|
|
weach
|
domenica 26 settembre 2010
|
parlando con l'eros si scopre la perdita
|
|
|
|
Lettura di “Eyes Wide Shut “del 26 -09-2010 dopo una nuova rivisitazione del film.
Quando non si riesce a trasmette una recensione a chi ci legge tale occasione è un invito a fare meglio e realizzare un contatto più profondo con l’opera di Stanley Kubrick.
Questa è l’ultima opera del grande regista prima della sua dipartita;l’ ultimo lavoro da lui realizzato che ha preceduto il "nostro" è quello di dodci anni prima con “Full Metal Jacket.”,riflessione disperata selle atrocità della guerra.
Eyes Wide Shut , ispirazione da un racconto di Arthur Schnitzier "Doppio sogno "di lunghissima gestazione , è stato subito definito dalla critica “film evento” per l’enorme aspettativa generata dai messaggi di anticipazione lasciati qua e la per il mondo.
[+]
Lettura di “Eyes Wide Shut “del 26 -09-2010 dopo una nuova rivisitazione del film.
Quando non si riesce a trasmette una recensione a chi ci legge tale occasione è un invito a fare meglio e realizzare un contatto più profondo con l’opera di Stanley Kubrick.
Questa è l’ultima opera del grande regista prima della sua dipartita;l’ ultimo lavoro da lui realizzato che ha preceduto il "nostro" è quello di dodci anni prima con “Full Metal Jacket.”,riflessione disperata selle atrocità della guerra.
Eyes Wide Shut , ispirazione da un racconto di Arthur Schnitzier "Doppio sogno "di lunghissima gestazione , è stato subito definito dalla critica “film evento” per l’enorme aspettativa generata dai messaggi di anticipazione lasciati qua e la per il mondo.
Accolto in maniera “freddina “dalla critica , non acquista subito il credito che merita .
Ma quale opera di Stanley Kubrick assurge subito alla dignità di capolavoro?Solo poi l’apprezzamento incondizionato si impone generando dibattito sui temi rappresenti .
Il tema sviluppato nel film è interessante perché qui si parla di “sesso” di quel sesso che è richiamo necessario per la perpetuazione di una specie;
si legge il sesso dal punto di vista dei suoi richiami esoterici ,ancestrali. misteriosi;
si dibatto del sesso se confinato in un rapporto coniugale costituito possa o meno conservare “tutta la sua energia “;
ci si domanda se il richiamo del sesso abbia sempre bisogno di essere alimentato dalle novità. ,dal gioco ,dal non conosciuto.
Sembra Kubrick rispondere solo all’ultima domanda affermando ,indirettamente, ma in modo chiaro che i contorni di un matrimonio sono insufficienti per dare libero sfogo alla vibrazione altissima del sesso ;poi se il sesso diviene gioco , appare incompatibile fra due che conoscono di se tutto, mancherebbe la sublimazione che nasce dalla novità.
Mentre si sviluppa la storia , che gradirei giudicaste solo con i vostri occhi, alcune scene perfette , vivide , intense, in passerella attraversano i miei occhi , come folgori , generando in me forti sensazioni ,spesso indecifrabili ,ma di forte impatto energetico.
Mentre film assume la connotazione di thriller , di gioco erotico, di analisi dei desideri di sesso ,più o meno onirici nella coppia, di tradimenti sognati o consumati i protagonisti Nicole Kidman e Tom Cruise ,nei loro dialoghi spezzati e sofferti, realizzano,in tutti la sua gravità. la fine della loro storia…il film sta diventando anatomia di un rapporto che muore ineluttabilmente.
Questa ultima opera è diversa, dalle altre , ma intensa, profonda, e la parte immaginifica sembra permanentemente conservare una sua “densità” fra noi.
Bello da vedere ,mai Kubrick può essere banale.
Weach illuminati
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
weach
|
domenica 13 febbraio 2011
|
intima vibrazione fra immaige e musica
|
|
|
|
Eyes wide shut ed il suo intimo rapporto con la colonna sonora
Tutto parte dal seguente assunto:qualcuno ha detto del grande maestro che è stato immenso perché ha saputo ipnotizzare ed ipnotizzarsi con la musica;che quando la musica cominciò a diventare centrale nella sua produzione e viaggiare insieme alle immagini questa scelta fu il mezzo che consentì a al regista di accedere al “Paradiso”e finalmente le immagini, forma , compenetrate da un afflato universale cominciarono ad assorbire nuova forza nella reciproca sincronicità e risonanza.
Mentre sto riflettendo, mi appare “nel mio immaginario “ , la figura di questo”grande e misterioso genio “ svolazzante sul set, con il suo piglio autoritario mentre impone i suoi convincimenti ,con in mano un obiettivo Zeiss mentre scruta il cielo per carpire “il refluo di Dio” ; nel tentativo di afferrare l’intimo mistero che esiste fra la dimensione sonora ed immagine “,Stanley kubrick è silente ed ammiccante ci sta invitando a partecipare al suo sogno creativo.
[+]
Eyes wide shut ed il suo intimo rapporto con la colonna sonora
Tutto parte dal seguente assunto:qualcuno ha detto del grande maestro che è stato immenso perché ha saputo ipnotizzare ed ipnotizzarsi con la musica;che quando la musica cominciò a diventare centrale nella sua produzione e viaggiare insieme alle immagini questa scelta fu il mezzo che consentì a al regista di accedere al “Paradiso”e finalmente le immagini, forma , compenetrate da un afflato universale cominciarono ad assorbire nuova forza nella reciproca sincronicità e risonanza.
