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dragonia
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lunedì 26 dicembre 2011
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inquietante e divertente allo stesso tempo
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Nonostante non lo ritenga un film evento, di sicuro è superiore a tanti altri prodotti, dello stesso genere e non. Motivo principale di questo giudizio positivo è un'atmosfera che mixa perfettamente gotico e horror in modo migliore del mistero di Sleepy Hollow (che, onestamente, non mi ha spaventato affatto). Gli attori, fra i quali sguazza l'affiatata coppia Ledger - Damon, sono tutti bravi, persino (incredibile, vero?) il breve cameo della Bellucci nel ruolo di perfida strega, per non parlare dell'ironico e sinistro Jonathan Pryce; l'unico ad apparire in alcuni (rarissimi) punti un po' tedioso è la spalla comica Peter Stormare, comunque convincente amico\nemico dei protagonisti. Poche esagerazioni, molte citazioni alle favole degli omonimi protagonisti, ovviamente, ironia che non stona e molte scene decisamente sgradevoli (di cui il bambino che si trasforma in omino di marzapane, gli alberi che si muovono, il cavallo indemoniato e sciami di insetti sono solo una parte) ne fanno uno spettacolo da vedersi con piacere, a patto che lo si faccia restare lontano dai giovanissimi: infatti, di sicuro loro ne resteranno a dir poco traumatizzati.
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fabian t.
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venerdì 3 giugno 2011
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le mirabolanti origini creative dei fratelli grimm
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Terry Gilliam riesce egregiamente a realizzare un film coinvolgente, ironico e fantasmagorico, utilizzando spunti gotico-fantastici quali espedienti per illustrare le origini delle storie dei noti fratelli Grimm (ben interpretati dai due bravi attori). Non molti hanno percepito l'ottima idea che sta dietro a tutta la storia, in quanto il regista ha preferito concedere uno sviluppo più avventuroso e accattivante che non riflessivo e corrosivo come in altri suoi lavori. In realtà, l'idea è appunto quello di citare non solo alcuni elementi ripresi dai Grimm nelle loro raccolte di fiabe, ma anche e soprattutto le radici stesse delle leggende popolari e della cultura pagana che per secoli la tradizione aveva tramadato oralmente.
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Terry Gilliam riesce egregiamente a realizzare un film coinvolgente, ironico e fantasmagorico, utilizzando spunti gotico-fantastici quali espedienti per illustrare le origini delle storie dei noti fratelli Grimm (ben interpretati dai due bravi attori). Non molti hanno percepito l'ottima idea che sta dietro a tutta la storia, in quanto il regista ha preferito concedere uno sviluppo più avventuroso e accattivante che non riflessivo e corrosivo come in altri suoi lavori. In realtà, l'idea è appunto quello di citare non solo alcuni elementi ripresi dai Grimm nelle loro raccolte di fiabe, ma anche e soprattutto le radici stesse delle leggende popolari e della cultura pagana che per secoli la tradizione aveva tramadato oralmente. Ecco dunque emergere l'importanza della foresta e dei suoi spiriti, degli alberi e del loro significato arcano, della magia e del mistero della natura, insomma delle paure ancestrali e delle riflessioni che gli uomini avevano tradotto sotto forma di storie e leggende. Più che apprezzabile, allora, la presenza della povera fanciulla vestita di rosso, inevitabilmente divorata dall'uomo-lupo. Qui infatti Gilliam fa un colto riferimento all'originale fiaba di Charles Perrault ("Le Petit Chaperon Rouge", 1697) dove Cappuccetto Rosso viene certamente divorata dalla creatura senza che nessuno la salvi, come preciso monito verso le ragazze che, superata l'adolescenza, si lasciano sedurre da uomini che si fingono miti ma che sono famelici lupi. Ciò che va lodato è pertanto l'aver realizzato non solo una sceneggiatura avvincente con ottimi effetti speciali ma anche una ricerca appassionata sulla natura delle fiabe, terribili e affascinanti al tempo stesso.
