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gianni lucini
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lunedì 17 ottobre 2011
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remember me, my love
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Nell’estate del 2004Ricordati di me sbarca anche nelle sale cinematografiche nordamericane. Il film, infatti, dopo i consensi ottenuti sia in Canada che negli Stati Uniti con la partecipazione alle rassegne di Toronto, Philadelphia, Seattle e Las Vegas, oltre che al Sundance Film Festival, arriva nelle normali sale di programmazione grazie alla Roadside Attractions che ne ha acquistato i diritti di distribuzione. Il titolo della versione statunitense per le sale è Remember me, my love mentre quello delle copie distribuite in inglese nel resto del mondo resta la semplice traduzione del titolo italiano, cioè Remember me. Ricordati di me arriva anche nelle sale francesi, in Giappone e in sudamerica.
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Nell’estate del 2004Ricordati di me sbarca anche nelle sale cinematografiche nordamericane. Il film, infatti, dopo i consensi ottenuti sia in Canada che negli Stati Uniti con la partecipazione alle rassegne di Toronto, Philadelphia, Seattle e Las Vegas, oltre che al Sundance Film Festival, arriva nelle normali sale di programmazione grazie alla Roadside Attractions che ne ha acquistato i diritti di distribuzione. Il titolo della versione statunitense per le sale è Remember me, my love mentre quello delle copie distribuite in inglese nel resto del mondo resta la semplice traduzione del titolo italiano, cioè Remember me. Ricordati di me arriva anche nelle sale francesi, in Giappone e in sudamerica. In Francia si intitola Souviens-toi de moi mentre nell’America Latina cambia titolo a seconda del paese. Se in Perù e in Venezuela si intitola Acuérdate de mi, in Argentina mantiene il titolo originale in italiano.
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gianni lucini
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lunedì 17 ottobre 2011
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un film capace di battere i colossi hollywoodiani
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Scrive Gabriele Muccino nelle note di regia che «…Ricordati di me é la storia di una famiglia normale in cui tutti non fanno che temere la propria normalità, in cui nessuno vuole essere nessuno. Il film é come se sollevasse il velo delle ipocrisie familiari e andasse a guardare cosa c'é sotto, cosa si nasconde dietro la routine di ogni giorno e alle tante cose non dette...». Ancora più duro il regista si dimostra nei confronti dei personaggi principali del suo film. Parlando con la stampa alla presentazione della pellicola infatti così li descrive: «Sono vittime dei loro modelli martellati ogni giorno dalla televisione.
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Scrive Gabriele Muccino nelle note di regia che «…Ricordati di me é la storia di una famiglia normale in cui tutti non fanno che temere la propria normalità, in cui nessuno vuole essere nessuno. Il film é come se sollevasse il velo delle ipocrisie familiari e andasse a guardare cosa c'é sotto, cosa si nasconde dietro la routine di ogni giorno e alle tante cose non dette...». Ancora più duro il regista si dimostra nei confronti dei personaggi principali del suo film. Parlando con la stampa alla presentazione della pellicola infatti così li descrive: «Sono vittime dei loro modelli martellati ogni giorno dalla televisione. Gente ordinaria, che non si ama, che sogna l'eccezionalità senza avere alcun talento». Uscito nelle sale il 14 febbraio 2003 Ricordati di me incassa circa 8 milioni di Euro nei primi quindici giorni di programmazione confermandosi al vertice della classifica dei film più visti e mantenendo a distanza due colossi della produzione statunitense. Al secondo posto con soltanto (si fa per dire) due milioni di Euro di incasso si piazza il thriller mozzafiato The ring, diretto dal regista Gore Verbinsky su sceneggiatura di Ehren Kruger, interpretato da Naomi Watts e Martin Henderson. Immediatamente dopo si piazza l'atteso musical Chicago di Rob Marshall, interpretato da Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones e Richard Gere con poco più di un milione di Euro. Il film incasserà complessivamente più di dodici milioni di euro e, dopo essere stato candidato a 10 David di Donatello verrà premiato con tre Nastri d’Argento. Il primo a Gabriele Muccino ed Heidrun Schleef per la miglior sceneggiatura, il secondo alla Fandango per la miglior produzione e il terzo a Monica Bellucci per la miglior attrice non protagonista. Oltre ai brani originali composti da Paolo Buonvino nella colonna sonora ci sono moltissime canzoni utilizzate per sottolineare alcune scene di Ricordati di me. Tra le più suggestive vanno annoverate una straordinaria versione di Almeno tu nell’universo cantata da Elisa, un breve frammento di Des ronds dans l’eau di Françoise Hardy, La parte migliore di me con la voce di Marina Rei, Anna e Marco di Lucio Dalla, Look at me di Geri Halliwell, Mina in Sabor a mi, The Gimmicks in Roda, Rude boy rock dei britannici Lionrock, Killer (Ogni istante è l’ultimo) degli Zoo di Venere, Fake is the new real di Imani Coppola e tanti altri. Il più indimenticabile resta però Il faraone di Pacifico il cui ritornello viene cantato come un inno da Paolo e Ilaria a squarciagola mentre si muovo in moto dopo aver fumato uno spinello: «Gloria in cielo alla mia immensità, vivo una favola/Diventare una divinità forse basterà/Gloria in cielo alla mia immensità, scelgo una nuvola/Diventare una divinità mi consolerà…».
