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rongiu
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mercoledì 9 febbraio 2011
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untermensch
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Untermensch - Inferiori
La musica aiuta a vivere, anzi a sopravvivere. Un sopravvissuto, se ancora sano di mente, non può non avere memoria. E la memoria “musicale” di un pianista, è a lunghissimo termine. La musica aiuta anche a ricercare, a sperare di trovare e per quanto riguarda il nostro protagonista, perdonare. Così mi par di capire. Ma chi è il nostro protagonista? Si chiama Wladyslaw Szpilman \ Adrien Brody / è il celebre pianista del “ghetto di Varsavia”, la sua bravura ha varcato i confini polacchi. Szpilman conosce bene le scale cromatiche, quelle che danno colore; l’armonicamente insignificante nelle sue mani prende vivacità.
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Untermensch - Inferiori
La musica aiuta a vivere, anzi a sopravvivere. Un sopravvissuto, se ancora sano di mente, non può non avere memoria. E la memoria “musicale” di un pianista, è a lunghissimo termine. La musica aiuta anche a ricercare, a sperare di trovare e per quanto riguarda il nostro protagonista, perdonare. Così mi par di capire. Ma chi è il nostro protagonista? Si chiama Wladyslaw Szpilman \ Adrien Brody / è il celebre pianista del “ghetto di Varsavia”, la sua bravura ha varcato i confini polacchi. Szpilman conosce bene le scale cromatiche, quelle che danno colore; l’armonicamente insignificante nelle sue mani prende vivacità. Tra l’altro, l’esecuzione dello Studio op. 10 n° 2 di Frédéric Chopin, che richiede una particolare tecnica esecutiva, non lo trova per niente impreparato. Di più, il nostro Wladyslaw, di Chopin conosce tutto, ma veramente tutto. Si racconta, che quando Chopin ha composto l’op. 10 n° 2, sia stato ispirato da un topino, visto correre rapidamente nella sua camera. Ben altra cosa ha visto Szpilman, nella sua Varsavia; tedeschi, tanti, “armati nell’animo” con il più potente dei veleni, L’ODIO. Pronti a tutto, a distruggere tutto; a “DISTRUGGERTI DENTRO”. Tutto ha inizio nel settembre del 1939. Il Patto Molotov-Ribbentrop del 23 agosto 1939 è cosa fatta. Conseguenza di ciò è l’invasione e la suddivisione del territorio polacco da parte dei russi e dei tedeschi. Sono questi ultimi, i co-protagonisti del film diretto da Roman Polański. Dicevo, gli aerei tedeschi iniziano a bombardare Varsavia; nello stesso istante, la macchina da presa cattura il nostro pianista, impassibile, calmo, quasi disinteressato, negli studi di radio Varsavia, mentre continua a suonare il Nocturno 20 Do#, Op. posth- di F. Chopin. E’ “costretto” a dileguarsi velocemente, quando, un’ulteriore deflagrazione manda in frantumi tutti i vetri dello studio e non solo. E’, questa, l’ultima sonata “live”. E’ il 1945, dai “rinati” studi polacchi, le stesse mani riprendono a far pressione sui tasti bianchi e neri di un pianoforte. Il brano di Chopin "violentemente interrotto" riprende il suo "percorso". La mente e le mani del "sopravvissuto" sono stilisticamente sincrone. Gli appassionati Chopeniani che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo prima degli eventi ed ora non tardano a comprendere che l'inquietudine ed il pessimismo lasciano il posto ad un romanticismo tutto teso a "far evadere" il pensiero ed il ricordo, pur non dimenticando. Ma cosa è successo in tutti questi anni alla famiglia Szpilman, al nostro compositore, alle migliaia di ebrei polacchi? Cosa impartiscono le “INFINITE” circolari naziste? Cosa sono gli Judenräte? Che ruolo occupa l’ufficiale della Wehrmacht, capitano Wilm Hosenfeld? \Thomas Kretschmann /considerato dal nostro “l’unico essere umano con indosso l’uniforme tedesca che io abbia mai conosciuto”. Polański, trova finalmente la forza di raccontare e raccontarsi. Infatti, le vicende narrate sono tratte dalle memorie del pianista polacco Wladyslaw Szpilman, scritte a guerra finita. Il regista, all’epoca dei fatti è un ragazzino recluso nel ghetto di Cracovia. I fatti narrati non sono per niente “manipolati”. Ciò che succede nel ghetto è raccontato senza retorica. “Al di là del muro”, ci sono ebrei complici; ebrei che si sono arricchiti alle spalle degli altri ebrei; c’è tutta una vita SOMMERSA. Ma non volutamente. Io credo. Scegliere non è affatto facile, quando di fronte ti ritrovi solo la “certezza della morte”. Chi salva un'anima è come se avesse salvato l'intero universo: è scritto nel Talmud. Riuscirà mai Wilm Hosenfeld ad avere un alberello dedicato nel Giardino dei Giusti di Gerusalemme?
