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ludicrous
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mercoledì 11 aprile 2012
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complicato ma fantastico!
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In qualche occasione il montaggio lascia a desiderare ma per il resto molto bello anche se complicato. La colonna sonora alla fine (mad world) è perfetta e ci sta a pennello.
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rico90
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mercoledì 25 gennaio 2012
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lento e noioso..si risveglia nel finale..
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Ho voluto vedere questo film per le ottime opinioni che lo hanno accompagnato negli anni ma decisamente non mi trovo d'accordo..film assolutamente noioso che non fosse per il finale sarebbe stato per me un film "decisamente mediocre" l'idea di base è ottima ma scorre troppo lento con avvenimenti e personaggi secondari di scarsa rilevanza.
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andrea alesci
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giovedì 22 dicembre 2011
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l'oscuro enigma che illumina il mondo
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Chi è Donnie Darko? Esiste un ordine immutabile? Che cos’è la realtà? Siamo vivi o siamo un sogno sognato? Vibranti questioni nell’opera d’esordio di Richard Kelly: interrogativi per indagare un problema. Problematico, Donnie Darko, il ragazzo di cui seguiamo il fragile e tortuoso cammino, e il film, che in due ore condensa 28 giorni di vita di una parte di mondo. Donnie Darko sonnambulo, uomo-ombra, principio di schizofrenia. Sin dall’inizio disturbato: ed è il disturbo che ci accompagna nello srotolarsi della pellicola, scorrazzati per le ordinate vie di Middlesex (quale dei tanti?) dalla mente di un ragazzo confuso, malinconicamente appoggiati alle note di popolari canzoni anni Ottanta che segnano il passo.
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Chi è Donnie Darko? Esiste un ordine immutabile? Che cos’è la realtà? Siamo vivi o siamo un sogno sognato? Vibranti questioni nell’opera d’esordio di Richard Kelly: interrogativi per indagare un problema. Problematico, Donnie Darko, il ragazzo di cui seguiamo il fragile e tortuoso cammino, e il film, che in due ore condensa 28 giorni di vita di una parte di mondo. Donnie Darko sonnambulo, uomo-ombra, principio di schizofrenia. Sin dall’inizio disturbato: ed è il disturbo che ci accompagna nello srotolarsi della pellicola, scorrazzati per le ordinate vie di Middlesex (quale dei tanti?) dalla mente di un ragazzo confuso, malinconicamente appoggiati alle note di popolari canzoni anni Ottanta che segnano il passo. Un film segnico, Donnie Darko. Segni, chiari come cartelli su un frigorifero: Where’s Donnie? – Vote Dukakis – Frank wash here. He went to get beer. Comunque, un film mai sganciato dalla realtà, quella di un Paese prossimo alle elezioni presidenziali: 1988, campagna elettorale fra Michael Dukakis e George Bush, sfida che da Kennedy vs Nixon è battaglia combattuta nell’arena televisiva. La superficie liscia dove appaiono personaggi guru della felicità e limpidi mangiasoldi come Jim Cunningham (Patrick Swayze). Un mondo dove conta l’apparenza: salvare la cornice senza accorgersi di perdere il quadro. Donnie Darko è abbagliato dall’insensatezza di queste situazioni reali e combatte una luce troppo intensa con l’oscurità d’un agire misterioso, quel mistero che già nel suo incipit battesimale denuncia affinità con le tenebre: Donnie Darko. “Donnie Darko, che razza di nome è? Sembra il nome di un supereroe”, gli dice Gretchen (Jena Malone). “Chi ti dice che non lo sia”, risponde Donnie. Come a dire che non possiamo mai sapere chi siamo, che a volte siamo chiamati a compiti più grandi di noi, compiti che vanno fatti. Prove di una ricerca sul senso della vita nell’incontro/scontro tra Donnie e Frank (James Duval), surreale coniglio gigante. Eroe e alter ego, l’uno che si sdoppia. Un artista, latente anima da scrittore, come rivela a Gretchen. Lo scrittore come parossismo della schizofrenia: deve esserlo per creare, per de-scrivere