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enghy
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venerdì 29 aprile 2011
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lo specchio mucciniano della realtà
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In questo film si ritrova una realtà per certi versi familiare, situazioni che magari viviamo o percepiamo vicine ma che non abbiamo il coraggio di sviluppare appieno. Qui i personaggi osano con conseguente apparentemente devastanti, la figlia desiderosa di apparire in televisione finisce per cedere senza difficoltà a sporchi compromessi, quasi come se essere una ''cattiva ragazza'' fosse l'unico modo per restare a galla in questo mondo spietato, il fratello convinto che per far colpo, per dar valore agli anni vissuti e per essere stimato dagli altri bastino una grande festa, droga e alcool, ma che alla fine del film sembra sia l'unico ad aver trovato davvero la sua strada, ed infine Carlo e Giulia, lei nevrotica, insicura, è accusata di trattare il marito come un ''co**ione'' quando in realtà la parte della fallita spetta a lei, lei che non riesce a farsi rispettare dai figli, ad essere apprezzata come moglie nè è stata capace fino a quel momento di diventare l'attrice che desiderava, lui, Carlo invece incontra un suo vecchio amore con cui rinasce la passione, questa donna finalmente sembra capirlo, acoltarlo, farlo sentire importante, la moglie intuisce la presenza di un'amante e cerca di impedirgli di incontrarla fino a farlo accidentalmente investire da un'auto mentre lo rincorreva.
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In questo film si ritrova una realtà per certi versi familiare, situazioni che magari viviamo o percepiamo vicine ma che non abbiamo il coraggio di sviluppare appieno. Qui i personaggi osano con conseguente apparentemente devastanti, la figlia desiderosa di apparire in televisione finisce per cedere senza difficoltà a sporchi compromessi, quasi come se essere una ''cattiva ragazza'' fosse l'unico modo per restare a galla in questo mondo spietato, il fratello convinto che per far colpo, per dar valore agli anni vissuti e per essere stimato dagli altri bastino una grande festa, droga e alcool, ma che alla fine del film sembra sia l'unico ad aver trovato davvero la sua strada, ed infine Carlo e Giulia, lei nevrotica, insicura, è accusata di trattare il marito come un ''co**ione'' quando in realtà la parte della fallita spetta a lei, lei che non riesce a farsi rispettare dai figli, ad essere apprezzata come moglie nè è stata capace fino a quel momento di diventare l'attrice che desiderava, lui, Carlo invece incontra un suo vecchio amore con cui rinasce la passione, questa donna finalmente sembra capirlo, acoltarlo, farlo sentire importante, la moglie intuisce la presenza di un'amante e cerca di impedirgli di incontrarla fino a farlo accidentalmente investire da un'auto mentre lo rincorreva. L'espressione finale di lui solleva l'animo dello spettatore, facendolgi intuire che con quest'amante, nonostante l'equilibrio (solo apparente) ritrovato in famiglia, si rincontrerà.
E' una storia che appassiona tantissimo e che inevitabilmente fa riflettere sui valori della realtà moderna. Tutti i personaggi chiedono ad altri come appaiono da fuori, se nel loro ruolo sembrino riusciti o meno, la riflessione è su questo, tra l'apparenza e la realtà delle cose cosa si nasconde? I film di Gabriele Muccino sono più vicini a noi di quanto si possa pensare!!
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antrace
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sabato 28 novembre 2009
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caos familiare
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UN UOMO INVECCHIATO E SPENTO , UNO SCRITTORE MANCATO, UN MARITO DELUSO, INCONTRA LA RAGAZZA DEI SUOI ANNI DI GIOVENTU', ANCH'ELLA REDUCE DA UN'ESPERIENZA CONIUGALE AMARA . DECIDE QUASI SUBITO DI ABBANDONARE LA FAMIGLIA ED IL LAVORO,PER QUESTO INATTESO INCONTRO . L'AVVENTURA ROMANTICA SEMBRA INARRESTABILE , PIU FORTE DELLE PRESSIONI DELLA MOGLIE E DELLE FRAGILITA' DEI FIGLI , QUANDO UN INCIDENTE GRAVE IMPONE ALL'UOMO DI RIPRENDERE IL FILO DELLA REALTA'
DOMESTICA E RITORNARE AL RAPPORTO CONIUGALE . CON RITMO INCALZANTE , TALORA ESASPERATO, MUCCINO DISEGNA IL DISAGIO
DELLA COPPIA E DELLA FAMIGLIA, NELLO SCENARIO DI UN MONDO ESIGENTE E INQUIETO , IN CUI OGNI SOGGETTO CORRE DIETRO SOGNI, ACCENTUANDO LE PROPRIE FRUSTRAZIONI .
