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bebedora
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domenica 6 novembre 2011
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brà kiki
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molenga
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giovedì 20 ottobre 2011
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la morte come fuga
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Film d'esordio per la figlia di F.F.Coppola, "il giardino delle vergini suicide" è la storia di cinque sorelle akllevate da una madre rigorosa fino all'ossessione e da un padre succube di lei; le ragzze sono l'ossessione sessuale deio ragazzi del liceo e, in particolare di un gruppo di adolecenti che abitano davantio a casa loro spiandole; la più piccola delle sorelle, cecile, si suicida rendendo ancora più morbosamente affascinanti le altre; il dramma scatta quando riescono a ottenere il permesso per andre al ballo e la più "ninfetta" di loro, Lux(kirsten dunst), non rientra, scatenando anche sulle altre la rappresaglia materna.
La coppola scrive e dirige un bel film sull'ardore delle passioni giovanili e sui gap generazionali, azzeccando il cast e la colonna sonora.
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andrea levorato
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sabato 17 settembre 2011
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dramma e commedia nera nell'esordio perfetto
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Il giardino delle vergini suicide ****
Produzione: USA 1999
Genere: Drammatico, Commedia nera
Attori principali: Kirsten Dunst, Josh Hartnett, James Woods, Kathleen Turner, Hanna R. Hall, Danny De Vito
Regia: Sofia Coppola
Trama:
Il film segue i due anni prima del suicidio di massa delle cinque sorelle Lisbon a causa dell’iperprotettività integralista della madre. La prima ad andarsene è Cecilia, di 13 anni, la più piccola.
Mini recensione:
Con notevole ironia e una colonna sonora strepitosa la Coppola ci cala in un dramma intenso e struggente. Ciò potrebbe suonare come un ossimoro, ma è così.
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Il giardino delle vergini suicide ****
Produzione: USA 1999
Genere: Drammatico, Commedia nera
Attori principali: Kirsten Dunst, Josh Hartnett, James Woods, Kathleen Turner, Hanna R. Hall, Danny De Vito
Regia: Sofia Coppola
Trama:
Il film segue i due anni prima del suicidio di massa delle cinque sorelle Lisbon a causa dell’iperprotettività integralista della madre. La prima ad andarsene è Cecilia, di 13 anni, la più piccola.
Mini recensione:
Con notevole ironia e una colonna sonora strepitosa la Coppola ci cala in un dramma intenso e struggente. Ciò potrebbe suonare come un ossimoro, ma è così. L’esordio della figlia del grande Francis Ford ha tutti i connotati della tragedia, tanto amata dal padre (e si è visto nella terza parte de “Il Padrino”), ma anche l’ironia della commedia più nera e pungente. È la storia di un’adolescenza, difficile, incompresa (quanto il film) e stressante, dove spiccano dal cast la giovane e bravissima Kirsten Dunst e un memorabile James Woods. Dopo “Il Padrino parte 2” e “Apocalypse Now” è il miglior film made in Coppola.
Interpretazione:
Kirsten Dunst ****
Josh Hartnett ***
James Woods ***
Kathleen Turner ***
Hanna R. Hall ***
Danny De Vito ***
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levo95
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venerdì 6 maggio 2011
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sovrannaturale ed ammiccante
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La fatica di crescere e di crearsi una vita sociale, con un genitore integralista e iperprotettivo, porta un gruppo di 5 ragazze dai 13 ai 17 anni al suicidio. Tutto incomincia dalla piccola Cecille, (personaggio simbolo della storia, come triste e sognatrice) che dopo aver tentato il suicidio per dissanguamento si butta giù dalla finestra impalandosi su un cancello. La famiglia scossa non si riprenderà mai e la madre diventerà ancor più protettiva ed ossessiva.
Tristezza e sentimenti forti si alternano in questa storia di 5 ragazze a cui sta stretta la vita che loro madre impone. La protagonista di questo strano racconto sembra proprio Lux (una giovane e brava Kirsten Dunst), colei che più di tutte sogna la libertà e l'amore, un personaggio sofferente che nasconde il tutto sotto una corazza sensuale ed ammiccante.
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La fatica di crescere e di crearsi una vita sociale, con un genitore integralista e iperprotettivo, porta un gruppo di 5 ragazze dai 13 ai 17 anni al suicidio. Tutto incomincia dalla piccola Cecille, (personaggio simbolo della storia, come triste e sognatrice) che dopo aver tentato il suicidio per dissanguamento si butta giù dalla finestra impalandosi su un cancello. La famiglia scossa non si riprenderà mai e la madre diventerà ancor più protettiva ed ossessiva.
Tristezza e sentimenti forti si alternano in questa storia di 5 ragazze a cui sta stretta la vita che loro madre impone. La protagonista di questo strano racconto sembra proprio Lux (una giovane e brava Kirsten Dunst), colei che più di tutte sogna la libertà e l'amore, un personaggio sofferente che nasconde il tutto sotto una corazza sensuale ed ammiccante.
Poco da dire in merito ad una colonna sonora perfetta. Film capolavoro, un dramma familiare struggente e dal finale agghiacciante.