una realtà che si sovrapponga all’altra, alla “follia prestabilita” di cui parla l’insegnante Karen Pomeroy (Drew Barrymore). Allora Donnie capisce che “il distruggere fa parte dell’atto creativo”. Ma il potere di creazione va indirizzato: ecco il legame amoroso con Gretchen Ross, tranquillante del suo nevrotico procedere. Donnie Darko, con la sua maschera da coniglio Frank, specchio di un se stesso che ferisce solo per sentire che è ancora vivo. Per scalfire con un puntello surreale le brutture di un’intollerabile realtà, infrangendo il muro della bigotta insegnante Kitty Farmer (Beth Grant), pronta a dividere la linea della vita in due categorie (paura e amore). Farlo senza usare parole-gomme che cancellino le storture, ma parole-matite per segnalarle, per renderle evidenti. La riscrittura che Donnie fa del mondo è ipnotica, è fonte di sofferenza. Sa che per cambiare ci vuole radicalità, rottura. E il suo tortuoso districarsi fra la gimcana di segni lo porta a scoprire il varco che cambia ogni cosa, lo porta al momento catartico in cui rinuncia a Gretchen e ammazza Frank, consapevole che Donnie Darko è già scheletro. Poi il motore dell’aereo cade nella sua stanza come un gigantesco proiettile che viaggia nel tempo. E uccide il tempo. E uccide lui. E Donnie Darko salva il mondo, illuminandolo con l’oscurità.
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diego campari
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martedì 1 novembre 2011
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28 06 42 12
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Ebbene, i pregi di questo cult movie(l'ultimo autentico capolavoro del cinema) sono esponenzialmente infiniti come le possibili interpretazioni che spaziano attorno ad una serie infinita di variabili. Quindi , la pressoché assoluta libertà di fronte ad un opera artistica, ch esiste solo negli occhi di chi la guarda, come noi esistiamo solo negli occhi degli altri, un traguardo tanto mastodontico che difficilmente è stato raggiunto altrove. Ma cominciamo dalle basi, mai come in Donnie Darko si respira un profumo e si gode un estetica così fedelmente affrancata ai mitici anni 80. Il tutto grazie a riferimenti di vario tipo che alzano ancora il peso specifico di questo gioiello.
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Ebbene, i pregi di questo cult movie(l'ultimo autentico capolavoro del cinema) sono esponenzialmente infiniti come le possibili interpretazioni che spaziano attorno ad una serie infinita di variabili. Quindi , la pressoché assoluta libertà di fronte ad un opera artistica, ch esiste solo negli occhi di chi la guarda, come noi esistiamo solo negli occhi degli altri, un traguardo tanto mastodontico che difficilmente è stato raggiunto altrove. Ma cominciamo dalle basi, mai come in Donnie Darko si respira un profumo e si gode un estetica così fedelmente affrancata ai mitici anni 80. Il tutto grazie a riferimenti di vario tipo che alzano ancora il peso specifico di questo gioiello.Poi arriviamo a temi molti comuni ma esposti con classe, la rinuncia ai dualismi, l'alienazione giovanile nella noiosa periferia, la lucida follia del sigolo che, come in un sogno, è schiacciato dall'opprimente giudizio del tessuto sociale. Tutto perfetto, tutto geniale, con una sceneggiatura imperiale, sibillina e tagliente che raccoglie in sè tutti i dubbi dell'uomo sulla creazione stessa del mondo, il suo mondo nascosto in un oscurità che non potrà essere squarciata.
Giù il cappello!
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jonny74
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martedì 13 settembre 2011
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time warp
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E' un film che lascia sicuramente sbalorditi, non immaginavo tanto spessore anche perchè per nulla pubblicizato. Ogni volta che mi capitava di visionarlo nuovamente, nel corso degli anni, mi perdevo nei meandri dei "significati" delle interpretazioni ed oggi credo di essere arrivato alla mia..fisicamente. Nel momento, nell' attimo esatto in cui Donnie muore in una frazione infinitesimale di tempo, si apre un varco spazio-temporale che gli fa vivere il suo futuro e tutto ciò che sarebbe successo.. se lui bhè, non fosse morto..
