|
fedeleto
|
martedì 17 gennaio 2012
|
che ne e' stato del sogno americano?
|
|
|
|
Dopo la tragedia dell 11 settembre,Paul e' un uomo alla ricerca di vendetta,e passa le sue giornate all'interno di un camion dove ha messo un sistema di sicurezza che sorveglia le strade.Nel frattempo sua nipote torna da Tel Aviv e vorrebbe reincontrarlo e aiutarlo,ma solo dopo varie delusioni e soprattutto dopo un caso di omicidio scoprira' che in realta' non c''e' questa realta' di terrorismo ovunque ma forse a volte e' solo dentro di noi.Un grande Wim Wenders(Paris Texas,il cielo sopra Berlino,Fino alla fine del mondo) che analizza il problema dell'america dopo quella tragedia mondiale,e si cimenta in una storia che ha buoni propositi e presupposti, come quello di far vedere un'america ancora in crisi e circondata da un terrore di essere in pericolo costante,ma il discorso finale tra la nipote e Paul ,dimostra come in realta' il vero messaggi sia quello di allontanare quest'odio,un buon film con ottimi propositi.
[+]
Dopo la tragedia dell 11 settembre,Paul e' un uomo alla ricerca di vendetta,e passa le sue giornate all'interno di un camion dove ha messo un sistema di sicurezza che sorveglia le strade.Nel frattempo sua nipote torna da Tel Aviv e vorrebbe reincontrarlo e aiutarlo,ma solo dopo varie delusioni e soprattutto dopo un caso di omicidio scoprira' che in realta' non c''e' questa realta' di terrorismo ovunque ma forse a volte e' solo dentro di noi.Un grande Wim Wenders(Paris Texas,il cielo sopra Berlino,Fino alla fine del mondo) che analizza il problema dell'america dopo quella tragedia mondiale,e si cimenta in una storia che ha buoni propositi e presupposti, come quello di far vedere un'america ancora in crisi e circondata da un terrore di essere in pericolo costante,ma il discorso finale tra la nipote e Paul ,dimostra come in realta' il vero messaggi sia quello di allontanare quest'odio,un buon film con ottimi propositi.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fedeleto »
[ - ] lascia un commento a fedeleto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paola
|
giovedì 5 giugno 2008
|
una giusta visione sull'america
|
|
|
|
Gli ultimi film di Wim Wenders hanno avuto brutte critiche...
Anche "la terra dell'abbondanza" non è stato giudicato bene come i suoi primi film.
La terra dell'abbondanza è invece molto significativo,e non si sa il perchè,ma non è stato forse capito.
Bisogna invece vedere questa volta il contesto del film,e Wim Wenders ha una giusta visione dell'America. Gli ultimi film di Wenders si basano molto sul sociale,ma sono d'accordo sul fatto che non siano belli quanto i primi,per esempio "Paris,Texas","Non bussare alla mia porta","Lisbon Story","Alice nelle città",ecc.
|
|
|
[+] lascia un commento a paola »
[ - ] lascia un commento a paola »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
wenders
|
giovedì 7 giugno 2007
|
wenders
|
|
|
|
|
|
|
|
[+] lascia un commento a wenders »
[ - ] lascia un commento a wenders »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nigel mansell
|
venerdì 14 aprile 2006
|
l'america vista dagli americani
|
|
|
|
L'America o meglio gli Stati Uniti d'America e quello che rappresentano nel mondo e per gli statunitensi stessi, simbolo del bene e del male.
Fotografia ottima, prima l'america grandiosa i grattacieli coperti dalle nuvole le freeways e poi la periferia degradata di Los Angeles, i poveri e gli indigenti, di tutte le razze di ogni parte del mondo: l'america non bisogna dimenticarlo è anche questo.
L'america è raccontata tramite gli occhi di due americani, lo zio e la giovane nipote. Lui ferito e paranoico ossessionato dai terroristi e dalla sconfitta in Vietnam, lei entusiasta di ritorno dopo tanti anni nella sua patria, porta dentro l'odio del mondo contro una nazione sempre più invadente.
Il film aiuta a riflettere a non generalizzare.
[+]
L'America o meglio gli Stati Uniti d'America e quello che rappresentano nel mondo e per gli statunitensi stessi, simbolo del bene e del male.
Fotografia ottima, prima l'america grandiosa i grattacieli coperti dalle nuvole le freeways e poi la periferia degradata di Los Angeles, i poveri e gli indigenti, di tutte le razze di ogni parte del mondo: l'america non bisogna dimenticarlo è anche questo.
L'america è raccontata tramite gli occhi di due americani, lo zio e la giovane nipote. Lui ferito e paranoico ossessionato dai terroristi e dalla sconfitta in Vietnam, lei entusiasta di ritorno dopo tanti anni nella sua patria, porta dentro l'odio del mondo contro una nazione sempre più invadente.