Mentre sto riflettendo, mi appare “nel mio immaginario “ , la figura di questo”grande e misterioso genio “ svolazzante sul set, con il suo piglio autoritario mentre impone i suoi convincimenti ,con in mano un obiettivo Zeiss mentre scruta il cielo per carpire “il refluo di Dio” ; nel tentativo di afferrare l’intimo mistero che esiste fra la dimensione sonora ed immagine “,Stanley kubrick è silente ed ammiccante ci sta invitando a partecipare al suo sogno creativo.
Eyes wide shut , ultima opera cinematografica del regista,è forse l’esperimento meglio riuscito di scambio energetico fra immagine e musica , o se vogliamo, fra forma e suono.
Quello che faremo sarà una ricerca nel film dei collegamenti scenici supportati da un brano musicale con un alto scambio energetico bilaterale.
1-Ecco i titolo di aperto e di chiusura del film accompagnati da un elegante e malinconico valzer di Schostakovich (Jazz suite Waltz 2)ma che accompagna anche la scena di Bill nel suo studio medico;
2-“I’m the Mood for love” che sentiamo la musica che sentiamo suonare in casa Zeigler;
3-“It Had to be you” musicale n 2 in casa Zeigler;
4-“Chanson d’Amour “sempre in casa Zeigler mentre sia Alice che Bill cominciano a percepire la loro irrequietezza ed il corteggiamento;
5 “Old Fashioned way” sempre presente mentre Bill dialoga, molto coinvolto, con 2 modelle :
6-“When i fall in love”che vibra quando Bill vista Mandy ,in presenza di uno spazientito Zeigler;
7-“Only Have eyesfor you” che va in risonanza con la scena del rifiuto di corteggiamento di Alice;
8-”baby did a bad bad thing” che suggella la scena d’amore fra Bill ed Allice di fronte allo specchi Veneziano;
9”Noval officier “ che è stato scritto proprio per Eyes wide shut ; è il leit motiv della gelosia che fu scritto da Jocelyn Pook;
10-“i got it bad” brano suonato nella casa della prostituta;
11-“If i had You” Bill vibra con lui al “Sonata Cafè;
12-“Blame it on my youth” che espande il racconto di Nick Nightingale con Bill;
13-“ Mascked ball “ in realtà dal titolo "Backward priestts" compostoda Jocelyn Pook e rimodulato, specificamente per il film con la collaborazione di Kubrick che sottolinea i rito esoterico circolare;
14-” Migration “ anche questo di Jocelyn Pook che rielabora un canto sacro della Bahagayad Gita che si ascolta mentre Bill è in mezzo all’orgia ;
15-” Strangers in the night” brano che commenta l’incontro fra Bill e la donna Misteriosa ;
16-” musica cerimoniale II:Mesto , rigido e cerimoniale “: che sottolinea in più parti del film il pericolo per Bill;
17”-the dream “, sempre di Jocelyn Pook, che accompagna I racconto trasognato di Alice;
18-“I want a boy for Christmas” che è in sottofondo mentre Bill entra al bar Gillespie ;
19-“Requiem k626, rex Tremendae”, estratto dal un incompiuta di Mozart, di cui si percepisce la vibrazione in occasione della comunicazione della morte di Amand Curran;
20””Nuages Gris “ di List che accompagna i desideri di Bill quando fa visita al corpo di Amanda Curran all’obitorio;
21-”Wien du Stadt meiner Traume “ che non è presente nel film ma che si è suggerita nei titoli di coda come chiave di lettura del film.
Dopo tante citazioni, appare evidente come certe immagini rimangano incollate ai nostri occhi appunto per il magico sodalizio fra forma- immagine e musica –suono.
Il tema sviluppato nel film è interessante perché qui si parla di “sesso” di quel sesso che è richiamo necessario per la perpetuazione di una specie;
si legge il sesso dal punto di vista dei suoi richiami esoterici ,ancestrali. misteriosi.;
si dibatto del sesso se confinato in un rapporto coniugale costituito possa o meno conservare “tutta al sua energia “;
ci si domanda se il richiamo del sesso abbia sempre bisogno di essere alimentato dalle novità. ,dal gioco ,dal non conosciuto.
Sembra Kubrick rispondere solo all’ultima domanda affermando ,indirettamente, ma in modo chiaro che i contorni di un matrimonio sono insufficienti per dare libero sfogo alla vibrazione altissima del sesso ;poi se il sesso sia gioco , diviene incompatibile fra due che conoscono di se tutto, mancherebbe la sublimazione che nasce dalla novità.
Mentre si sviluppa la storia , che gradirei giudicaste solo con i vostri occhi, alcune scene perfette , vivide , intense, in passerella attraversano i miei occhi , come folgori , generando in me forti sensazioni spesso indecifrabili ma di forte impatto energetico.
Mentre il film assume la connotazione di thriller , di gioco erotico, di analisi dei desideri di sesso ,più o meno onirici nella coppia, di tradimenti sognati o consumati i protagonisti Nicole Kidman e Tom Cruise ,nei loro dialoghi spezzati e sofferti, realizzano,in tutti la sua gravità. la fine della loro storia…il film sta diventando anatomia di un rapporto che sta morendo ineluttabilmente.
