Donnie Darko

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Il significato del film secondo lo stesso regista Valutazione 2 stelle su cinque

di Il chiaritore


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giovedì 6 novembre 2008

fatti sono noti a chi ha visto il film (chi non l'ha visto non leggesse oltre): Donnie Darko è un ragazzo disturbato, con precedenti di piromania, che nottetempo, in preda a misteriosi attacchi di sonnambulismo, abbandona la casa dei genitori per risvegliarsi all'adiaccio. Una notte ad attrarlo in giardino è una voce che sembra appartenere a uno strano ed inquietante personaggio, un coniglio alto un metro e ottanta, che dice al ragazzo che non restano che quattro settimane prima della fine del mondo. Quella stessa notte avviene uno stranissimo incidente: il motore di un aereo precipita dai cieli sulla villetta dei Darko, distruggendo la camera di Donnie, che naturalmente non era a letto. Da questi due singolari episodi prende le mosse una vicenda che non fa che complicarsi passo dopo passo; tra le altre cose Donnie s'innamora, scopre che l'anziana vicina un po' fuori di testa ha scritto un libro sui viaggi nel tempo, allaga e vandalizza la scuola e brucia la casa di un'apprezzato guru locale. La sua psichiatra è sempre più preoccupata, ma non riesce ad avvertire i genitori che lasciano Donnie in casa con la sorella la notte di Halloween. I due organizzano una festa che culmina con la morte di Gretchen, la ragazza di Donnie, investita da tale Frank, un ragazzo in costume da coniglio, che Donnie uccide con un colpo di pistola. Mentre albeggia, Donnie porta il cadavere di Gretchen sulla collina e osserva il cielo, in cui un vortice si va formando e in cui vola l'aereo che riporta la madre e la sorellina a casa. Improvvisamente, dal velivolo si stacca un motore, che precipita sulla cittadina di Middlesex e sulla casa dei Darko... uccidendo Donnie nel suo letto, ventotto giorni prima. La forza del film non è in questa charada ma altrove; si può tentare, ad ogni modo, di dare un'interpretazione di questi fatti in modo da fare tornare i conti. In realtà le intepretazioni possono essere svariate, come del resto auspicato dallo stesso regista: una molto semplice vorrebbe Donnie in preda alle risa alla fine del film come al risveglio da un lungo ed intricato sogno... che però era il presagio della sua bizzarra morte. Un'altra, molto affascinante, vuole Donnie (e tutto il mondo) prigioniero di un loop temporale della durata di ventotto giorni, al termine dei quale si torna all'inizio: in questo senso il mondo sarebbe finito, perché intrappolato per sempre tra il 2 e il 31 ottobre. Donnie ne può uscire solo sacrificandosi: per "costringersi" a farlo creerà le visioni con Frank - la sua vittima e il suo Virgilio. Frank lo indurrà ad allagare la scuola perché questo renderà possibile l'incontro con Gretchen, nonché a bruciare la villa del guru Jim Cunningham: l'incendio fa sì infatti che si scopra che l'uomo è un pedofilo, e quindi la professoressa di educazione fisica della scuola, sua amica e ammiratrice, rinunci ad accompagnare il gruppo di danza della sorellina di Donnie per stargli vicino, cosi che la signora Darko sia costretta a sostituirla e a lasciare Donnie ed Elizabeth soli in casa e liberi di organizzare la festa di Halloween - con tutto ciò che ne consegue. Benché questa sembri una chiave di lettura pienamente convincente, ha ben poco a che vedere con quella proposta dall'autore, che ruota tutta intorno il libro scritto da Roberta Sparrow "La filosofia dei viaggi nel tempo", che nella Director's Cut è recitato quasi parola per parola. Questo scritto, non c'è nemmeno bisogno di specificarlo, è assolutamente fittizio (anche se liberamente ispirato a teorie esistenti del famoso scienziato Stephen Hawking) e descrive come il Tempo occasionalmente possa "corrompersi" per ragioni sconosciute e dare origine a realtà parallele, chiamate Universi Tangenti. Queste realtà altre sono delle dimensioni temporanee profondamente instabili, della durata di non più di qualche settimana e destinate quindi a collassare su sé stesse provocando la distruzione dell'esistenza. Allo stesso tempo, però, formano anche una sorta di vortice spazio-temporale che permette il viaggio nel tempo e che può ricondurre al punto di origine dell'Universo Tangente. Ne "La