Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera

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Un film di Kim Ki-Duk. Con Oh Yeong-su, Kim Ki-duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong, Ha Yeo-jin.
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Titolo originale Bom, yeoreum, gaeul, gyeoul, geurigo, bom. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 103 min. - Corea del sud, Germania 2003. MYMONETRO Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera * * * * - valutazione media: 4,00 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
In una casa-isola su un laghetto si svolgono gli insegnamenti e le esperienze di due monaci, uno adulto e uno giovane.
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primo piano
Un apologo morale sulla ciclicità della stagione e degli errori umani, intriso di misticismo
Emanuele Sacchi     * * * * -

In un tempio buddista, che fluttua in una valle inondata, un maestro osserva il suo giovane allievo mentre si relaziona con il mondo esterno. Quando il piccolo si diverte a torturare un pesce, una rana e un serpente, il maestro lo ammonisce, avvertendolo sulle conseguenze del dolore inflitto agli animali.
Superata la trasgressione necessaria di film come Crocodile, L'isola o Bad Guy, Kim Ki-duk rielabora i temi della sua poetica in una forma più tradizionale in senso assoluto ma nuova per il suo cinema. Una lectio moralis in cui i simbolismi semplici e la cura amorevole per la fotografia e gli scenari naturali avvicinano il regista alla consuetudine di ciò che il pubblico occidentale si attende dal cinema d'autore dell'Estremo Oriente. Ma è solo apparenza. L'ambientazione che sembra più accogliente - una valle inondata, con un tempio fluttuante e una perenne aura di misticismo - rispetto ai consueti paesaggi suburbani, carichi di disagio, introduce a una storia non meno crudele e intensa di quelle a cui Kim ha abituato il suo pubblico (e in fondo si tratta del medesimo scenario che caratterizzava L'Isola, con l'acqua ancora una volta elemento fondamentale di isolamento e alterazione temporale). In cui ancora una volta sono i dettagli a rivelare più del quadro di insieme.
Un monaco-santo - il soprannaturale, o l'inesplicabile, che accompagna i suoi spostamenti e i suoi gesti non è mai sottolineato, è solo assunto come tale - fa da raccordo tra i segmenti narrativi dell'opera che corrispondono ad altrettante fasi della crescita, caduta e ascesa di un uomo, prigioniero di barriere interiori e di pulsioni e istinti che fatalmente lo allontanano dal cammino della saggezza. Un percorso che è forse impossibile da affrontare senza errare, senza che i più miserabili degli atti insegnino a riconoscere il vero e il giusto nella natura delle cose.
Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera è apologo morale e insieme non lo è, perché sfugge a una spiegazione chiara e si apre a molteplici e finanche discordanti interpretazioni sul senso dell'esistenza. Perché la verità non è qualcosa che si possa spiegare e la sua testimonianza non è fatta per rimanere, come un sutra che evapora appena dopo essere stato impresso; la riflessione sulla scrittura come liberazione dalle paure e dai demoni interiori è centrale nel percorso di crescita e redenzione, ma nulla è eseguito per essere esibito, perché qualcuno lo apprenda, è solo eseguito in quanto inevitabile, per un dovere che è innanzitutto intimo, rivolto a se stesso. Per Kim Ki-duk non esistono feti astrali che nascano con una nuova consapevolezza, non esiste evoluzione né alterazione di ciò che è: se il tapiro abbattuto di Kubrick significa un avanzamento, il serpente ucciso dal gioco crudele di un bambino curioso significa reiterazione infinita del ciclo della vita.
Un pessimismo di fondo, tipico di Kim, che rimane comunque solo una delle possibili interpretazioni di un'opera capace di ispirare visioni infinite e altrettante letture, sempre nuove, in ogni occasione.

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Le stagioni dell'anima

sabato 15 aprile 2006 di golpecurto

Film intenso ma delicato, pura poesia estetica e contenutistica, contemplativo, si esce rasserenati dalla visione, oltre agli intenti moralistici e spirituali propri del cinema orientale, ho apprezzato lo sforzo del regista nel ricercare la verità ed anche la crudeltà dell'animo umano, in continuo altalenarsi di purezza, peccato e redenzione. continua »

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Moti perpetui

mercoledì 28 marzo 2007 di piernelweb

Fotografia e ambientazioni mozzafiato in questo "saggio buddista" del regista Kim Ki-duk. Il film è strutturato in 5 segmenti che rileggono nella ciclicità delle stagioni e del tempo, l'ancestrale e perpetua natura dell'uomo. Nella sua integrità, l'opera è perfettamente compiuta e clamorosamente significativa, ma la narrazione soprattutto nella prima parte (primi due episodi) è eccessivamente didascalica e grossolana: troppo esemplificativa la crudeltà punita del bambino, per niente poetica la scoperta continua »