Questa ultima opera è diversa, dalle altre , ma intensa, profonda, e la parte immaginifica sembra permanentemente conservare una sua “densità” fra noi.
Bello da vedere ,mai Kubrick può essere banale.
Grazie per l’attenzione
Weach illuminati
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
weach
|
domenica 13 febbraio 2011
|
intima vibrazione fra immagine e musica
|
|
|
|
Eyes wide shut ed il suo intimo rapporto con la colonna sonora
Tutto parte dal seguente assunto:qualcuno ha detto del grande maestro che è stato immenso perché ha saputo ipnotizzare ed ipnotizzarsi con la musica;che quando la musica cominciò a diventare centrale nella sua produzione e viaggiare insieme alle immagini questa scelta fu il mezzo che consentì a al regista di accedere al “Paradiso”e finalmente le immagini, forma , compenetrate da un afflato universale cominciarono ad assorbire nuova forza nella reciproca sincronicità e risonanza.
[+]
Eyes wide shut ed il suo intimo rapporto con la colonna sonora
Tutto parte dal seguente assunto:qualcuno ha detto del grande maestro che è stato immenso perché ha saputo ipnotizzare ed ipnotizzarsi con la musica;che quando la musica cominciò a diventare centrale nella sua produzione e viaggiare insieme alle immagini questa scelta fu il mezzo che consentì a al regista di accedere al “Paradiso”e finalmente le immagini, forma , compenetrate da un afflato universale cominciarono ad assorbire nuova forza nella reciproca sincronicità e risonanza.
Mentre sto riflettendo, mi appare “nel mio immaginario “ , la figura di questo”grande e misterioso genio “ svolazzante sul set, con il suo piglio autoritario mentre impone i suoi convincimenti ,con in mano un obiettivo Zeiss mentre scruta il cielo per carpire “il refluo di Dio” ; nel tentativo di afferrare l’intimo mistero che esiste fra la dimensione sonora ed immagine “,Stanley kubrick è silente ed ammiccante ci sta invitando a partecipare al suo sogno creativo.
Eyes wide shut , ultima opera cinematografica del regista,è forse l’esperimento meglio riuscito di scambio energetico fra immagine e musica , o se vogliamo, fra forma e suono.
Quello che faremo sarà una ricerca nel film dei collegamenti scenici supportati da un brano musicale con un alto scambio energetico bilaterale.
1-Ecco i titolo di aperto e di chiusura del film accompagnati da un elegante e malinconico valzer di Schostakovich (Jazz suite Waltz 2)ma che accompagna anche la scena di Bill nel suo studio medico;
2-“I’m the Mood for love” che sentiamo la musica che sentiamo suonare in casa Zeigler;
3-“It Had to be you” musicale n 2 in casa Zeigler;
4-“Chanson d’Amour “sempre in casa Zeigler mentre sia Alice che Bill cominciano a percepire la loro irrequietezza ed il corteggiamento;
5 “Old Fashioned way” sempre presente mentre Bill dialoga, molto coinvolto, con 2 modelle :
6-“When i fall in love”che vibra quando Bill vista Mandy ,in presenza di uno spazientito Zeigler;
7-“Only Have eyesfor you” che va in risonanza con la scena del rifiuto di corteggiamento di Alice;
8-”baby did a bad bad thing” che suggella la scena d’amore fra Bill ed Allice di fronte allo specchi Veneziano;
9”Noval officier “ che è stato scritto proprio per Eyes wide shut ; è il leit motiv della gelosia che fu scritto da Jocelyn Pook;
10-“i got it bad” brano suonato nella casa della prostituta;
11-“If i had You” Bill vibra con lui al “Sonata Cafè;
12-“Blame it on my youth” che espande il racconto di Nick Nightingale con Bill;
13-“ Mascked ball “ in realtà dal titolo "Backward priestts" compostoda Jocelyn Pook e rimodulato, specificamente per il film con la collaborazione di Kubrick che sottolinea i rito esoterico circolare;
14-” Migration “ anche questo di Jocelyn Pook che rielabora un canto sacro della Bahagayad Gita che si ascolta mentre Bill è in mezzo all’orgia ;
15-” Strangers in the night” brano che commenta l’incontro fra Bill e la donna Misteriosa ;
16-” musica cerimoniale II:Mesto , rigido e cerimoniale “: che sottolinea in più parti del film il pericolo per Bill;
17”-the dream “, sempre di Jocelyn Pook, che accompagna I racconto trasognato di Alice;
18-“I want a boy for Christmas” che è in sottofondo mentre Bill entra al bar Gillespie ;
19-“Requiem k626, rex Tremendae”, estratto dal un incompiuta di Mozart, di cui si percepisce la vibrazione in occasione della comunicazione della morte di Amand Curran;
20””Nuages Gris “ di List che accompagna i desideri di Bill quando fa visita al corpo di Amanda Curran all’obitorio;
21-”Wien du Stadt meiner Traume “ che non è presente nel film ma che si è suggerita nei titoli di coda come chiave di lettura del film.
Dopo tante citazioni, appare evidente come certe immagini rimangano incollate ai nostri occhi appunto per il magico sodalizio fra forma- immagine e musica –suono.
