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alessandro catalano
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mercoledì 23 gennaio 2002
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ang lee sei il migliore
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Una stupenda favola orientale, affascinante e brillantemente raccontata. Ambienti e paesaggi suggestivi, combattimenti spettacolari. Ogni battuta è intrisa di poesia, di filosofia. Trasmette valori che tutti dovremmo avere.
Può risultare indigesto solo agli spettatori dell'azione spicciola e agli amanti dei film commerciali.
Zhang Ziyi è deliziosa. 4 oscar.
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bi
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lunedì 26 febbraio 2001
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il destino verde
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Nella Cina ottocentesca popolata dalle gesta leggendarie dei guerrieri erranti, Ang Lee ci fa seguire la storia di una antica e imbattibile spada, che mette in contatto alcuni uomini e donne, tutti alla ricerca della propria identità. Tra combattimenti mozzafiato, amori maturi o irruenti, virtù e debolezze, trionfano le eroine femminili e la loro ricerca di libertà. Anche solo le scene nel deserto e quelle del combattimento sulla cima degli alberi di una foresta di bambù valgono molti Oscar.
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mondolariano
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martedì 24 maggio 2011
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confuso come un sogno
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Difficile dare un giudizio. Appartiene al filone dei film “d’atmosfera”, dove i tempi lenti e i rumori d’ambiente immergono lo spettatore in una visione onirica soprannaturale. L’effetto è ottenuto anche grazie all’originalità della vicenda, che rimanda alle antiche fiabe orientali centrate sull’onore delle armi. Però la trama è confusa, poco avvincente, con una giovane protagonista troppo combattiva per ispirare la necessaria tenerezza. Il bellissimo finale sospeso nel vuoto suggerisce una trama volutamente irrisolta, ma nel complesso non va oltre le tre stelle e mezzo.
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meltdown
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martedì 12 aprile 2011
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ok la forma e gli spunti, ma manca di coralità
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Ecco la dimostrazione che buoni ingredienti (seppur non certo originalissimi), una buona regia e qualche spunto discreto non sono sufficienti un buon film. C'è il guerriero monaco Mubai che si interroga sul suo futuro, una storia d'amore non dichiarato con una guerriera, la ragazzina capricciosa che nasconde un gran segreto, la cattiva della situazione di cui Mubai vorrebbe vendicarsi, l'amante segreto della ragazzina in mezzo al deserto e un giallo intorno ad una spada rubata.
È indubbiamente efficace il ritratto storico, così come sono piacevoli gli scenari naturali, ma è la debolezza della trama a fiaccare tutto l'ambaradam. Gli eventi si susseguono in maniera forzata, senza un'idea precisa, e senza che i personaggi si prefiggano reali obiettivi.
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Ecco la dimostrazione che buoni ingredienti (seppur non certo originalissimi), una buona regia e qualche spunto discreto non sono sufficienti un buon film. C'è il guerriero monaco Mubai che si interroga sul suo futuro, una storia d'amore non dichiarato con una guerriera, la ragazzina capricciosa che nasconde un gran segreto, la cattiva della situazione di cui Mubai vorrebbe vendicarsi, l'amante segreto della ragazzina in mezzo al deserto e un giallo intorno ad una spada rubata.
È indubbiamente efficace il ritratto storico, così come sono piacevoli gli scenari naturali, ma è la debolezza della trama a fiaccare tutto l'ambaradam. Gli eventi si susseguono in maniera forzata, senza un'idea precisa, e senza che i personaggi si prefiggano reali obiettivi. L'empatia scende sotto i livelli critici, si finisce per sbadigliare e alla fine l'eroe muore tra l'indifferenza dello spettatore.
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nefas-scire
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lunedì 16 aprile 2012
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tra oriente e occidente
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Difficile avvicinare la sensibilità occidentale con quella orientale, difficile non cadere nella banalità delle frasi fatte quando si citano massime confuciane/taoiste o gli insegnamenti delle arti marziali. Ang Lee riesce a districarsi bene nelle tante insidie di questo genere, con una storia affascinante che riesce a immergerti nella cina dei guerrieri erranti, ma che non raggiunge picchi di emozioni elevati.Una fotografica da oscar sostenuta da un altro più che meritato oscar per la musiche. Un film riuscito grazie anche a Chow Yun Fat che farà un ruolo simile in Il Monaco ma meno convincente.
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Difficile avvicinare la sensibilità occidentale con quella orientale, difficile non cadere nella banalità delle frasi fatte quando si citano massime confuciane/taoiste o gli insegnamenti delle arti marziali. Ang Lee riesce a districarsi bene nelle tante insidie di questo genere, con una storia affascinante che riesce a immergerti nella cina dei guerrieri erranti, ma che non raggiunge picchi di emozioni elevati.Una fotografica da oscar sostenuta da un altro più che meritato oscar per la musiche. Un film riuscito grazie anche a Chow Yun Fat che farà un ruolo simile in Il Monaco ma meno convincente.
