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tiamaster
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sabato 21 aprile 2012
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epico!!!
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Spettacolare,epico,avvincente:il gladiatore è una perla.personalmente lo ritengo uno dei pochissimi film dello scorso decennio che rimarrà nella storia del cinema.perchè rimarrà.non a caso è diventato un cult apprezzato dalla stragrande maggioranza della gente e che tutti conoscono.Il gladiatore rapisce fin dalla prima immagine tenendoti inchiodato al divano fino alla fine della visione.Molte scene sono spettacolari e memorabili,russel crowe offre un interpretazione divina per non parlare di costumi e scenografie,mozzafiato.Un film per nulla superficiale e mozzafiato,che sicuramente amerete.Un cult,e,dopo blade runner e alien,il miglior film di ridley scott.
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Spettacolare,epico,avvincente:il gladiatore è una perla.personalmente lo ritengo uno dei pochissimi film dello scorso decennio che rimarrà nella storia del cinema.perchè rimarrà.non a caso è diventato un cult apprezzato dalla stragrande maggioranza della gente e che tutti conoscono.Il gladiatore rapisce fin dalla prima immagine tenendoti inchiodato al divano fino alla fine della visione.Molte scene sono spettacolari e memorabili,russel crowe offre un interpretazione divina per non parlare di costumi e scenografie,mozzafiato.Un film per nulla superficiale e mozzafiato,che sicuramente amerete.Un cult,e,dopo blade runner e alien,il miglior film di ridley scott.Un maestro non solo nella fantascienza.Memorabile.
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brando fioravanti
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giovedì 29 marzo 2012
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fantastoria
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In quasi tutti i film americani il finale si trasforma in una rissa, anche in questo. Il gladiatore prende a manate l' imperatore dentro il colosseo con tutto l esercito presente.Non dico che il cinema deve essere sempre coerente con la storia, ma qui degeneriamo. Attori muscoli come culturisti e depilati. Non c'era la creatina ai tempi e dubito fortemente che i guerriri si depilavano. L'arena sembrava uno stadio di calcio. Attori bravissimi per un film di facile consumo.
Brando fioravanti
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sandro guarino
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martedì 28 febbraio 2012
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il gladiatore colpisce e rapisce!
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Un film straordinario che coinvolge lo spettatore dall'inizio alla fine. Ridley Scott rende il suo capolavoro molto moderno non seguendo fedelmente la storia e inserendo tantissimi effetti speciali.Da notare le grandissime riprese del Colosseo all'interno, che dà una fortissima sensazione suggestiva. Tra gli attori, Russell Crowe è alla sua miglior interpretazione e , non a caso, vince uno strameritato Oscar come attore protagonista. Buona pure la prova di Joaquin Phoenix nella parte del cattivo e spietato imperatore. Merita di essere visto.
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ziobrizio
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giovedì 15 dicembre 2011
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perfettamente ragione
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Sicuramente un bel film, ma molto sopravvalutato. Trama sempliciotta e azzarderei stupida e inverosimile. Attori, Phoenix da una bella prova, Crowe ha fatto di meglio. Ridley scott ha fatto film immensamente più interessanti alcuni veri capolavori. I duellanti, Alien, Blade Runner, Thelma & Louise e American Gangster. Non riesco a compredere tutti coloro che gridano al capolavoro. E' un bel film ma niente di più
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alex4lp
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giovedì 3 novembre 2011
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complessità inimmaginabile
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Questo film va ben oltre gli effetti speciali e l'epicità. Questo film è l'espressione massima dell'arte e della poetica. Non a caso, un certo Luciano Pavarotti, ha fatto chiudere un cinema per vederselo e ha cantato una canzone (fatta scrivere appositamente) in suo onore. E stiamo parlando del massimo esponente mondiale dei cantanti di Lirica. La complessità di questo film è davvero inimmaginabie: i dialoghi sono ciò che mi colpisce di più: la ricercatezza maniacale della forma finalizzata alla massima resa dei concetti, partono dalla bocca e arrivano direttamente al cuore, non dando tempo al cervello di comprenderli subito a pieno. Ci vuole tempo per apprezzare le innumerevoli sfaccettature, come la Musica e il Montaggio, per esempio.
