Caterina va in città

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diario notturno martedì 1 febbraio 2005
caterina va... Valutazione 3 stelle su cinque
77%
No
23%

Giancarlo (Sergio Castellitto) è un insegnante frustrato. Ha una moglie che lo sopporta. La presunta brava mogliettina (Margherita Buy). Una figlia molto dolce e con gli occhi spalancati verso il mondo. Finalmente ottiene il trasferimento e crede di lasciarsi alle spalle le frustrazioni tornando con la propria famiglia in città: Roma. E' questa la cornice di una storia nuova. Una storia che presto comincerà a guadagnare in intensità. Caterina è il pretesto per raccontare tutto quanto c'è intorno. O forse quello che non c'è. Caterina va in un Liceo della Roma "bene". Giancarlo vuole che lei abbia compagni di banco "figli di persone importanti"... figli di sottosegretari... registi.. magistrati. [+]

[+] edward (di caterina)
[+] ma edward ??? (di mati)
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brownb giovedì 13 aprile 2006
provinciali in città Valutazione 4 stelle su cinque
70%
No
30%

Anche io come Caterina sono un provinciale,uno che è nato e vissuto in un piccolo paese dove i valori sono quello degli amici d'infanzia,della famiglia,del piacere nello stare coi parenti,della vita all'aria aperta.Sono valori diversi da quelli che spingono la "gente di città",diversi ma non necessariamente migliori.Questa differenza fa si che i punti di riferimento del provinciale siano profondamente diversi. Il punto di vista espresso nel film rende bene questo senso di smarrimento di chi si trova a passare da un sistema di valori ad un altro,la difficoltà di adeguarsi,e il dolore interiore provocato da scelte forzate. Alla fine però quello che conta è capire che se anche non si è capiti non significa che si sia necessariamente in errore: in effetti,una volta accettata la propria "particolarità" la vita dona opportunità vere, basta scegliere con il proprio cuore e osare con un pizzico di coraggio. [+]

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molinari marco venerdì 29 luglio 2011
caterina va alle urne Valutazione 0 stelle su cinque
50%
No
50%

Terzo capitolo virziniano dei film ascrivibili alla corrente letteraria del romanzo di formazione. Dopo l’eccezionale Ovosodo e l’irriverente My name is Tanino, in questo film Virzì sceglie di affidarsi a degli attori di gran talento per alcuni dei personaggi principali, pur non rinunciando ad un’esordiente per il ruolo della protagonista. E i risultati si vedono. Basti pensare al grande Castellitto che, nei panni del padre della ragazzina del titolo, riesce a dar vita ad uno dei personaggi più complessi e riusciti dell’intera filmografia virziniana. Lo schema di fondo è quello de La dolce vita di Fellini, con il provinciale che si trasferisce nella capitale e che venendo in contatto con i vizi che circolano per le sue strade entra in crisi d’identità (il capolavoro del maestro romagnolo nella sua prima stesura si chiamava proprio Montaldo va in città). [+]

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raffaellolamarca_donrafla giovedì 30 agosto 2007
caterina vive ... Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Gli occhi di una ragazzina di provincia assaggiano la capitale e il suo cuore e la sua personalità ne escono rinnovati e maturati. Ora lei saprà scegliere la sua vita e la sua linea. Ecco come minimizzerei questa commedia di Virzì ( non nuovo a questo genere) che ha dato spazio come pochi al conflitto che i ragazzi vivono al loro interno divisi tra sfarzo e cultura non sapendo scegliere. L'ottimo Castellito da professore isterico non sa più scegliere non sa più trovare una via per avere un pò di rispetto dal prossimo e perde anche le attenzioni della moglie.mi ha colpito molto la ragazzina Margherita Mazzola che ha interpretato il ruolo della giovane alternativa comunista avvolta da robe usate e una kefia amante della posia e alla ricerca della verità e della felicità

