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tiamaster
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lunedì 30 aprile 2012
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amara commedia "on the road"
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Amara commedia "on the road" che si avvale di una splendida e meravigliosa interpretazione di paul giammati e da una sceneggiatura impeccabile,geniale e mai banale.I personaggi,come da tradizione alexander payne,sono ottimamente caratterizati,e lo spettatore si immedesima subito.Intenso,ironico ed emozionante "sideways" è una commedia che mai tenta di provocare risate facili,ma sempre contestualizza ogni singola battuta,ogni singola inquadratura.Il risultato finale è una commedia drammatica ironica e profonda al contempo,capace di emozionare con dialoghi e personaggi brillanti,e scene indimenticabili.Il finale è stupendo.Consiglio la visione di "a proposito di schmidt",del medesimo regista e di ottima qualità,con un jack nicholson straordinario.
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Amara commedia "on the road" che si avvale di una splendida e meravigliosa interpretazione di paul giammati e da una sceneggiatura impeccabile,geniale e mai banale.I personaggi,come da tradizione alexander payne,sono ottimamente caratterizati,e lo spettatore si immedesima subito.Intenso,ironico ed emozionante "sideways" è una commedia che mai tenta di provocare risate facili,ma sempre contestualizza ogni singola battuta,ogni singola inquadratura.Il risultato finale è una commedia drammatica ironica e profonda al contempo,capace di emozionare con dialoghi e personaggi brillanti,e scene indimenticabili.Il finale è stupendo.Consiglio la visione di "a proposito di schmidt",del medesimo regista e di ottima qualità,con un jack nicholson straordinario.Grande commedia.
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rescart
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mercoledì 29 febbraio 2012
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in vino veritas
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Jack è un attore di soap opera televisive senza futuro; Miles è un professore di lettere in un liceo di San Diego. I due si conoscono dai tempi del college e si ritrovano perchè Miles, che dovrà fare da padrino al primo matrimonio di Jack, lo ha invitato a sue spese a un tour enologico nella zona dei vigneti californiani, che il prof. ben conosce essendo un assiduo frequentatore di aziende vitivinicole e collezionista di vini d'annata. A differenza di Victoria, la sua ex moglie, che è completamente astemia, da con cui nutre la speranza di riannodare il legame spezzato dalla separazione. Infatti Miles non sa che Victoria ha già un nuovo partner anche se provvederà ad aggiornarlo su tali sviluppi l'amico Jack nel bel mezzo del loro viaggio.
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Jack è un attore di soap opera televisive senza futuro; Miles è un professore di lettere in un liceo di San Diego. I due si conoscono dai tempi del college e si ritrovano perchè Miles, che dovrà fare da padrino al primo matrimonio di Jack, lo ha invitato a sue spese a un tour enologico nella zona dei vigneti californiani, che il prof. ben conosce essendo un assiduo frequentatore di aziende vitivinicole e collezionista di vini d'annata. A differenza di Victoria, la sua ex moglie, che è completamente astemia, da con cui nutre la speranza di riannodare il legame spezzato dalla separazione. Infatti Miles non sa che Victoria ha già un nuovo partner anche se provvederà ad aggiornarlo su tali sviluppi l'amico Jack nel bel mezzo del loro viaggio. La notizia scuote Miles, che rischia così di rovinare una nuova promettente storia sentimentale che grazie all'esperienza di Jack ha buone probabilità di realizzarsi con una cameriera che conosce da anni, frequentando quelle zone in solitario, ma che solo ora ha avuto il coraggio di abbordare spinto dall'intraprendente amico. La coppia di amici si rivelerà un mix esplosivo in grado di dare una nuova vita al tran-tran di un'esistenza in apparenza benestante, ma in realtà vissuta continuamente ai limiti dello sforamento del budget. Per questo Miles da un lato non esita a rubare i soldi dal cassetto della madre, a cui ha fatto visita insieme a Jack prima di partire per la settimana di vacanza, in occasione di un di lei compleanno (il primo festeggiato con lei dopo anni di assenza e nonostante lei stessa fosse disposta a prestargli i soldi); Jack ha deciso finalmente di rinunciare alla vita da scapolo impenitente, anche se sarà proprio questa decisione a suscitare in lui il maggior numero di pentimenti della sua vita. Ma ci penserà Miles a riportarlo sulla retta via, facendogli spaccare la faccia dall'amica della sua nuova fiamma a cui ha rivelato, involontariamente, la vera natura di quella vacanza. Scoprire a quarant'anni i valori "collettivistici" dell'amicizia e della vita comune può avere qualche dura ripercussione su due persone abituate all'individualismo tipico di una società capitalistica come quella americana, in cui l'avventore di un fast food deve tenere nascosta sotto il tavolo in un sacchetto di carta la bottiglia di vino d'annata portata da casa, finalmente deciso a degustarsela dopo tanta attesa.