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rambo
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giovedì 31 maggio 2001
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non del tutto esaltante
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Cine medievale, Il grande maestro Li Mu-Bai (Yun-Fat) per sposare la donna amata (Yeoh) regala la propria preziosa spada e decide di ritirarsi. Ma l’ allieva di una sua acerrima nemica (Zang) gliela ruba per sfidarlo.
Realizzato interamente con capitali americani, un fantasy avvenutroso di ambientazione orientale indubbiamente ben raccontato e molto soddisfacente a livello visivo (specie nei molti combattimenti “volanti”), ma un po’ troppo preoccupato di piacere anche al pubblico occidentale e così privo di reale fascino.
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keanu
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venerdì 18 febbraio 2011
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leggero, elegante, poetico e affascinante
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Affascinante e suggestivo.
Nonstante certi punti siano un po' forzati (es. le lotte sul tetto) e certi punti un po' noiosi (es. nel deserto), il film è molto fascinoso, incantevole, originale e coinvolgente.
I luoghi, le location sono meravigliosi, la fotografia è perfetta, i costumi, la colonna sonora tutto magnifico.
A mio parere non un capolavoro, ma un eccellente opera da non perdere !
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priscoma
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mercoledì 17 ottobre 2007
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godibile, leggero ma non immortale
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Un wuxiapian che nel 2001 ha vinto ben 4 Oscar ("miglior film straniero", "miglior fotografia", "miglior scenografia", "miglior colonna sonora") e 2 Golden Globe ("miglior film straniero", "miglior regia"). Al centro di tutto è una stupenda spada dotata di poteri magici, il "Destino verde", che il grande maestro Li Mu Bai dona al signor Tè e che viene trafugata. Si tratta di una storia di combattimenti, di maestri, di eroi erranti e della loro ricerca. La ricerca è soprattutto quella incompiuta di Li Mu Bai che muore dopo aver ucciso in duello la nemica Volpe di Giada, ma che non riesce a coronare il suo amore contraccambiato e non consumato per Shu Lien. La ricerca è quella di Jen Yu, figlia del governatore, guerriera dalle abilità impareggiabile e allieva della malvagia Volpe di Giada prima dell'incontro con il maestro che prova a far vincere la parte buona di lei: alle sue spalle una bellissima storia d'amore e davanti il futuro verso il quale si lancia in volo nell'ultima scena del film.
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Un wuxiapian che nel 2001 ha vinto ben 4 Oscar ("miglior film straniero", "miglior fotografia", "miglior scenografia", "miglior colonna sonora") e 2 Golden Globe ("miglior film straniero", "miglior regia"). Al centro di tutto è una stupenda spada dotata di poteri magici, il "Destino verde", che il grande maestro Li Mu Bai dona al signor Tè e che viene trafugata. Si tratta di una storia di combattimenti, di maestri, di eroi erranti e della loro ricerca. La ricerca è soprattutto quella incompiuta di Li Mu Bai che muore dopo aver ucciso in duello la nemica Volpe di Giada, ma che non riesce a coronare il suo amore contraccambiato e non consumato per Shu Lien. La ricerca è quella di Jen Yu, figlia del governatore, guerriera dalle abilità impareggiabile e allieva della malvagia Volpe di Giada prima dell'incontro con il maestro che prova a far vincere la parte buona di lei: alle sue spalle una bellissima storia d'amore e davanti il futuro verso il quale si lancia in volo nell'ultima scena del film. A mio parere un film godibile, con spunti di saggezza, ma di un genere che all'Occidente non appartiene e che forse in Occidente non può essere compreso a fondo.
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marco pastore
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zhang ziyi
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Il fascino dell'oriente.Combattimenti che in realtà sono dei fantastici balletti con scenografie mozzafiato. Insomma un film bello ed emozionante. Ma le quattro stelle sono per la bellezza e la bravura di Zhang Ziyi
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w.leonardi
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mercoledì 9 maggio 2001
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il fascino dell'oriente e scene d'azione mozzafiato per il miglior film dell'anno.
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Nonostante qualche difetto,tipico del genere,"La tigre e il dragone" è un grande film. Se la storia risulta un po' banale (anche se Ang Lee la intellettualizza e trasforma il film in una riflessione sulla giovinezza perduta e sui rimpianti), le scene d'azione (in cui i protagonisti volano come se non esistesse più la legge di gravità,come nei migliori wu xia pian) sono indimenticabili e meritano da sole qualsiasi premio. Confezione di lusso e bravi attori (fa piacere rivedere Chow Yun Fat così in forma).Il miglior film dell'anno.
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