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ivy
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mercoledì 22 febbraio 2006
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bello e forte come la colonna sonora
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Mi aspettavo un buon film dato il regista (Sam Mendes) e dato il super-attore protagonista (Jake Gyllenhaal) e così è stato.
Anzi, contrariamente a tanti critici italiani, l' ho trovato un gran bel film, forte, veloce e soprattutto molto schizzato. Del resto un film che affronta una guerra quantomai fantomatica non può permettersi di essere un classic war-movie e neppure deve essere un reportage avvincente per piangere del nulla.
Jarhead e' un film che lascia giustamente spazio al libero fluire dei pensieri del tiratore scelto Tony, che non sparerà nemmeno un colpo da quel "mitico" fucile che gli è stato detto essere parte di lui. Spesso si tratta di pensieri ambigui proprio perchè non possono essere lucidi e la grossolanità di molti marines, beh, non stupisce nessuno e racconta esattamente come stanno le cose, allucinanti appunto.
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Mi aspettavo un buon film dato il regista (Sam Mendes) e dato il super-attore protagonista (Jake Gyllenhaal) e così è stato.
Anzi, contrariamente a tanti critici italiani, l' ho trovato un gran bel film, forte, veloce e soprattutto molto schizzato. Del resto un film che affronta una guerra quantomai fantomatica non può permettersi di essere un classic war-movie e neppure deve essere un reportage avvincente per piangere del nulla.
Jarhead e' un film che lascia giustamente spazio al libero fluire dei pensieri del tiratore scelto Tony, che non sparerà nemmeno un colpo da quel "mitico" fucile che gli è stato detto essere parte di lui. Spesso si tratta di pensieri ambigui proprio perchè non possono essere lucidi e la grossolanità di molti marines, beh, non stupisce nessuno e racconta esattamente come stanno le cose, allucinanti appunto.
Super colonna sonora e, ancora una volta lo ripeto, super Jake Gyllenhaal, il meritato vincitore ai Bafta's come miglior attore non protagonista in Brokeback Mountain.
Ottima la scena dell' incubo notturno.
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(di rey23)
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adrianoemi
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sabato 28 febbraio 2009
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al di sotto della guerra, l'essere un jarhead
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Nonostante in Italia qualche giornalista abbia dato la "sufficienza" a quest'opera, è d'obbligo dire che in USA è stata acclamata dalla critica, premiata e plurinominata a vari awards. Il film è tratto dall'autobiografia di Anthony Swafford, che della pellicola è il protagonista (Swaff), con aggiunte date dai racconti di testimoni diretti della prima guerra del Golfo. Ma questa guerra non è affatto la protagonista per Mendes: i personaggi la cercano, la temono, la inseguono, e quando stanno per esserci.. eccola che è finita, e tornano a casa. L'unico momento in cui il marine (in slang: jarhead) potrebbe finalmente sparare il colpo contro l'iraqueno e dare un senso a tutta l'attesa dell'essere (lì), viene interrotto dai bombardamenti di aerei amici che lo precedono.
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Nonostante in Italia qualche giornalista abbia dato la "sufficienza" a quest'opera, è d'obbligo dire che in USA è stata acclamata dalla critica, premiata e plurinominata a vari awards. Il film è tratto dall'autobiografia di Anthony Swafford, che della pellicola è il protagonista (Swaff), con aggiunte date dai racconti di testimoni diretti della prima guerra del Golfo. Ma questa guerra non è affatto la protagonista per Mendes: i personaggi la cercano, la temono, la inseguono, e quando stanno per esserci.. eccola che è finita, e tornano a casa. L'unico momento in cui il marine (in slang: jarhead) potrebbe finalmente sparare il colpo contro l'iraqueno e dare un senso a tutta l'attesa dell'essere (lì), viene interrotto dai bombardamenti di aerei amici che lo precedono. La guerra resta fondamentalmente come scenario, statico, di carboni umani, bruciati già da tempo da altri, e i marines a piedi sotto una pioggia di petrolio ("la terra sanguina") si perdono davanti al passaggo simbolico di un cavallo agonizzante totalmente ricoperto di oro nero . I marines tornano a casa senza aver sparato che in aria, come atto di sfogo, atto di camerata, ultimo di una lunga serie. Durante il film infatti i marines si chiamano "checca" a vicenda, vengono costantemente ripresi mezzi nudi, sotto le docce, nei bagni, si fanno riferimenti continui a erezioni e masturbazioni (la cinepresa stessa riprende Swaff masturbarsi); una frase chiave del pratogonista spiega come quegli uomini non fecero molta guerra ma sotto quelle tende si masturbarono un po' troppo; come apoteosi di questo atteggiamento erotico, Mendes ci mostra Jake Gyllenhaal (Swaff) nella vigilia di natale vestito unicamente da un cappello da babbo natale usato come perizoma, il resto del suo corpo nudo di fronte all'acclamazione di tutti i compagni. Se non bastasse, come scherno al loro superiore, i compagni mimano un'orgia, dove Swaff riceve un rapporto orale. Su un cartellone i giovani ragazzi, man mano, appuntano le foto delle loro mogli o fidanzate divenute ormai ex in quanto infedeli. Nessun ruolo femminile positivo: al finale, tornati tutti a casa, anche la ragazza di Swaff è ormai di un altro; tempo dopo viene contattato dai suoi ex colleghi per un sopraggiunto lutto: Troy, che era stato il Jarhead compagno di avventure di Swaff, poi cacciato perchè uso a stupefacenti, è morto. Swaff si dispera sulla salma del suo compagno, e il film termina con questa frase:
"Un uomo usa un fucile per molti anni e va in guerra. Dopo, torna a casa e vede che qualsiasi altra cosa farà della sua vita, costruire una casa, amare una donna, cambiare il pannolino a suo figlio, rimarrà sempre un Jarhead. E tutti i Jarhead che uccidono e muoiono, saranno sempre come me. Noi siamo ancora nel deserto...". Se pensiamo al film Cold Montain, vediamo che qui siamo esattamente all'opposto: la guerra è fine a se stessa, non c'è nessun obiettivo da raggiungere nè una promessa sposa ad attenderti, perchè ti ha tradito: il sogno stesso della vita ti ha tradito, e tu, come il veterano vietnamita che chiede di partecipare ancora alla tua parata, non esisti che per quella guerra: sarai sempre il Jarhead ancora lì nel deserto accanto agli altri, accanto al tuo compagno che non ce l'ha fatta.
