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martino76
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sabato 12 novembre 2011
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grande messaggio da un film semplice
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La prima sensazione è di distacco perché il film è girato in piena montagna, in ambienti che apparentemente hanno poco da dire. Ma anche nella solita vita di paese alcun piccoli eventi hanno tanti messaggi da trasmettere.
L’arrivo di una nuova famiglia in un paese rurale di montagna fa emergere tutte le imperfezioni dell’animo umano; curiosità, diffidenza, pregiudizio, malvagità, vigliaccheria e infine indifferenza.
Il messaggio è ancora più forte perché girato in luoghi, quelli di montagna del nord Italia come del resto può esserlo il paesino sperduto del sud Italia, che per loro natura tendono a chiudersi nel loro mondo fatto di tradizioni ,di bigottismo, alzando barriere verso tutto ciò che è novita.
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La prima sensazione è di distacco perché il film è girato in piena montagna, in ambienti che apparentemente hanno poco da dire. Ma anche nella solita vita di paese alcun piccoli eventi hanno tanti messaggi da trasmettere.
L’arrivo di una nuova famiglia in un paese rurale di montagna fa emergere tutte le imperfezioni dell’animo umano; curiosità, diffidenza, pregiudizio, malvagità, vigliaccheria e infine indifferenza.
Il messaggio è ancora più forte perché girato in luoghi, quelli di montagna del nord Italia come del resto può esserlo il paesino sperduto del sud Italia, che per loro natura tendono a chiudersi nel loro mondo fatto di tradizioni ,di bigottismo, alzando barriere verso tutto ciò che è novita. E’ questo il processo di involuzione che regredisce l’uomo.
Uno dei momenti più bello del film è il dialogo che si tiene in auto tra il francese e il musicista. All’affermazione del musicista che dice: “il popolo per essere se stesso deve continuare a salvaguardare la propria cultura parlare la propria lingua, E’ la lingua che dice che delle persone hanno vissuto assieme per molto tempo”, il francese risponde : “ No! La cultura nasce dalla convivenza. Nel vivere insieme, giorno dopo giorno.. cosa ti è rimasto della tua cultura ? la nostalgia?”
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manuelkom
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martedì 27 settembre 2011
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qualcuno ha urlato al capolavoro.....ma!!!
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Ok...Se vogliamo fare gli italiani patriottici sono d'accordo con voi, ma purtroppo l'amore per il cinema mi spinge a dire che è uno dei film più pallosi della storia!!! Ho letto frasi del tipo "merita le 4 stelle Una per il coraggio, due per le difficoltà della distribuzione, la terza per la prova corale di tutti gli attori, bravissimi e non professionisti, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali." Rispondo a questo, secondo me agli amanti del cinema come me se ne fregano altamente del coraggio del regista...2 ci credo che la distribuzione è stata difficile un film interamente in dialetto piemontese e in francese con una trama povera e secondo me poco attenta, 3 GLI ATTORI BRAVISSIMI?! Per carità erano tutti non professionisti, però da qui a dire bravissimi ce ne vuole.
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Ok...Se vogliamo fare gli italiani patriottici sono d'accordo con voi, ma purtroppo l'amore per il cinema mi spinge a dire che è uno dei film più pallosi della storia!!! Ho letto frasi del tipo "merita le 4 stelle Una per il coraggio, due per le difficoltà della distribuzione, la terza per la prova corale di tutti gli attori, bravissimi e non professionisti, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali." Rispondo a questo, secondo me agli amanti del cinema come me se ne fregano altamente del coraggio del regista...2 ci credo che la distribuzione è stata difficile un film interamente in dialetto piemontese e in francese con una trama povera e secondo me poco attenta, 3 GLI ATTORI BRAVISSIMI?! Per carità erano tutti non professionisti, però da qui a dire bravissimi ce ne vuole... Il peggiore secondo me proprio Thierry Toscan sembrava finto come 7 euro di carta,unica nota lieta Alessandra Agosti come al solito bellissima e preparata, anche in francese! Commentare questo film credo che sia facile e difficile allo stesso tempo,capirlo ancor di più....si ok un paese intero non vuole uno sconosciuto e ci siamo ma la tresca tra la protagonista e il sindaco??Per non parlare del matto che si suicida, il quale per tutto il film si vede circa mezzo minuto!!! IL VENTO FA IL SUO GIRO E SPERIAMO CHE NON TORNI A TROVARCI!
