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claire
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sabato 21 febbraio 2009
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intelligente e vero
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Questo è NEOREALISMO!Si certo Monicelli, De sica, Risi, Zavattini e gli altri sono irraggiungibili ma bisogna anche sforzarsi di apprezzare ciò che si ha.Trovo che questo film sia ben strutturato, racconti la vita di un ragazzo come tanti che (proprio come succedeva ai protagonisti degli storici film neorealisti)si ritrova ad essere ciò che la società lo spinge ad essere,inevitabilmente, ma mantiene la sua identità, le sue idee.Ironico,vero e intelligente.Poi,il dialetto toscano rende tutto più divertente:) Davvero bello!
Ah, e anche qui (forse più che mai) Nicoletta Braschi,perfetta nel suo ruolo, ha dimostrato di essere brava ed emozionante!Alla faccia di tutti quelli che la criticano!:)
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giuseppe th. dreyer
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venerdì 1 maggio 2009
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prodotto affabile e godibile.
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Rimaneggiato il film dopo una visione adolescenziale si capisce qualcosa in più. Se al cinema italiano l'eredità del periodo neorealista pesa tutt'ora e lascia segni vividi nella produzione nazionale questo film, che pur ne fa parte a tutti gli effetti, è una piacevole eccezione. Virzì confeziona un film godibile, non trascendale ma che si presenta come un ora e mezzo di intrattenimento leggero con tutte gli espedienti di una sceneggiatura affabile e costruita per il piacere del pubblico. La parabola dell'inserimento dell'individuo nella società è rappresentata bene, con il giusto ritmo e con lo stile di virzì semplice e pulito. I protagonisti guardano in macchina e parlano con lo spettatore per ricordarci che se pur il film da uno spaccato della società italiana siamo sempre al cinema luogo di finzione ed intrattenimento.
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Rimaneggiato il film dopo una visione adolescenziale si capisce qualcosa in più. Se al cinema italiano l'eredità del periodo neorealista pesa tutt'ora e lascia segni vividi nella produzione nazionale questo film, che pur ne fa parte a tutti gli effetti, è una piacevole eccezione. Virzì confeziona un film godibile, non trascendale ma che si presenta come un ora e mezzo di intrattenimento leggero con tutte gli espedienti di una sceneggiatura affabile e costruita per il piacere del pubblico. La parabola dell'inserimento dell'individuo nella società è rappresentata bene, con il giusto ritmo e con lo stile di virzì semplice e pulito. I protagonisti guardano in macchina e parlano con lo spettatore per ricordarci che se pur il film da uno spaccato della società italiana siamo sempre al cinema luogo di finzione ed intrattenimento. Godard insegna.
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gianni lucini
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mercoledì 12 ottobre 2011
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gabbriellini, un protagonista scelto in spiaggia
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Gran parte degli interpreti utilizzati da Paolo Virzì per dare voce e corpo ai suoi personaggi sono alla prima esperienza davanti alla macchina da presa. Per alcuni di loro, scovati dal regista anche nelle vie e nelle strade che fanno da sfondo alla vicenda filmica, resterà anche l’unica. Per altri, invece, segna l’inizio di una fortunata carriera nel mondo dello spettacolo. Tra questi c’è Edoardo Gabbriellini, destinato a farsi onore anche come autore e regista. Il suo film B.B. e il cormorano, viene presentato con buon successo al Festival di Cannes del 2003. Tutto comincia però con Ovosodo. Così racconta lo stesso Gabbriellini l’inizio della sua avventura «Mi ha trovato Paolo Virzì su una spiaggia e mi ha chiesto di fare Piero nel suo film Ovosodo.
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Gran parte degli interpreti utilizzati da Paolo Virzì per dare voce e corpo ai suoi personaggi sono alla prima esperienza davanti alla macchina da presa. Per alcuni di loro, scovati dal regista anche nelle vie e nelle strade che fanno da sfondo alla vicenda filmica, resterà anche l’unica. Per altri, invece, segna l’inizio di una fortunata carriera nel mondo dello spettacolo. Tra questi c’è Edoardo Gabbriellini, destinato a farsi onore anche come autore e regista. Il suo film B.B. e il cormorano, viene presentato con buon successo al Festival di Cannes del 2003. Tutto comincia però con Ovosodo. Così racconta lo stesso Gabbriellini l’inizio della sua avventura «Mi ha trovato Paolo Virzì su una spiaggia e mi ha chiesto di fare Piero nel suo film Ovosodo. Mi pagavano il viaggio e l'albergo: ho accettato e mi è piaciuto».
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fierror
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giovedì 7 luglio 2011
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bel film alla livornese
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La storia raccontata è realisctica per questo avvincente,perchè lo spettatore può rispecchiarsi in essa,Piero è un ragazzo con i suoi problemi e le sue esperienze,bello vedere lo svolgersi della sua gioventù.
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