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killbillvol2
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venerdì 30 marzo 2012
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qualcosa di straordinario
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Il quarto film di Tarantino è il sicuramente uno, se non il, suo più bello, il più pulp, il più femminista ed il più lungo(considerando che se non fosse stato diviso dall'inferiore volume due sarebbe stato lungo più di tre ore), in cui la storia conta abbastanza poco. UMA Thurman è azzeccata nella Sposa vendicativa e sanguinaria, che farà di tutto per vendicare l'uccisione di tutti gli invitati al suo matrimonio, da parte di un suo amante(il Bill del titolo), che la manda in coma per quattro anni, facendo le perdere la figlia che portava in grembo(dello stesso Bill). Quando si risveglia dal coma, la Sposa, va in un'isola del giappone per comprare una katana di classe e.
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Il quarto film di Tarantino è il sicuramente uno, se non il, suo più bello, il più pulp, il più femminista ed il più lungo(considerando che se non fosse stato diviso dall'inferiore volume due sarebbe stato lungo più di tre ore), in cui la storia conta abbastanza poco. UMA Thurman è azzeccata nella Sposa vendicativa e sanguinaria, che farà di tutto per vendicare l'uccisione di tutti gli invitati al suo matrimonio, da parte di un suo amante(il Bill del titolo), che la manda in coma per quattro anni, facendo le perdere la figlia che portava in grembo(dello stesso Bill). Quando si risveglia dal coma, la Sposa, va in un'isola del giappone per comprare una katana di classe e...massacro. Come già detto, la storia non conta, in questo film che si spaccia per essere un omaggio ai film sulle arti marziali di Hong Kong(per cui il regista ha dimostrato una grande ammirazione fin dai tempi di "Una vita al massimo"), ma è molto di più, sia per l'originalità della regia, che raggiunge il culmine quando per dieci minuti il film diventa un cartone manga, sia per quella di alcuni dialoghi, per i quali Tarantino ha da sempre un talento. Questo film è qualcosa di straordinario, un piccolo gioiello un po' ammaccato, perchè anche questo quasi capolavoro ha i suoi punti deboli, ma che vengono presto dimenticati. Certamente non è per tutti, soprattutto per il sanguinolento e violento combattimento finale, ma per tutto il film abbiamo litri e litri di sangue che scorre, o zampilla dalle ferite, ma superato questo, ci si trova in mano una sceneggiatura avvincente, dei grandi interpreti, e una fantastica regia. Cosa si vuole di più?
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renato c.
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domenica 25 marzo 2012
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azione e violenza, ma ben fatti!
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L' rimanda subito la mente al film di François Truffaut "La sposa in nero". Anche qui, la protagonista Jeanne Moreau rimane vedova subito dopo il matrimonio col marito ucciso sui gradini della chiesa, e sarà vendetta!
In questo film, oltre al marito periscono anche tutte altre persone che partecipavano al matrimonio ed il bambino che la protagonista teneva in grembo! E inizia anche qui la vendetta, in modo tremendamente violento!
Comunque le lotte e le scene d'azione sono molto spettacolari, tengono bene l'attenzione, e qui Tarantino è un maestro. Lla scena di quella bambina di colore, che vede morire la madre restando con un viso umpertrbanole è agghiacciante! Lotta e azione, lotta e azione! Alla fine la vendetta sar&ag
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L' rimanda subito la mente al film di François Truffaut "La sposa in nero". Anche qui, la protagonista Jeanne Moreau rimane vedova subito dopo il matrimonio col marito ucciso sui gradini della chiesa, e sarà vendetta!
In questo film, oltre al marito periscono anche tutte altre persone che partecipavano al matrimonio ed il bambino che la protagonista teneva in grembo! E inizia anche qui la vendetta, in modo tremendamente violento!
Comunque le lotte e le scene d'azione sono molto spettacolari, tengono bene l'attenzione, e qui Tarantino è un maestro. Lla scena di quella bambina di colore, che vede morire la madre restando con un viso umpertrbanole è agghiacciante! Lotta e azione, lotta e azione! Alla fine la vendetta sarà quasi completa! Bella la sequenza a disegni animati e particolarmente affascinante Lucy Liu, bellezza esotica! Peccato che sia morta e così non ci sarà nel film successivo!
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tiamaster
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sabato 4 febbraio 2012
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l a prima parte del capolavoro.
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A mio parere il secondo capitolo è migliore rispetto al primo,ma anche questo capitolo è favoloso.Quentin tarantino fà film ricchi di stile,qualsiasi cosa fà la fà con quel suo stile unico ed inimitabile (se si esclude il passo falso di di ghrindhouse).Kill bill ha dato vita al personaggio cult della "sposa",è donando un capolavoro splatter,violento ma irripetibile.Non hai livelli stratosferici del secondo capitolo,ma comunque terribilmente bello.Indimenticabile,stupendo.