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nigel mansell
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lunedì 5 settembre 2011
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le tradizioni fini a sè stesse sono morte
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Le tradizioni solo fini a se stesse tese solo a ricordare il passato sono morte. Così come muore la cultura, la lingua e la tradizione occitana nel paesino protagonista della storia, perchè essa va rinnovata continuamente nella condivisione come dice il "francese" che arriva dai Pirenei.
Che dire? Ottimo film, immagino girato con pochissimi soldi, ben girato con le facce dei veri valligiani che altrimenti non si sarebbe potuto fare e con una fotografia stupenda.
Impariamo da questa pellicola: la terra non è di nessuno ma di chi ci vive e ne trae sostentamento, non esistono razze, ma solo etnie, e nessuna è superiore all'altra, parlare di tolleranza prevede che ci sia un qualcosa di sgradevole da sopportare e la tradizione come sola ripetizione del passato è come venerare un vecchio pappagallo imbalsamato, tutto impolverato.
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astromelia
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lunedì 29 agosto 2011
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straordinario
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questi film si ha occasione di vederli solamente per caso,magari facendo zapping in tv come mi è successo ieri sera,devo dire una perla rara in mezzo a film italiani decisamente spazzatura, una pellicola perfetta sotto tutti i punti di vista , intensa senza mai stancare,spaccato di vita lontana dal caos quotidiano delle grandi città,ma neanche troppo remota,per tema e insegnamenti, mi aveva colpito il titolo del film ,per fortuna ho pensato bene di guardarlo,semplicemente straordinario, complimenti al regista anche se in ritardo.
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weach
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mercoledì 6 ottobre 2010
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il timore di condividere
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Il vento fa il suo giro
In una a realtà montana della alpi occidentali italiane si porta in scena il silenzio della montagna , i tempi lenti di integrazione del pensiero, il pensiero di diffidenza verso il diverso , verso chi non è “parte “ di una piccola comunità montana di anziani .
Parlerei dell’intolleranza che ha radici nel silenzio e nel saltuario confronto con chi non è come noi; un intolleranza che nasce come già detto dalla difficoltà espandere il proprio essere senza timori .
Razzismo altro non è che questo sentimento di diffidenza ,poco propenso al confronto ,per paura del confronto stesso, perché si teme di non essere all’altezza di sostenere” uno scambio reciprocamente vantaggioso”.
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Il vento fa il suo giro
In una a realtà montana della alpi occidentali italiane si porta in scena il silenzio della montagna , i tempi lenti di integrazione del pensiero, il pensiero di diffidenza verso il diverso , verso chi non è “parte “ di una piccola comunità montana di anziani .
Parlerei dell’intolleranza che ha radici nel silenzio e nel saltuario confronto con chi non è come noi; un intolleranza che nasce come già detto dalla difficoltà espandere il proprio essere senza timori .
Razzismo altro non è che questo sentimento di diffidenza ,poco propenso al confronto ,per paura del confronto stesso, perché si teme di non essere all’altezza di sostenere” uno scambio reciprocamente vantaggioso”.
La regia si concentra su di una piccola comunità montana, sui primi piano, sui silenzi , sulla parola stretta dell’ idioma locale ., su queste parole che escono a stento perché abituate raramente ad espandersi.
Poi la natura che incombe e domina su tutto ; appare un uomo è più proiettato verso l’introspezione ; poco propenso a “rischiare” un contatto.