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enrico martedì 21 agosto 2007
omologazione e ingiustizia Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Fascisti e comunisti sono omologati dai tempi di Pasolini, probabilmente anche da prima. Tuttavia, penso sia un concetto che merita di essere continuamente ribadito, soprattutto perchè la società e la politica sono in continuo mutamento. Infatti, i fascisti (o sedicenti ex-fascisti) al tempo di Pasolini non erano a Palazzo Chigi e la loro influenza sulla vita politica del paese era occulta e "deviata". Oggi sono al potere, e devono fare i conti con il proprio passato, proprio come capita all'onorevole Germano (Amendola). Anche i comunisti ai tempi di Pasolini erano all'opposizione. Oggi, comunisti e sedicenti ex-comunisti sono al governo ma, contemporaneamnte, all'opposizione (sic!) e vivono contraddizioni che al tempo di Pasolini non esistevano. [+]

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luca domenica 16 novembre 2003
la novità è caterina Valutazione 1 stelle su cinque
33%
No
67%

Caterina mi piace molto, è simpaticissima ma meritava maggiore attenzione. L'impressione generale è che il film dica poco di nuovo e voglia colpire di più. Ovosodo era un grandissimo, Ferie d'agosto a tratti delizioso, ora Virzì deve cambiare

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alberto venerdì 25 marzo 2005
aridatece ovosodo! Valutazione 0 stelle su cinque
35%
No
65%

Pieno di luoghi comuni. Le ragazzine di destra vestite come veline, quelle di sinistra con la kefia, i capelli colorati e gli occhiali. Una visione della provincia italiana allucinante. Finale scontatissimo. Per non parlare poi dei ruoli "inediti" di Castellito e la Buy: il maestro frustrato e nevrotico lui; la casalinga frustrata e nevrotica lei. E basta!

[+] ... (di ....)
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giovanni barblan lunedì 24 novembre 2003
uscite dal cinema Valutazione 0 stelle su cinque
25%
No
75%

bastano solo poche parole per liquidare un film spaventosamente brutto.ho letto critiche quasi tutte entusiasmanti e rimango inorridito di fronte a tanto consenso.ma possibile non vedere il baratro dell'insipienza ,dell'accademismo peggiore,dell'anedottica rifritta mille volte sui volti e nel linguaggio?

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vinz mercoledì 31 dicembre 2003
uccidiamo questo cinema italiano Valutazione 1 stelle su cinque
35%
No
65%

Il titolo parla già abbastanza..ma Sergio Castellitto e Margherita Buy erano un indice di stimolo per lo spettatore a vedere il film. Lo stesso Paolo Virzi, autore di un discreto lavoro con Ovo Sodo, doveva essere garanzia perlomeno di un lavoro di qualità, e invece no..Questo film è la canonizzazione estrema della società moderna. Questa differenza, così devastante tra città e provincia, esiste solo nelle fantasie del regista ed è esasperata in ogni futile occasione. La protagonista Caterina, che nel film sembra cadere dalle nuvole ogni santo minuto, è un personaggio talmente falso e disincantato che dire inesistente è usare un eufemismo. Tra le tante scene ho visto pure party di sesso fra dodicenni, ma siamo sicuri??? L'unico personaggio un poco interessante è quello di Castellitto, che la sua interpretazione ce la mette sempre. [+]

[+] troppa bontà (di golly)
[+] complimenti (di judger)
[+] esagerato (di brownb)
[+] evidentemente.. (di caterina nn in città)
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davide di falco, 12 anni martedì 29 luglio 2008
zekke o pariole? Valutazione 4 stelle su cinque
15%
No
85%

Strano ma vero, questo film simile ad una favolo, è lo specchio della nostra società ancora attaccata a punti di riferimento che sono la brutta copia di quelli del passato. questa è un'italia divisa tra intellettuali di sinistra, che ostentano la loro intelligenza o il desiderio sessantottino di "uscire fuori dagli schemi", e degli snob neofascisti, bigotti e, a detta dello straordinario Claudio Amendola, "con la mania dei cuori duri". Roma o Lazio, destra o sinistra, zekke o pariole, alla fine sono tutti uguali: con la voglia di sembrare più grandi di qll che sono o sorprendere genitori, troppo presi dai loro impegni per badare ai loro figli. Braccio alzato o pugno chiuso, questa commedia amara cerca di dimostrarci come la nostra società possa essere ancora chiusa, con valori adatti al passato e giovani non ancora adatti al futuro. [+]

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