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lenin
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giovedì 5 aprile 2007
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una risata vi salverà
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Questa volta i terribili fratellini Coen hanno deciso di rovesciare il loro cinismo in corrosiva ironia sul mondo. Già in Arizona Junior ci avevano mostrato la loro vena dissacrante e comica, ma qui si superano. L'identità Lebonskiana verte su idealtipi umani antitetici (il magnate e lo spiantato) dove il secondo, con la sua slow life, la sua anarchia postmoderna, stravince sul primo. In tempi di capitalismo selvaggio non è poco. Allo stesso modo, i comprimari di entrambi rafforzano la dicotomia: immorali e perversi gli uni, simpaticissimi e generosi gli altri. In mezzo una girandola di personaggi e situazioni irresistibili capaci di suscitare ilarità come pochi.
Un ritratto spietato della decadence dell'Occidente ma con uno spirito grottesco e con l'indicazione di vivere la corsa verso l'apocalisse con saggia e salomonica indifferenza, ridendo di chi ci trascina verso l'abisso con ineluttabile stupidità.
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Questa volta i terribili fratellini Coen hanno deciso di rovesciare il loro cinismo in corrosiva ironia sul mondo. Già in Arizona Junior ci avevano mostrato la loro vena dissacrante e comica, ma qui si superano. L'identità Lebonskiana verte su idealtipi umani antitetici (il magnate e lo spiantato) dove il secondo, con la sua slow life, la sua anarchia postmoderna, stravince sul primo. In tempi di capitalismo selvaggio non è poco. Allo stesso modo, i comprimari di entrambi rafforzano la dicotomia: immorali e perversi gli uni, simpaticissimi e generosi gli altri. In mezzo una girandola di personaggi e situazioni irresistibili capaci di suscitare ilarità come pochi.
Un ritratto spietato della decadence dell'Occidente ma con uno spirito grottesco e con l'indicazione di vivere la corsa verso l'apocalisse con saggia e salomonica indifferenza, ridendo di chi ci trascina verso l'abisso con ineluttabile stupidità.
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[+] i am the walrus
(di grianti)
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gianpaolo
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martedì 31 maggio 2005
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l'america
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Attraverso una sceneggiatura da applausi, i geniali "Coen",..ci offrono un memorabile affresco nichilista.
Strepitosa la caratterizzazione dei personaggi,...soprattutto quelle del belligerante -Goodman, e dell'accidioso-Bridges,...due entità obsolete,.."prodotte" e "vomitate" dal sistema, le quali per certi versi rappresentano l'effetto collaterale del cosidetto "sogno-americano"..essendone loro stessi le inconsapevoli "vittime".
[+] drugo
(di g)
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(di filobus)
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pinous
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mercoledì 19 settembre 2001
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lebowski, un grande davvero!
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Una palla da bowling che rotola su se stessa, l’idea della circolarità, questa la struttura del film, cerchio i cui raggi convergono verso un centro, Drugo.
Attorno a lui si delineano personaggi e situazioni da caleidoscopio, sequenze oniriche iperboliche, nichilisti veri o presunti.
Drugo è un perdente, un perdigiorno, “ forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles e quindi di tutto il mondo “.
Una sera si ritrova degli scagnozzi a casa che esigono denaro da Lebowski, ma lui è Drugo, non Lebowski.
Classico errore d’identità che da il là alla vicenda. Il nostro potrebbe sorvolare sull’accaduto, tenersi il suo tappeto violato dall’urina di uno dei suoi assalitori, ma preferisce invece agire, cercare di riparare al torto, presentandosi presso l’uomo per il quale era stato scambiato ed esigendo da lui un tappeto nuovo.
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Una palla da bowling che rotola su se stessa, l’idea della circolarità, questa la struttura del film, cerchio i cui raggi convergono verso un centro, Drugo.
Attorno a lui si delineano personaggi e situazioni da caleidoscopio, sequenze oniriche iperboliche, nichilisti veri o presunti.
Drugo è un perdente, un perdigiorno, “ forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles e quindi di tutto il mondo “.