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Eterno come il ciclo della vita

giovedì 5 marzo 2009 di Antonio

Davvero un film spettacolare. Fotografia trascendentale, eterna, struggevole, intensa, magnifica, da lasciati con il fiato sospeso. Kim Ki-Duk è un vero artista, un maestro. Solo lo spettacolare paesaggio mutevole stagione dopo stagione, basterebbe a spiegare l'intero film. Il tempo scorre...il bimbo diventa adulto e poi vecchio, intanto le foglie da verde smeraldo della primavera e dell'estate, divengono sempre più gialle e caduche in autunno per poi scomparire completamente in inverno; ma come continua »

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L'uomo, le sue passioni... e le sue stagioni

domenica 13 settembre 2009 di Virgy Dreamer

E' davvero affascinante la ciclicità, il ripetersi sempre uguale di tutte le cose. La circolarità di tutta la natura è propria anche dell'uomo, delle sue passioni e anche delle sue redenzioni. L'uomo segue lo stesso corso delle stagioni. Il luogo perso tra montagne e vegetazione sembra una sorta di bolla, di microcosmo isolato dal resto, un modello in miniatura che vuole esprimere nel suo piccolo lo svolgersi e il ripetersi della vita nel mondo. Anche se spesso si coglie il forte contrasto tra quella continua »

Il Vecchio Monaco
"Uccidere gli altri è facile, ma uccidere se stessi non è così facile..."
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DVD | Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 27 ottobre 2004

Cover Dvd Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera A partire da mercoledì 27 ottobre 2004 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera di Kim Ki-Duk con Oh Yeong-su, Kim Ki-Duk, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong. Distribuito da Cecchi Gori Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - coreano, Dolby Digital 5.1, e sottotitolato in Italiano per non udenti;. Su internet Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 9,29 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 0,70 €
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Sta quasi lutto dentro uno spazio chiuso, Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera (Corea del Sud e Germania, 2003, 103’). Come lo sguardo dei personaggi, la macchina da presa ora osserva l’eremo galleggiante del Maestro (Oh Yeongsu) da un portale che dà sulla terraferma, ora invece osserva il portale dall’eremo. In mezzo, c’è un lago serrato ira montagne. Sulle sue acque immobili e sulle sue rive, appunto, si svolge quasi tutto il film-parabola scritto e diretto dal coreano Kim Kiduk. »

di Alberto Castellano Il Mattino

Primavera: un piccolo monaco scaglia pietre su una rana. Estate: da adolescente s'innamora di una ragazza. Autunno: diventato uomo torna al tempio dopo aver compiuto un omicidio. Inverno: nella piena maturità il monaco va in ritiro spirituale su una montagna. Ancora primavera: un vecchio monaco alleva un bambino nella pace del tempio. Il cerchio si chiude e il ciclo della vita continua. La circolarità delle stagioni e dell'esistenza è al centro di Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera di Kim Ki-duk, regista sudcoreano conosciuto soprattutto dal pubblico dei festival. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

È raro ormai che il cinema coreano deluda. Lo riconferma oggi questo film pieno di fascino che cita nel titolo tutte e quattro le stagioni, ricominciando, dopo l’inverno, con la primavera. Per indicare - filosoficamente e religiosamente - non solo il ciclo della vita collegato con quello delle stagioni, ma il suo ripetersi all’infinito: senza interruzioni. Si comincia in un eremo su un lago, tra le montagne. Lo abitano solo due monaci, il maestro, già anziano, e l’allievo, ancora un bambino. Attorno una fulgente primavera. »

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Prendiamo il caso di Dopo mezzanotte, il minuscolo film di Davide Ferrario che sta diventando un caso anche commerciale, in segno di miracoloso e imprevisto riconoscimento dei suoi meriti di semplicità, pulizia, immediatezza. Nulla rende paragonabile il film italiano a quello coreano di cui si parla qui: Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera di Kim KiDuk, regista plurinvitato e premiato dai maggiori festival internazionali. Ma ci piace sperare che le sue qualità, malgrado la loro distanza dagli standard spettacolari universalmente favoriti, vengano altrettanto imprevedibilmente riconosciute dalle scelte del pubblico. »

Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera | Indice

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