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franz
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mercoledì 14 settembre 2005
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oltre le aspettative
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Ho avuto la fortuna di vedere il film in anteprima (in inglese, naturalmente) e sono felice di poter dire che non solo è di gran lunga migliore di quello con Gene Wilder, ma è anche uno dei migliori film di Tim Burton.
La trama è aderente al libro, ma con qualche necessaria "aggiunta" che serve soprattutto a rendere meno indefinito il personaggio principale, Willy Wonka, che nel romanzo di Dahl era davvero troppo sfuggente per essere trasposto senza modifiche in un film. Johnny Depp è semplicemente incredibile, un vero trasformista, ma anche il resto del cast è davvero azzeccato. Come al solito meravigliose le musiche di Danny Elfman, che questa volta ci propone anche quattro canzoni esegiuite dal suo gruppo, gli "Oingo Boingo", con le parole originali tratte dal libro.
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Ho avuto la fortuna di vedere il film in anteprima (in inglese, naturalmente) e sono felice di poter dire che non solo è di gran lunga migliore di quello con Gene Wilder, ma è anche uno dei migliori film di Tim Burton.
La trama è aderente al libro, ma con qualche necessaria "aggiunta" che serve soprattutto a rendere meno indefinito il personaggio principale, Willy Wonka, che nel romanzo di Dahl era davvero troppo sfuggente per essere trasposto senza modifiche in un film. Johnny Depp è semplicemente incredibile, un vero trasformista, ma anche il resto del cast è davvero azzeccato. Come al solito meravigliose le musiche di Danny Elfman, che questa volta ci propone anche quattro canzoni esegiuite dal suo gruppo, gli "Oingo Boingo", con le parole originali tratte dal libro.
E' difficile credere che con lo stesso soggetto un altro regista avrebbe saputo fare di meglio.
Nel suo genere, un vero capolavoro.
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[+] umpa lumpa
(di flixa)
[ - ] umpa lumpa
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teo
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lunedì 22 settembre 2008
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un film fatto di astrattezza
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Di certo non si può rimproverare a Tim Burton il fatto che non sappia, nei suoi film, creare sequenze visive mozzafiato, giocando superbamente su luci, forme e colori. Tuttavia questo film dimostra che a volte il tecnicismo deforma lo spirito delle migliori opere. In questa pellicola si trova ben poco di quanto il genio creativo di Roald Dahl avesse creato nel suo omonimo capolavoro letterario; in esso, infatti, l'autore aveva inserito l'elemento fantastico (che qui Burton traspone abbastanza bene) non perdendo di vista, però, i personaggi e il loro sviluppo. Burton, invece, crea un'opera fatta di insopportabile astrattezza, in cui (quasi) tutto è sregolato e privo di logica. Le "esternazioni" musicali degli Umpa-Lumpa (qui deturpati imperdonabilmente rispetto a quelli vispi e allegri del libro) sono addirittura irritabili; il personaggio di Willy Wonka, reso nel libro così affascinante proprio dal fatto che non si sapesse nulla circa il suo passato, è nel film trasformato in un individuo ben lontano da quello allegro e spensierato di Dahl: pieno di complessi e insicurezze, imprevedibile e fin troppo infantile nei suoi comportamenti (non parlando poi del ridicolo taglio di capelli).
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Di certo non si può rimproverare a Tim Burton il fatto che non sappia, nei suoi film, creare sequenze visive mozzafiato, giocando superbamente su luci, forme e colori. Tuttavia questo film dimostra che a volte il tecnicismo deforma lo spirito delle migliori opere. In questa pellicola si trova ben poco di quanto il genio creativo di Roald Dahl avesse creato nel suo omonimo capolavoro letterario; in esso, infatti, l'autore aveva inserito l'elemento fantastico (che qui Burton traspone abbastanza bene) non perdendo di vista, però, i personaggi e il loro sviluppo. Burton, invece, crea un'opera fatta di insopportabile astrattezza, in cui (quasi) tutto è sregolato e privo di logica. Le "esternazioni" musicali degli Umpa-Lumpa (qui deturpati imperdonabilmente rispetto a quelli vispi e allegri del libro) sono addirittura irritabili; il personaggio di Willy Wonka, reso nel libro così affascinante proprio dal fatto che non si sapesse nulla circa il suo passato, è nel film trasformato in un individuo ben lontano da quello allegro e spensierato di Dahl: pieno di complessi e insicurezze, imprevedibile e fin troppo infantile nei suoi comportamenti (non parlando poi del ridicolo taglio di capelli). Sebbene Johnny Depp ci regali un'interpretazione davvero sorprendente, propria della sua personalità versatile, l'eccessiva visionarietà fa perdere al film il contatto con la realtà, facendolo fuggire in un immagginario totalmente sregolato da essa. I bambini che visitano la fabbrica, grottesche e geniali incarnazioni di vizi e virtù giovanili nel libro, sono qui ridotti a degli stereotipi, freddi e senza spessore. Nulla da aggiungere, però, a quanto già detto circa le straordinarie ambientazioni e gli sfavillanti costumi dei protagonisti.