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gabriele beltrame
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mercoledì 23 giugno 2010
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victoria?.terza parte
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La scena che racconta la cena in quattro.Lui si assenta dal tavolo,dopo aver bevuto molto,andando a telefonare alla ex moglie.Non si sente a proprio agio in quella situazione, e non è veramente interessato ad allacciare un rapporto con lei,convinto che nessuna sarà mai come la sua compagna della vita.
Si accorge dopo poco che il suo cuore e la sua mente sono ancora là,ancorati alla sua vecchia vita,ed è sublime il modo in cui il film esteriorizza i suoi sentimenti.In lontananza un telefono squilla libero ed il suo sguardo è assente,e quando la scena esplode lui è al telefono e lei risponde.
Grazie Giamatti per quell’espressione che riesci a regalarci appena lei risponde e tu ripeti il suo nome…Victoria?
E’ tanto tempo che non si sentono ma il sentimento in lui è ancora vivo nel cuore.
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La scena che racconta la cena in quattro.Lui si assenta dal tavolo,dopo aver bevuto molto,andando a telefonare alla ex moglie.Non si sente a proprio agio in quella situazione, e non è veramente interessato ad allacciare un rapporto con lei,convinto che nessuna sarà mai come la sua compagna della vita.
Si accorge dopo poco che il suo cuore e la sua mente sono ancora là,ancorati alla sua vecchia vita,ed è sublime il modo in cui il film esteriorizza i suoi sentimenti.In lontananza un telefono squilla libero ed il suo sguardo è assente,e quando la scena esplode lui è al telefono e lei risponde.
Grazie Giamatti per quell’espressione che riesci a regalarci appena lei risponde e tu ripeti il suo nome…Victoria?
E’ tanto tempo che non si sentono ma il sentimento in lui è ancora vivo nel cuore.
Chiunque abbia passato un ostacolo simile nella propria vita sente qualcosa di vivo dentro di sè.Sentire la voce della persona amata dopo tanto tempo senza essere corrisposti è come una liberazione.Una liberazione irrorata da disperazione,ed è in quel momento che il nostro cuore piange mentre la razionalità ed il tempo passato ci fanno risparmiare le lacrime.Tante,tante le scene da ricordare in quest’opera di quasi due ore che non fa rumore ma lascia un ricordo.
Due personalità completamente diverse,Jack è pragmatico,innamorato delle donne(o forse molto insicuro)opportunista,capace di dimenticare e vivere il momento,a suo modo tenero ma superficiale.
Miles invece acculturato,attento,ansioso ed alquanto disilluso;incapace di lasciare il suo passato alle spalle e convinto che non proverà mai più quello che sentiva per lei,perché lei è l’unica.
Grande sceneggiatura,buoni attori,grande colonna sonora ed una fotografia che rende giustizia al clima caldo di fine estate.
Ottimo film.Da gustare,da guardare,da vivere.
