Titolo originale Road to Perdition.
Drammatico,
durata 119 min.
- USA 2002.
MYMONETROEra mio padre
valutazione media:
3,40
su
31
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Un film a dir poco eccezionale! Gli attori strepitosi, su tutti Tom Hanks, mettono in piedi una storia che oltre che essere un ottimo dramma familiare, con il rapporto tra padre a figlio sempre al centro della scena, è anche un eccellente thriller che in parte si trasforma in un road-movie verso un futuro tranquillo per il giovane Michael Jr. Tom Hanks superlativo, Paul Newman eccellente, il giovane Tyler Hoechlin davvero bravissimo nonostante la giovane età, e quei due brutti ceffi di Jude Law e Daniel Craig li ha odiati a morte chiunque a visto il film, talmente sono stati bravi nel loro ruolo. Una nota di merito è anche la traduzione italiana del titolo, davvero azzeccatissima, se si pensa che l'originale inglese è "Road To Perdition"; infine una curiosità: quando ho assistito allo spet
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Un film a dir poco eccezionale! Gli attori strepitosi, su tutti Tom Hanks, mettono in piedi una storia che oltre che essere un ottimo dramma familiare, con il rapporto tra padre a figlio sempre al centro della scena, è anche un eccellente thriller che in parte si trasforma in un road-movie verso un futuro tranquillo per il giovane Michael Jr. Tom Hanks superlativo, Paul Newman eccellente, il giovane Tyler Hoechlin davvero bravissimo nonostante la giovane età, e quei due brutti ceffi di Jude Law e Daniel Craig li ha odiati a morte chiunque a visto il film, talmente sono stati bravi nel loro ruolo. Una nota di merito è anche la traduzione italiana del titolo, davvero azzeccatissima, se si pensa che l'originale inglese è "Road To Perdition"; infine una curiosità: quando ho assistito allo spettacolo, al termine del film tre quarti della sala (almeno 200 persone) stavano piangendo; non ho mai visto una cosa del genere!
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Tom Hanks riesce a dare al suo personaggio un forte spessore dando finalmente prova piena del suo talento. Io stesso riconosco di averlo giudicato solo un buon attore molto fortunato con gli oscar. Newman con i suoi occhi blu regge da solo la scena, peccato per la voce del suo doppiaggio che un pò delude.D'accordo non c'è più Pino Locchi ma si poteva far meglio.
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Era mio padre è diretto da Sam Mendes, lo stesso regista del pluripremiato American Beauty, e vanta all’interno del cast nomi del calibro di Tom Hanks, Jude Law, Daniel Craig e Paul Newman. La fotografia è affidata al premio oscar Conrad L.Hall, che proprio grazie a questo film otterrà una seconda statuetta.
Negli anni ’30 Tom Hanks è Michael Sullivan, un uomo dall’identità ambigua: da un lato sembra un buon padre di famiglia, anche se un po’ cupo, dall’altra svolge il lavoro di killer per John Rooney, membro della mafia irlandese che per Michael è come un padre adottivo. La situazione precipita quando suo figlio, Michael Jr,.
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Era mio padre è diretto da Sam Mendes, lo stesso regista del pluripremiato American Beauty, e vanta all’interno del cast nomi del calibro di Tom Hanks, Jude Law, Daniel Craig e Paul Newman. La fotografia è affidata al premio oscar Conrad L.Hall, che proprio grazie a questo film otterrà una seconda statuetta.