Ed oggi? La seconda guerra mondiale è finita? La mia risposta è no. Una lunga appendice di tragedie mondiali segue quei tragici eventi. L’uomo continua a non imparare dai suoi errori. E l’Italia? L’Italia è un paese in guerra. Ma quanti lo sanno? Ed il cinema? Il cinema ha il dovere di raccontare/informare, se crede. Lo spettatore ha il dovere di approfondire/custodire, se vuole. Ne va del libero pensiero. Ed a questo io non rinuncio.
“Il pianista” ha vinto:
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Due Oscar 2002 - miglior regia \ Roman Polański / e miglior attore \ Adrien Brody /;
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Festival di Cannes 2002 - Palma d’oro al miglior film a Roman Polański;
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David di Donatello 2003 - Miglior film straniero a Roman Polański.
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martedì 17 maggio 2005
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l'olocausto al di là della rete
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La storia di un uomo che è costretto a vivere la tragedia del nazismo e l'orrore dello sterminio attraverso le stanze e le vie di una città, anch'essa succube della pazzia dell'uomo: così Roman Polanski descrive l'olocausto.
Non attraverso i campi di sterminio o le fosse comuni, ma tramite le senzazioni e la solitudine di Wladyslaw, tenuto a galla da straordinari gesti di comprensone ed amore da parte di figure al i fuori della logica della morte; logica che pare divorare anche le note della musica, che offusca le menti, che strazia le vite.
Ma proprio come un'opera per pianoforte, che attraversa le epoche, così la ragione sopravvive al genocidio ed accompagna il ritorno alla vita, il ritorno alle melodie di Chopin.
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weach
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domenica 20 febbraio 2011
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l'olocausto di roman polansky
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Kein Ruhm, soderen mit Verachhtung.
Un pianoforte, le mani sensibili di pianista, espandono nell’aria le note di uno Chopin struggente , commovente.
La vibrazione musicale sembra avere la forza morale di vincere il dolore umano dell’ umana violenza . queste note intersecano la follia dell’Olocausto, quasi fossero angeli osservatori.
Riteniamo di poterci avvalere per descrivere il peculiare rapporto fra musica e forma della mirabile poesia di introduzione nel capolavoro del regista Wim Winders su “Cosi vicini così lontani “
“Voi che noi amiamo, voi che non ci sentite .
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Kein Ruhm, soderen mit Verachhtung.
Un pianoforte, le mani sensibili di pianista, espandono nell’aria le note di uno Chopin struggente , commovente.
La vibrazione musicale sembra avere la forza morale di vincere il dolore umano dell’ umana violenza . queste note intersecano la follia dell’Olocausto, quasi fossero angeli osservatori.
Riteniamo di poterci avvalere per descrivere il peculiare rapporto fra musica e forma della mirabile poesia di introduzione nel capolavoro del regista Wim Winders su “Cosi vicini così lontani “
“Voi che noi amiamo, voi che non ci sentite ..che ci credete così lontani...eppure siamo così vicini;noi siamo i messaggeri non il messaggio.
Il messaggio è l'amore .
Noi non siamo niente voi siete il nostro tutto.
Lasciateci vivere nei vostri occhi, guardate il nostro mondo attraverso noi, riconquistatelo attraverso noi, allora saremo vicini a voi e voi vicini a lui"
lontano“
In qualche modo Il pianista di Roman Polanski ,con un sentire sofferto ed estetico, addolorato e disperato, descrive il conflitto fra forma ed energia , fra materia e spirito, fra i diversi piani dell’ essere che si osservano , si compenetrano ,si desiderano , si respingono in fiero tenzone ,poi inevitabilmente si ricompongono essendo solo per, per illusione , distinti .