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alberto86
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lunedì 20 febbraio 2006
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favola bizzarra e fantasiosa
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Un film del genere non poteva che essere realizzato da quel geniaccio di Tim Burton che continua a regalarci pellicole di straordinaria innovatività e fantasia!Impossibile non ricordare forse uno dei grandi capolavori del regista,"Edward mani di forbici",sensibile e a tratti amara parabola sulla diversità,interpretata dal sempre fido Johnny Depp.Ne "La fabbrica di cioccolato"sembra quasi di ritrovare quello stesso Edward dopo molti anni,forse più incattivito dal suo sentirsi diverso,dalla sua misantropia,dal suo triste passato...In questo remake del classico"Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato",Burton ci regala una coloratissima,gustosa,bizzarra e inquieta favola per tutte le età,volta ad esaltare i buoni sentimenti,la famiglia,gli affetti,il focolare domestico.
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Un film del genere non poteva che essere realizzato da quel geniaccio di Tim Burton che continua a regalarci pellicole di straordinaria innovatività e fantasia!Impossibile non ricordare forse uno dei grandi capolavori del regista,"Edward mani di forbici",sensibile e a tratti amara parabola sulla diversità,interpretata dal sempre fido Johnny Depp.Ne "La fabbrica di cioccolato"sembra quasi di ritrovare quello stesso Edward dopo molti anni,forse più incattivito dal suo sentirsi diverso,dalla sua misantropia,dal suo triste passato...In questo remake del classico"Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato",Burton ci regala una coloratissima,gustosa,bizzarra e inquieta favola per tutte le età,volta ad esaltare i buoni sentimenti,la famiglia,gli affetti,il focolare domestico...Sicuramente è un film meno interessante rispetto ad altri lavori di Burton come il bellissimo"Big fish"o lo stesso"Edward mani di forbice",ma rimane una grande festa per gli occhi,uno show divertente e onirico tutto da godere.Forse l'attenzione di Burton è più rivolta alle splendide ed originali trovate visive e sonore a discapito di una più approfondida indagine psicologica ed umana(in"Big fish"invece le due cose erano perfettamente in equilibrio),ma "La fabbrica di cioccolato"rimane un film notevole di uno dei più grandi talenti visivi del momento.Un gioiello di fantasia e immaginazione,impreziosito dalla presenza di un estroso,bizzarro e bravissimo Johnny Depp,nel quale molti critici hanno voluto malignamente riconoscere la star Michael Jackson.Ma"La fabbrica di cioccolato"è anche un film sull'infanzia,quel momento così complesso e delicato che può finire con l'influenzare tutta la nostra vita.Forse questo è il film in cui Burton si rivolge maggiormente al pubblico infantile e per questo "La fabbrica di cioccolato"risulta di certo meno cattivo e graffiante di molti altri lavori del regista!3 stelle e mezzo
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pig e kiss
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giovedì 27 ottobre 2005
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w la fabbrica di cioccolato e tutti i suoi attori
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Siete fantastici,abbiamo visto il film proprio stamattina.. Era bellissimo.. L'unica cosa che mi ha messo l'ansia è stata la prima colonna sonora.. Sembrava essere davvero all'interno del film..
E' stato veramente mitico.. Bravissimo Jhonny Depp, e tutto il cast, Violetta e Veruca sono state molto brave e sono molto carine!! Anche Charlie, Mike e Augustus sono stati grandi.. Ma un saluto speciale a JOHNNY DEPP, è stato IL MIGLIORE!!! :) :) :) :) Ciao ciao e viva Johnny Depp e la sua fabbrica di cioccolato! Fategli arrivare il messaggio!!