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Questo film va ben oltre gli effetti speciali e l'epicità. Questo film è l'espressione massima dell'arte e della poetica. Non a caso, un certo Luciano Pavarotti, ha fatto chiudere un cinema per vederselo e ha cantato una canzone (fatta scrivere appositamente) in suo onore. E stiamo parlando del massimo esponente mondiale dei cantanti di Lirica. La complessità di questo film è davvero inimmaginabie: i dialoghi sono ciò che mi colpisce di più: la ricercatezza maniacale della forma finalizzata alla massima resa dei concetti, partono dalla bocca e arrivano direttamente al cuore, non dando tempo al cervello di comprenderli subito a pieno. Ci vuole tempo per apprezzare le innumerevoli sfaccettature, come la Musica e il Montaggio, per esempio. Hans Zimmer e Lisa Gerrard insieme a Ridley Scott, danno vita ad un qualcosa che non si era mai visto (né sentito) prima: non si può infatti scindere la musica dal montaggio, come fossero categorie a sé stanti, in quanto è la loro continua dialetticità a rendere unico questo film. 19 Temi accompagnato la lunga scalata dei personaggi verso la libertà, e tutti in costante crescendo. Notate ad esempio la melodia che troviamo quando Commodo si rivolge al padre nella sua disperazione di figlio abbandonato e incompreso: appena accennata da qualche arco, come un pianto di un'anima che non riesce a sfogare la tragicità che ha in potenza. Lo stesso identico tema, lo ritroviamo quando Massimo si rivela nella grande arena allo stesso Commodo, ma ora è più forte e più carico, si sentono le trombe, i toni sono più alti e minacciosi, giusto per richiamare alla memoria quella stessa tragedia che ora si è trasformata in rabbia. E poi, nel gran finale, dopo essersi spezzati interiormente alla scena in cui Commodo si sfoga con la sorella, sotto le struggenti note inventate da Hans Zimmer, ritroviamo ancora una volta questo tema; eppure ora è mostruosamente più forte, più drammatico, più carico, i tamburi, gli archi, le trombe, e il coro subentrano all'improvviso con una prepotenza dirompente e allo stesso tempo straziante. Sappiamo che la fine è vicina, siamo alla resa dei conti, in cui tutte le storie si intrecciano: quella di Commodo e suo padre, il sacrificio di Proximo e di Cicero, Massimo e la sua Famiglia, Lucilla e suo figlio Lucio. L'epica conclusione è nelle rose rosse sparse per il Colosseo e in questa musica celestiale che pervade l'ambiente a noi circostante, lasciando solo il giusto spazio per percepire lo schermo. Quello è il momento più alto del film, in cui tutto, le paure, le gioie, i dolori, le sofferenze, gli entusiasmi che abbiamo vissuto fino a lì, si concentrano dentro un unico punto a densità infinità in una regione dell'universo senza coordinate e senza tempo. Ecco perché ancora quel tema, quel motivo musicale: per richiamarci alla memoria tutto ciò che è avvenuto, che ha portato a ciò. Quella scena è portatrice di un significato talmente profondo, che è necessario vedere il film più volte per intuirlo, sentirlo dentro di sè ed infine comprenderlo. E così è per tutte, e dico tutte i temi musicali presenti in questo film. Sinceramente, in tutti i film che ho visto, che cominciano a non essere pochi, non ho mai trovato una cosa del genere, perché questo è valdio anche per tutti gli altri temi musicali presenti nel film, a partire da quelli più famosi. Poi va beh, gli attori, le interpretazioni di Massimo, Commodo, Proximo, Gracco, Marco Aurelio, Lucilla sono incredibili. In particolare e Joaquin Phoenix che conferisce al film quella tonalità scura, come un'ombra cupa e minacciosa che si avverte con l'istinto, spezzata dal coraggio impavido di Massimo che al contrario ci trasmette fiducia, speranza e forza. Come uno scontro eterno tra il bene ed il male, la psicologia intrinseca alle regole del mondo umano. Questo è Gladiator, per me.
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tiamaster
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giovedì 22 settembre 2011
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dizionari che danno due stelle al gladiatore...
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non vi chiedete perchè state dando a un film che ha vinto la cifra esorbitante di ben 10 oscar due stelle??non starete sbagliando???poco importa.il film è uno dei più avvincenti,adrenalinici e spettacolari dell 2000,con attori semplicemente bravissimi,una storia incalzante e momenti storici,da vedere assolutamente.voto:1o
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ciscus
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mercoledì 21 settembre 2011
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la storia non è cinema
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Nel scrivere questa recensione, a più di 11 anni di distanza, non ho la pretesa di mettermi a ripetere quello che è già stato detto e rimangiato. La storia del film in questione ormai la conoscono tutti. Volevo più che altro cimentarmi in un'analisi prettamente "emotiva"o "umana" di un film che in 10 anni ho visto diverse volte, all'uscita nelle sale, negli anni successivi e che tutt'ora ogni tanto mi capita ancora di rivedere. Ridley Scott è stato da sempre un regista che non ha mai avuto la pretesa di raccontare un fatto, un'idea "terrena", un evento "come è stato", quantomai di reinventarlo e di farne spettacolo, e il cinema (a differenza del teatro nel mero significato antico del termine, quale rappresentazione di mito o storia) è il mezzo ideale per raggiungere il suo scopo.