Il film aiuta a riflettere a non generalizzare...
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a nigel mansell »
[ - ] lascia un commento a nigel mansell »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ggalletti
|
mercoledì 27 luglio 2005
|
wenders è sempre wenders
|
|
|
|
Quando un regista autore di diversi capolavori si limita a fare un bel film, tanto la critica quanto i fan si limitano a stroncare il nuovo prodotto. Eppure, nel panorama cinematografico mondiale, non mi sembra che Land of Plenty sfiguri più di tanto. Wenders è sempre Wenders, forse più retorico, forse meno visionario, ma sempre affascinante
|
|
|
[+] lascia un commento a ggalletti »
[ - ] lascia un commento a ggalletti »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
bluminda
|
giovedì 19 maggio 2005
|
ogni cosa ha il suo tempo...
|
|
|
|
...e ogni ovvietà (ebbene si anche questa!) il suo momento sotto il sole...c'è un tempo per fare cinema e un tempo per non farlo; c'è un tempo per cercare e uno per credere di aver trovato. Il Wenders de "La terra dell'abbondanza" crede forse di aver suscitato tante domande e, parallelamente forse, di aver offerto possibili risposte; pensa forse di aver "offerto alla vista" qualcosa di profondamente significativo su l'11 settembre...quello che è arrivato a me è stata l'ennesima mattonata, scontata, patetica e imbarazzante su un evento che Wenders ha reso ancora più distante. Ho sperato fino agli ultimi 20minuti del film che uno dei cineasti più poetici e profondi del cinema contemporaneo, potesse sorprendermi; ho aspettato con un mezzo sorriso sul volto e pensavo: .
[+]
...e ogni ovvietà (ebbene si anche questa!) il suo momento sotto il sole...c'è un tempo per fare cinema e un tempo per non farlo; c'è un tempo per cercare e uno per credere di aver trovato. Il Wenders de "La terra dell'abbondanza" crede forse di aver suscitato tante domande e, parallelamente forse, di aver offerto possibili risposte; pensa forse di aver "offerto alla vista" qualcosa di profondamente significativo su l'11 settembre...quello che è arrivato a me è stata l'ennesima mattonata, scontata, patetica e imbarazzante su un evento che Wenders ha reso ancora più distante. Ho sperato fino agli ultimi 20minuti del film che uno dei cineasti più poetici e profondi del cinema contemporaneo, potesse sorprendermi; ho aspettato con un mezzo sorriso sul volto e pensavo: . E invece, a parte qualche inquadratura, tutto è infine risultato piatto e abbastanza banale. Una Michelle Williams carina ma non pregnante come altri personaggi femminili wendersiani sapevano essere. Capirei se si trattasse di una discutibile analisi politico-sociale ma nemmeno su quella ci sono elementi sufficenti per intervenire. Nemmeno sulla trita e ritrita sindrome di un reduce del Vietnam..tragicamente ridicolo senza alcuna chance di miglioramento. Peccato perchè la fotografia e la colonna sonora non sono male...allora sovviene un augurio: che gli Angeli salvino il buon Wim Wenders e lo guariscano dalla larva astrale che lo sta divorando ultimamente! Che possa rientrare finalmente in sè. "Su ciò di cui non si può parlare SI DEVE TACERE" (scusate la citazione privata del suo vero significato e qui strumentalizzata!)...soprattutto se non si ha molto da dire.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a bluminda »
[ - ] lascia un commento a bluminda »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
sexykoalabear
|
lunedì 27 settembre 2004
|
don’t really know who sent me...
|
|
|
|
Lana,giovane figlia di missionari rientra a Los Angeles dopo molti anni trascorsi in Israele e si mette in contatto con lo zio Paul,reduce dal Vietnam,impegnato in una paranoica lotta contro eventuali e poco probabili terroristi islamici nei sobborghi di una citta' quasi irriconoscibile.La macchina da presa di Wim Wenders,indaga sull'america post 9/11 con uno sguardo nuovo,tutt'altro che scontato e panoramico di quella parte di america che forse ancora non ci avevano raccontato nei film.Per una volta non c'e' il Grande Cattivo contro l'Indifeso,ci sono finalmente le persone con le loro vicende.E' un film completo.La colonna sonora non poteva essere piu' adatta,la fotografia un capolavoro:Los Angeles,grattacieli e sobborghi,l'aberrante Trona,Lana e la sua danza sul tetto,i tratti del volto di Paul deformati dagli incubi che la notte lo inseguono,vittima egli stesso dell'orrore di una lontana quantomai attuale guerra.