Il tema sviluppato nel film è interessante perché qui si parla di “sesso” di quel sesso che è richiamo necessario per la perpetuazione di una specie;
si legge il sesso dal punto di vista dei suoi richiami esoterici ,ancestrali. misteriosi.;
si dibatto del sesso se confinato in un rapporto coniugale costituito possa o meno conservare “tutta al sua energia “;
ci si domanda se il richiamo del sesso abbia sempre bisogno di essere alimentato dalle novità. ,dal gioco ,dal non conosciuto.
Sembra Kubrick rispondere solo all’ultima domanda affermando ,indirettamente, ma in modo chiaro che i contorni di un matrimonio sono insufficienti per dare libero sfogo alla vibrazione altissima del sesso ;poi se il sesso sia gioco , diviene incompatibile fra due che conoscono di se tutto, mancherebbe la sublimazione che nasce dalla novità.
Mentre si sviluppa la storia , che gradirei giudicaste solo con i vostri occhi, alcune scene perfette , vivide , intense, in passerella attraversano i miei occhi , come folgori , generando in me forti sensazioni spesso indecifrabili ma di forte impatto energetico.
Mentre il film assume la connotazione di thriller , di gioco erotico, di analisi dei desideri di sesso ,più o meno onirici nella coppia, di tradimenti sognati o consumati i protagonisti Nicole Kidman e Tom Cruise ,nei loro dialoghi spezzati e sofferti, realizzano,in tutti la sua gravità. la fine della loro storia…il film sta diventando anatomia di un rapporto che sta morendo ineluttabilmente.
Questa ultima opera è diversa, dalle altre , ma intensa, profonda, e la parte immaginifica sembra permanentemente conservare una sua “densità” fra noi.
Bello da vedere ,mai Kubrick può essere banale.
Grazie per l’attenzione
Weach illuminati
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paolo bisi
|
mercoledì 14 dicembre 2011
|
l'addio e il testamento di stanley kubrick
|
|
|
|
A New York, sul finire del ventesimo secolo, la vita di una coppia dell'alta borghesia sembra procedere in modo felice e tranquillo. In seguito a una confessione della moglie, riguardo a un adulterio mancato, per il quale sarebbe stata disposta ad abbandonare tutto, il marito entra in crisi e decide di tuffarsi in nuove e pericolose avventure, senza poter immaginare le conseguenze. Nonostante tutti gli errori, i desideri, i fatti vissuti o anche solo sognati, capiranno entrambi di avere un'altra possibilità. Ultimo film di Stanley Kubrick, il suo addio e testamento, è un'opera di rara intelligenza, lucidità e complessità. Tutti i temi, le intuizioni, le capacità, le tecniche del regista americano confluiscono in questo film, che risulta difficile da inquadrare in un determinato genere.
[+]
A New York, sul finire del ventesimo secolo, la vita di una coppia dell'alta borghesia sembra procedere in modo felice e tranquillo. In seguito a una confessione della moglie, riguardo a un adulterio mancato, per il quale sarebbe stata disposta ad abbandonare tutto, il marito entra in crisi e decide di tuffarsi in nuove e pericolose avventure, senza poter immaginare le conseguenze. Nonostante tutti gli errori, i desideri, i fatti vissuti o anche solo sognati, capiranno entrambi di avere un'altra possibilità. Ultimo film di Stanley Kubrick, il suo addio e testamento, è un'opera di rara intelligenza, lucidità e complessità. Tutti i temi, le intuizioni, le capacità, le tecniche del regista americano confluiscono in questo film, che risulta difficile da inquadrare in un determinato genere. Ogni elemento della trama contribuisce a completare i pezzi di un puzzle che solo alla fine risulta un pò più chiaro. Impressionanti, come probabilmente in nessun altro film di Kubrick, le trovate visive (gli specchi, la simmetria, il colore rosso presente in maniera ossessiva, i cerchi), che monopolizzano l'opera. La complessità dei temi (il desiderio, la maschera, il destino, la paura, la sessualità) attribuisce alla pellicola un valore superiore e un'evidente rilettura in chiave politica. Buona prova di tutti gli attori, tra cui emerge Sidney Pollack, particolarmente apprezzato e stimato dall'autore. Tra le innumerevoli sequenze da citare, spicca quella lunghissima, diventata celebre, della festa in maschera. Il 6 Marzo 1999 Stanley Kubrick disse che "Eyes Wide Shut" era il più grande film che avesse mai girato. Il giorno dopo morì, ma essendo riuscito a portare a termine il suo ultimo capolavoro.
[-]
[+] doppio sogno
(di iron beatrix)
[ - ] doppio sogno
|
|
|
[+] lascia un commento a paolo bisi »
[ - ] lascia un commento a paolo bisi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
simone tognarelli
|
lunedì 5 febbraio 2007
|
il testamento di un genio
|
|
|
|
"Eyes wide shut", un thriller che diventa un'esplorazione della perversione della mente umana. Kubrick non poteva chiudere in modo migliore la propria carriera registica; dopo aver visitato praticamente ogni genere (a suo modo), dopo aver tirato fuori dal cilindro film come "Arancia meccanica": perfetta riflessione sulla violenza e sulle conseguenze legate ad essa, dopo aver dipinto vere e proprie opere d'arte, quadri in movimento (vedi "Barry Lyndon"), dopo averci condotto in viaggi inquietanti attraverso i fantasmi della follia (vedi "Shining"), il maestro del Bronx ci ha portati ad esplorare la insensatezza e la sregolatezza dell'essere umano.