L’occasione del confronto si verifica anche in questa piccola comunità di montagna ,piena di anziani ,quando un pastore di origine francese , con la sua famiglia ,decide di insediarsi nella zona .
Ma “la cultura nasce dalla convivenza “e “dal coraggio dia andare contro le tradizioni per fare quello che si vuole fare” quindi bisogna essere coraggiosi .
L’”intruso” , prima accolto con indecisione , poi viene messo sotto giudizio severo dalla maggioranza della comunità creandosi le condizioni definitive di non accettazione , sino alla definitiva dipartita dell’ ”Intruso” che non deve diventare parte e non può condividere
Gli strumenti della dipartita sono i soliti;vedere negli altri tutti i nostri difetti con un atteggiamento di intolleranza “ castigarli senza pietà.”
Bel film , vero , sulla solitudine delle culture minori che si vogliono chiudere in se stesse per non perdere la propria identità colturale nel contatto con il “nuovo”.
Weach illuminati
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edward teach
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sabato 15 maggio 2010
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bel film
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fabrizio cirnigliaro
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mercoledì 3 febbraio 2010
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tolleranza zero
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Pellicola girata con un basso budget, meno di 500.000 euro, e distribuito in pochissime sale, il film è riuscitoa diventare un piccolo cult movie, grazie soprattutto al passaparola e ai premi e riconoscimenti ottenuti nei vari festival. Nonostante quest’opera sia totalmente in contrasto con le tendenze del cinema italiano degli ultimi anni.
Il vento fa il suo giro non è una storia di teenager, non è ambientato nel 68 o nei momenti “caldi” della storia italiana, inoltre quasi tutti gli attori non sono professionisti, e i dialoghi sono in 3 lingue: italiano, francese e occitano.
Quasi metà del film infatti è sottotitolato.
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Pellicola girata con un basso budget, meno di 500.000 euro, e distribuito in pochissime sale, il film è riuscitoa diventare un piccolo cult movie, grazie soprattutto al passaparola e ai premi e riconoscimenti ottenuti nei vari festival. Nonostante quest’opera sia totalmente in contrasto con le tendenze del cinema italiano degli ultimi anni.
Il vento fa il suo giro non è una storia di teenager, non è ambientato nel 68 o nei momenti “caldi” della storia italiana, inoltre quasi tutti gli attori non sono professionisti, e i dialoghi sono in 3 lingue: italiano, francese e occitano.
Quasi metà del film infatti è sottotitolato. La regia non sbaglia un inquadratura, non si ha l’impressione di assistere ad un’opera prima.
Gli abitanti hanno nostalgia del passato, e sono incapaci anche solo di immaginare un futuro per la loro comunità.
Non perdono occasione per ricordare e celebrare il rito del Rueido, con cui si intende il tempo in cui ognuno aiutava l’altro per il bene comune ed il suo bene personale, e poi hanno un comportamento opposto nei confronti degli “altri”.
Solo lo “scemo del villaggio” entrerà totalmente in sintonia con la famiglia francese, ma quando decideranno di lasciare il paese, il vuoto nella vita del ragazzo sarà impossibile da colmare.
La difficoltà dell’inserimento dello straniero in un a piccola comunità, la chiusura delle persone nei confronti del prossimo, la tendenza ad escludere sempre il diverso,
lo spopolamento dei piccoli borghi, sono gli argomenti principali trattati in questa pellicola, che offre molti spunti di riflessione
Il vento fa il suo giro è lo specchio dell’Italia racchiuso in un paese di un centinaio di abitanti.
