fase di stallo. Ad ogni nuova uscita, però, si rimane puntualmente insoddisfatti perchè ... da quel film o da quel regista ci si aspettava molto di più ... E' vero anche che rispetto al passato il pubblico è diventato molto più esigente, più critico, talvolta oltre misura. Le aspettative per "La guerra dei mondi" erano effettivamente tante, il risultato purtroppo non ha soddisfatto pienamente il vasto pubblico che pur amando l'operato del grande regista americano è rimasto un po' deluso.
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ziogiafo - La guerra dei mondi - USA 2005 - In un epoca cinematografica, dove tutto purtroppo ormai da anni tende a conformarsi verso uno stile rappresentativo più o meno uguale, si resta sempre in attesa dei grandi eventi che possono voltare pagina o quanto meno si spera di trovarsi di fronte ad un qualcosa di veramente differente, che possa porre la parola fine a questa interminabile fase di stallo. Ad ogni nuova uscita, però, si rimane puntualmente insoddisfatti perchè ... da quel film o da quel regista ci si aspettava molto di più ... E' vero anche che rispetto al passato il pubblico è diventato molto più esigente, più critico, talvolta oltre misura. Le aspettative per "La guerra dei mondi" erano effettivamente tante, il risultato purtroppo non ha soddisfatto pienamente il vasto pubblico che pur amando l'operato del grande regista americano è rimasto un po' deluso. Spielberg si è adeguato ai tempi, in un certo qual modo, la sua fama giustamente lo precede, è un maestro del genere, riesce sempre a sorprenderci e anche ne "La guerra dei mondi" lo fa con il suo inconfondibile linguaggio, non esagerando secondo me, nell'utilizzo degli effetti speciali, la dose è proporzionata e la qualità è ammirevole per un film di fantascienza. Lo spettacolo c'è! Ci mancherebbe altro. Tuttavia, come dicevo, le aspettative erano ben diverse, la storia non convince, tante domande rimangono senza risposta. Il super eroe Ray Ferrier, (un Tom Cruise bravissimo ma supersfruttato in questi ultimi tempi da Hollyvood), impegnato a salvare se stesso e la sua famiglia dagli alieni si trova coinvolto in una battaglia a dir poco allucinante per assicurarsi e ... assicurarci una sopravvivenza improbabile, in questo mondo. La scelta di un altro bravo attore, magari non conosciutissimo, forse, avrebbe dato più credibilità alla storia dell'operaio americano, impegnato nella lotta contro gli alieni. E' vero che Spielberg rimane sempre e comunque una garanzia di alta qualità per lo spettatore appassionato del genere, però questa volta il film manca di quella "magia" che lui stesso ci aveva regalato in passato dagli anni settanta in poi ... con una filmografia straordinaria: "Incontri ravvicinati del terzo tipo" ecc. ecc. "Scappare, è questo che uccide. Ed io voglio vivere da morire!" Questa è la famosa frase pronunciata dal bravo Tim Robbins nella sua "non fondamentale" partecipazione al film. Molto brava la piccola attrice che interpreta la figlia di Tom Cruise. Le musiche di John Williams sono sempre eccezionali.- Provaci ancora ... Steven !!! Buona visione !!! Cordialmente ... ziogiafo
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[+] vado a vederlo
(di anonimo)
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[+] ottimo
(di laura d'urso)
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elena flauto
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domenica 1 gennaio 2006
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LA GUERRA DEI MONDI
di Elena Flauto
La prima impressione, in sala cinematografica è stata: è un film sullo sguardo, l’essere visti e il guardare. Tom è uno che vede e anche la piccola Dakota presto impara ad osservare. L’occhio è il protagonista negli insistenti primi piani, e tutto si riflette nello sguardo di Cruise. Quale soddisfazione quindi nel sentire Tim Robbins declamare: “La sopravvivenza è nel tenere gli occhi aperti e nel continuare a fissare”.
Poi il susseguirsi di citazioni cinematografiche: Incontri ravvicinati, i primi fulmini che cadono vicino alle case.
Schindler List, durante l’esodo notturno dei cittadini verso il fiume, Dakota/Rachel, osserva dal finestrino dell’auto una bambina vestita di rosso, di fianco alla quale cammina un cavallo con sovraimpresso un numero come quello dei campi di concentramento.
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LA GUERRA DEI MONDI
di Elena Flauto
La prima impressione, in sala cinematografica è stata: è un film sullo sguardo, l’essere visti e il guardare. Tom è uno che vede e anche la piccola Dakota presto impara ad osservare. L’occhio è il protagonista negli insistenti primi piani, e tutto si riflette nello sguardo di Cruise. Quale soddisfazione quindi nel sentire Tim Robbins declamare: “La sopravvivenza è nel tenere gli occhi aperti e nel continuare a fissare”.
Poi il susseguirsi di citazioni cinematografiche: Incontri ravvicinati, i primi fulmini che cadono vicino alle case.
Schindler List, durante l’esodo notturno dei cittadini verso il fiume, Dakota/Rachel, osserva dal finestrino dell’auto una bambina vestita di rosso, di fianco alla quale cammina un cavallo con sovraimpresso un numero come quello dei campi di concentramento.
Salvate il soldato Ryan, nella la battaglia sulla collina, quando Robbie si stacca dal padre Ray .