Magistrale l'interpretazione di Cruise, un pò meno convincente quella della Kidman, sapientemente diretti da un uomo che ha dato al cinema la propria vita, e che in quest'ultimo capitolo ha voluto di nuovo portare in scena la propria visione del mondo, il suo modo di vivere i film con la passione (in questa occasione è proprio il caso di dirlo) e con la foga di un genio.
[+]
"Eyes wide shut", un thriller che diventa un'esplorazione della perversione della mente umana. Kubrick non poteva chiudere in modo migliore la propria carriera registica; dopo aver visitato praticamente ogni genere (a suo modo), dopo aver tirato fuori dal cilindro film come "Arancia meccanica": perfetta riflessione sulla violenza e sulle conseguenze legate ad essa, dopo aver dipinto vere e proprie opere d'arte, quadri in movimento (vedi "Barry Lyndon"), dopo averci condotto in viaggi inquietanti attraverso i fantasmi della follia (vedi "Shining"), il maestro del Bronx ci ha portati ad esplorare la insensatezza e la sregolatezza dell'essere umano.
Magistrale l'interpretazione di Cruise, un pò meno convincente quella della Kidman, sapientemente diretti da un uomo che ha dato al cinema la propria vita, e che in quest'ultimo capitolo ha voluto di nuovo portare in scena la propria visione del mondo, il suo modo di vivere i film con la passione (in questa occasione è proprio il caso di dirlo) e con la foga di un genio.
Il giallo scaturito dall'omicidio della donna è solo un pretesto, poichè quello che Kubrick vuole comunicarci traspare subito dalla festa iniziale, quella del ballo, quando i due coniugi cominciano il loro gioco di eccitante perversione. E' come se ogni rivelazione dovesse portare ad una fase successiva di questo viaggio attraverso l'inconscio, essendo ogni rivelazione generata dalla volontà di accrescere la gelosia del partner. E la notte intensamente vissuta da Cruise ci porta verso la risoluzione dell'enigma, in particolare la rivelazione della bellissima, e nuda, donna mascherata, incontrata nella villa delle orge, che cerca di avvertire Cruise del suo essere fuori luogo in quel girone dell'inferno. Continue tentazioni che sembrano indotte dal demonio, stimolate oltretutto dalle fantasie della moglie per il giovane ufficiale, tentazioni mortali, perchè se Cruise avesse fatto l'amore con quella prostituta avrebbe contratto l'AIDS, tentazioni alle quali bisogna resistere, anche se la vita coniugale appare di per sè grigia e noiosa (e Kubrick non si perita nel mostrarla in tutta la sua freddezza), per il bene di chi ci sta accanto, per il bene dei nostri figli. Una critica molto forte di un Kubrick "schifato" dalla monotonia della vita di coppia, un thriller erotico animato dalle musiche e dalle lente carrellate che ci tengono incollati allo schermo fino all'epilogo, fino all'ultima frase pronunciata dalla Kidman, che racchiude in sè l'intero senso del film.
[-]
[+] interpretazione di cruise magistrale???
(di gianni)
[ - ] interpretazione di cruise magistrale???
[+] caro simone.......................
(di weach)
[ - ] caro simone.......................
|
|
|
[+] lascia un commento a simone tognarelli »
[ - ] lascia un commento a simone tognarelli »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paolo 67
|
lunedì 28 maggio 2012
|
kubrick all'ennesima potenza
|
|
|
|
Chi può fare un film mitico ancora prima di uscire? Il film è una storia d'amore, parla di vita familiare. Kubrick è un moralista, ma di immensa onestà intellettuale, capace di portare una sfida alle stesse idee di moralità. La recitazione della affascinante Kidman, di grande intensità, è una delle cose che rende EYES WIDE SHUT forse il film più positivo del regista. Elegante, inquietante, stimolante, irrita o entusiasma secondo i gusti come le prime opere di Godard (specie la straordinaria versione originale de IL DISPREZZO, coll'uso pop dei colori), a conferma dello sperimentalismo a cui Kubrick non ha mai rinunciato: un film ricchissimo.
[+]
Chi può fare un film mitico ancora prima di uscire? Il film è una storia d'amore, parla di vita familiare. Kubrick è un moralista, ma di immensa onestà intellettuale, capace di portare una sfida alle stesse idee di moralità. La recitazione della affascinante Kidman, di grande intensità, è una delle cose che rende EYES WIDE SHUT forse il film più positivo del regista. Elegante, inquietante, stimolante, irrita o entusiasma secondo i gusti come le prime opere di Godard (specie la straordinaria versione originale de IL DISPREZZO, coll'uso pop dei colori), a conferma dello sperimentalismo a cui Kubrick non ha mai rinunciato: un film ricchissimo. Da vecchia volpe sofisticata della fotografia egli sfoggia un incredibile virtuosismo estetico nell'uso dei colori, forti, potenti, eppur naturali, e trasfigura la realtà attraverso l'onirismo del cinema nell'ambiguità del sogno. Lungo, ma non noioso, estremamente intellettuale eppure piacevole e divertente, anche commerciale (saggiamente Kubrick sceglie delle star), Kubrick cammina sul filo del rasoio tra tragedia e ridicolo e presenta anche (a conferma della conflittuale ma mai rinnegata parentela umana e artistica del regista colla vecchia mitteleuropa) risvolti di pompa, oltre alla solita corrosiva satira. Ancora una volta con Kubrick lo spettatore è invitato a un viaggio nel suo profondo animale. Come Hitchcock Kubrick vedeva l'uomo come un depravato. Qualcosa richiama l'atmosfera di SHINING. Come quest'ultimo, richiede certo più di una visione per essere pienamente apprezzato.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paolo 67 »
[ - ] lascia un commento a paolo 67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
riccardo-87
|
lunedì 17 ottobre 2011
|
il capovolgimento del tema della maschera
|
|
|
|
La maschera che cela il vero; lo spettacolo come ciò che nasconde la realtà; il sogno che si contrappone alla veglia e conseguentemente al mondo del reale. Tutto questo si ritrova sistematicamente rovesciato da Kubrick in “eyes wide shut”, capolavoro senza tempo. Nell’ultimo film della sua straordinaria produzione cinematografica, che ha visto il regista attraversare con successo pressoché tutti i generi cinematografici, kubrick mette in scena le ossessioni – e più nello specifico l’ossessione sessuale – celate della società, le quali rappresentano la sua vera essenza costitutiva.