Ricordiamoci che Roman Polanski è Ebreo Placco, , di conseguenza , ha pieno titolo , per riesumare un dolore universale come quello dell’Olocausto in Varsavia, che oramai è ineluttabilmente ed intimamente nei suoi cromosomi.
De Kern wieder abkuhlt,kann aber beiginnen zu vibrieren mit einem historischen Speicher( il cuore si raffredda ma può cominciare nuovamente a vibrare con una memoria storica).
Adiran Brody , il pianista protagonista , attraversa la grande tribolazione con un silenzio esistenziale ricolmo di dolore fisco e materiale ; la sua recitazione sintetizza mirabilmente tutta la delicatezza e la sofferenza del mondo che ancora ci soffoca con i “suoi fantasmi mostruosi”; a tratti le se sue espressioni intense risuonano con alcune immagini che noi abbiamo “del Cristo tradizionale “
Non sono Ebreo ma è un diritto dovere quello ricordare , anche se a qualcuno scomodo.
Concludo con una dichiarazione che mia colpito delbravissimo regista Roman Polanscki che ho estrapolato da più interviste , eccola“Il fatto che esista ,che ci siamo è di per se fantastico,inspiegabile...che tutto possa finire dopo la morte è assurdo ,non perché abbiamo, vivendo ,acquisto qualche diritto,ma perché mi “puzza “, mi prude , che c’è tanto oltre quella soglia .
Io sento che esista un “continuum dimensionale” , dove l’energia fluisce e defluisce , in modo circolare ,provando sempre nuove esperienze.
Non credo in un Dio personale ,credo che siamo energia e basta che si sperimenta senza disperdersi ; noi siamo l’energia che crea il paradiso e l'inferno , qualcosa di fantastico inspiegabile ma che c’è.
Provate a pensare all'universo...come può esistere?perché?come?
Il tutto,dal niente,niente cosa? Non esiste il niente ... è già qualcosa dal momento che ero niente …no ……..non ho paura della morte perché non esiste , dietro al sipario non ci saranno sorprese , c’è un nuovo spettacolo , la vita .Ma se poi mi sbaglio ? Può succedere ..in quel caso , caro lei , se possibile , mi faccia soffrire poco . grazie. Dopo sarò vigile e non mi perderònulla ; starò nascosto e vedrò quello che succede. Comunque vada sarà una vittoria perché se avevo ragione vivrò ancora ; ma se avrò sbagliato, pazienza , non avevo pagato biglietto e tutto quello che ho visto è stato gratis. Ma niente non esiste è già qualcosa e noi saremo altro”.
Intelligente , ed originale il nostro immenso Roman Polanski
Buono intensa visione.
Grazie
weachIlluminati
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lemke
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il coraggio di parlare d'olocausto senza retorica
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Tesi: Schindler's list, seocndo me è un capolavoro mancato, nel quale ad una magistrale prima aprte si contrappone una seconda parte a dir poco stucchevole per retorica. Antitesi: il pianista è un film dove non trova spazio la retorica, in quanto ci mostra in maniera quasi documentaristica la quotidianità, secca, asciutta. Sintesi: Il pianista è un capolavoro e, dal mio punto di vista, il migliore film da un bel po' di anni a questa parte.
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weach
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martedì 22 febbraio 2011
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l'0lolcauso con dentro il cuore di polanski
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Il disprezzo porta all’odio e alla morte e questa è la tormentata storia di un sopravvissuto.
Un pianoforte, le mani sensibili di pianista, espandono nell’aria le note di uno Chopin .”il notturno in do minore”, struggente , commovente quando inizia il bombardamento e l’occupazione di Varsavia.
La vibrazione musicale sembra avere la forza morale di vincere il dolore umano , dissipare la violenza e queste note intersecano la follia dell’Olocausto, quasi fossero angeli osservatori.
Riteniamo di poterci avvalere per descrivere il peculiare rapporto fra musica e forma della mirabile poesia di introduzione al capolavoro del regista Wim Winders “Così vicini così lontani “
“Voi che noi amiamo, voi che non ci sentite .
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Il disprezzo porta all’odio e alla morte e questa è la tormentata storia di un sopravvissuto.
Un pianoforte, le mani sensibili di pianista, espandono nell’aria le note di uno Chopin .”il notturno in do minore”, struggente , commovente quando inizia il bombardamento e l’occupazione di Varsavia.