[+]
Lana,giovane figlia di missionari rientra a Los Angeles dopo molti anni trascorsi in Israele e si mette in contatto con lo zio Paul,reduce dal Vietnam,impegnato in una paranoica lotta contro eventuali e poco probabili terroristi islamici nei sobborghi di una citta' quasi irriconoscibile.La macchina da presa di Wim Wenders,indaga sull'america post 9/11 con uno sguardo nuovo,tutt'altro che scontato e panoramico di quella parte di america che forse ancora non ci avevano raccontato nei film.Per una volta non c'e' il Grande Cattivo contro l'Indifeso,ci sono finalmente le persone con le loro vicende.E' un film completo.La colonna sonora non poteva essere piu' adatta,la fotografia un capolavoro:Los Angeles,grattacieli e sobborghi,l'aberrante Trona,Lana e la sua danza sul tetto,i tratti del volto di Paul deformati dagli incubi che la notte lo inseguono,vittima egli stesso dell'orrore di una lontana quantomai attuale guerra.Che ci importa se il finale e' consolatorio?Se non ci dice nulla di particolarmente brillante?In una quotidianita' che fa a pugni con la speranza, quale e' la nostra,un film che propone un possibile incontro di punti di vista diversi (pratica inusuale!),che non e' un documentario e non specula sulle malefatte di Bush merita una certa attenzione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a sexykoalabear »
[ - ] lascia un commento a sexykoalabear »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
olga
|
martedì 21 settembre 2004
|
melius abundare?
|
|
|
|
LA TERRA DELL'ABBONDANZA - Olga di Comite
Il film ultimo di Wenders potrebbe essere ascritto alle tante recenti opere, targate Usa e no, che s'interrogano sul dove va l'America oggi. Il cineasta tedesco se lo chiede senza dimenticare l'amore che ha sempre avuto ed ha per questo grande, interessante e contraddittorio paese. Wenders non è Moore, è un europeo, da sempre legato alla poesia dell'immagine, alle storie che indagano i significati dell'esistenza, che costruisce personaggi inventati ma emblematici in atmosfere tali da rimanere nella memoria, tipo "Alice nella città". Ultimamente ha tentato anche film a impianto documentario, ma seguendo le sue passioni e predilezioni musicali ("Buena Vista Social Club" o "L'anima di un uomo"), evitando istintivamente il giudizio sulla situazione attuale.
[+]
LA TERRA DELL'ABBONDANZA - Olga di Comite
Il film ultimo di Wenders potrebbe essere ascritto alle tante recenti opere, targate Usa e no, che s'interrogano sul dove va l'America oggi. Il cineasta tedesco se lo chiede senza dimenticare l'amore che ha sempre avuto ed ha per questo grande, interessante e contraddittorio paese. Wenders non è Moore, è un europeo, da sempre legato alla poesia dell'immagine, alle storie che indagano i significati dell'esistenza, che costruisce personaggi inventati ma emblematici in atmosfere tali da rimanere nella memoria, tipo "Alice nella città". Ultimamente ha tentato anche film a impianto documentario, ma seguendo le sue passioni e predilezioni musicali ("Buena Vista Social Club" o "L'anima di un uomo"), evitando istintivamente il giudizio sulla situazione attuale..
Questa volta ne "La terra dell'abbondanza", titolo tratto da una ballata di Leonard Cohen che accompagna le scene finali del film, sceglie una specie di apologo politico a modo suo, con personaggi-simbolo inventati da lui coautore della storia. Sta proprio qui, a mio parere, la debolezza dell'opera. Per intenderci, io amo il Wenders di "Alice nelle città" e de "Il cielo sopra Berlino", o quello di "Lisbon-story", di meno gli intellettualismi arzigogolati delle ultime cose. Così ho trovato opaca, retorica, e ancor più spesso ripetitiva e prevedibile la sua ultima fatica, nonché eccessivi i due personaggi principali. Paul è l'ennesimo reduce affetto da sindrome del Vietnam, cui ha dato alla testa la diossina respirata nelle azioni di sterminio di quella popolazione; Laura è la giovane e tenera nipote, arrivata a Los Angeles su mandato della madre proprio per rintracciare lo zio. Il primo appare scontato e freddamente paranoico, la seconda piuttosto di maniera, troppo Biancaneve nel mondo dei cattivi. Queste caratterizzazioni sono rischiarate qua e là da qualche lampo di ironia e leggerezza ma ciò non basta a renderle credibili. Nel rappresentare i volti opposti dell'America si poteva far di meglio, data la pluralità di tipi, origini ed esperienze che caratterizzano il popolo degli States. Anche il quartiere desolato degli sradicati di ogni colore sa di già visto mille volte e solo la capacità di interpretare con maestria l'anima di una città salva il regista da un formalismo che incasella la realtà in maniera troppo rigida.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a olga »
[ - ] lascia un commento a olga »
|
|
d'accordo? |
|
|
|