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adriano lotito
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mercoledì 11 giugno 2008
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prova d'autore per steven soderbergh
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Prendendo un pò dai ritratti corali ma allo stesso tempo introspettivi del compianto maestro Robert Altman e integrandolo col suo personalissimo stile, Steven Soderbergh (Solaris, Sesso, bugie e videotape), ci regala con "Traffic" un emozionante e intenso film che descrive attraverso degli stupendi movimenti di camera, il volto "nero" del nostro mondo solo apparentemente "civile". Lo fa attraverso, non solo la sua immensa abilità registica, ma anche grazie ad una sceneggiatura di ferro in grado di dare spessore psicologico a tutti i personaggi, a una straordinaria fotografia (soprattutto le sequenze in Messico sono davvero pittoriche) e per ultimo, ma non meno importante, grazie al fondamentale apporto di un cast stellare: il sempre bravo Benicio Del Toro, il solido Micheal Douglas, la bravina Catherine Zeta-Jones, l'efficace Don Cheadle e tutti gli altri comprimari.
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Prendendo un pò dai ritratti corali ma allo stesso tempo introspettivi del compianto maestro Robert Altman e integrandolo col suo personalissimo stile, Steven Soderbergh (Solaris, Sesso, bugie e videotape), ci regala con "Traffic" un emozionante e intenso film che descrive attraverso degli stupendi movimenti di camera, il volto "nero" del nostro mondo solo apparentemente "civile". Lo fa attraverso, non solo la sua immensa abilità registica, ma anche grazie ad una sceneggiatura di ferro in grado di dare spessore psicologico a tutti i personaggi, a una straordinaria fotografia (soprattutto le sequenze in Messico sono davvero pittoriche) e per ultimo, ma non meno importante, grazie al fondamentale apporto di un cast stellare: il sempre bravo Benicio Del Toro, il solido Micheal Douglas, la bravina Catherine Zeta-Jones, l'efficace Don Cheadle e tutti gli altri comprimari. Ma come non citare il ritorno sul grande schermo di uno dei mostri sacri della storia del cinema: il grandissimo Tomas "Er monnezza" Milian che al cinema italiano ha dato più di qualunque altro attore straniero. Congratulazioni a Soderbergh e speriamo che realizzi altri capolavori come questo.
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andrea
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sabato 5 maggio 2001
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traffic(o)/spaccio di un animale da palcoscenico
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Del Toro con la sua indolenza riflessiva degna di un ferrariano Keitel e la fisicità di un Brando “è il film nella sua coralità” e fa passare il tema dell'"inestirpabilità della droga" in secondo piano. Attore capace di dire praticamente tutto con lo sguardo e con il corpo, dono che non gli ha potuto dare/insegnare né Stella Adler né nessun altro talent-scout, così come nessuno ha insegnato a Brando e alla Davis a recitare, a Marilyn ad essere Marilyn, ad Audrey Hepburn ad essere l’Eleganza… Sul viso di Del Toro si possono “leggere” storie che potrebbero essere senza fine se solo continuassimo a guardarlo e si capisce perché voglia sempre il minor numero di battute possibili e sogni di recitare, un giorno, senza dire una sola battuta.
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Del Toro con la sua indolenza riflessiva degna di un ferrariano Keitel e la fisicità di un Brando “è il film nella sua coralità” e fa passare il tema dell'"inestirpabilità della droga" in secondo piano. Attore capace di dire praticamente tutto con lo sguardo e con il corpo, dono che non gli ha potuto dare/insegnare né Stella Adler né nessun altro talent-scout, così come nessuno ha insegnato a Brando e alla Davis a recitare, a Marilyn ad essere Marilyn, ad Audrey Hepburn ad essere l’Eleganza… Sul viso di Del Toro si possono “leggere” storie che potrebbero essere senza fine se solo continuassimo a guardarlo e si capisce perché voglia sempre il minor numero di battute possibili e sogni di recitare, un giorno, senza dire una sola battuta. La sua connaturata mascolinità felina (fisica e mentale) è l’alter ego maschile della femminilità di una Marylin o di una Garbo. Del Toro non “buca lo schermo”, lo polverizza e, contemporaneamente, lo cristallizza in una serie di fotogrammi che ti scavano dentro e non si dimenticano più. Lodevole l’idea di premiare con l’Oscar l’intelligente regia che nonostante il montaggio (anch’esso academyzzato) e la fotografia ricercati (vedi ad es. i ripetuti e “ambientali” viraggi) riesce a integrarsi con la ciondolante e a-ricercata andatura dell’attore. Le “gote cotonate” del Padrino-Brando, i trenta chili di sovrappeso dello “scatenato” De Niro ed, nell’ultimo decennio, i chili presi e i cm d’altezza persi magicamente chissà dove da Del Toro/Dr. Gonzo (=”fuori dalle regole”, come tutti gli “animali rari” come lui) nel destinato a diventare un classico “Paura e delirio a Las Vegas” di Gilliam (oltre e più che “Monty Python” da ricordare per “Le avventure del barone di Munchausen” e soprattutto “Brazil”) dopo il longilineo e bellissimo Fe(-lino)nster singeriano.