Negli anni ’30 Tom Hanks è Michael Sullivan, un uomo dall’identità ambigua: da un lato sembra un buon padre di famiglia, anche se un po’ cupo, dall’altra svolge il lavoro di killer per John Rooney, membro della mafia irlandese che per Michael è come un padre adottivo. La situazione precipita quando suo figlio, Michael Jr,. lo segue di nascosto sul lavoro e lo vede mentre uccide degli uomini con un collega. I malavitosi decidono che a questo punto sia meglio mettere tutti a tacere, prima che il ragazzino possa lasciarsi sfuggire qualcosa…
Alcuni critici, di professione e non, hanno affondato questo film, che a me invece è piaciuto molto. Molti di loro sostengono che Tom Hanks non sia proprio adatto al suo ruolo: in effetti all’inizio è un po’ strano vederlo con i baffetti nel ruolo cupo che gli è assegnato, ma l’attore fa del suo meglio per rimediare. Forse è la sua immagine nell’immaginario collettivo a non renderlo troppo adatto alla sua parte. Per quanto riguarda gli altri attori invece le scelte sono più che azzeccate: Tyler Hoechlin è perfetto per il ruolo del figlio e nonostante la sua giovane età riesce a conferire al personaggio una profondità che la sceneggiatura da sola probabilmente non riuscirebbe a dargli. Jude Law invece veste i panni di un fotografo di cadaveri, ciò che non non ci si aspetterebbe è che i suoi soggetti li uccide prima dello scatto con le sue stesse mani. La follia di qusto strano personaggio è perfettamente riprodotta dalla mimica dell’attore.
Altro punto di forza del film è il fatto che non c’è singolo colpo di pistola che sia sparato gratuitamente. Gli attori e il modo in cui il film è diretto fanno sì che ogni singolo colpo non sia slegato dall’impatto psicologico che una simile azione porta con sè.
Alcuni penseranno che il film è scontato, altri che è deludente viste le premesse, altri che è un blockbuster travestito da film impegnato. Per me è semplicemente un bel film, pienamente godibile e con una fotografia mozzafiato. Non si può pretendere di gridare al capolavoro ogni cinque secondi, sennò quasi tutti i film lo sarebbero e non avrebbe più senso fare distinzioni. Quindi vi consiglio vivamente di vedere quello che è un buon film, senza avere la costante pretesa di vedere un pezzo di storia del cinema. Tale atteggiamento porta a criticare una buona pellicola solo perchè al di sotto delle nostre aspettative.
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Michael Sullivan è lo scagnozzo di John Rooney, un padrino che nell'America degli anni della crisi e della grande depressione, ha preso il controllo dei principali traffici illeciti nell'Illinois. Il figlio di quest'ultimo, che lavora fianco a fianco con Sullivan, è geloso del rapporto di fiducia che si è innescato tra lui e suo padre, poichè quest'ultimo si fida molto di più del collega; geloso al punto da tentare di ucciderlo, ma non trovandolo in casa, si rivarrà contro la moglie e il secondo genito. Tornato a casa e trovati i due corpi privi di vita, Sullivan decide di vendicarsi, trovando proprio nel figlio primogenito un fedele alleato, costringendolo ad una maturazione precoce e crudele.
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Michael Sullivan è lo scagnozzo di John Rooney, un padrino che nell'America degli anni della crisi e della grande depressione, ha preso il controllo dei principali traffici illeciti nell'Illinois. Il figlio di quest'ultimo, che lavora fianco a fianco con Sullivan, è geloso del rapporto di fiducia che si è innescato tra lui e suo padre, poichè quest'ultimo si fida molto di più del collega; geloso al punto da tentare di ucciderlo, ma non trovandolo in casa, si rivarrà contro la moglie e il secondo genito. Tornato a casa e trovati i due corpi privi di vita, Sullivan decide di vendicarsi, trovando proprio nel figlio primogenito un fedele alleato, costringendolo ad una maturazione precoce e crudele...
Il tema dei gangster negli anni '30 è stato più volte trattato nel cinema americano, ma per fortuna il giovane talento alla regia, Sam Mendes, riesce a proporre una storia diversa, che vuole gettare una speranza oltre le sparatorie e le vendette tra bande. [-]
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Bella la musica che introduce alle prime scene. L'ambientazione è tanto perfetta quanto patinata, cosa che a qualcuno può disturbare. Siamo nel pieno della grande depressione americana, 1931. E' anche il tempo del proibizionismo contro gli alcolici, il whiskey in particolare. Un ragazzino scafato, dalla faccia inquieta, mi introduce in una famiglia dove il padre, Tom Hanks, si muove lentamente e spogliandosi mette da parte una pistola. La moglie è una dolce ragazza tutta dedita al marito e alla famiglia. Il ragazzino inquieto (molto bravo), decide di scoprire il mestiere del padre. Assiste così a un crudele assassinio e viene scoperto. A questo punto il film accelera: Hanks si ritrova la moglie e l'altro figlio uccisi (avvertimento mafioso).