Una sera si ritrova degli scagnozzi a casa che esigono denaro da Lebowski, ma lui è Drugo, non Lebowski.
Classico errore d’identità che da il là alla vicenda. Il nostro potrebbe sorvolare sull’accaduto, tenersi il suo tappeto violato dall’urina di uno dei suoi assalitori, ma preferisce invece agire, cercare di riparare al torto, presentandosi presso l’uomo per il quale era stato scambiato ed esigendo da lui un tappeto nuovo.
Ed è l’unica vera iniziativa di Drugo in tutto il film, forse in tutta la sua vita, la stessa che lo porterà a prender botte a destra e a manca, a ritrovarsi con l’auto sfasciata, ad essere cercato da tutti, perché tutti sembrano volere qualcosa da lui.
Lo accompagnano quali co-protagonisti il duro Walter, autore di continui, ossessivi collegamenti tra il presente ed il Vietnam, e Donny, sempre fuoriluogo con le sue domande, puntualmente zittito, cha alla fine resterà vittima di un infarto durante una rissa.
Forse i Coen vogliono dirci che tutto sommato è meglio prendere le cose come vengono, senza affannarsi, per cosa poi, solo per un “tappeto che dava tono all’ambiente “.
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esaminatore
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mercoledì 22 aprile 2009
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i maghi della sceneggiatura
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prima di lasciare un commento a questo film vorrei dire quanto poco contino gli oscar al fine di di giudicare un film, questo capolavoro è stato completamente ignorato dall'accademy nel febbraio 1999.
consiglio a tutti gli amanti del buon cinema questo film dalla sceneggiatura superba e dalla bellissima interpretazione da parte di Jeff Bridges ma soprattutto di John Goodman, qui in un incredibile prova d'attore,ma anche gli spettacolari camei di quel genio di JOhn Turturro.
La storia narrata qui è la vicenda di Jeffrey "drugo" Lebowski (The Dude nella versione americana e corretta) e dei suoi assurdi amici e di come questi ultimi aiutino il Drugo ad uscire da un incredibile situazione generata da un grossolano errore di scambio di persona, il tutto muovendosi in una Los Angeles descritta con una bella vena poetica.
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prima di lasciare un commento a questo film vorrei dire quanto poco contino gli oscar al fine di di giudicare un film, questo capolavoro è stato completamente ignorato dall'accademy nel febbraio 1999.
consiglio a tutti gli amanti del buon cinema questo film dalla sceneggiatura superba e dalla bellissima interpretazione da parte di Jeff Bridges ma soprattutto di John Goodman, qui in un incredibile prova d'attore,ma anche gli spettacolari camei di quel genio di JOhn Turturro.
La storia narrata qui è la vicenda di Jeffrey "drugo" Lebowski (The Dude nella versione americana e corretta) e dei suoi assurdi amici e di come questi ultimi aiutino il Drugo ad uscire da un incredibile situazione generata da un grossolano errore di scambio di persona, il tutto muovendosi in una Los Angeles descritta con una bella vena poetica.
Probabilmente i coen al loro massimo di comicità e di visionarietà e forse anche di creatività perchè qui sono riusciti a creare un personaggio di cui è impossibile non innamorarsi e invidiare nonostante tuttoche gli succeda.
Il tutto supportato da una bellissima colonna sonora che incarna in tutto e per tutto lo spirito spensierato e goliardico del film.