Kubrick parla del disvelamento del vero volto della società rovesciando però i termini : la maschera, invece di celare, rivela; lo spettacolo che si manifesta nelle scene della villa coincide con il vero io dei suoi protagonisti, mentre il falso appare darsi nella vita quotidiana, nella vita -apparentemente- reale.
[+]
La maschera che cela il vero; lo spettacolo come ciò che nasconde la realtà; il sogno che si contrappone alla veglia e conseguentemente al mondo del reale. Tutto questo si ritrova sistematicamente rovesciato da Kubrick in “eyes wide shut”, capolavoro senza tempo. Nell’ultimo film della sua straordinaria produzione cinematografica, che ha visto il regista attraversare con successo pressoché tutti i generi cinematografici, kubrick mette in scena le ossessioni – e più nello specifico l’ossessione sessuale – celate della società, le quali rappresentano la sua vera essenza costitutiva.
Kubrick parla del disvelamento del vero volto della società rovesciando però i termini : la maschera, invece di celare, rivela; lo spettacolo che si manifesta nelle scene della villa coincide con il vero io dei suoi protagonisti, mentre il falso appare darsi nella vita quotidiana, nella vita -apparentemente- reale.
Il vero spettacolo dunque non è la sorta di “rappresentazione teatrale” che si svolge nella villa ma quello che le persone vivono quotidianamente. Alla festa orgiastica della villa, protetti dalla maschera, le persone rivelano la loro vera identità, e la maschera altro non è che il vero volto delle persone.
Tuttavia la maschera rappresenta anche la sostanziale uguaglianza che tutti accomuna, spesso condannata dalla morale comune con il nome di peccato, depravazione e ossessione sessuale: non importa il volto dietro la maschera, poiché le nostre più intime pulsioni, schopenhauerianamente parlando, ci accomunano in un unico volto (la maschera appunto), e distruggono ogni parvenza di senso morale – che altro non è per Kubrick se non finzione.
Se dunque siamo soliti a tendere all’omologazione secondo la spinta della moda, della morale del costume e più in generale di quello spettacolo artificiale in cui ci troviamo heideggerianamente “gettati” al momento della nostra nascita, non diversamentestanno le cose al di là dello spettacolo, in quello che si potrebbe definire Dostoevskijanamente “il regno del sottosuolo”.
Interessante è anche la dicotomia sonno/veglia – dicotomia su cui gioca il titolo stesso, “gli occhi aperti chiusi” - anch’essa magistralmente rovesciata da Kubrick: il sogno è la verità, rappresentante il viaggio interiore-esteriore di colui che perviene ad un piano al di là dell’apparenza, a cui invece si ferma chi si attiene ala realtà quitidiana, sogno dal quale però ci si deve infine necessariamente svegliare.
In “Eyes wide shut” la figura del protagonista è marginale, si limita ad essere semplice osservatore e spettatore, mentre la centralità si sposta sul sollevamento di quel velo ipocrita di cui si ammanta la società e che funge come una sorta di sipario calato sulla sua vera essenza.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a riccardo-87 »
[ - ] lascia un commento a riccardo-87 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fedson
|
martedì 19 febbraio 2013
|
esperimento "psico-erotico" del maestro
|
|
|
|
L'ultimo film del maestro si compone di un'opera enigmatica quanto complessa, la cui struttura rende difficile una collocazione precisa del film stesso, anche se, personalmente, penso che Kubrick abbia fatto un mix tra il thriller e l'erotico. Erotico, in quanto "Eyes Wide Shut" è un vero e proprio studio profondo dei comportamenti dell'essere umano nei confronti della posizione matrimoniale e del suo attaccamento, così naturale quanto artificiale (e qusto Kubrick lo mostra chiaramente con la festa in maschera che sembra rappresentare "un'orgia artificiale), al sesso. I percorsi dei due protagonisti (Cruise e Kidman) vengono rappresentati separatamente, per lo meno all'apparenza, e insieme (mentre Bill va alla festa in maschera, entrando in un vero caos erotico, la moglie è immersa completamente nel suo sogno erotico che poi racconterà al marito); il che ci fa pensare quanto può essere sostanziale ed indispensabile all'uomo una cosa, così curiosa quanto sinistra ed ossessiva, come il sesso.