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Bella la musica che introduce alle prime scene. L'ambientazione è tanto perfetta quanto patinata, cosa che a qualcuno può disturbare. Siamo nel pieno della grande depressione americana, 1931. E' anche il tempo del proibizionismo contro gli alcolici, il whiskey in particolare. Un ragazzino scafato, dalla faccia inquieta, mi introduce in una famiglia dove il padre, Tom Hanks, si muove lentamente e spogliandosi mette da parte una pistola. La moglie è una dolce ragazza tutta dedita al marito e alla famiglia. Il ragazzino inquieto (molto bravo), decide di scoprire il mestiere del padre. Assiste così a un crudele assassinio e viene scoperto. A questo punto il film accelera: Hanks si ritrova la moglie e l'altro figlio uccisi (avvertimento mafioso). Tutto diventa difficile perché lui fa parte di una gerarchia mafiosa. Decide di vendicare la morte dei suoi, ad ogni costo. Il film, a mio avviso, comincia a perdere irrimediabilmente colpi. Hanks diventa una specie di Rambo, uccide, rapina banche sottraendo denaro di Al Capone, si difende da un fotografo psicopatico che gli da la caccia per conto dei 'cattivi'. Il bambino inquieto è sempre a suoi fianco e diventa suo braccio destro. Finale didascalico, con le parole del bambino fuori campo, grondanti di retorica, di 'lezioni' di vita. Resta comunque un bel film, a tratti spettacolare.
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Tremendo. Un classico film che deve piacere a tutti e che si inserisce nella lunga fila dei cosiddetti "grandi film", buoni solo però per un pubblico che si accontenta di qualche scena patinata, di attori famosi e di inevitabili sbrodolii sentimentali. Ogni anno ne esce uno (vedi Forrest Gump, A Beautiful Mind, ecc..). Sono i classici film che si comprano in super edizioni speciali, i "filmoni" che il volgo ama perchè uniscono allo spettacolo delle immagini un (apparente) marchio di qualità conferito da attori scafati e da storie "intelligenti". La gente li guarda e si sente tranquilla: io non spendo soldi per blockbuster come Spiderman o Xmen, io guardo i "grandi film".
Per la carità, alcuni sono buoni, altri meno: questo appartiene alla seconda categoria.
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Tremendo. Un classico film che deve piacere a tutti e che si inserisce nella lunga fila dei cosiddetti "grandi film", buoni solo però per un pubblico che si accontenta di qualche scena patinata, di attori famosi e di inevitabili sbrodolii sentimentali. Ogni anno ne esce uno (vedi Forrest Gump, A Beautiful Mind, ecc..). Sono i classici film che si comprano in super edizioni speciali, i "filmoni" che il volgo ama perchè uniscono allo spettacolo delle immagini un (apparente) marchio di qualità conferito da attori scafati e da storie "intelligenti". La gente li guarda e si sente tranquilla: io non spendo soldi per blockbuster come Spiderman o Xmen, io guardo i "grandi film".
Per la carità, alcuni sono buoni, altri meno: questo appartiene alla seconda categoria. A parte la fotografia tutto il resto è scadente: Tom Hanks è ridicolo con i baffetti (d'altra parte il ruolo di mafioso, forse, non gli si addice), la storia è piena di buchi, i personaggi (già molto malamente delineati) nascono e muoiono senza che lo spettatore se ne renda conto, la speculazione sui sentimenti è eccessiva e il finale è davvero prevedibilissimo.
Insomma, in questo film c'è tanta furbizia e molta poca qualità.
Se cercate una storia facile facile con del sentimentalismo da film natalizio e delle immagini da cartolina, ecco il vostro film; se volete vedere del cinema lasciate perdere e non tirate più in ballo il Padrino o Sergio Leone.
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[+] ...ma che voui dimostrare? (di againstmarcusrossetti)[ - ] ...ma che voui dimostrare?
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[+] non c'è stato mai un film così (di mario)[ - ] non c'è stato mai un film così
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