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UN UOMO INVECCHIATO E SPENTO , UNO SCRITTORE MANCATO, UN MARITO DELUSO, INCONTRA LA RAGAZZA DEI SUOI ANNI DI GIOVENTU', ANCH'ELLA REDUCE DA UN'ESPERIENZA CONIUGALE AMARA . DECIDE QUASI SUBITO DI ABBANDONARE LA FAMIGLIA ED IL LAVORO,PER QUESTO INATTESO INCONTRO . L'AVVENTURA ROMANTICA SEMBRA INARRESTABILE , PIU FORTE DELLE PRESSIONI DELLA MOGLIE E DELLE FRAGILITA' DEI FIGLI , QUANDO UN INCIDENTE GRAVE IMPONE ALL'UOMO DI RIPRENDERE IL FILO DELLA REALTA'
DOMESTICA E RITORNARE AL RAPPORTO CONIUGALE . CON RITMO INCALZANTE , TALORA ESASPERATO, MUCCINO DISEGNA IL DISAGIO
DELLA COPPIA E DELLA FAMIGLIA, NELLO SCENARIO DI UN MONDO ESIGENTE E INQUIETO , IN CUI OGNI SOGGETTO CORRE DIETRO SOGNI, ACCENTUANDO LE PROPRIE FRUSTRAZIONI . LA CRISI DEL DUEMILA NON E' LONTANA DA QUELLA DEL DECADENTISMO DEL SECOLO SCORSO, MA PIU' BRUCIANTI FORSE SONO I BISOGNI SOCIALI, CONDIZIONATI DALLE SIRENE DEL SUCCESSO .UOMINI E DONNE, ADULTI OPPURE ADOLESCENTI , PROVANO UN 'INCIPIENTE TENSIONE E UN COSTANTE SVUOTAMENTO ..
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davidello
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sabato 21 marzo 2009
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vi prego, help!
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Qualcuno può aiutarmi? Mi serve il titolo dell'opera teatrale utilizzata nel film, quella che recita Giulia!
Ho cercato nei crediti ma non c'è!
HELP!!!
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gigetta
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mercoledì 7 gennaio 2009
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davvero bello...
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è stato un film veramente interessante, a me è piacciuto moltissimo, grande Muccino!!!
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h. p.
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martedì 14 ottobre 2008
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american beauty e la cagata nostrana. cinema e non
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Il paragone è d'obbligo. Ma mentre la poetica del primo è davvero potente e provoca emozione o, quanto meno, riflessione, la pseudo critica sociale del secondo testimonia di quali bassezze vive il nostro cinema (a parte i grandi del passato, tipo Bellocchio o Montaldo o Monicelli). Recitazione in media vergognosa e una strisciante supponenza radical chic governano questa spazzatura per poveri di spirito.
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dreyer
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martedì 14 ottobre 2008
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nullità da radical chic, quanto è lontano volonté
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Una volta il cinema italiano era grande.
Una volta c'erano registi meravigliosi.
Una volta c'erano attori come Gian Maria Volonté ed Anna Magnani.
Ora le nuove leve fanno queste ignobili sciocchezze con false pretese di critica sociale che sono già in se stesse minate dallo spettro della più bieca raccomandazione: perchè non dare al fratello minore incapace di recitare la parte? Anche questa è prostituzione, non soltanto quella delle veline. Anzi è peggiore perchè si pretende giudice delle bassezze altrui. Falsi spiriti critici. Semplici nullità. Che pena.
Il film è una pseudo trama che vuole criticare ciò che non può capire perchè chi dirige non ha una cultura adeguata. Cliché si susseguono senza soluzione di continuità.
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Una volta il cinema italiano era grande.
Una volta c'erano registi meravigliosi.
Una volta c'erano attori come Gian Maria Volonté ed Anna Magnani.
Ora le nuove leve fanno queste ignobili sciocchezze con false pretese di critica sociale che sono già in se stesse minate dallo spettro della più bieca raccomandazione: perchè non dare al fratello minore incapace di recitare la parte? Anche questa è prostituzione, non soltanto quella delle veline. Anzi è peggiore perchè si pretende giudice delle bassezze altrui. Falsi spiriti critici. Semplici nullità. Che pena.
Il film è una pseudo trama che vuole criticare ciò che non può capire perchè chi dirige non ha una cultura adeguata. Cliché si susseguono senza soluzione di continuità. E... ad un certo punto si cita perfino Hegel!!! Il quale si sarà rivoltato nella tomba.
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marvelman
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venerdì 26 settembre 2008
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un grande film !!!
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Da vedere all'infinito : Muccino sei il più bello e il più bravo !!!
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didone
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venerdì 1 agosto 2008
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canzoni film
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come si chiama la canzone che canta Silvio Muccino quando e' in motorino ocn il suo amico?!!?
Grazie!!!
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