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[+] bravo
(di sergente hartman)
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darko
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lunedì 20 febbraio 2006
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pop-esistenzialismo, america urra'
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Visto finalmente l'ultimo attesissimo lavoro di Sam Mendes, bisogna ammettere che il fortunato cineasta e drammaturgo (fa anche teatro) di AMERICAN BEAUTY e ROAD TO PERDITION - ERA MIO PADRE il talento e le idee ce li ha eccome. Premettiamo che il signor Mendes appartiene a quella categoria di registi che partecipano a un film senza firmare la sceneggiatura e questo forse lo fa, astutamente, per eludere la facile classificazione di cineasta che porta una filosofia da insegnare tramite trilogie-teorie o quant'altro, film-pensiero..Insomma Mendes non è un autore! La sua produzione è alquanto scapigliata e diversa ed è giusto così. Nell'incipit di JARHEAD che cita apertamente Full Metal Jacket di S.
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Visto finalmente l'ultimo attesissimo lavoro di Sam Mendes, bisogna ammettere che il fortunato cineasta e drammaturgo (fa anche teatro) di AMERICAN BEAUTY e ROAD TO PERDITION - ERA MIO PADRE il talento e le idee ce li ha eccome. Premettiamo che il signor Mendes appartiene a quella categoria di registi che partecipano a un film senza firmare la sceneggiatura e questo forse lo fa, astutamente, per eludere la facile classificazione di cineasta che porta una filosofia da insegnare tramite trilogie-teorie o quant'altro, film-pensiero..Insomma Mendes non è un autore! La sua produzione è alquanto scapigliata e diversa ed è giusto così. Nell'incipit di JARHEAD che cita apertamente Full Metal Jacket di S. Kubrick manca la geometria, la metrica, insomma quella finezza artistica che fa da giusto sguardo distaccato e sardonico tipico dei film di KUBRIK Se insomma manca la ricerca spasmodica della perfezione scenica e dell'immagine, almeno c'è un totale assorbimento verso l'analisi interiore del soldato che non si potrebbe avere altrimenti se non inclinando la cinepresa, piegarla e dare al film quell'atmosfera tipica del film di genere (in questo caso trattasi del war-movie). Però poi l'amante del cinema vero sarà contento di scoprire che sul campo di guerra in realtà i soldati non riescono ad uccidere nessuno. Questo apre dunque un varco all'interpretazione politica dell'opera, che quindi oltrepassa il genere e vuole parlare d'altro (cosa si prova a stare in mezzo alle bombe e perchè si fa la guerra, con conclusione che non si sà assolutamente niente. La conoscenza è filtrata da una grande mano che muove i fili, in un paese che è tutt'altro che unito - potrei andare avanti, ma lo spazio è insufficiente..) Jake Gyllenhaal, giovane sì, ma già capace di abbracciare tutta una serie di ruoli ognuno particolarmente differente dall'altro, esprime benissimo il disagio e l'incertezza di chi finisce fra i fucili e le bombe per sbaglio, per noia, combattuto da una vita assurda e cretina quanto lo è quella di Kevin Spacey in A.B. Se si perde la fidanzata, tanto peggio. Non sta lì il conflitto degli UOMINI delfilm Il fulcro di questa opera strana e magnetica, quindi bella, sta proprio nella sua natura straniante e metafisica e, non a caso, si cita apertamente LO STRANIERO di Albert Camus, esponente n. 2 dell'Esistenzialismo dopo Sartre. Unica nota negativa, il discorso finale fuori campo fin troppo didascalico e a quel punto anche francamente inutile. Non1soloattoreFuoriPosto
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[+] bella recensione
(di bessemer451)
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sotax
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venerdì 24 febbraio 2006
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lo zio sam ti seduce
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e' una campagna d'arruolamento per marines: non si fa vedere la morte e la sofferenza, tranne i cadaveri irriconoscibili dei profughi; non muore nessun soldato, anzi tutte le volte che viene mostrato il mondo fuori dall'esercito e' piu' squallido di quello dei marines.
Il colmo e' la scena quando il protagonista deve colpire da lontano l'iracheno, ma interrompono l'ordine di sparare dopo venti minuti di attesa: magari un giovane americano gli avrebbe sparato volentieri a quella testa da videogioco.
la locandina dice: "la guerra e' dentro di noi" (?)...
comunque le scene di azione nel deserto sono molto belle.
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(di drabbit17)
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(di cg)
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