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gabriele beltrame
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mercoledì 23 giugno 2010
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victoria?.seconda parte
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Un’altra scena che amo ricordare è quella che racconta la giornata di giovedì,che inizia con Maya che esce di prima mattina sulla veranda sorseggiando il primo caffè dopo aver passato la notte con Miles.I suoi occhi sono carichi di speranza.Speranza rivolta al futuro,dopo aver incontrato quell’uomo,ma anche speranza di lasciarsi alle spalle il passato con tutte le sue sofferenze.
La musica che accompagna il seguito della sequenza però,non rimanendo mai a lungo sulla risoluzione dell’armonia ma modulando continuamente,fa capire che anche il momento più bello e più felice può essere interrotto bruscamente e senza preavviso,come accade nel finale della scena,dove tutto il rapporto tra di loro si compromette in un lampo.
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Un’altra scena che amo ricordare è quella che racconta la giornata di giovedì,che inizia con Maya che esce di prima mattina sulla veranda sorseggiando il primo caffè dopo aver passato la notte con Miles.I suoi occhi sono carichi di speranza.Speranza rivolta al futuro,dopo aver incontrato quell’uomo,ma anche speranza di lasciarsi alle spalle il passato con tutte le sue sofferenze.
La musica che accompagna il seguito della sequenza però,non rimanendo mai a lungo sulla risoluzione dell’armonia ma modulando continuamente,fa capire che anche il momento più bello e più felice può essere interrotto bruscamente e senza preavviso,come accade nel finale della scena,dove tutto il rapporto tra di loro si compromette in un lampo.
Anche la scena dove Jack ci fa capire quali sono i suoi sentimenti per la futura moglie lascia il segno,L’amico Miles capisce veramente in quel momento quali sono le debolezze di cui parlava il futuro sposo la sera prima.Dicendo a Miles che senza la sua compagna non è e non sarà mai un uomo completo,mette a nudo tutta l’estrema complessità della sua personalità che credevamo di aver capito e ci accorgiamo di aver frainteso.
La scena toccante di Miles,quando scopre che il suo amico e la sua ex moglie si sono parlati e lui è venuto a conoscenza del fatto che un nuovo matrimonio l’ha per sempre allontanata dal suo primo matrimonio. Miles a quel punto fugge dall’amico e l’inseguimento finisce tra i filari.Tra quelle colline incantate e colorate dalle viti,la sofferenza di lui che accarezza un grappolo è tanto,tanto commovente.Ho sempre inteso quel gesto come una conclusione da parte del personaggio,e cioè che dal frutto della sua passione,e dalla sua passione stessa,cioè il vino,non potrà mai arrivare un dolore così grande come quello che regala un tradimento,e con essa ci si può sentite al sicuro…ma purtoppo abbiamo bisogno di più che una passione nella nostra vita,anche se questa è travolgente e nel contempo ci tiene vivi.
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gabriele beltrame
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mercoledì 23 giugno 2010
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victoria?.. prima parte
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“Miles perché ami tanto il Pinot nero?”
“E’ un’uva ardua da coltivare,ha la buccia sottile,è sensibile,matura presto..Insomma non è una forza come il Cabernet,che riesce a crescere ovunque e fiorisce anche quando è trscurato…No,al Pinot nero servono cure ed attenzioni,infatti cresce soltanto in piccolissimi angoli nascosti del mondo;e solo il paziente ed amorevole dei coltivatori può farcela.
Solo chi prende realmente il tempo di comprendere il potenziale del Pinot sa farlo rendere al massimo della sua espressione…e inoltre,andiamo,i suoi aromi sono i più ammalianti e brillanti ed eccitanti..e sottili. Antichi del nostro pianeta.Il Cabernet sa essere potente ed esaltante ma è troppo prosaico per i miei gusti…
E tu invece?”
“Che cosa vuoi sapere?”
“Non lo so Maya,perché ami il vino?”
“Direi che i primi passi li ho fatti con il mio ex marito,la sua cantina era splendida.
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“Miles perché ami tanto il Pinot nero?”