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lorenzo romano
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domenica 4 dicembre 2011
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vendetta in punta di katana
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La seducente Uma Thurman, di ritorno da Pulp Fiction nelle vesti di moglie cocainomane, imbraccia spada e fodero in questo seducente e miracolosamente veloce action-movie. "La Sposa" non gradisce affatto che le DiVAS (Deadly Viper Assassins Squad) abbia dipinto di rosso il suo abito da sposa e mandato a monte il suo matrimonio e mossa da un irrefrenabile desiderio di vendetta, comincia la sua frenetica e silenziosa scia di uccisioni. Da El Paso a Tokyo e ad Okinawa, l'affascinante (e anonima) protagonista rende partecipe lo spettatore delle sue spettacolari acrobazie. O-Ren Ishii, Vernita Green, Elle Driver, Budd e Bill. Sono questi i cinque loschi figuri che "La Sposa" deve freddare. Un omaggio ai film di arti marziali, condito con gustose scene da Spaghetti Western e Thriller.
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La seducente Uma Thurman, di ritorno da Pulp Fiction nelle vesti di moglie cocainomane, imbraccia spada e fodero in questo seducente e miracolosamente veloce action-movie. "La Sposa" non gradisce affatto che le DiVAS (Deadly Viper Assassins Squad) abbia dipinto di rosso il suo abito da sposa e mandato a monte il suo matrimonio e mossa da un irrefrenabile desiderio di vendetta, comincia la sua frenetica e silenziosa scia di uccisioni. Da El Paso a Tokyo e ad Okinawa, l'affascinante (e anonima) protagonista rende partecipe lo spettatore delle sue spettacolari acrobazie. O-Ren Ishii, Vernita Green, Elle Driver, Budd e Bill. Sono questi i cinque loschi figuri che "La Sposa" deve freddare. Un omaggio ai film di arti marziali, condito con gustose scene da Spaghetti Western e Thriller. Il risultato: un cocktail uscito ottimamente, che prende lo spettatore e non lo lascia più respirare. Film tagliente come un rasoio, o forse è meglio dire, "tagliente come una katana".
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denzel for ever
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giovedì 1 dicembre 2011
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bho...
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ho provato a farmelo piacere..ma nn ci riesco....e poi quel cartone animato...per me orribile...sara un grande regista...ma sto fatto che fa sempre i film .....capitolo 1 ...capitolo 2...e ke palle...per me i veri film sn altri.....mi ha annoiato molto qst film......preferisco molto di piu cani da rapina.....pulp fiction invece mi è piaciuta soprattutto la seconda parte e il finale....mentre la prima parte è molto lunga e noiosa....a mio parere molti suoi film sn sopravvalutati....e poi li fa sempre nella stessa maniera....bho...purtroppo cosi la penso...
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siper
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venerdì 12 agosto 2011
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4 anni di assenza giustificata
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Il 2003 segna, dopo 4 anni di riflessione, il ritorno in sala del maestro Quentin Tarantino. I ritorni, si sa, difficilmente sono felici, ma il caso “tarantiniano”, evidentemente, è l’eccezione che conferma la regola. Avvalendosi di un cast sottotono rispetto a quelli stellari di “Pulp Fiction” e “Jackie Brown”, Tarantino riesce finalmente a costruire una trama che abbia un indiscusso protagonista. L’onore e l’onere ricadono sulle esili spalle di Uma Thurman, esili ma non fragili perché la bionda attrice statunitense, strizzata per l’occasione in tuta gialla da motociclista, risponde alla grande alle aspettative interpretando al meglio il ruolo della bella eroina in cerca di vendetta.