La vibrazione musicale sembra avere la forza morale di vincere il dolore umano , dissipare la violenza e queste note intersecano la follia dell’Olocausto, quasi fossero angeli osservatori.
Riteniamo di poterci avvalere per descrivere il peculiare rapporto fra musica e forma della mirabile poesia di introduzione al capolavoro del regista Wim Winders “Così vicini così lontani “
“Voi che noi amiamo, voi che non ci sentite ..che ci credete così lontani...eppure siamo così vicini;noi siamo i messaggeri non il messaggio.
Il messaggio è l'amore .
Noi non siamo niente voi siete il nostro tutto.
Lasciateci vivere nei vostri occhi, guardate il nostro mondo attraverso noi, riconquistatelo attraverso noi, allora saremo vicini a voi e voi vicini a lui"
lontano“
In qualche modo Il pianista di Roman Polanski ,con un sentire sofferto ed estetico, addolorato e disperato, descrive il conflitto fra forma ed energia , fra materia e spirito, fra i diversi piani dell’ essere che si osservano , si compenetrano ,si desiderano , si respingono in fiero tenzone ,poi inevitabilmente si ricompongono essendo solo per, per illusione , distinti .
Ricordiamoci che Roman Polanski è Ebreo Placco, , di conseguenza , ha pieno titolo , per riesumare un dolore universale come quello dell’Olocausto in Varsavia, che oramai è ineluttabilmente ed intimamente nei suoi cromosomi:
il cuore si raffredda ma può cominciare nuovamente a vibrare con una memoria storica.
Adiran Brody , il pianista protagonista , attraversa la grande tribolazione con un silenzio esistenziale ricolmo di dolore fisco e materiale ; la sua recitazione sintetizza mirabilmente tutta la delicatezza e la sofferenza del mondo che ancora ci soffoca con i “suoi fantasmi mostruosi”; a tratti le se sue espressioni intense risuonano con alcune immagini che noi abbiamo “del Cristo tradizionale “
Non sono Ebreo ma è un diritto dovere quello di ricordare , anche se per a qualcuno potrebbe apparire scomodo.
Concludo con una dichiarazione che mia colpito del bravissimo regista Roman Polanscki che ho estrapolato da più interviste , eccola “Il fatto che esista ,che ci siamo è di per se fantastico,inspiegabile...che tutto possa finire dopo la morte è assurdo ,non perché abbiamo, vivendo ,acquisto qualche diritto,ma perché mi “puzza “, mi prude , che c’è tanto oltre quella soglia .
Io sento che esista un “continuum dimensionale” , dove l’energia fluisce e defluisce , in modo circolare ,provando sempre nuove esperienze.
Non credo in un Dio personale ,credo che siamo energia e basta che si sperimenta senza disperdersi ; noi siamo l’energia che crea il paradiso e l'inferno , qualcosa di fantastico inspiegabile ma che c’è.
Provate a pensare all'universo...come può esistere?perché?come?
Il tutto,dal niente,niente cosa? Non esiste il niente ... è già qualcosa dal momento che ero niente …no ……..non ho paura della morte perché non esiste , dietro al sipario non ci saranno sorprese , c’è un nuovo spettacolo , la vita .Ma se poi mi sbaglio ? Può succedere ..in quel caso , caro lei , se possibile , mi faccia soffrire poco . grazie. Dopo sarò vigile e non mi perderò nulla ; starò nascosto e vedrò quello che succede. Comunque vada sarà una vittoria perché se avevo ragione vivrò ancora ; ma se avrò sbagliato, pazienza , non avevo pagato biglietto e tutto quello che ho visto è stato gratis. Ma niente non esiste è già qualcosa e noi saremo altro”.
Intelligente , ed originale il nostro Roman Polanscki.
grazie
weach illuminati
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immanuel
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domenica 7 novembre 2010
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dall'oscurtà una luce filtra
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La scelta del musicista o dell'artista come protagonista, a fare da controcanto secondario, ma non soccombente (perché si impone attraverso la propria potenza espressiva) sulle note della musica principale, la melodia dell'orrore delal guerra, non deve essere stata casuale per Polansky. Il quale sceglie infatti di innestare la narrazione di un evento storico tra i più drammatici, la seconda guerra mondiale, sulla tragedia di un artista, per giunta ebreo e per tale apprartenza di razza meritevole di rivivere un'esperienza che sembrava essere stata cancellata dalla storia: la vita nel ghetto, poi, follia umana, l'internamento. Il film si apre con l'esecuzione di un pezzo di F.