“E’ un’uva ardua da coltivare,ha la buccia sottile,è sensibile,matura presto..Insomma non è una forza come il Cabernet,che riesce a crescere ovunque e fiorisce anche quando è trscurato…No,al Pinot nero servono cure ed attenzioni,infatti cresce soltanto in piccolissimi angoli nascosti del mondo;e solo il paziente ed amorevole dei coltivatori può farcela.
Solo chi prende realmente il tempo di comprendere il potenziale del Pinot sa farlo rendere al massimo della sua espressione…e inoltre,andiamo,i suoi aromi sono i più ammalianti e brillanti ed eccitanti..e sottili. Antichi del nostro pianeta.Il Cabernet sa essere potente ed esaltante ma è troppo prosaico per i miei gusti…
E tu invece?”
“Che cosa vuoi sapere?”
“Non lo so Maya,perché ami il vino?”
“Direi che i primi passi li ho fatti con il mio ex marito,la sua cantina era splendida.La usava però per impressionare gli amici.Ma poi ho scoperto di avere un palato molto fine,e più bevevo,più amavo quello che il vino mi faceva capire:che lui era un pagliaccio.
No,la verità èe che amo pensare alla vita di un vino.Il vino è un essere vivente,e amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino,se c’era un bel sole..se pioveva.E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve,e se è un vino di annata,penso a quante di loro non ci sono più.Mi piace che il vino continua ad evolversi,che se apro una bottiglia oggi,avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se la aprissi un altro giorno,perché un bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita,ed è in costante evoluzione,acquista complessità finchè non raggiunge l’apice…come il tuo Cheval ’61..
E poi comincia il suo lento,inesorabile declino.E che sapore..c***o quanto è buono.
A quel punto la mano di Maya,sta già accarezzando quella di Miles.
Da quel momento in poi le loro vite non saranno più le stesse;aprendosi così l’uno con l’altra hanno scoperto un piccolo pezzetto del loro cuore..Lei rimane colpita dalla sua sensibilità,mentre lui rimane ammaliato dalla sua profondità.
Ho aperto il mio commento su questo film riportando tutto il dialogo di quella che,secondo me,rimane la scena che nella sua sottigliezza rappresenta il sentimento che si prova gustando questa sceneggiatura così calda.Calda come la luce che la fotografia regala in questa sequenza,calda e tenue come certe atmosfere di Rembrandt.
Il senso della scena ricrea una metafora che ben si associa al senso della vita,e che nel soggetto originale di Rex Pikett viene meglio rappresentata: l’inquadratura di Giamatti durante “la maturità raggiunta dal vino ed il suo inevitabile declino”lascia intendere il concetto in maniera molto profonda ed elegante..1961 non è soltanto l’anno del Cheval Blonde,ma anche(e soprattutto)l’anno di nacita del personaggio di Miles.
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iltex74
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martedì 8 dicembre 2009
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da avere
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Due amici, all'apparenza diversi, percorrono una settimana in occasione dell'addio al celibato di uno dei due, in una California mai vista, lontana da quell'America che siamo abituati a vedere nei film, chiassosa e leggera. Finiscono per scorpirsi poi non così tanto divesi, anzi, molto più simili di quello che può sembrare. Il mondo maschile, l'amicizia, le paure, l'amore, i sogni, i rimpianti, tutto si mescola sopra uno sfondo fatto di splendidi paesaggi e buon vino. Condito sapientemente da qualche risata, davvero ben inserita nel contesto. A tratti tragicomico, in altri nostalgico, drammatico, ma mai, mai banale. Lo consiglio davvero per chi cerca un film discreto, che non grida, ma sa parlare di quei temi (vedi sopra) con grande profondità d'intenti, laddove altri film pretendono arrivare, senza peraltro riuscrivici.