filosofia dei viaggi nel tempo" (che, giova ricordarlo, prima ancora di venire narrato nella Director's Cut era disponibile solo sul sito www.donniedarko.com oppure sul dvd del film) viene descritto tutto questo e altro: vi sono dettagli specifici su tutti gli elementi che concorrono alla "nascita" e alla "morte" di questo strano fenomeno, come per esempio l'Artefatto (The Artifact), il Ricettore Vivente (The Living Receiver), i Viventi Manipolati (The Manipulated Living) e i Morti Manipolati (The Manipulated Dead). L'Artefatto è il segno della "nascita" di un Universo Tangente, è solitamente in metallo e la sua improvvisa apparizione non è spiegabile dal punto di vista razionale. Il Ricettore Vivente è un normale essere umano scelto, non si sa per quale motivo, per riportare l'Artefatto nell'Universo Principale attraverso il vortice spazio-temporale che compare quando l'Universo Tangente sta per collassare. Per fare ciò il Ricettore Vivente ha il dono della telecinesi e vari altri poteri, ma è spesso tormentato da incubi e visioni per tutta la durata della vita dell'Universo Tangente. Naturalmente è Donnie il nostro Ricettore Vivente. Il tempo è stato corrotto dalla materializzazione inspiegabile del motore del jet (l'Artefatto) che cade su casa Darko, ed il nostro giovane eroe deve porvi rimedio prima che ciò causi la distruzione dell'universo. Il Morto Manipolato è ovviamente Frank: come spiega "La filosofia dei viaggi nel tempo", chiunque muoia nell'Universo Tangente può tornare, con poteri anche superiori a quelli del Ricettore, ad aiutarlo nella sua impresa; ed è per farne la sua guida, infatti, che Donnie uccide Frank. Ogni accadimento, ogni gesto delle persone che gli sono accanto (i Viventi Manipolati) deve portare Donnie a completare la sua missione creando un motivo valido per l'apparizione del motore e permettendo così la chiusura indolore dell'Universo Tangente. Per ottenere questo risultato Donnie utilizza i poteri di cui è in possesso in quanto Ricettore e approfitta del varco che si crea mentre l'Universo Tangente agonizza per mandare il motore che si stacca dall'aeroplano su cui volano Rose e Samantha Darko indietro nel tempo fino alla notte di ventotto giorni prima, per cadere sulla villetta, uccidere Donnie e cancellare l'Universo Tangente. Ma davvero tutto è stato cancellato? Quello di Donnie è un sacrificio volontario? Kelly sembra suggerire che la risposta sia negativa alla prima di queste domande e positiva alla seconda: i volti dei vari personaggi che vediamo nella sequenza finale sembrano suggerire che essi in qualche modo ricordino quanto accaduto nell'Universo Tangente, e quindi probabilmente anche Donnie avesse percepito l'avvicinarsi del pericolo, scegliendo di non evitare il proprio destino. Per andare incontro a quel mistero che nessuna "guida alla comprensione" potrà mai provarsi a interpretare.

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vapor mercoledì 19 marzo 2014
5 e 12
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Più che una recensione di un film sembra un tema dal titolo "Parla del film che hai visto ieri", affrontato con spirito accademico pedante e pedissequo, o ancora più assomiglia a una ricerca fatta un pomeriggio in biblioteca. Dissezionare così i possibili significati che un film può suggerire non fa che sottolineare i limiti nel valutare i diversi modi possibili in cui la personale sensibilità possa essere colpita, di fronte allo stesso film o alla stessa opera d'arte, come anche di fronte agli stessi eventi o racconti, e tutto questo al di là delle intenzioni di un autore o del preteso senso oggettivo delle cose. Potrebbe sembrare un esercizio di stile dilettantesco, per me invece è piuttosto tempo buttato.

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vapor mercoledì 19 marzo 2014
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Più che una recensione di un film sembra un tema dal titolo "Parla del film che hai visto ieri", affrontato con spirito accademico pedante e pedissequo, o ancora più assomiglia a una ricerca fatta un pomeriggio in biblioteca. Dissezionare così i possibili significati che un film può suggerire non fa che sottolineare i limiti nel valutare i diversi modi possibili in cui la personale sensibilità possa essere colpita..

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