Il mestiere delle armi

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Un film di Ermanno Olmi. Con Sandra Ceccarelli, Christo Jivkov, Sergio Grammatico, Dessy Tenekedjieva Storico, Ratings: Kids+16, durata 105 min. - Italia 2001. MYMONETRO Il mestiere delle armi * * * 1/2 - valutazione media: 3,85 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,85/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Nel 1526 le armate lanzichenecche di Carlo V scendono attraverso l' Italia per minacciare lo Stato pontificio, che è difeso dal leggendario Joanni de' Medici, noto come Giovanni delle bande nere.
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primo piano
Un film filologico, iperrealista e arrogante
Pino Farinotti     * * - - -

Filologico, iperrealista, e tanto rigoroso da essere arrogante, questo è Il mestiere delle armi. Ecco a grandi linee la vicenda. Nel 1526 le armate lanzichenecche, cioè tedesche, di Carlo V, scendono attraverso l' Italia per minacciare lo Stato pontificio, che è difeso dal leggendario Joanni de' Medici, noto come Giovanni delle bande nere. L'eroe è tradito dal duca di Ferrara, che omaggia il generale Frundsberg di quattro cannoni modernissimi, capaci di condizionare una battaglia. Giovanni viene ferito proprio da uno dei cannoni, a una gamba. La cancrena avanza, le cure sono inutili e il generale pontificio muore.
La fase della sofferenza di Joanni è la parte migliore del film, anche se incredibilmente dilatata. Olmi si ispira al Rossellini dell'ultima età, non più quella dell'oro, quando la grazia era... appannata. I tentativi pittorici di Olmi (sempre buio, sempre neve, mai un'ora di sole) diventano purtroppo calligrafia. I personaggi sono tutti inverosimilmente tristi, lenti e solenni.

Premi e nomination Il mestiere delle armi MYmovies
il MORANDINI
Incassi Il mestiere delle armi
Incasso Totale* Italia: € 2.112.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 16 ottobre 2005
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Premi e nomination Il mestiere delle armi

premi
nomination
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3
0
David di Donatello
8
0
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Capolavoro della filmografia italiana

domenica 20 maggio 2001 di Americo Marconi

Il mestiere delle armi, a mio avviso è un capolavoro della filmografia italiana. Scomodo, lento, induce in un cupismo che ci chiude come nebbia in una cappa; di sicuro preferiamo la scene veloci e leggere di certa televisione che propone guerre limitrofe al nostro paese che pure scorrono quasi non fossero vere. Olmi invece ci fa soffermare sulla stato della morte, innaturale e ingiusta sempre, eppure vincitrice e realtà inscindibile del vivere. Cinema difficile così come difficile da accettare la continua »

* * * * -

Il mestiere della verità

giovedì 24 maggio 2001 di Mariano Ruggiano

Questo film non avrà un grande successo di pubblico; a Cannes è stato stroncato anche da certa critica e oscurato dal fascino carismatico dell'autobiografismo morettiano. Nulla di cui stupirsi: personaggi asettici, ambientazioni invariabilmente cupe, tempi apocalittici, eccetera eccetera. Eppure "Il mestiere delle armi" è un film vero, rigoroso, senza alcuna concessione alla retorica e senza toni melodrammatici o romanzeschi. Olmi dimostra con evidenza palmare, dal primo all'ultimo fotogramma, continua »

* * * * *

Evviva ! un rinascimento che si rispetti!

sabato 22 dicembre 2001 di Cuccussette

E' possibile parlare di guerra in modo epico, senza nulla togliere al realismo e senza essere militaristi o spiattellare motalistiche conclusioni sul fenomeno del mercenariato? Non è facile, ma Ermanno Olmi c'è riuscito. Il mestiere delle armi ricostruisce un'epoca con estrema fedeltà, attraverso gli ultimi giorni di un personaggio forse poco conosciuto del Rinascimento, Giovanni de' Medici dalle Bande Nere. La ricostruzione d'epoca è impeccabile, lo stile della fotografia e del montaggio rammenta continua »

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Grazie olmi

sabato 5 gennaio 2002 di Marcello

Grazie Maestro Olmi! Con questo Film il Regista entra di diritto (ma gia c'era), tra i "Mostri Sacri" della Cinematografia Italiana. Un dipinto dalle tinte cupe, grevi, vive e morte del nostro Rinascimento... Olmi vuole il Rinascimento anche del Cinema di casa nostra... chi si prenderà la briga di fare quattro o cinque film come il suo ogni anno? Allora sì, potremo dire di essere finalmente rinati. Grazie Ermanno, mi hai fatto vivere una delle mie più belle serate; voglio il bis, il tris, il quadris... continua »

