Cacciatore di teste

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Un film di Constantin Costa Gavras. Con José Garcia, Karin Viard, Geordy Monfils, Christa Theret, Ulrich Tukur.
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Titolo originale Le Couperet. Drammatico, durata 122 min. - Belgio, Francia, Spagna 2005. uscita venerdì 10 febbraio 2006. MYMONETRO Cacciatore di teste * * * - - valutazione media: 3,10 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
milomar venerdì 28 novembre 2008
bel film ma provate a pensare... Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

A parte l'ideologia di fondo che può essere più o meno condivisibile, "Cacciatore di teste" è sicuramente un buon film: interessante soggetto e bravi sia gli interpreti che il regista. Però, provate a pensare lo stesso film diretto dai fratelli Coen e, magari, intrpretato da Kevin Spacey e Annette Bening (la coppia di "American Beauty")..... milomar

[+] ...e meno male che non è stato così! (di marezia)
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sc sabato 8 dicembre 2007
terribilmente attuale Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

Il miglior film sul mondo del lavoro attuale che abbia mai visto. Tutto è significativo. Eccezionale il momento del colloquio :" ma non mi chiede nemmeno cosa so fare?" o con lo psicologo che cerca problemi dove non ci sono "io sono il mio lavoro" e cerca di risolvere con la terapia un problema dovuto alla realtà delle cose. Verrebbe voglia di ammazzarli davvero questi psicologi, questi aziendalisti da operetta.

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nigel mansell venerdì 9 febbraio 2007
schiacciatori di teste Valutazione 3 stelle su cinque
86%
No
14%

Una rappresentazione della vita attuale dove i nemici di Costa Gavras non sono più i tiranni, le giunte militari o i politici ma le multinazionali. Il lavoro per noi è diventato la nostra stessa vita, la nostra affermazione sociale e poi un giorno di punto in bianco si delocalizza, si terziarizza, si riduce personale: in sostanza si rimane a casa. Come dice il personaggio, al cui posto di lavoro punta il protagonista: spostano il lavoro nei paesi ancora da sviluppare per ridurre i costi ma poi chi comprerà i prodotti, se si lascia senza stipendio la gente della vecchia Europa che è ancora (forse ancora per poco), uno dei mercati più importanti del mondo? Ci si immedesima nel protagonista: siamo tutti terrorizzati di perdere i nostri privilegi e per questo si diventa schiavi del sistema. [+]

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adriano cavesi mercoledì 31 gennaio 2007
la cultura del narcisismo Valutazione 1 stelle su cinque
50%
No
50%

Parole alla rinfusa.Concetti scopiazzati.

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francesco martedì 1 agosto 2006
nervi tesi Valutazione 3 stelle su cinque
64%
No
36%

Non e' un thriller e non vuole esserlo, non e' nemmeno interessato a una visione realistica degli eventi. 'Cacciatore di teste' e' la storia di un mondo, il nostro, proprio quello fuori dal cinema, dove il fine giustifica i mezzi (come recita il ragazzo nel sottofinale...). Per citare solo qualche episodio che scorre sullo schermo, puoi fingere di avere la moglie che sta male per forzare il blocco stradale di chi sciopera, puoi far biancheggiare le tue gambe da lolitina per distrarre i poliziotti, puoi far sparire la refurtiva per evitare guai a te e a tuo figlio. E puoi progettare di uccidere i tuoi rivali per occupare il loro posto e uscire dalla disoccupazione. Del resto, non si possono anche mandare sul lastrico intere famiglie solo perche' giova agli azionisti? Il film trasmette molto bene - e, secondo me, con un ottimo ritmo per almeno due terzi della durata - la sensazione di nevrosi del protagonista, frustrato e sempre meno fuori controllo benche' con la carta 'ci sappia fare' (e' con la carta che ripara la sedia su cui siede al colloquio). [+]

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a.l. lunedì 17 luglio 2006
i mezzi giustificano il fine Valutazione 3 stelle su cinque
75%
No
25%

Il fenomeno di dirigenti di mezza età disoccupati illustrato da Costa Gavras in Cacciatore di teste non è sconosciuto: il cinema presidia le zone d’ombra di un modello economico predominante, a cominciare da un film del 92’ tratto da una commedia di Memet dal titolo significativo Gli americani fino ad opere più recenti quali i francesi Risorse umane e A tempo perso o gli italiani Mi piace lavorare e Volevo solo dormirle addosso. La contestazione è più etica che propriamente politica: si dà forse per scontato che al sistema capitalistico non siano state trovate finora vere alternative in grado di migliorare a tutte le latitudini e sotto tutti gli aspetti l’esistenza dell’uomo. Le villette linde e i quartieri verdi ove vivono le pacifiche famiglie dei manager di Cacciatori di teste rappresentano l’apparenza di un benessere materiale precario e fragile, ma comunque preferibile alla miseria disperata e sconcia visibile nelle baraccopoli di altre parti del mondo. [+]

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daniele sabato 11 marzo 2006
parodia o realtà? Valutazione 5 stelle su cinque
33%
No
67%

Divertente parodia di come oggi ci si scanni per il posto di lavoro.La freddezza delle esecuzioni è nettamente in secondo piano rispetto all'agghiacciante lucidità con cui vengono eseguite.Interessante la degenerazione insita nel movente:non piu'la vendetta(verso il sistema che lo ha tagliato fuori)sentimento comunque implicito all'umanita,ma l'istinto di sopravvivenza(l'eliminazione del rivale). Ritorno dell'uomo allo stato primitivo?

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artemisia domenica 5 marzo 2006
costa gavras non tradisce Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Ho trovato il film sbalorditivo. duro, spietato, ma intelligente e ben fatto. La storia che sembra paradossale ha invece una chiave di lettura decisamente realistica, legata alle crudeli leggi dell'economia neoliberista. Il meccanismo narrativo, di tipo hitchochiano,suscita empatia per il cattivo e porta però ad un messaggio tipico del militante Costa Gavras:dovremmo combattere insieme invece di scannarci tra noi.Di questi tempi attualissimo.

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andrea lade domenica 19 febbraio 2006
interessante ma ripetitivo Valutazione 3 stelle su cinque
17%
No
83%

Cosa succede ad un uomo dedito al lavoro e realizzato nella sua ditta dopo un ingiustificato e inevitabile licenziamento? Cosa succede ad ognuno di noi dopo essere stati tagliati fuori da un gruppo che prima ci dava oltre che la vita,il motivo di esistere e di far esistere i nostri più cari familiari?A qualcuno verrebbe in mente di uccidere tutti,ad altri solo coloro che potrebbero essere d'intralcio. Il film è una trasposizione dello stress post-licenziamento che attanaglia un benestante e amorevole padre di famiglia,così come ahimè ce ne sono tanti che di fronte ad ulteriori rifiuti decide di sbarazzarsi in modo estremo dei suoi possibili rivali.Il realismo di questo personaggio si trova nei paradossi che la nostra mente elabora in situazioni di forte disagio,che ci spingono ben oltre il lecito. [+]

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Cacciatore di teste | Indice

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venerdì 10 febbraio 2006
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