[+] ??????
(di me)
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vica
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martedì 16 agosto 2005
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grande tim burton
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Lodi a Tim Burton. Il regista per eccellenza di film “weird” (strani, un po’ dark, talora macabri) si è cimentato con un classico della letteratura anglosassone per bambini, vale a dire “Willie Wonka e la fabbrica di cioccolato”. Da questo racconto era già stato tratto un film nel 1971, di grandissimo successo in America, un po’ meno da noi in quanto la favola non è nota. Fare un remake è sempre un’arma a doppio taglio –si gode della popolarità del film originale, ma si devono subire anche i confronti con il film originale, che di solito è decisamente migliore- e stavolta Tim ne esce vincitore. La storia: un leggendario chocolatier, Willie Wonka, noto in tutto il mondo per i suoi dolciumi straordinari e innovativi (la caramella che non si consuma mai per i bambini che non possono permettersi di spendere soldi, il gelato che non si scioglie neppure se lo lasci al sole in una giornata d’estate) decide di aprire per un giorno la sua fabbrica, da cui nessuno è mai stato visto né entrare né uscire, a 5 fortunati bambini che troveranno i 5 golden ticket(s) inseriti nei milioni di tavolette di cioccolato vendute in tutto il mondo.
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Lodi a Tim Burton. Il regista per eccellenza di film “weird” (strani, un po’ dark, talora macabri) si è cimentato con un classico della letteratura anglosassone per bambini, vale a dire “Willie Wonka e la fabbrica di cioccolato”. Da questo racconto era già stato tratto un film nel 1971, di grandissimo successo in America, un po’ meno da noi in quanto la favola non è nota. Fare un remake è sempre un’arma a doppio taglio –si gode della popolarità del film originale, ma si devono subire anche i confronti con il film originale, che di solito è decisamente migliore- e stavolta Tim ne esce vincitore. La storia: un leggendario chocolatier, Willie Wonka, noto in tutto il mondo per i suoi dolciumi straordinari e innovativi (la caramella che non si consuma mai per i bambini che non possono permettersi di spendere soldi, il gelato che non si scioglie neppure se lo lasci al sole in una giornata d’estate) decide di aprire per un giorno la sua fabbrica, da cui nessuno è mai stato visto né entrare né uscire, a 5 fortunati bambini che troveranno i 5 golden ticket(s) inseriti nei milioni di tavolette di cioccolato vendute in tutto il mondo.
Tra i vincitori ci sono 4 ragazzini odiosi e un bambino normale, Charly, e sarà lui l’unico che riuscirà ad arrivare fino in fondo a questo viaggio meraviglioso. Perché la fabbrica di Willie Wonka (ovviamente interpretato da Johnny Deep, muso –nel senso di femminile di musa- per eccellenza del regista) è un mondo straordinario, popolato da stranissime creature che sono gli Oompa Loompers da Oompaland, e realizzato interamente di dolci.Tutto nella fabbrica di Willie Wonka è commestibile, anche lui è commestibile “ma questo”, come dice il protagonista nel film, “è chiamato ‘cannibalismo’ ed è condannato dalla maggior parte delle società”. Ma è anche un mondo dove vengono puniti i difetti –arroganza, superbia, gola, superficialità- di coloro che lo visitano.
Strepitose le scene (viene voglia di leccare lo schermo), perfetti i bambini “cattivi” nella loro assoluta odiosità, straordinari gli oompa loompers e le loro canzoncine/coreografie,naturalmente a suo agio Johnny Deep, dai capelli color cioccolato al latte e l’incarnato del colore della stagnola che ne ricopre le tavolette. Tutto nel film funziona a meraviglia, e una volta tanto un film “weird” ma di assoluta qualità viene premiato al botteghino (in America). Probabilmente dopo il film ci sarà qualche bambino in più costretto ad una visita dal dentista, ma ne vale la pena...
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alyss
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giovedì 23 settembre 2010
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burton e la fabbrica della genialità...