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brunus10480
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martedì 28 dicembre 2010
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eccessivamente elaborato: da snellire
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Un film piacevole con una trama molto intrecciata, a volte fin troppo confusa e con buchi logici evidenti dovuti al tentativo di condensare il mondo delle fiabe in un'unica pellicola. Gradevole la ricostruzione della tenebrosa Germania dell'800, già vista nel Mistero di Sleepy Hollow e, per questo, poco originale. La storia è ben studiata con i particolari che emergono a poco a poco e che permettono allo spettatore di identificarsi con i due protagonisti. Tuttavia il film appare troppo lungo e stancante; alcuni personaggi avrebbero potuto tranquillamente essere eliminati, altri sono poco approfonditi psicologicamente. Desta perplessità l'intenzione di legare l'intera storia alle guerre napoleoniche, forse nel tentativo di legarla alla realtà per rendere maggiormente verosimile l'impalcatura fantastica: francamente il generale napoleonico è una figura inutile che appesantisce e banalizza eccessivamente la scrittura, soprattutto nel consueto e "americanissimo" duello finale; lo stesso vale per il torturatore Cavaldi, la cui redenzione finale risulta incomprensibile e fuori luogo, come il finale: lo sceneggiatore si è aggrappato ai vetri per citare la fiaba della bella addormentata e ricercare il lieto fine che accomuna le storie dei Grimm.
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Un film piacevole con una trama molto intrecciata, a volte fin troppo confusa e con buchi logici evidenti dovuti al tentativo di condensare il mondo delle fiabe in un'unica pellicola. Gradevole la ricostruzione della tenebrosa Germania dell'800, già vista nel Mistero di Sleepy Hollow e, per questo, poco originale. La storia è ben studiata con i particolari che emergono a poco a poco e che permettono allo spettatore di identificarsi con i due protagonisti. Tuttavia il film appare troppo lungo e stancante; alcuni personaggi avrebbero potuto tranquillamente essere eliminati, altri sono poco approfonditi psicologicamente. Desta perplessità l'intenzione di legare l'intera storia alle guerre napoleoniche, forse nel tentativo di legarla alla realtà per rendere maggiormente verosimile l'impalcatura fantastica: francamente il generale napoleonico è una figura inutile che appesantisce e banalizza eccessivamente la scrittura, soprattutto nel consueto e "americanissimo" duello finale; lo stesso vale per il torturatore Cavaldi, la cui redenzione finale risulta incomprensibile e fuori luogo, come il finale: lo sceneggiatore si è aggrappato ai vetri per citare la fiaba della bella addormentata e ricercare il lieto fine che accomuna le storie dei Grimm. Buone le interpretazioni di Ledger,Damon e Lena, ottima la scelta della Bellucci per la strega, anche se la sua bellezza appare troppo poco per essere una presenza significativa.
Un film che avrebbe potuto essere scritto e realizzato meglio ma che comunque mantiene una sua dignità
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keanu
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domenica 10 gennaio 2010
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niente di imperdibile !!! ma bello ...
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Il film in se non è nulla di speciale, non è un film imperdibile ...
Ma nel suo piccolo è un piccolo gioiello ... Bello il cast, strepitose e magiche scenografie, storia divertente, un mix di humour, fantasia e avventura, nato dalla visionaria fantasia di Gilliam ...
Pecca: gli effetti speciali, molto sfortunatamente mal fatti, peccato.
Comunque x gli amanti del fantasy, come me, ottimo !
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packman
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domenica 15 novembre 2009
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fiaba noiosa e ripetitiva
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bah,gilliam non ci metto lo stile e esce fuori un film orribile.Cast pessimo,bene solo Ledger e Damon
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-ary-
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venerdì 17 luglio 2009
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a dir poco eccezionale
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bravissimi Heat Ledger e Matt Damon. Bellissima la storia fatta di favole intrecciate tra loro.
Consigliatissimo!!!!!!!!!!!!!!!
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strega
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giovedì 9 ottobre 2008
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che tristezza
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Non sono riuscito a finire di vederlo. Mi dispiace per Ledger ma questo film è veramente orribile.