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Due amici, all'apparenza diversi, percorrono una settimana in occasione dell'addio al celibato di uno dei due, in una California mai vista, lontana da quell'America che siamo abituati a vedere nei film, chiassosa e leggera. Finiscono per scorpirsi poi non così tanto divesi, anzi, molto più simili di quello che può sembrare. Il mondo maschile, l'amicizia, le paure, l'amore, i sogni, i rimpianti, tutto si mescola sopra uno sfondo fatto di splendidi paesaggi e buon vino. Condito sapientemente da qualche risata, davvero ben inserita nel contesto. A tratti tragicomico, in altri nostalgico, drammatico, ma mai, mai banale. Lo consiglio davvero per chi cerca un film discreto, che non grida, ma sa parlare di quei temi (vedi sopra) con grande profondità d'intenti, laddove altri film pretendono arrivare, senza peraltro riuscrivici. E per un film americano non è poco.
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taniamarina
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giovedì 23 aprile 2009
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un film dall'annata squisita
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Si brinda alla morsa della vita con tanti buoni vini californiani che si impastano gradevolmente al palato e agli occhi. Già perché questa pellicola, secondo me, si tinge di malinconia, amarezza, umorismo, cinismo e amore come poche commedie americane hanno saputo fare. Paul Giamatti è irresistibile accompagnato da una spalla ridicola e divertentissima, tutti e due doppiati in modo straordinario, e la fotografia è bellissima.
Più che una commedia leggera, mi sembra sia un film che racconta del tempo che passa, dei conti che bisogna fare con i capelli bianchi e su come, dopotutto, l'amore bussa quando meno ce lo si aspetta. Almeno fa continuare a credere che sia così.
Film bellissimo
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jama73
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mercoledì 28 gennaio 2009
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ottima annata verrebbe da dire...ottimo film
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stappate questo film al momento giusto...non sprecatelo per un occasione qualsiasi...va gustato con le persone giuste per riuscire a godere dell'intensità che lo avvolge tutto...bellissima l'amicizia tra i due protagonisti come da elogiare la bravura degli attori nell'interpretazione...un film che è una piccola perla di bellezza...ottimo già al primo assaggio.
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patrick bateman
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martedì 30 settembre 2008
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lezione di recitazione
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Basterebbe solo la bravura dei due protagonisti Giamatti su tutti per appuntare almeno 4 stelle al sudetto movie. Ma c'è anche la storia,naturalmente senza troppe pretese e colpi di scena,ma il film è veramente valido e anche un pò scorretto(vedi Giamatti che fà le parole crociate quando guida!) e tutto quell'inno alle bevute e sbronze varie.
bravo anche Thomas Haden C. il quasi irriconoscibile "uomo sabbia " di Spiderman 3 ,ma le espressioni e le rocambolesche scene con Giamatti protagonista sono eccelenti ,molto belli i paesaggi e poi tutta la pellicola è un susseguirsi di dualità tra il personaggio agro/dolce di Giamatti e l'andrenalinica ormonale di Haden . Insomma una piacevolissima commedia americana di buon gusto come una degustazione appunto di un buon vinello invecchiato.
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Basterebbe solo la bravura dei due protagonisti Giamatti su tutti per appuntare almeno 4 stelle al sudetto movie. Ma c'è anche la storia,naturalmente senza troppe pretese e colpi di scena,ma il film è veramente valido e anche un pò scorretto(vedi Giamatti che fà le parole crociate quando guida!) e tutto quell'inno alle bevute e sbronze varie.
bravo anche Thomas Haden C. il quasi irriconoscibile "uomo sabbia " di Spiderman 3 ,ma le espressioni e le rocambolesche scene con Giamatti protagonista sono eccelenti ,molto belli i paesaggi e poi tutta la pellicola è un susseguirsi di dualità tra il personaggio agro/dolce di Giamatti e l'andrenalinica ormonale di Haden . Insomma una piacevolissima commedia americana di buon gusto come una degustazione appunto di un buon vinello invecchiato... registi/attori italiani pregasi prendere nota! AVE
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mauri
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martedì 26 agosto 2008
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film carino
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un film un po riflessivo un po amaro ogni tanto anche divertente e ironico, e carino...non me l'aspettavo...senza attori troppo strombazzati...
[+] bravissimi attori
(di patrick bateman)
[ - ] bravissimi attori
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