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La scelta del musicista o dell'artista come protagonista, a fare da controcanto secondario, ma non soccombente (perché si impone attraverso la propria potenza espressiva) sulle note della musica principale, la melodia dell'orrore delal guerra, non deve essere stata casuale per Polansky. Il quale sceglie infatti di innestare la narrazione di un evento storico tra i più drammatici, la seconda guerra mondiale, sulla tragedia di un artista, per giunta ebreo e per tale apprartenza di razza meritevole di rivivere un'esperienza che sembrava essere stata cancellata dalla storia: la vita nel ghetto, poi, follia umana, l'internamento. Il film si apre con l'esecuzione di un pezzo di F. Chopin, armonia soave, che sta venendo trasmesso per radio in una sala di registrazione, e che viene brutalmente interrotto dall'intrusione, del tutto inattesa e inopportuna, degli ululati di morte dei colpi di cannone tedeschi. All'improvviso la situazione muta. La vita dell'artista, e di un intero popolo. è sconquassata. La ferocia umana si esprime in tutte le sue forme più raccapricianti e atroci. Un'impressionante rassegna di soprusi, sevizie e violenze è intervallata da un trise adagio, che segna il tempo di una liturgia dell'orrore: il turpe cerimoniale della guerra. La poesia però prevale sul truculento. Le vette supreme della creatività umana, ci dice il regista, non saranno soffocate dalla ferinità e dai suoi prodotti che fanno gongolante l'uomo bestiale. Quest'ultimo, infatti, dapprima appagato nel suo orgasmo di violenza e prevaricazione, cederà il passo alla potenza della virtù nella scena dell'esecuzione di fronte al generale nazista, subito catturato dalla melodia fatale chopiniana. La musica, quell'armonioso e stupefacente prodotto della genialità umana, sopravvive agli orrori dell'olocausto e della rivolta del ghetto di Varsavia, poi repressa nel sangue. Dalle ceneri della guerra, dai traumi e dalle ferite di un uomo, riesce a sbocciare una nuova vita. Comincia un ennesimo ciclo.
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valentina c 13 anni
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venerdì 8 febbraio 2008
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recensione de "il pianista"
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Il film il pianista è un film che parla di Wladyslaw Szpilman un pianista polacco di religione ebrea con un talento grandissimo che sopravvive ai tedeschi nazisti. Il protagonista viene rinchiuso con la sua famiglia nel ghetto costruito dai tedeschi per gli ebrei.Quando lui e la sua famiglia vengono portati a bordo dei "treni della morte", treni che portavano ai campi di concentramento viene tirato giù dal treno,da un soldato, e messo in salvo. Da quel momento la sua vita si riempie di paure,ansie e dolori.Inizia a fare il muratore sfruttato e maltrattato in modo disumano. Poi riesce a contattare dei vecchi amici che lo nascondono in una vecchia casa vuota.Da li,costretto a scappare, perchè scoperto,trova una casa libera offertagli da un suo amico.
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Il film il pianista è un film che parla di Wladyslaw Szpilman un pianista polacco di religione ebrea con un talento grandissimo che sopravvive ai tedeschi nazisti. Il protagonista viene rinchiuso con la sua famiglia nel ghetto costruito dai tedeschi per gli ebrei.Quando lui e la sua famiglia vengono portati a bordo dei "treni della morte", treni che portavano ai campi di concentramento viene tirato giù dal treno,da un soldato, e messo in salvo. Da quel momento la sua vita si riempie di paure,ansie e dolori.Inizia a fare il muratore sfruttato e maltrattato in modo disumano. Poi riesce a contattare dei vecchi amici che lo nascondono in una vecchia casa vuota.Da li,costretto a scappare, perchè scoperto,trova una casa libera offertagli da un suo amico.In questa casa ci rimane a lungo e dalle finestre assiste alle uccisioni dei suoi amici ebrei.Fugge via ancora una volta e si aggira per i palazzi abbandonati in cerca di qualcosa da mangiare.In uno di questi palazzi abbandonati si trova di fronte un ufficiale tedesco che avendo capito chi fosse lo fa suonare e poi lo lascia libero,procurandogli del cibo e regalandogli il suo gibbotto.Dopo pochi giorni arrivano le truppe sovietiche che vedendolo,cominciano a sparare a causa del cappotto. Alla fine lo riconosco e lo soccorrono. Il film finisce con la continuazione del concerto di Wladyslaw che all'inizio aveva abbandonato a causa dei bombardamenti aerei.