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gatsby
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sabato 4 ottobre 2008
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quegli stramapalati dei fratelli grimm
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Ieri sera in tv han trasmesso “I fratelli Grimm …e l’incantevole strega” ed io-poiché ammiro e apprezzo oltremodo Heath Ledger-ho deciso di guardarlo benché quando fosse uscito al cinema non sia andata a vederlo, certa che non valesse molto.
Secondo il film, i Grimm (con due come dice presentandosi uno dei due) erano due ragazzini nati poverissimi in Olanda che da piccoli persero una sorella. Il più grande è Will/Matt Damon (Will che dovrebbe essere l’abbreviazione INGLESE per l’olandese Wilhelm?!) ed è il classico uomo tutto d’un pezzo da film saldamente ancorato alla ragione, non crede nel fantastico, visto che vive grazie ad espedienti truffaldini proprio sfruttando la credulità altrui, ed ha passato l’intera esistenza in quanto fratello maggiore a prendersi cura del minore e della famiglia priva del padre.
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Ieri sera in tv han trasmesso “I fratelli Grimm …e l’incantevole strega” ed io-poiché ammiro e apprezzo oltremodo Heath Ledger-ho deciso di guardarlo benché quando fosse uscito al cinema non sia andata a vederlo, certa che non valesse molto.
Secondo il film, i Grimm (con due come dice presentandosi uno dei due) erano due ragazzini nati poverissimi in Olanda che da piccoli persero una sorella. Il più grande è Will/Matt Damon (Will che dovrebbe essere l’abbreviazione INGLESE per l’olandese Wilhelm?!) ed è il classico uomo tutto d’un pezzo da film saldamente ancorato alla ragione, non crede nel fantastico, visto che vive grazie ad espedienti truffaldini proprio sfruttando la credulità altrui, ed ha passato l’intera esistenza in quanto fratello maggiore a prendersi cura del minore e della famiglia priva del padre. Il minore è Jacob/Heath Ledger, abbreviato anche in questo caso con l’anglofono Jake (ribadisco: ???)ed è l’esatto contrario del fratello: appassionato di vecchie storie fantastiche tanto che da piccolo barattò un tozzo di pane con dei supposti fagioli magici.
La storia inizia con una panoramica sulla loro vita di truffatori e l’incarico da parte di un generale francese di scoprire e fare arrestare dei truffatori simili a loro che però terrorizzano il villaggio di Marbanden impedendo all’esercito francese di imporvi il proprio dominio (anche a questo proposito non vedo la connessione fra le due cose). I due fratelli giungono nel villaggio ed in breve scoprono che non si tratta affatto di una truffa ma di un vero e proprio incantesimo perpetrato dalla strega della foresta (una Monica Bellucci il cui unico ruolo è fare da tentatrice nei confronti dei malcapitati…impegnativo per una che è già un sex symbol di suo eh?)e dopo i classici litigi tra i due perché se Jacob intuisce fin da subito che si tratti di una stregoneria, Will ne dubita si mettono s lavoro; a complicare il tutto si aggiunge l’amore di entrambi per una ragazza del villaggio, Angelica, di professione cacciatore.
Inutile dire che non è affatto un gran capolavoro, apprezzabili sono però gli effetti speciali che incutono paura e fascino al tempo stesso e l’interpretazione stralunata di Ledger che tratteggia un Jacob che fa tanta tenerezza (…ma chissà, forse in questa sensazione ha collaborato il mio spirito da crocerossina) che però fa da contraltare ad un Will approfondito quanto una pozzanghera: han semplicemente costruito uno stereotipo e gli han dato un nome e un volto che all’epoca era appena giunto all’apice del successo grazie a The Bourne Identity.
Carina però la reinterpretazione della biografia dei due fratelli delle fiabe (oltre l’inversione dell’ordine di nascita) e l’inserzione nella trama di elementi delle loro fiabe: Cappuccetto Rosso, la Bella Addormentata, Hansel e Gretel, Raperonzolo (per la principessa nell’alta torre) etc.
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