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Il 2003 segna, dopo 4 anni di riflessione, il ritorno in sala del maestro Quentin Tarantino. I ritorni, si sa, difficilmente sono felici, ma il caso “tarantiniano”, evidentemente, è l’eccezione che conferma la regola. Avvalendosi di un cast sottotono rispetto a quelli stellari di “Pulp Fiction” e “Jackie Brown”, Tarantino riesce finalmente a costruire una trama che abbia un indiscusso protagonista. L’onore e l’onere ricadono sulle esili spalle di Uma Thurman, esili ma non fragili perché la bionda attrice statunitense, strizzata per l’occasione in tuta gialla da motociclista, risponde alla grande alle aspettative interpretando al meglio il ruolo della bella eroina in cerca di vendetta. E’ appunto il tema della vendetta il fil rouge del quarto film di Tarantino, questo è infatti la storia di una macabra strage avvenuta durante il matrimonio della protagonista che è l’unica a salvarsi e a risvegliarsi dopo 4 anni (chiara la connessione con il letargo di Quentin) con l’unico scopo di vendicare la morte della sua famiglia e ,soprattutto, della figlia che portava in grembo al momento di convolare a nozze. La vendetta prevede l’uccisione di 5 persone elencate in una lista che il regista statunitense presenta a modo suo nei titoli di testa . Tale lista è probabilmente troppo lunga per essere portata a termine all’interno di un solo film ( o volume come direbbe Tarantino) , pertanto viene divisa in 2 “volumi” di cui Kill Bill vol.1 è chiaramente il primo. La struttura del film è inizialmente poco chiara a causa del continuo alternarsi di flashback e flashforward , salvo poi delinearsi in modo tutto sommato comprensibile. Lo stile è quello classico del regista portato forse ai massimi livelli in quanto a “splatter”, sangue (ce n’è a gogò) e sorprese (si noti l’ultima scena) viene un po’ a mancare una delle caratteristiche principali dei primi film di Tarantino ossia una cruda ironia a fare pendant con la crudezza delle scene, in Kill Bill vol.1 è presente soprattutto la seconda. Nel complesso il film è appassionante, e fila via abbastanza velocemente, salvo in alcune parti come l’infinito duello tra la Thurman e la prima della lista Lucy Liu, ottima la regia e coinvolgenti le inquadrature basti pensare alla scelta a metà film di far schizzare del sangue nipponico sulla telecamera che da allo spettatore la sensazione di trovarselo in faccia (altro che 3D!). Il ritorno di Tarantino è, dunque, un vero e proprio successo paragonabile addirittura al pezzo da novanta della filmografia del regista Pulp Fiction.
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diego campari
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giovedì 11 agosto 2011
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sincretismo cinematografico tarantiniano
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Chiariamolo subito, questo primo volume della sposa insanguinata è la summa delle influenze stilistiche e delle ispirazioni di Quentin Tarantino. Più che un film risulta quindi essere un accozzaglia di citazioni, riferimenti, omaggi ai suoi personali deus ex machina. Il tutto è tenuto asseime da una trama semplice(in linea di massima) ma comunque apprezzabile, sorretto dal tema della vendetta e del tradimento.
L'opera è sincretica, accinge a piene mani dal Giappone, ringraziando e dando in cambio rock n roll e poliziotti texani, un mix che avrebbe sdegnato il grande Mishima. In parole povere, un viaggio nella mente di Tarantino, messa sullo schermo in modo stilisticamente fine e patologicamente macabro e grottesco, marchio di fabbrica del regista.
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Chiariamolo subito, questo primo volume della sposa insanguinata è la summa delle influenze stilistiche e delle ispirazioni di Quentin Tarantino. Più che un film risulta quindi essere un accozzaglia di citazioni, riferimenti, omaggi ai suoi personali deus ex machina. Il tutto è tenuto asseime da una trama semplice(in linea di massima) ma comunque apprezzabile, sorretto dal tema della vendetta e del tradimento.
L'opera è sincretica, accinge a piene mani dal Giappone, ringraziando e dando in cambio rock n roll e poliziotti texani, un mix che avrebbe sdegnato il grande Mishima. In parole povere, un viaggio nella mente di Tarantino, messa sullo schermo in modo stilisticamente fine e patologicamente macabro e grottesco, marchio di fabbrica del regista. Il fusion che ne scaturisce può piacere o non piacere, ma il risultato è perlomeno notevole e questo è ciò che conta nella sfilata generale.
Personaggi in secondo piano, la pur ottima Uma Thurman è surclassata dai fiumi di sangue e zittita dalle parole delle katane.
Ciliegina sulla torta, l'episodio dell'infermiere necrofilo, ci porta a respirare ancora l'aria da sottobosco della nefandezza tanto amata in Pulp fiction.
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holpr
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domenica 17 luglio 2011
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svista generale anche della critica
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Sembra che la Thurman sia più
adatta alle reclam, tra tutte quella della
bevanda... Tarantino invece più
incline all'attore, con quell'espressione
da maniaco sarebbe preferibile, una
svista generale della critica per concludere.
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frz94
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mercoledì 13 luglio 2011
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kill bill vol.1
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Black Mamba (Uma Thurman) è una serial killer professionista assoldata da Bill (Carradine); nel bel mezzo della cerimonia del suo matrimonio, Bill e gli altri membri della Deadly Viper Assassination Squad le tendono un tranello mortale, uccidendo tutte le persone presenti nella chiesa, e credendo di uccidere anche lei stessa, la quale invece, dopo aver perso la bambina che aveva in grembo, precipita in uno stato comatoso lungo 4 anni . Risvegliatasi dal coma il suo unico pensiero sarà quella di vendicarsi implacabilmente di tutti coloro che parteciparono a quella tremenda carneficina, Bill compreso.