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andrea levorato
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venerdì 9 settembre 2011
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un cult assoluto che viaggia attraverso il tempo
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Donnie Darko ****1/2
Produzione: USA 2001
Genere: Fantascienza, Drammatico, Mistery
Regia: Richard Kelly
Attori principali: Jake Gyllenhaal, Mary McDonnell, Patrick Swazye, Drew Barrymore, Noha Wyle, Maggie Gyllenhaal, Daveigh Chase, Jena Malone, Holmes Osborne
Trama:
Donnie è sonnambulo e durante una delle sue scorrazzate notturne un coniglio gigante di nome Frank gli predice la fine del mondo in 28 giorni e un motore d’aereo casca su camera sua.
Mini recensione:
Cult movie per eccellenza, Donnie Darko, passano gli anni e mantiene sempre intatto il suo fascino intriso di morte e malinconia.
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Donnie Darko ****1/2
Produzione: USA 2001
Genere: Fantascienza, Drammatico, Mistery
Regia: Richard Kelly
Attori principali: Jake Gyllenhaal, Mary McDonnell, Patrick Swazye, Drew Barrymore, Noha Wyle, Maggie Gyllenhaal, Daveigh Chase, Jena Malone, Holmes Osborne
Trama:
Donnie è sonnambulo e durante una delle sue scorrazzate notturne un coniglio gigante di nome Frank gli predice la fine del mondo in 28 giorni e un motore d’aereo casca su camera sua.
Mini recensione:
Cult movie per eccellenza, Donnie Darko, passano gli anni e mantiene sempre intatto il suo fascino intriso di morte e malinconia. Ma alla fine spogliato di tutto l’elemento fantastico e metafisico il film non è altro che il più struggente tra i teen movie dell’odierna generazione. Molte volte viene sottovalutato, ma il cast ha il suo dire.
Interpretazioni:
Jake Gyllenhaal *****
Mary McDonnell ***1/2
Patrick Swazye ***
Drew Barrymore ****
Noha Wyle ***
Maggie Gyllenhaal ***
Daveigh Chase **
Jena Malone **
Holmes Osborne ***
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donnie87
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martedì 28 giugno 2011
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un cult immortale
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Potrebbero bastare poche parole, come potrebbe non bastare un intero libro per raccontare cos'è Donnie Darko, per questo mi limiterò a dire cosa troverete in questo film, così da poterlo decidere da soli. Vita, tormento, religione, amore, relazioni, viaggi nel tempo, letteratura, idee, coscienza, ma soprattutto destino e scelte con le quali assecondarlo oppure sfuggirgli. Un visionario miscuglio tra reale, probabile, possibile dove il protagonista come ognuno noi si trova ad affrontare dagli inizi dell'adolescelenza ma che al contrario di noi non potrà portarsi dietro per tutta la vita,ne avere il tempo di maturare il senso di tutto quanto gli accade perchè a lui è concesso per venire a capo del tutto che lo travolge solamete 28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi.
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Potrebbero bastare poche parole, come potrebbe non bastare un intero libro per raccontare cos'è Donnie Darko, per questo mi limiterò a dire cosa troverete in questo film, così da poterlo decidere da soli. Vita, tormento, religione, amore, relazioni, viaggi nel tempo, letteratura, idee, coscienza, ma soprattutto destino e scelte con le quali assecondarlo oppure sfuggirgli. Un visionario miscuglio tra reale, probabile, possibile dove il protagonista come ognuno noi si trova ad affrontare dagli inizi dell'adolescelenza ma che al contrario di noi non potrà portarsi dietro per tutta la vita,ne avere il tempo di maturare il senso di tutto quanto gli accade perchè a lui è concesso per venire a capo del tutto che lo travolge solamete 28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi.......11, 10,9, 8,7,6,5,.......è allora che il mondo finirà.......
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pietro viola
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martedì 28 giugno 2011
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un culto un po' esagerato
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Film di culto, donnie darko. Giovanilistico non banalissimo, passibile di mille interpretazioni col rischio che non ce sia nessuna, perchè forse, ma è solo un dubbio, manca al film, una chiave di lettura di ciò che viene letto...