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giusepon
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venerdì 18 marzo 2011
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il giardino delle cose non dette
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i film di Sofia Coppola hanno una caratteristica che li accomuna e li rende leggittimi della propria regista: navigano su scie invisibili e mute che li porta cosi lontani uno dall'altro da ritrovarsi uno sotto l'altro alla voce "filmografia di Sofia Coppola". Ciò che più dice nelle sue pellicole sono le inquadrature e le scene in cui i personaggi non parlano, rimangano in silenzio e un particolare cambia; sono le gambe a penzoloni dalle calze bianche e le scarpe da collegiale della seconda vergine morta, è l'albero dritto davanti casa che alla fine rimane spezzato, mozzato come la vita dei genitori senza le loro cinque figlie, o meglio ancora la ringhiera di ferro trascinata via che porta con sè i fiori del giardino di quattro piccole donne che non riusciranno mai a vivere.
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i film di Sofia Coppola hanno una caratteristica che li accomuna e li rende leggittimi della propria regista: navigano su scie invisibili e mute che li porta cosi lontani uno dall'altro da ritrovarsi uno sotto l'altro alla voce "filmografia di Sofia Coppola". Ciò che più dice nelle sue pellicole sono le inquadrature e le scene in cui i personaggi non parlano, rimangano in silenzio e un particolare cambia; sono le gambe a penzoloni dalle calze bianche e le scarpe da collegiale della seconda vergine morta, è l'albero dritto davanti casa che alla fine rimane spezzato, mozzato come la vita dei genitori senza le loro cinque figlie, o meglio ancora la ringhiera di ferro trascinata via che porta con sè i fiori del giardino di quattro piccole donne che non riusciranno mai a vivere. Il film corre via veloce, in un circa 90 minuti non ci chiediamo mai quando finisce seppur sappiamo sin dall'inizio come finisce, è come il circuito di "Somewhere", film per cui la Coppola si aggiudica l'ultimo Leone D'oro come miglior film 2010, un circuito chiuso che a metà film ci vuol ingannare mascherandosi da un storia che cambia, ma in realtà cosi non è, la madre non lascerà mai libere le proprie figlie, il marito vive in una dimensione agonizzante che sfocia della follie celata da numeri e modellini e la cittidina rimane sommersa dalle convenzione e dalle ipotesi sociologiche che la "svampita" giornalista ci annuncia fino alla fine del film. I quatto ragazzi che narrano la storia crescono, cambiano ma il posto in ci vivono no, rimane immobile e incapace di dare una svolta come le cinque ragazze, mentre un pizzico di cinisco e satira si cela nella immagini della tv e nelle parole del narratore che non dimenticherà mai gli occhi di quelle vergini piene di vita mai vissuta.
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luca scialò
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mercoledì 27 gennaio 2010
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effetti drammatici di un amore materno ossessivo
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Storia di sorelle bionde dal viso angelico, che subiscono l'amore ossessivo di una madre bigotta e blasfema, sullo sfondo di un'America anni '70 che andava da tutt'altra parte, con le sue rivoluzioni culturali che stavano travolgendo tutto il Mondo occidentale.
Alcuni ragazzi riescono comunque a corteggiarle timidamente e alcuni di loro anche sfrontatamente; ma l'aver disubbidito agli ordini da parte di una di loro (del resto la più combattiva tra le sorelle), finirà per avere effetti ancor più negativi sulle loro condizioni di vita (come il non poter uscire più di casa, o il vedersi bruciare i vinili ritenuti dannati dalla madre, ma in realtà solo squisitamente rock), fino al drammatico epilogo, raccontato con maestria e disincanto da un'ottima esordiente Sofia Coppola (figlia di Francis).
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Storia di sorelle bionde dal viso angelico, che subiscono l'amore ossessivo di una madre bigotta e blasfema, sullo sfondo di un'America anni '70 che andava da tutt'altra parte, con le sue rivoluzioni culturali che stavano travolgendo tutto il Mondo occidentale.
Alcuni ragazzi riescono comunque a corteggiarle timidamente e alcuni di loro anche sfrontatamente; ma l'aver disubbidito agli ordini da parte di una di loro (del resto la più combattiva tra le sorelle), finirà per avere effetti ancor più negativi sulle loro condizioni di vita (come il non poter uscire più di casa, o il vedersi bruciare i vinili ritenuti dannati dalla madre, ma in realtà solo squisitamente rock), fino al drammatico epilogo, raccontato con maestria e disincanto da un'ottima esordiente Sofia Coppola (figlia di Francis).
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salvo
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giovedì 1 gennaio 2009
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lo trovo piatto...
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per me sto film e' piatto...dal titolo sai che le ragazze si uccideranno...poi intanto il film stancamente prosegue e ti chiedi ma quando si ammazzano?
poi lo fanno e dici ...ah e'finito...nessun approfondimento sui prsonaggi e poco quasi poco credibile...4 persone si lasciano andare ad un suicidio senza nemmeno entare una ipotetica fuga?
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iouh
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mercoledì 24 dicembre 2008
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canzone
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qualcuno sa la canzone alla fine del trailer?...
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jazzy
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sabato 6 settembre 2008
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mmmmhhh che flippa
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il titolo non è corretto: alla fine, mica tutte quelle che si suicidano sono vergini....
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giulia_mb
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lunedì 1 settembre 2008
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niente di eccezionale
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film decisamente sopravvalutato, non l'ho trovato molto diverso dalla narrazione di 'the sleepers' e tutto si concentra troppo attorno al personaggio di kirsten dust, cosa che trovo abbastanza riduttiva e 'scortese' nei confronti delle altre sorelle, ugualmente infelici e tormentate. Può essere un'opera prima degna di nota per una regista così giovane come la Coppola, ma niente di più, secondo me. E' che proprio non mi ha convinta...
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