Quentin Tarantino, dopo capolavori indiscussi quali “Le iene” e “Pulp fiction” sforna, quasi vent’anni dopo, uno dei film più belli di tutta la sua carriera di attore e regista.
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Black Mamba (Uma Thurman) è una serial killer professionista assoldata da Bill (Carradine); nel bel mezzo della cerimonia del suo matrimonio, Bill e gli altri membri della Deadly Viper Assassination Squad le tendono un tranello mortale, uccidendo tutte le persone presenti nella chiesa, e credendo di uccidere anche lei stessa, la quale invece, dopo aver perso la bambina che aveva in grembo, precipita in uno stato comatoso lungo 4 anni . Risvegliatasi dal coma il suo unico pensiero sarà quella di vendicarsi implacabilmente di tutti coloro che parteciparono a quella tremenda carneficina, Bill compreso.
Quentin Tarantino, dopo capolavori indiscussi quali “Le iene” e “Pulp fiction” sforna, quasi vent’anni dopo, uno dei film più belli di tutta la sua carriera di attore e regista. La sceneggiatura perfetta, i dialoghi tratteggiati con uno humor sapiente e intrisi al contempo di saggezza giapponese e la bellissima musica rendono la suddetta pellicola un capolavoro. Citazionista, agile, violento, Kill Bill è caratterizzato inoltre da un cast di prim’ordine, costituito innanzitutto dalla bravissima Uma Thurman e a seguire Lucy Liu, Michael Madsen e il compianto David Carradine. Ricondurre Kill Bill a un genere prestabilito, come “azione” o “drammatico”, risulta un impresa impossibile, proprio a causa di un montaggio davvero particolarissimo in cui si assiste a scene crudissime, alcune delle quali smorzate dal bianco e nero o da fumetti manga (affascinantissimo l’anime giapponese), frammiste a sequenze poetiche (il duello finale nel giardino innevate) e slanci grotteschi e irrealistici. Pertanto l’unico genere nel quale si potrebbe iscrivere il film sarebbe solo “Tarantino”. Per tutte queste ragioni Kill Bill Vol. 1 si presenta sicuramente come uno dei film più completi del regista americano e una delle pellicole più piacevolmente originali nelle quali potrete imbattervi. Consigliatissimo. E il Vol. 2 non sarà da meno.
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bella earl!
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giovedì 9 giugno 2011
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grande film, grande regista, grandi passioni.
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"Vernita: Se per magia potessi tornare indietro, lo farei: ma non posso. Volevo solo dirti che sono una persona diversa ora.
La Sposa (sarcastica): Oh che bello! E chi se ne frega?"
Quentin Tarantino è geniale. Geniale come poche menti in tutto il panorama cinematografico. E dalla sua mente, appunto, ha saputo partorire film come "Pulp Fiction", "Le Iene" e questo formidabile Kill Bill. Uma è sempre Uma. Formidabile nell'interpretazione della Sposa uno dei personaggi più grandi della cinematografia moderna. E come Uma anche Quentin è sempre Quentin. Regia impeccabile e storia da capogiro. In questo film, inoltre, s'è lasciato andare a citazioni e ha preso ispirazione dai suoi maestri e da tutte le sue passioni: per il cinema del Sol Levante (omaggio inconfondibile a Bruce Lee nella scena del massacro degli 88) e per Sergio Leone (stalli alla texana presenti in tante scene).
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"Vernita: Se per magia potessi tornare indietro, lo farei: ma non posso. Volevo solo dirti che sono una persona diversa ora.
La Sposa (sarcastica): Oh che bello! E chi se ne frega?"
Quentin Tarantino è geniale. Geniale come poche menti in tutto il panorama cinematografico. E dalla sua mente, appunto, ha saputo partorire film come "Pulp Fiction", "Le Iene" e questo formidabile Kill Bill. Uma è sempre Uma. Formidabile nell'interpretazione della Sposa uno dei personaggi più grandi della cinematografia moderna. E come Uma anche Quentin è sempre Quentin. Regia impeccabile e storia da capogiro. In questo film, inoltre, s'è lasciato andare a citazioni e ha preso ispirazione dai suoi maestri e da tutte le sue passioni: per il cinema del Sol Levante (omaggio inconfondibile a Bruce Lee nella scena del massacro degli 88) e per Sergio Leone (stalli alla texana presenti in tante scene). Quando Tarantino riunisce insieme tutte queste formule non può che uscirne un Kolossal del cinema, non tanto per il Budget quanto per la genialità con cui è stato costruito. Trama intrigante e mai noiosa e interessantissima la cronologia scambiata. Ma solo da un'artista poteva uscire una vera opera d'arte del cinema.
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