Al di là dei viaggi nel tempo, dei multiversi, delle tangenti e compagnia bella, un guazzabuglio dove tutto e il contrario di tutto vanno costantentemente a braccetto, due cose mi sono piaciute: l'elegante loop tra inizio e fine, con la prospettiva della morte quale possibilità per il vivere intensamente, foss'anche per soli 28 giorni; il ritratto della malattia mentale, tra le altre diversità, come anche una risorsa, e non solo un limite.
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Film di culto, donnie darko. Giovanilistico non banalissimo, passibile di mille interpretazioni col rischio che non ce sia nessuna, perchè forse, ma è solo un dubbio, manca al film, una chiave di lettura di ciò che viene letto...
Al di là dei viaggi nel tempo, dei multiversi, delle tangenti e compagnia bella, un guazzabuglio dove tutto e il contrario di tutto vanno costantentemente a braccetto, due cose mi sono piaciute: l'elegante loop tra inizio e fine, con la prospettiva della morte quale possibilità per il vivere intensamente, foss'anche per soli 28 giorni; il ritratto della malattia mentale, tra le altre diversità, come anche una risorsa, e non solo un limite.
Discreto film, quindi, ma lasciamo per favore stare "altri" cult, di ben altro spessore, Mulholland Drive in primis cui ho visto con sgomento paragonare questo film.
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delfi90
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giovedì 16 giugno 2011
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non c'è spiegazione al bello.
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Donnie, ex priomane, soffre di sonnambulismo e scampa ad una morte certa quanto insolita: il motore di un boeing si stacca misteriosamente precipitando proprio sulla sua stanzetta, fortunatamente un coniglio gigente apparsogli in sonno lo aveva condotto lontano da casa. La vita di Donnie procede normalmente, non fosse che quel grottesco, inquietante, ridicolo coniglio continua ad apparire tra sogni ed allucinazioni, dando al giovane ''missioni'' che lo condurranno sul filo di un enigma che trova risposte in mille livelli. Scientificamente parlando il giovane deve risolvere il paradosso temporale che si è creato proprio nel suo paesino, morendo quando avrebbe dovuto, ma forse il significato di questo film può essere ancora più profondo e affascinante (per quanto le teorie sul viaggio del tempo lo siano moltissimo!).
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Donnie, ex priomane, soffre di sonnambulismo e scampa ad una morte certa quanto insolita: il motore di un boeing si stacca misteriosamente precipitando proprio sulla sua stanzetta, fortunatamente un coniglio gigente apparsogli in sonno lo aveva condotto lontano da casa. La vita di Donnie procede normalmente, non fosse che quel grottesco, inquietante, ridicolo coniglio continua ad apparire tra sogni ed allucinazioni, dando al giovane ''missioni'' che lo condurranno sul filo di un enigma che trova risposte in mille livelli. Scientificamente parlando il giovane deve risolvere il paradosso temporale che si è creato proprio nel suo paesino, morendo quando avrebbe dovuto, ma forse il significato di questo film può essere ancora più profondo e affascinante (per quanto le teorie sul viaggio del tempo lo siano moltissimo!).
Quando si muore? E' una domanda a cui nessuno può rispondere, perché le persone che hanno smesso di vivere non hanno avuto modo e tempo per dircelo. C'è un momento ''giusto''? Bisogna aver vissuto determinate tappe? La nostra morte ha un senso oltre che quello scientifico legato al ciclo vitale? Per Donnie Darko probabilmente sì, muore felice, con un sorriso sornione sul viso, dopo che la scienza, la magia, la religione o qualunque cosa vogliate pensare, gli ha dato una seconda chance di vivere ciò che si era perso... La tenera love story con Gretchen, le parole giuste per incoraggiare Cherita, svelare al pubblico che non esistono solo paura e amore, che non esistono solo follia e sanità mentale, ma mille sfumature, e chi dice il contrario è un pazzo vero. Questo film viaggia tra i citati profondi sentimenti umani ''Fear'' e ''Love'' scritti dalla prof sulla lavagna esplorando tutto quanto quello che c'è in mezzo, mostrandoci che non c'è un percorso lineare ma che gira su se stesso perché i punti della linea coincidono.
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