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fedeleto
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mercoledì 2 novembre 2011
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la melodia del cuore,eil rombo della guerra..
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Descrivere i momenti storici in cui il nazismo ha perseguitato gli ebrei,non e' un'impresa facile.Roman Polanski(avendo vissuto egli stesso le atrocita' della guerra)mette in scena un film tratto dalla storia vera di un celebre pianista,che perseguitato dai nazista poiche' e' ebreo,dovra' nascondersi in continuazione,fino a quando persino un nazista si commuovera' al suo talento da pianista.Un film toccante,profondo,e musicale,ma allo stesso tempo estremamente crudo(soprattutto la scena in cui un paralitico viene lanciato da un balcone).Lo scopo di polanski non e' piu' quello di imporci una riflessione sulla tematicadell'ambiguita'(gran parte del suo cinema verte su cio')ma quello di farci immedesimare in una storia dove e' l'anima a vincere ,grazie alla musica e al talento di un uomo che esprimeva se stesso con il piano.
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Descrivere i momenti storici in cui il nazismo ha perseguitato gli ebrei,non e' un'impresa facile.Roman Polanski(avendo vissuto egli stesso le atrocita' della guerra)mette in scena un film tratto dalla storia vera di un celebre pianista,che perseguitato dai nazista poiche' e' ebreo,dovra' nascondersi in continuazione,fino a quando persino un nazista si commuovera' al suo talento da pianista.Un film toccante,profondo,e musicale,ma allo stesso tempo estremamente crudo(soprattutto la scena in cui un paralitico viene lanciato da un balcone).Lo scopo di polanski non e' piu' quello di imporci una riflessione sulla tematicadell'ambiguita'(gran parte del suo cinema verte su cio')ma quello di farci immedesimare in una storia dove e' l'anima a vincere ,grazie alla musica e al talento di un uomo che esprimeva se stesso con il piano.Un vero capolavoro che non sfocia mai nella lentezza o nella caduta di tono,senza dubbio un film personale,ma allo stesso tempo una pellicola per non dimenticare la sofferenza e la tragedia che respiravano le povere vittime innocenti di quella terribile epoca.
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alesya
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domenica 27 giugno 2010
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il pianista
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Wladyslaw Szpilman:" C’è un’ordinanza che vieta agli ebrei di sostare nei giardini- Ci potremmo sedere su una panchina, ma c’è un’altra ordinanza che vieta agli ebrei di sedersi sulle panchine. -Possiamo stare in piedi e parlare, non penso che ciò sia vietato.”
Al di là di ogni giudizio e senza entrare affatto nel merito delle vicende giudiziarie e delle incriminazioni che recentemente lo hanno visto protagonista , un fatto va innegabilmente riconosciuto : Roman Polansky è un regista straordinario , capace di regalarci pellicole dal variegato sapore e respiro , e certamente ” il pianista ” è una delle sue gemme più splendenti .
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Wladyslaw Szpilman:" C’è un’ordinanza che vieta agli ebrei di sostare nei giardini- Ci potremmo sedere su una panchina, ma c’è un’altra ordinanza che vieta agli ebrei di sedersi sulle panchine. -Possiamo stare in piedi e parlare, non penso che ciò sia vietato.”