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molenga
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martedì 31 gennaio 2012
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un film che grazie a molti slalom risulta bello
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traffic è un film corale sulla situazione dei valichi tra messico e stati uniti e sul traffico di droga tra un paese e l'altro. un giudice in carriera-douglas- viene nominato capo delle organizzazioni contro il narco traffico ....nel frattempo un poliziotto statale messicano-del topro- viene reclutato dal presunto generale antinarcos per sbaragliare il cartello di tijuana: in realtà l'alto militare agisce per favorire l'altro cartello che domina i confini con gli usa, quello di ciudad juàrez. tornando in america, due poliziotti di san diego incastrano un grosso tramite del cartello di juarez in territorio stelle e strisce e la moglie di quest'ultimo-la zeta jones- si trova costretta prima ad affrontare la verità, poi a organizzarsi per entrare nel giro dello spaccio e per fare eliminare il teste chiave contro il marito.
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traffic è un film corale sulla situazione dei valichi tra messico e stati uniti e sul traffico di droga tra un paese e l'altro. un giudice in carriera-douglas- viene nominato capo delle organizzazioni contro il narco traffico ....nel frattempo un poliziotto statale messicano-del topro- viene reclutato dal presunto generale antinarcos per sbaragliare il cartello di tijuana: in realtà l'alto militare agisce per favorire l'altro cartello che domina i confini con gli usa, quello di ciudad juàrez. tornando in america, due poliziotti di san diego incastrano un grosso tramite del cartello di juarez in territorio stelle e strisce e la moglie di quest'ultimo-la zeta jones- si trova costretta prima ad affrontare la verità, poi a organizzarsi per entrare nel giro dello spaccio e per fare eliminare il teste chiave contro il marito. in casa del giudice antidroga esce una triste verità, la figlia è tossica; mandata in comunità fugge e si dà alla vita per potersi sballare.
finale aperto con speranza.
Buona fotografia, ottimi interpreti, non il meglio di soderbergh ma un film più che potabile.
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renato c.
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domenica 10 luglio 2011
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brutta calamità la droga!
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Due poliziotti della squadra antidroga che spesso vengono tentati dall'entrarne in commercio! Un giudice che si impegna in una ferrea campagna contro la droga, che scopre di avere la figlia tossicodipendente! Gente che sembrerebbe linda e pulita che invece...! Il film denuncia tante cose, la visione ti prende, ottimo il cast e alcune scene terribili! La figlia del giudice (Michael Douglas) che pur di avere la droga si concede alle persone più "lerce" I poliziotti in borghese che si fingono di entrare nel giro costretti a scavare le loro tombe per farsi poi impallinare (uno però si salva)! Il trafficante dalla faccia pulita al cui processo viene fatto fuori il testimone che proverebbe la sua colpevolezza! Il suo migliore amico che vorrebbe approfittare della situazione per prendersi la sua bella moglie (Catherine Zeta-Jones) , la sua casa e i sui averi! Non è del tutto chiaro il finale: quel poliziotto di colore che va in casa del colpevole assolto e lascia qualche cosa sotto il tappeto che cos'era quella piccola cosa? Una cimice o un esplosivo? La risposta forse doveva venire da un mancato sequel!
Comunque buon film e ottima denuncia!
P.
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Due poliziotti della squadra antidroga che spesso vengono tentati dall'entrarne in commercio! Un giudice che si impegna in una ferrea campagna contro la droga, che scopre di avere la figlia tossicodipendente! Gente che sembrerebbe linda e pulita che invece...! Il film denuncia tante cose, la visione ti prende, ottimo il cast e alcune scene terribili! La figlia del giudice (Michael Douglas) che pur di avere la droga si concede alle persone più "lerce" I poliziotti in borghese che si fingono di entrare nel giro costretti a scavare le loro tombe per farsi poi impallinare (uno però si salva)! Il trafficante dalla faccia pulita al cui processo viene fatto fuori il testimone che proverebbe la sua colpevolezza! Il suo migliore amico che vorrebbe approfittare della situazione per prendersi la sua bella moglie (Catherine Zeta-Jones) , la sua casa e i sui averi! Non è del tutto chiaro il finale: quel poliziotto di colore che va in casa del colpevole assolto e lascia qualche cosa sotto il tappeto che cos'era quella piccola cosa? Una cimice o un esplosivo? La risposta forse doveva venire da un mancato sequel!
Comunque buon film e ottima denuncia!
P.S.: Cosa porta un uomo a scavare la propria tomba sotto la minaccia di una pistola sapendo che poi morirà in ogni caso!? Forse la speranza di un miracolo all'ultimo momento? Oppure la paura di morire, disobbedendo, in modo molto più orribile e doloroso!? Me lo sono chiesto più volte, sapendo, purtroppo che sono cose accadute anche nella realtà!
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[+] speranza
(di carrol)
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ezio
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lunedì 4 giugno 2001
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il grande riciclo
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Frullato artificioso di ottanta anni di cinema,mal interpretato, soprattutto da Michael Douglas, Catherina Zeta Jones e
Dennis Quaid, superbolliti.Si salvano Benicio Del Toro e, soprattutto,Tomas Milian. Da evitare.
[+] pure douglas?
(di francesco2)
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