[+]
L'ultimo film del maestro si compone di un'opera enigmatica quanto complessa, la cui struttura rende difficile una collocazione precisa del film stesso, anche se, personalmente, penso che Kubrick abbia fatto un mix tra il thriller e l'erotico. Erotico, in quanto "Eyes Wide Shut" è un vero e proprio studio profondo dei comportamenti dell'essere umano nei confronti della posizione matrimoniale e del suo attaccamento, così naturale quanto artificiale (e qusto Kubrick lo mostra chiaramente con la festa in maschera che sembra rappresentare "un'orgia artificiale), al sesso. I percorsi dei due protagonisti (Cruise e Kidman) vengono rappresentati separatamente, per lo meno all'apparenza, e insieme (mentre Bill va alla festa in maschera, entrando in un vero caos erotico, la moglie è immersa completamente nel suo sogno erotico che poi racconterà al marito); il che ci fa pensare quanto può essere sostanziale ed indispensabile all'uomo una cosa, così curiosa quanto sinistra ed ossessiva, come il sesso. L'omicidio di mezzo, la morte della prostituta per overdose (overdose "di sesso", forse?), la festa in hotel, le maschere (forse usate anche per simboleggiare il "travestimento" come gioco del sesso?), sono chiavi che il maestro usa per aprire all'uomo la sua visione meschina, angosciosa e pericolosa, del sesso, del matrimonio e dei collegamenti tra questi. I sogni (o gli incubi) erotici, di fatto, sono le manifestazioni che l'inconscio presenta ai protagonisti (specie alla moglie, chiave di qualsiasi sogno erotico di ogni marito fedele al matrimonio, ma che si ritrova "vittima" della sua stessa importanza nell'ambito sessuale e matrimoniale). Che dire, Kubrick è sempre stato un maestro a narrare completamente la mente umana in tutti i suoi aspetti, da quello storico a quello erotico; facendo si sé stesso un regista a tutto punto, di grandissimo rispetto e di uno stile più unico che raro. Non è certamente il miglior film di Kubrick, ma è senz'altro uno dei più angosciosi ed enigmatici. Narrativamente intrigante e curiosa, l'ultima opera kubrickiana.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fedson »
[ - ] lascia un commento a fedson »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paolo 67
|
giovedì 15 dicembre 2011
|
fidelio 1999
|
|
|
|
L'amore di Kubrick per Beethoven dimostra una similitudine con la rigorosa moralità di quel genio attraverso un'appassionata esaltazione della libertà dell'amore (che significa anche rinuncia e sacrificio) rispetto alla schiavitù del male e del peccato (e il suo riflesso politico del sistema tirannico). Kubrick continua l'opera dei grandi moralisti del passato cercando di mantenersi fermo e lucido di fronte alle tenebre, all'abisso, alla desolazione, come Beethoven esprimeva nelle sue sinfonie l'imperativo morale -di derivazione Kantiana- di piegare le cieche forze del fato attraverso la ragione. "Eyes wide shut" rappresenta come e meglio di tutti i film precedenti la filosofia di Kubrick: per imparare a guardare, per capire i veri valori della vita bisogna passare attraverso lo smarrimento(un tema simile a quello de "La dolce vita" e il "Satyricon" di Fellini, di cui in fondo questo film rappresenta una versione), per prendere coscienza e comprendere più a fondo la verità.
[+]
L'amore di Kubrick per Beethoven dimostra una similitudine con la rigorosa moralità di quel genio attraverso un'appassionata esaltazione della libertà dell'amore (che significa anche rinuncia e sacrificio) rispetto alla schiavitù del male e del peccato (e il suo riflesso politico del sistema tirannico). Kubrick continua l'opera dei grandi moralisti del passato cercando di mantenersi fermo e lucido di fronte alle tenebre, all'abisso, alla desolazione, come Beethoven esprimeva nelle sue sinfonie l'imperativo morale -di derivazione Kantiana- di piegare le cieche forze del fato attraverso la ragione. "Eyes wide shut" rappresenta come e meglio di tutti i film precedenti la filosofia di Kubrick: per imparare a guardare, per capire i veri valori della vita bisogna passare attraverso lo smarrimento(un tema simile a quello de "La dolce vita" e il "Satyricon" di Fellini, di cui in fondo questo film rappresenta una versione), per prendere coscienza e comprendere più a fondo la verità. La scena dell'orgia, come ha rivelato il cosceneggiatore Frederic Raphael,è parzialmente ispirata a una festa organizzata in Vaticano da Cesare Borgia (a cui erano presenti la sorella Lucrezia e suo padre, papa Alessandro VI,) il 31 ottobre 1501 (dissolutezze denunciate all'epoca da Girolamo Savonarola e raccontate da Walerian Borowczyk nel quarto episodio dei "Racconti immorali"). Ma è anche un'allegoria che si presta a molte interpretazioni, che conoscendo Kubrick vanno oltre le convenzionali letture politiche su cui puntualmente si discute da più di dieci anni: essa, in quanto proiezione dell'inconscio, è senza tempo e luogo, storicamente indefinita. Certamente vi si possono riconoscere antichi rituali pagani, la magia e il mito, oltre a una nuova messa in causa di Kubrick dello spettacolo (e della stessa pornografia) e della sua funzione rituale. Il protagonista (e lo spettatore) in un viaggio ai propri inferi si trova di fronte al mistero, come le scimmie nel prologo di "2001" e l'astronauta prima