Giovanni De' Medici a Pietro Aretino
Leggetemi qualcosa.
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Luc'Antonio Cuppano e Pietro Aretino
Ecco qua, un bel compenso per un soldato dei nostri giorni: una palla d'archibugio spiaccicata proprio come una palanca.
Colonnello Cuppano, le nuove armi da fuoco cambiano le guerre, ma sono le guerre che cambiano il mondo.
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APPROFONDIMENTI | Un regista che sta al cinema come Alessandro Manzoni alla letteratura.

Ermanno olmi

martedì 4 novembre 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Ermanno Olmi Auguriamo a Ermanno Olmi, mentre scriviamo queste righe ricoverato in ospedale, una pronta guarigione. Pensiamo a lui mentre sta per uscire sugli schermi il nuovo film Torneranno i prati, elegia sulla Prima guerra mondiale. Notte da tregenda in trincea durante i violenti scontri del giugno 1917 sugli altipiani, tra i quali quello di Asiago dove da anni il cineasta vive. La montagna, la sua incombente quiete e il folle fragore della guerra. Olmi ancora una volta in mezzo alle macerie della Storia cerca l'Uomo, augurandosi che sia lui a tornare tra quei prati.

   

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi, prima opera italiana in concorso al festival, è un bellissimo film sulla guerra combattuta a distanza con le prime artiglierie e sulla morte collettiva nella guerra, sulla politica come altra forma bellica e distruttiva, sulla morte individuale e l'alta dignità nel viverla. Un film emozionante e magnifico, girato in Bulgaria con molti attori bulgari incluso il protagonista Hristo Jivkov, prodotto da diverse nazioni e televisioni europee, ambientato in Italia nel 1526 per raccontare l'ultimo tempo di vita del gran guerriero di ventotto anni Joanni de' Medici, detto Giovanni delle Bande Nere a causa delle sue bandiere a fasce bianconere, comandante d'un esercito pontificio contro i Lanzichenecchi di Carlo V poi autori della devastazione di Roma. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

"È una cosa che allieta l'animo, la guerra...": così, nel Quattrocento, scrive un uomo d'armi. E ancora: "...quando si vede che la nostra lite è buona... vengono le lacrime agli occhi". Quanto alla paura e alla morte, non ha dubbi: "Credete che l'uomo che la ciò tema la morte? ... ha tanto conforto in cuore ed è crisi in estasi che non sa neppure dov'è. Non ha davvero paura di nulla". Della guerra e della morte certo non ha paura il Giovanni o Joanni delle Bande Nere di Il mestiere delle armi (Italia, 2001, 105'). »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

L’unico effetto speciale è lo sguardo di Ermanno Olmi. Due occhi che amano la bellezza, che la cercano, la scovano, la ricreano. Bellezza interiore, prima di tutto, che si misura ad ogni istante con il dolore, il male, la morte. Maturità piena, già raggiunta al tempo dell’Albero degli zoccoli e ora di nuovo riconquistata con Il mestiere delle armi, dedicato alla figura di Giovanni dalle Bande Nere (Hristo Jivkov). Mantova, Ferrara, le splendide corti del Rinascimento, l’amato paesaggio del Po (in parte ricreato in Bulgaria), l’orrore della guerra, lo sfarzo dei costumi, i movimenti degli eserciti. »

di Roberto Nepoti La Repubblica

Premesso che è l'opera di un autore nel pieno della maturità, Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi ci sembra dichiarare due grandi antecedenti. Da una parte Roberto Rossellini, quello dei film didattici per la televisione come La presa del potere da parte di Luigi XIV; dall'altra Robert Bresson e i suoi oratori sacri in forma cinematografica, di cui basterà ricordare Il processo di Giovanna d'Arco o Lancillotto e Ginevra. La cosa straordinaria è che Olmi coniuga e sintetizza, in modo tutto suo, questi due momenti altissimi di storia del cinema: perché gli ultimi giorni di vita e la morte di Giovanni de' Medici sono messi in scena con la precisione storica di quel Rossellini e, al contempo, rappresentati come una Via Crucis dell'eroe alla maniera di Bresson. »

Il mestiere delle armi | Indice

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