Dopo la pioggia di nomination agli oscar e le due statuette vinte(1996), i coen ci mostrano ancora una volta come nonostante tutto siano stati ancora sottovalutati almeno fino all'anno scorso.BUONA VISIPONE
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alex41
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venerdì 4 giugno 2010
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il più divertente film dei coen
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Imprevedibile, grottesco, divertente, teatrale, demenziale, tutto questo è il Grande Lebowski, una delle strorie più travolgenti firmato dai fratelli Coen. Dopo il thriller Fargo, il road movie Arizona Junior e il gangster movie Crocevia Della Morte, ecco il loro film più divertente, in molti punti volgare, ma con una sceneggiatura spettacolare sullo sfondo del comico. I personaggi poi sono uno più fantastico dell'altro: Jeff Bridges è Drugo, uno hippie stralunato, pigro e eccentrico, il protagonista della storia; John Goodman è Walt: cinico, fanatico del vietnam e delle regole di guerra, ma con un cuore d'oro; Steve Buscemi è Donny, il "buffo" amico dei due, preso di mira da Walt per la sua "debolezza" (ma è da ricordare che anche qui Buscemi fa una grande interpretazione, mentre in Fargo fa il duro - e vedete la differenza? Incredibile!).
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Imprevedibile, grottesco, divertente, teatrale, demenziale, tutto questo è il Grande Lebowski, una delle strorie più travolgenti firmato dai fratelli Coen. Dopo il thriller Fargo, il road movie Arizona Junior e il gangster movie Crocevia Della Morte, ecco il loro film più divertente, in molti punti volgare, ma con una sceneggiatura spettacolare sullo sfondo del comico. I personaggi poi sono uno più fantastico dell'altro: Jeff Bridges è Drugo, uno hippie stralunato, pigro e eccentrico, il protagonista della storia; John Goodman è Walt: cinico, fanatico del vietnam e delle regole di guerra, ma con un cuore d'oro; Steve Buscemi è Donny, il "buffo" amico dei due, preso di mira da Walt per la sua "debolezza" (ma è da ricordare che anche qui Buscemi fa una grande interpretazione, mentre in Fargo fa il duro - e vedete la differenza? Incredibile!). A questi qua si aggiungono anche i personaggi secondari, straordinari: Julianne Moore è la bellissima figlia del signor Lebowski, amante del sesso e che considera l'accoppiamento come un arte; John Turturro è Jesus, un giocatore di bowling gay e pedofilo (nel film compare poco, ma la sua interpretazione è fenomenale), e infine sono da ricordare anche i nichilisti, tra cui spiccano Flea (il bassista dei Red Hot Chili Peppers), e Peter Stormare (irriconoscibile). Il significato che nasconde il film sembra quasi una morale da fiaba, il film è un misto tra commedia e "film giallo", riguardo la storia della misteriosa valigia dei soldi. Grandioso film, battute indimenticabili, gag riuscite al massimo, personaggi meravigliosi, ambientazioni memorabili. Uno dei più grandi capolavori dei fratelli Coen. Per tutti.
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ash006
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domenica 23 settembre 2007
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commedia degli equivoci e noir assurdo: esplosivo
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Ha un che di rivoluzionario la storia di Jeffrey Lebowski (un grande Jeff Bridges), trascinato in una folle vicenda di soldi scomparsi, nichilisti incazzati, la figlia di un miliardario rapita (almeno in apparenza) e un produttore di film porno che rivuole quel denaro. A giudicare da queste situazioni (e mica è tutto) ci vorrebbe un supereroe. Ecco, "Drugo" (è così che tutti chiamano Jeffrey) è esattamente l'opposto: fricchettone, emblema estremo del single post-divorzio, menefreghista e fisicamente sciatto. Il nostro (non)eroe viene scambiato per il suddetto miliardario e, quando fallisce pateticamente una consegna ordinatagli da quest'ultimo, il motore della vicenda si avvia e prende immediatamente il decollo, giungendo a
risvolti improbabili e surreali.
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Ha un che di rivoluzionario la storia di Jeffrey Lebowski (un grande Jeff Bridges), trascinato in una folle vicenda di soldi scomparsi, nichilisti incazzati, la figlia di un miliardario rapita (almeno in apparenza) e un produttore di film porno che rivuole quel denaro. A giudicare da queste situazioni (e mica è tutto) ci vorrebbe un supereroe. Ecco, "Drugo" (è così che tutti chiamano Jeffrey) è esattamente l'opposto: fricchettone, emblema estremo del single post-divorzio, menefreghista e fisicamente sciatto. Il nostro (non)eroe viene scambiato per il suddetto miliardario e, quando fallisce pateticamente una consegna ordinatagli da quest'ultimo, il motore della vicenda si avvia e prende immediatamente il decollo, giungendo a
risvolti improbabili e surreali.