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Nel scrivere questa recensione, a più di 11 anni di distanza, non ho la pretesa di mettermi a ripetere quello che è già stato detto e rimangiato. La storia del film in questione ormai la conoscono tutti. Volevo più che altro cimentarmi in un'analisi prettamente "emotiva"o "umana" di un film che in 10 anni ho visto diverse volte, all'uscita nelle sale, negli anni successivi e che tutt'ora ogni tanto mi capita ancora di rivedere. Ridley Scott è stato da sempre un regista che non ha mai avuto la pretesa di raccontare un fatto, un'idea "terrena", un evento "come è stato", quantomai di reinventarlo e di farne spettacolo, e il cinema (a differenza del teatro nel mero significato antico del termine, quale rappresentazione di mito o storia) è il mezzo ideale per raggiungere il suo scopo. Lui stesso ha dichiarato di non aver mai avuto intenzione di "raccontare la storia", ma di aver voluto "raccontare UNA storia". I barbari non vestivano pelliccie ma erano organizzati e civilizzati ai tempi di marco aurelio, alcune delle (poche) scritte in latino sono sbagliate, gli anni di campagne germaniche di marco sono state 13 in realtà, etc.... Storicamente sbagliato, ma ciò che vediamo nel film tuttavia è l'idealizzazione di un periodo, come la gente comune (e non lo storico) si immagina. Roma imponente e stupefacente tanto quanto la sua corruzione (fedelissima quest'ultima), i barbari come BARBARI, un'imperatore morente quanto desideroso che Roma tornasse quella che era; in questo contesto di base "idealizzato" nasce il "romanzo cinematografico", furbamente raccontato e in fondo anche coinvolgente, che sfruttando il fascino oscuro (e storicamente ignorato dai più) della roma ormai avviata verso il tramonto, ripercorre le gesta di coloro che, in fondo, avevano ancora un sogno, che era Roma.
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vavava
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martedì 30 agosto 2011
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ma non dimentichiamo..
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non dimentichiamo Joaquin Phoenix che secondo me è un grande attore, in questo film ha dato il meglio di sè e probabilmente parte del successo è dovuto anche a questo
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procella
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mercoledì 6 luglio 2011
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riconosciamo pregi e difetti
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Se è vero, come è vero, che: storicamente è inattendibile , la sceneggiatura si sarebbe dovuta certamente migliorare visto l'impiego di mezzi, i dialoghi lasciano a desiderare sfiorando il patetico in alcuni casi ..............è anche vero che il film svolge alla duplice funzione di aver rivitalizzato un genere sopito ormai da tempo e, che non è poco, di intrattenere coinvolgendo un vasto e variegato pubblico . Le scene e il ritmo della battaglia iniziale sono memorabili, la ricostruzione di roma e del colosseo lasciano stupiti cosi,però, come il latino maccheronico delle iscrizioni......
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Se è vero, come è vero, che: storicamente è inattendibile , la sceneggiatura si sarebbe dovuta certamente migliorare visto l'impiego di mezzi, i dialoghi lasciano a desiderare sfiorando il patetico in alcuni casi ..............è anche vero che il film svolge alla duplice funzione di aver rivitalizzato un genere sopito ormai da tempo e, che non è poco, di intrattenere coinvolgendo un vasto e variegato pubblico . Le scene e il ritmo della battaglia iniziale sono memorabili, la ricostruzione di roma e del colosseo lasciano stupiti cosi,però, come il latino maccheronico delle iscrizioni...........La recitazione è buona, peccato per i dialoghi poco curati. Gli attori entrano bene nella parte ; certo Phoenix non è l'Ustinov di Quo vadis? ne Crowe è il Douglas di Spartacus ma in fondo non credo ne avessero le velleità. Il fatto che il giocattolino abbia funzionato dal punto di vista commerciale non ci deve necessariamente indurre a snobbare il film; bisogna considerarlo per quello che è un'opera media del nostro tempo cinematografico che ci diverte ed intrattiene per quelle due ore. Altra cosa positiva è nel fatto che, al contrario di quasi tutti i grandi colossal del passato,vedi Quo vadis?, Ben hur, Barabba, La tunica ecc. ecc. Spartacus escluso, non vi è quel ridondante e mieloso cristianesimo di fondo che caratterizzava e foggiava quelle produzioni.
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lennon
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giovedì 23 giugno 2011
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perchè furbo?
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questo film è spettacolare ed entusiasmante. Chi lo critica andando a trovare delle argomentazioni intellettualoidi e artificiose è in malafede. Ah...per chi vuole la raltà storica senza "licenze cinematografiche" sta per ricominciare Superquark
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