della rinascita (sotto forma, riproposta in chiava metafisica e universale, dell'esito di quell'atto richiesto dalla moglie nella parola finale). Come in Fellini, lo sguardo di Kubrick sulla volgarità e l'abominio di un mondo in cui tutto si disfa è atterrito e sgomento: anche le lolite sono inquietanti, comunicano un senso di orrore, hanno qualcosa di pietrificato, la bellezza seriale (allusione moralistica che già compariva in "Lolita", col campeggio delle ragazze in qualche modo "oggetti" a disposizione) di bambole di porcellana. In un film denso quant'altri mai a livello cromatico, a esprimere nel colore puro il piacere ludico, polo opposto e faccia nascosta della concettualità con cui costituisce l'unità dell'opera kubrickiana, si nota la diffusione del rosso , che non è solo il colore del peccato, ma anche quello del sangue (simbolo metafisico e scandaloso -in quanto quello che doveva restare "dentro"- centrale in "Shining"), e un riferimento alla bandiera degli Stati Uniti d'America, il paese natale e culturale di Kubrick nonostante l'esilio volontario da tanti anni e in cui nonostante le critiche e le disapprovazioni non aveva smesso di credere.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paolo 67 »
[ - ] lascia un commento a paolo 67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jacopo b98
|
mercoledì 1 maggio 2013
|
eyes wide shut di kubrik - capolavoro
|
|
|
|
Il dottor Harford (Cruise) è sposato con la moglie (Kidman) da nove anni, sono piuttosto benestanti, hanno una bambina di sette anni e sono felici. Ma quando ognuno rivelerà i propri oscuri desideri sessuali, per entrambi inizierà un viaggio erotico che nessuno potrà fermare. Ispirato al breve romanzo Traumnovelle, in italiano Doppio sogno, di Arthur Schnitzler, è l’ultimo film di Kubrik, che morirà d’infarto a soli settant’anni a riprese appena terminate. Fu infatti terminato dall’amico Spielberg, che però si sospetta non sia riuscito ad interpretare e mettere in scena correttamente il finale della complessa sceneggiatura del regista e Frederic Raphael.
[+]
Il dottor Harford (Cruise) è sposato con la moglie (Kidman) da nove anni, sono piuttosto benestanti, hanno una bambina di sette anni e sono felici. Ma quando ognuno rivelerà i propri oscuri desideri sessuali, per entrambi inizierà un viaggio erotico che nessuno potrà fermare. Ispirato al breve romanzo Traumnovelle, in italiano Doppio sogno, di Arthur Schnitzler, è l’ultimo film di Kubrik, che morirà d’infarto a soli settant’anni a riprese appena terminate. Fu infatti terminato dall’amico Spielberg, che però si sospetta non sia riuscito ad interpretare e mettere in scena correttamente il finale della complessa sceneggiatura del regista e Frederic Raphael. È un affascinante viaggio psicosessuale nella vita di una coppia apparentemente normale, un inquietante avventura attraverso gli effetti collaterali del sesso che non è amore, ma pura passione incontrollata. Nel film l’erotismo è controllato, e alcune scene di nudo, di sesso e di orgia non hanno alcun erotismo: il regista ha spogliato il sesso del suo senso per trasformarlo in qualcosa di sconvolgente. I due protagonisti sfogano le loro passioni in modo diverso: lei soltanto in modo onirico, e quello che ha sognato ci viene solo raccontato, lui invece sia nella realtà che nei sogni, anche se non è mai chiaro quando quello che si vede sia realtà o quando immaginazione. Kubrik osserva, oggettivo, documenta con carrellate lunghe e veloci. È il film più politico del regista, un film che trasuda denaro, differenze di classe, ricchezza… Kubrik crea un film complesso e difficile, forse il più inquietante della sua carriera, e neppure con la sua eccezionale messa in scena, fatta di carrellate veloci e zoom, arricchite dalle straordinarie scenografie di Leslie Tomkins e Roy Walker e dalla fotografia di Larry Smith, riesce a dare una plausibile spiegazione a tutte le scene (ma voleva farlo?) e lascia aperti dei dubbi: la ragazza all’obitorio è la stessa che lo permette di salvarsi dall’orgia notturna? Che cosa le è successo per la sua scelta di difendere il dottore? È un film misterioso che pone delle domande a cui lo spettatore non riesce a dare risposta (o non vuole?). Tuttavia la potenza della regia, le interpretazioni degli attori (bravi anche i due protagonisti, testimonianza che Cruise, se spronato da un bravo regista, sa recitare) e alcune scene magistrali, su tutte l’orgia nel palazzo settecentesco, riescono a convincere spettatore e critico, seppur il livello non sia quello di alcuni capolavori del passato. Interessante la scena in cui Harford va a restituire il costume e vede i due uomini che stavano facendo l’orgia con la figlia del venditore e alla domanda “Ma non ce l’aveva con loro ieri sera?” il negoziante risponde: “Beh, tutto cambia.”. Finale geniale, molto ironico e totalmente negativo, come in tutta la carriera del regista. Comunque un degno epilogo per la carriera del (probabilmente) più grande cineasta di ogni tempo. Il venditore di giornali dell’edicola è Emilio d’Alessandro, autista e domestico per oltre trent’anni del regista.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a jacopo b98 »
[ - ] lascia un commento a jacopo b98 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|