L'operazione effettuata dai geniali fratelli Coen sembra essere quella di prendere un degno copione giallo-noir (come può essere Fargo) e trasformarlo in una commedia degli equivoci, demenziale e scorretta. Partendo proprio dal protagonista, Drugo è definito dalla voce narrante "il più pigro della contea di Los Angeles". Difatti non agisce per riottenere i soldi scomparsi e per imporre agli aguzzini la sua vera identità (casomai re-agisce) e, paradossalmente, è grazie alla sua non-volontà se le cose bene o male si sistemeranno.
Nell'"impresa" viene aiutato dai suoi amici Walter (John Goodman, eccezionale) e Donnie (Steve Buscemi). Non si spiega come un veterano di guerra, fanatico del suo rango oltre ogni dire (il primo) e uno sfigato timido e introverso (il secondo) possano essere così legati a uno come Drugo; ci si crede e basta. Questa è anche la formula su cui verte la folgorante comicità dei Coen: tutt'altro che costruita, nasce spontaneamente, spesso data dalla totale assurdità della situazione, creata dalla presenza forzata delle personalità "estreme" di Walter e Drugo in situazioni delicate; proprio la pienezza e la coerenza dei personaggi generano ilarità anche semplicemente da affermazioni in altri contesti normali.
Il tocco dei registi del Minnesota traspare anche registicamente. Parlano da sole sequenze come quella "descrittiva" dei titoli di testa o, soprattutto, quelle oniriche e surreali dei sogni di Drugo. Dove la sua sfrenata passione per il bowling potrebbe anche passare al di qua dello schermo.
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[+] errata corrige
(di anonimo222721)
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reservoir dogs
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martedì 28 dicembre 2010
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un mondo grottesco
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Jeffrey Lebowski (Bridges) , il Drugo, viene "assunto" a suo malgrado dal suo omonimo (Huddleston) che gli ha fatto rovinare lo zerbino da due sgherri di un regista di porno (Gazzara).
Il Drugo dovrà improvvisarsi intermediario per il riscatto del rapimento della giovane moglie del datore di lavoro.
Tra qualche partita di torneo e un pò di sesso con la figlia pittrice del suo omonimo (Moore), Drugo scoprirà che in realtà non è stato rapito nessuno.
Lebowski/Marlowe durante la sua ricerca della donna scomparsa giungerà alla conclusione che "la vita va presa come viene", perché è un mondo di gente grottesca (l'amico reduce del Vietnam (Goodman), il giocatore di bowling feticista (Turturro), i banditi nichilisti) che rappresenta in fondo l'assurdità della vita che con la sua "circolarità" ci insegna che se un'anima si spegne ce ne una subito pronta ad accendersi.
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Jeffrey Lebowski (Bridges) , il Drugo, viene "assunto" a suo malgrado dal suo omonimo (Huddleston) che gli ha fatto rovinare lo zerbino da due sgherri di un regista di porno (Gazzara).
Il Drugo dovrà improvvisarsi intermediario per il riscatto del rapimento della giovane moglie del datore di lavoro.
Tra qualche partita di torneo e un pò di sesso con la figlia pittrice del suo omonimo (Moore), Drugo scoprirà che in realtà non è stato rapito nessuno.
Lebowski/Marlowe durante la sua ricerca della donna scomparsa giungerà alla conclusione che "la vita va presa come viene", perché è un mondo di gente grottesca (l'amico reduce del Vietnam (Goodman), il giocatore di bowling feticista (Turturro), i banditi nichilisti) che rappresenta in fondo l'assurdità della vita che con la sua "circolarità" ci insegna che se un'anima si spegne ce ne una subito pronta ad accendersi.
La morale è quindi di godersela.
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giuli18
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lunedì 10 gennaio 2011
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i coen non deludono!