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Il film è semplcemente fantastico, e nonostante sia pieno di colori si porta dietro sempre quella scia dark e quell' umorismo tipico di mister Burton...Ci sono degli elementi in più rispetto al libro (bellissimo anch'esso!) ma ne è valsa la pena aggiungerli,perchè rendono la storia dello stramisantropo Willy Wonka (interpretato da un bravissimo e buffissimo Johnny Depp) più affascinante e misteriosa. Bravissimo Freddy Highmore e gli altri quattro piccoli-grandi attori! E che dire delle performances di canto degli Oompa Loompa (grande Deep Roy) e ancora grazie a Tim Burton per questi grande grandi emozioni attraverso le immagini dei suoi film bellissimi nella loro particolarità!!!!!
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c-claudia
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martedì 5 gennaio 2010
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quando l'irreale diventa padrone
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La fantasia malinconica di Tim Burton non conosce limite né condizione: è così che un romanzo per bambini, una storia graziosa e lineare senza colpo di scena alcuno, diventa un colpo di genio grottesco e surreale, una favola tanto colorata da essere cupa, un girotondo di personaggi talmente stereotipati e diritti come linee da varcare le soglie dell’assurdo. Charlie, dal volto delicato e angelico di Freddie Highmore, è un bambino buono. Charlie E' il bambino buono. Tanto povero, da potersi permettere una sola tavoletta di cioccolata come regalo di compleanno, che spartisce al calore della sua casetta “Burtoniamente” storta e contorta tra le buffe figure dei nonni perennemente al letto e i gentili genitori.
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La fantasia malinconica di Tim Burton non conosce limite né condizione: è così che un romanzo per bambini, una storia graziosa e lineare senza colpo di scena alcuno, diventa un colpo di genio grottesco e surreale, una favola tanto colorata da essere cupa, un girotondo di personaggi talmente stereotipati e diritti come linee da varcare le soglie dell’assurdo. Charlie, dal volto delicato e angelico di Freddie Highmore, è un bambino buono. Charlie E' il bambino buono. Tanto povero, da potersi permettere una sola tavoletta di cioccolata come regalo di compleanno, che spartisce al calore della sua casetta “Burtoniamente” storta e contorta tra le buffe figure dei nonni perennemente al letto e i gentili genitori. Tutto ciò fino a quando, proprio nelle tavolette della cioccolata più buona del mondo, il celebre, mitico cioccolataio Willy Wonka non decide di nascondere cinque biglietti dorati, che consentiranno la visita ai cinque fortunati che ne verranno casualmente in possesso nella sua mirabolante, misteriosa fabbrica. Ed è Charlie, il giudizioso, dolcissimo Charlie a trovarsene uno in mano. E con lui altri bambini, altri modelli di bambini, dalla viziata del papà all’ambiziosa spronata dalla mamma, dal goloso e immenso ghiottone al genietto dei videogiochi. Personaggi curiosi, quindi, tanto quanto i loro accondiscendenti genitori, ma mai quanto l’assoluto, indiscusso protagonista. Pallido, guantato e dal caschetto alla Liza Minnelli, tra trilli di lingua e angoli della bocca arricciati in tristezza, gioia, terrore o dubbio, Johnny Depp costruisce un Willy Wonka assurdo, un bambino rinchiuso tra le ridicole spoglie di un adulto coperto dalla testa ai piedi di vestiti e di manie, un immaturo, fragile e Peterpantesco essere tanto strambo quanto divertente. E indiscutibilmente affascinante. Prezioso il cammeo di Christopher Lee, tenebroso e severo nel ruolo del Wonka padre, tanto da ritagliarsi uno spazio di spicco, mentre assolutamente compressa la romantica Helena Bonham Carter in un ruolo anonimo e marginale. Senza parlare della Fabbrica, quell’immenso luogo popolato da Oompa Loompa, innumerevoli omini tanto silenziosi quanto canterini (duplicazioni pazienti di Deep Roy), quel congegno mirabolante di accurate e lenticolari idee scaturite con tanta gentilezza da esser credibili. Nel mondo dell’incredibile, s’intende, dove Burton trascina con lenta maestria, con rimandi preziosi ad altri suoi capolavori (c’è Nightmare Before Christmas, nell’Halloween del piccolo Willy, e c’è Ed Wood, nella tosatura delle pecore rosa), in un’esplosione di colori che è solo apparente, perché l’anima gotica di Burton trasuda nelle fobie di Wonka, nei cieli perennemente grigi della città atemporale di Charlie, nell’incendio che sancisce il fine spettacolo di benvenuto dato dalle marionette, nei ricordi angosciosi dell’infanzia del cioccolataio. Un’infanzia rovinata da cioccolatini bruciati nella stufa da un babbo dentista, ma che riesce ad apparirci, in questa fiabesca filastrocca, come la più grande delle tragedie.