Al di là di ogni giudizio e senza entrare affatto nel merito delle vicende giudiziarie e delle incriminazioni che recentemente lo hanno visto protagonista , un fatto va innegabilmente riconosciuto : Roman Polansky è un regista straordinario , capace di regalarci pellicole dal variegato sapore e respiro , e certamente ” il pianista ” è una delle sue gemme più splendenti . La tragedia dell ‘ Olocausto viene qui spogliata di ogni accezione romantica o retorica e rivive in tutta la sua brutalità attraverso un frammento di vita ,quella del pianista polacco Wladyslaw Szpilman , attraverso un percorso di dolore e orrore che corre rapidamente verso la rovina in tutto la prima parte del film : il bombardamento di Varsavia che costringe il pianista a interrompere l’esecuzione di Chopin , il trasferimento nel ghetto e la calligrafica e orribile riproduzione , con minuzia di dettaglio (che poteva essere tale solo da chi come il resista ha vissuto in prima persona il dramma della Shoah ) degli orrori che lì vengono perpetrati , all’incredulità per l’assurdità di quanto sta accadendo , l’ impossibilità di credere che davvero tutti stiano andando a morire , espressa poco prima di essere caricati sui treni diretti a Treblinka ; per un caso fortuito ,o per un miracolo ,Wladyslaw non salirà mai su quei treni , ma inizierà a nascondersi e ad aspettare , osservando dalla finestra ciò che accade attraverso occhi di rassegnazione (quelli di uno straordinario e commovente Adrien Brody ) ; il ritmo del film si arresta anch’esso per progredire lentamente e farci assaporare contro la nostra stessa volonta ogni orrore , ogni abuso e sofferenza senza risparmiarci neppure un dettaglio che possa alleviare il nostro sconcerto . Pochi attimi di tregua sono concessi al protagonista e allo spettatore negli intimi e bellissimi momenti in cui Szpilman suona anche solo con pensiero , muovendo le dita , le note del suo amato pianoforte , ma soprattutto nelll’unica vera luce di speranza rimasta negli uomini : un generale tedesco con una foto di famiglia sulla scrivania che commosso dalla bravura del pianista lo aiuta nonostante il mondo ormai da tempo , sembri aver dimenticato la bellezza . Alla fine della guerra Wladyslaw Szpilman torna a suonare il suo adorato Chopin , là dove lo aveva interrotto tanti anni prima : non perchè abbia dimenticato quanto è accaduto , ma perchè nonostante tutto l’orrore , la distruzione e la sofferenza che l’uomo ha potuto provocare , bisogna trovare la forza di tornare a vivere, Imparando dal passato .
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dounia
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domenica 10 luglio 2011
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"shoah"-il giorno della memoria
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Un pianista polacco, mentre suona per una registrazione della radio, si rende conto di un bombardamento tedesco che viene fatto nel suo stato. Il 1° settembre 1939 la Polonia viene invasa dall'esercito tedesco. Ci saranno i "ghetti". Le nuove leggi contro gli ebrei, che vengono attuate, cambiano la sua vita. La famiglia ebrea del pianista di giorno in giorno subisce cambiamenti e scompare, verrà deportata nei campi di concentramento da poco creati. Una donna tedesca, benestante, cerca di aiutarlo finché le è possibile, ma quando non può più, il ragazzo resta solo, subisce la fame, vede l'atrocità e la banalità di quella guerra. Si ritrova a vivere, in condizioni disperate, sopra un solaio. Viene scoperto da un ufficiale tedesco che vuole sapere qual è la sua attività.
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Un pianista polacco, mentre suona per una registrazione della radio, si rende conto di un bombardamento tedesco che viene fatto nel suo stato. Il 1° settembre 1939 la Polonia viene invasa dall'esercito tedesco. Ci saranno i "ghetti". Le nuove leggi contro gli ebrei, che vengono attuate, cambiano la sua vita. La famiglia ebrea del pianista di giorno in giorno subisce cambiamenti e scompare, verrà deportata nei campi di concentramento da poco creati. Una donna tedesca, benestante, cerca di aiutarlo finché le è possibile, ma quando non può più, il ragazzo resta solo, subisce la fame, vede l'atrocità e la banalità di quella guerra. Si ritrova a vivere, in condizioni disperate, sopra un solaio. Viene scoperto da un ufficiale tedesco che vuole sapere qual è la sua attività. Gli dice che era pianista, così l'ufficiale lo fa suonare su un pianoforte a coda. L'ufficiale, sentendo la capacità del pianista d'interpretare il "Notturno in DO minore" di Chopin, gli porta ogni giorno da mangiare. La guerra finisce, così la vita cambia per il ragazzo-ebreo, ma non sarà quella di prima. Roman Polanski, oltre che raccontare una storia vera accaduta, è riuscito a presentarla in modo piacevole e lineare. E' una realtà, espressa bene, di quegli anni. Gli avvenimenti storici raccontati e la vita del ragazzo in quel tempo rivelano un senso di umanità sia nella donna che nell'ufficiale tedesco. Il film è una testimonianza delle ingiustizie contro gli ebrei nella 2°guerra mondiale, ricordato il 27 gennaio di ogni anno come "giorno della memoria".
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