E.T. quando nel sottoscala Rachel osserva gli Alieni, come E.T. osservava dalla fessura dell’armadio i terrestri. E, sublime, gli alieni toccano la ruota di una bici e la fanno cadere.
Lo splendido A.I. capovolto, nelle gabbie di ferro che racchiudono gli umani, pasto per gli Alieni.
E poi l’attacco all’auto mi ha ricordato Zombie di Romero, La scelta di Sophie è riemersa nella decisione di Ray di lasciare il figlio per salvare Rachel, Il Titanic nell’affondo del traghetto, e persino Via col Vento nell’orizzonte infuocato e nelle figure in controluce e Uccelli di Hitchcock. Parte dell’immaginario collettivo cinematografico sono: il fiume nel quale scorrono i cadaveri, il treno veloce e infuocato, l’happy end.
Insomma alla fine ne ero certa: I TRIPODI non sono altro che il cavalletto che sorregge una cinepresa!!! Bene ed ora ecco cosa ho osservato dal DVD!!!
Tutto quello che succede di più grave, viene visto attraverso degli schermi: i primi fulmini sono visti riflessi nella finestra, il primo uomo disintegrato è inquadrato dal display di un minicamera caduta a terra, la morte del meccanico è osservato dallo specchietto retrovisore dell’auto, l’attacco in casa della madre è vissuto attraverso una finestra 16/9 come quella dello scantinato di Tim Robbins, dove Rachel osserva gli Alieni attraverso delle garze bianche appese. E mentre all’inizio la figura di Ray si riflette nel monitor di un televisore, l’occhio riflettente del braccio del Tripode viene riflesso da uno specchio. Ed è rompendo superfici di vetro ch
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jetset
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lunedì 4 luglio 2005
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che brutto film !!! meglio il vecchio !!!
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DELUSIONE. Innanzitutto il film è incentrato tutto e solo su Tom Cruise e sui suoi rapporti con la famiglia fino all'ultima scena, non c'é immagine in cui non campeggi il faccione dell'attore. Per questo, invece di titolarlo "La guerra dei mondi" bisognerebbe chiamarlo "La fuga di Cruise". Dell'esercito statunitense si vedono sì e no tre camionette, due carri armati ed un paio di aerei, tanto che la superpotenza militarmente sembra meno dotata di S.Marino. Non si vede nessun combattimento tranne una fugace scena di un paio di razzi che si infrangono contro gli scudi elettromagnetici e qualche fiammata da dietro un crinale. Le macchine aliene sono troppe, non vengono dallo spazio e gli alieni entrano in esse tramite fulmini (ridicolo!) arrivati da dove non si sa.
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DELUSIONE. Innanzitutto il film è incentrato tutto e solo su Tom Cruise e sui suoi rapporti con la famiglia fino all'ultima scena, non c'é immagine in cui non campeggi il faccione dell'attore. Per questo, invece di titolarlo "La guerra dei mondi" bisognerebbe chiamarlo "La fuga di Cruise". Dell'esercito statunitense si vedono sì e no tre camionette, due carri armati ed un paio di aerei, tanto che la superpotenza militarmente sembra meno dotata di S.Marino. Non si vede nessun combattimento tranne una fugace scena di un paio di razzi che si infrangono contro gli scudi elettromagnetici e qualche fiammata da dietro un crinale. Le macchine aliene sono troppe, non vengono dallo spazio e gli alieni entrano in esse tramite fulmini (ridicolo!) arrivati da dove non si sa. Non vi è l'ombra di un'atomica. Le macchine aliene sono piovre che non incutono timore e non si capisce che cosa siano tutte le venature sanguigne che lasciano in giro, né il perché. Cruise fa il gruista quindi non ci può spiegare molto perché ignorante come una biscia, non come lo scienziato della vecchia edizione che indirettamente aiutava lo spettatore a aiutare a capire le cose. Non c'é suspence (ricordate che bella la scena del vecchio film in cui si svitava il coperchio, usciva il periscopio ed inceneriva i tre guardiani ?). Qui nulla di ciò, le macchine aliene muggiscono, tanto che par di stare in Svizzera ma a questo punto erano meglio le vecchie, che sibilavano in modo molto più misterioso ed insidioso. Inoltre, mentre nel vecchio film le scene si svolgevano quasi sempre di notte (cosa che provocava molta più paura), qui praticamente quasi tutto si svolge di giorno. Ed infine gli alieni: scopiazzati in maniera vergognosa da quelli di Indipendence Day, molto più insoliti e misteriosi quelli della vecchia edizione, di cui si vede solo una scena che basta e avanza, impedendo allo spettatore di prendere troppa "confidenza" con l'aspetto degli invasori. Per il resto solo una gran lagna di urla, fughe e paternità. A questo punto, l'impietoso confronto: se si guarda con occhio dell'epoca (ovviamente i dialoghi erano più roboanti e gli effetti più primitivi) e la si confronta con questo film, l'edizione del 1953 batte Spielberg 10-0, tanto che l'ho rivista ultimamente ed ancora me la ricordavo.
P.S: non pensiate di vedere la scena dei trailer del villaggio in cui gli abitanti vedono i fuochi oltre le colline e vengono improvvisamente uccisi dall'onda d'urto. Nel film non ve n'é traccia.
Pessimo.
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