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tessa
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giovedì 23 giugno 2005
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burton colpisce ancora
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Un altro colpo di genio del visionario Burton? Così sembrerebbe a vedere il trailer... Dopo l'angosciante "Mistero di Sleepy Hollow", il commovente "Edward Mani di Forbici", torna di nuovo alla carica con il fidato Depp (che presterà la voce anche a Victor Van Dort, nella prossima opera di Burton, "Corpse Bride", cartoon stilisticamente simile al geniale "Nightmare Before Christmas").
La coppia promette scintille già dalle immagini concentrate nei due minuti di trailer, che lascia un senso di sorpresa, incredulità e aspettativa in chi lo vede. Grazie anche alle bellissime musiche originali di Danny Elfman, altro fedele collaboratore di Burton. Insomma, si prospettano 106 ottimi minuti.
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joker 91
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martedì 7 dicembre 2010
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la genialità burtoniana
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Tim burton non si smentisce ed crea un altro grandissimo film con un immaginativa che va oltre ogni limite. Depp è maestoso in una parte creata apposta per le sue capacità camaleontiche,highmore è bravissimo ed un signor Lee fa la sua porta figura nella parte del padre che distrugge i sogni. Scenografie che lasciano meravigliati ed un calore famigliare avvolge la pellicola e per di più con piacere ricordandoci che i veri valori derivano da essa. Un regista fantastico che dai tempi di Beetlejuice e Batman in poi non si è più fermato
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ryan.gamer
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martedì 16 marzo 2010
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burton ci porta nella sua (infinita) immaginazione
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Willi Wonka nella fabbrica di cioccolato. Un uomo nella sua fabbrica che chiama dei bambini a visitarla.
Tim Burton, uno dei migliori autori del cinema mai esistiti. Se vuole fare un film per riflettere, non si limita a rallentare la cinepresa. Se vuole fare un film sulla pazzia e sull'assurdo, non crea un film scandalo vietato ai minori. Lui media. E dopo che ha trovato l'equilibrio, esagera con la sua immaginazione, per fare quello che altri registi fanno con il sangue, parolaccie o con il sesso. Lui è il regista, se vuole un film sul filo che separa vita e morte, il suo stile, un pupazzetto, le musiche di Danny Elfman, fanno quello che un demone o uno zombie non potrebbero mai fare.
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Willi Wonka nella fabbrica di cioccolato. Un uomo nella sua fabbrica che chiama dei bambini a visitarla.
Tim Burton, uno dei migliori autori del cinema mai esistiti. Se vuole fare un film per riflettere, non si limita a rallentare la cinepresa. Se vuole fare un film sulla pazzia e sull'assurdo, non crea un film scandalo vietato ai minori. Lui media. E dopo che ha trovato l'equilibrio, esagera con la sua immaginazione, per fare quello che altri registi fanno con il sangue, parolaccie o con il sesso. Lui è il regista, se vuole un film sul filo che separa vita e morte, il suo stile, un pupazzetto, le musiche di Danny Elfman, fanno quello che un demone o uno zombie non potrebbero mai fare.
La fabbrica ora è la più grande mai esistita. Dentro troviamo un monte, un "parco commestibile" e un ospedale per le "marionette ustionate". Dentro alla fabbrica troviamo Johnny Depp, l'alter ego di Burton. Il suo stile fatto attore, che porta in giro i bambini per trovare quello meno fastidioso, quello meno bambino possibile, per dargli, in futuro, la sua fabbrica in eredità.
Charlie è un bambino povero, la sua famiglia è povera. Vive in una casa "storta" che sembra stia per crollare, con un buco sul tetto. La povertà secondo Burton. Il modo più efficacie perchè anche i bambini la vedano.
Charlie riuscirà ad incontrare il signor Wonka, ad entrare nella fabbrica, dove cinque bambini sono cinque modelli di educazione, usi, tradizioni e caratteri diversi. Uno solo arriverà in fondo "vincitore".
Ma nemmeno tutto il cioccolato (o altri dolci) del mondo possono sostituire la famiglia.
Anche questa è una fiaba di Burton.
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