Mentre per Fausto, occitano doc, “ Un popolo per essere se stesso deve salvaguardare la propria cultura, parlare la propria lingua. È la lingua che dice che delle persone hanno vissuto insieme per un migliaio di anni”, per Philippe invece“ La cultura nasce dalla convivenza, vivere insieme, giorno dopo giorno”
Per molto lo straniero, nel piccolo paese come nelle grandi città, è visto come una minaccia: per la nostra cultura, per le nostre tradizioni, perché tolgono il lavoro agli italiani, alla gente del posto. Altri invece sono più cauti nei confronti dello straniero, sono tolleranti. Ma come dice Pier “ A me la parola tolleranza non piace. Se tu devi tollerare qualcuno non c’è il senso di eguaglianza”
Queste parole riescono a trasformare uno slogan sfruttato dalla propaganda di guerra in un sogno utopistico.
Tolleranza zero
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paolo bisi
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domenica 26 luglio 2009
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uno dei migliori film italiani degli ultimi anni
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Ottimo film che segna l'esordio alla regia di Giorgio Diritti. Un film originale che fa riflettere sul rapporto che ha l'uomo con gli sconosciuti e soprattutto col proprio passato. Gli abitanti del paese rappresentano in modo esemplare la società moderna, incapace spesso di coltivare rapporti col prossimo. I paesani sono molto chiusi e freddi nei confronti del nuovo arrivato perchè si sentono superiori, non accorgendosi delle straordinarie qualità del francese. Quelle capacità che consentirono agli stessi abitanti del paese di vivere bene in un passato non troppo lontano. Questo comportamento freddo porterà loro solo all'isolamento e all'emarginazione dalla società
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francesco2
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martedì 30 giugno 2009
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giri di luna..........tra vento e noia
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Non condivido decisamente questo entusiasmo per il film di Gritti.
Quando si vuole realizzare lo spaccato di una comunità,e (in questo caso) del suo rapporto con il forestiero,la cinepresa dovrebbe seguire un'altra impostazione:cogliere i volti e le sfumature presenti sul viso delle persone, e cercare(Con l'aiuto del dialetto tipico del luogo) cogliere al contempo lo stato d'animo e la diffidenza nei confronti di chi potrebbe turbare il loro paradiso, vero o presunto che sia.
Ma Gritti opera una scelta diversa, costruisce dei dialoghi relativamente lunghi con inquadrature che senza un eccesso di fantasia ci (Tras)portano da una scena all'altra.Quindi, una successione di figure e situazioni, neanche tutte originalissime.
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Non condivido decisamente questo entusiasmo per il film di Gritti.
Quando si vuole realizzare lo spaccato di una comunità,e (in questo caso) del suo rapporto con il forestiero,la cinepresa dovrebbe seguire un'altra impostazione:cogliere i volti e le sfumature presenti sul viso delle persone, e cercare(Con l'aiuto del dialetto tipico del luogo) cogliere al contempo lo stato d'animo e la diffidenza nei confronti di chi potrebbe turbare il loro paradiso, vero o presunto che sia.
Ma Gritti opera una scelta diversa, costruisce dei dialoghi relativamente lunghi con inquadrature che senza un eccesso di fantasia ci (Tras)portano da una scena all'altra.Quindi, una successione di figure e situazioni, neanche tutte originalissime.
E' un caso che questo film, come un altro titolo sperimentale, "Giri di luna tra terra e mare",(Un pò superiore a questo) nelle sale abbia avuto serie difficoltà, dopo avere fatto(Mi sembra) incetta di premi nei festival internazionali?Forse no e forse sì,anche se la valutazione del pubblico non sempre è così determinante.
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[+] guarda che si chiama diritti e non gritti
(di gilezzelig)
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il conte di montecristo
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mercoledì 29 aprile 2009
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trionfo e sconfitta del cinema italiano
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La gente va a vedere "Non prendere impegni sta sera" o "Il seme della discordia", film penosi e pubblicizzati che trovano soldi e finaziamenti per far pubblicità ed avere attori famosi. Vergogna!!!!
Questo è un film! Ben girato, ben raccontato, bella fotografia, ben sceneggiato. Infatti vince premi in giro per l'Europa e in pochi sanno che è uscito. Al cinema nel mio paese neanche è passato. Tanto di cappello al cinema italiano.
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