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Semplicemente geniale il capolavoro ironico dei fratelli Coen, a mio avviso uno dei migliori film della coppia. Un mix di attori eccellenti e la sapiente regia ci hanno regalato un eccezionale film con tanta ironia e allegria intelligente, non come i cinepanettoni volgari che ci propinano ogni anno in Italia. Questo film vuole prendere in giro l'America: non a caso i protagonisti sono "rifiuti della società" , Bridges, ex hippie figlio dei fiori, aiutato dalla sua innata pigrizia vive le giornate dormendo sul suo adorato tappeto e giocando a bowling, Goodman ( interpretazione fantastica!) è un ex del Vietnam e non perde occasione per narrare le sue gesta , egli è stato fortemente provato dall'avventura bellica tanto che , psichicamente ne porta ancora i segni, Buscemi è un mezzo ritardato.
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Semplicemente geniale il capolavoro ironico dei fratelli Coen, a mio avviso uno dei migliori film della coppia. Un mix di attori eccellenti e la sapiente regia ci hanno regalato un eccezionale film con tanta ironia e allegria intelligente, non come i cinepanettoni volgari che ci propinano ogni anno in Italia. Questo film vuole prendere in giro l'America: non a caso i protagonisti sono "rifiuti della società" , Bridges, ex hippie figlio dei fiori, aiutato dalla sua innata pigrizia vive le giornate dormendo sul suo adorato tappeto e giocando a bowling, Goodman ( interpretazione fantastica!) è un ex del Vietnam e non perde occasione per narrare le sue gesta , egli è stato fortemente provato dall'avventura bellica tanto che , psichicamente ne porta ancora i segni, Buscemi è un mezzo ritardato.Così da uno scambio di persona nascono una valanga di equivoci che vi porteranno a ridere a crepapelle, nonostante questo non è assolutamente da sottovalutare, anzi è un film che vuole e deve indurre a ragionare. Consiglio vivamente a tutti di vederlo!!
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fighter
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martedì 3 marzo 2009
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potere agli strampalati
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Storia di un uomo con un carattere molto particolare e "strampalato" che per una serie di strane circostanze si trova dover fronteggiare dei criminali in un giro di ricatti e denaro. Il personaggio (Lebowski detto il drugo)è un misto di simpatia e pigrizia che viene trascinato dagli eventi, differenziabili in due ambiti opposti: quelli relativi al rapporto coi criminali e quelli riguardanti le scenette con gli amici, tra una birra e una partita di bowling (che poi vedremo coincidere).
Film molto divertente, mai noioso. Tematiche non molto elevate anche se il finale fa molto riflettere sul modo di vivere la vita giorno per giorno, "così come essa si presenta", senza progetti o rimorsi.
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il grande lewboski
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lunedì 27 giugno 2011
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il drugo sa aspettare
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Ottimo film, divertente e ottime interpretazioni di jeff bridges e john goodman , un altro ottimo prodotto dei coen come non è un paese per vecchi, fargo e burton frink , anche se è migliore. Da morire dalle risate, solo per l'interpretazione di john goodman nel polemico reduce del vietnam walter è da vedere . Anche la narrazione dello straniero, i trip di lewboski, jesus,i nichilisti, fanno schiantare dalle risate . Film però oltre che alla comicità contiene un ottimo intrigo thriller/noir, con un finale che contiene anche un colpo di scene che può rattristare, anche se però riesce sempre a far ridere.Film non compreso quando uscì ,ma destinato a
diventare un classico.
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Ottimo film, divertente e ottime interpretazioni di jeff bridges e john goodman , un altro ottimo prodotto dei coen come non è un paese per vecchi, fargo e burton frink , anche se è migliore. Da morire dalle risate, solo per l'interpretazione di john goodman nel polemico reduce del vietnam walter è da vedere . Anche la narrazione dello straniero, i trip di lewboski, jesus,i nichilisti, fanno schiantare dalle risate . Film però oltre che alla comicità contiene un ottimo intrigo thriller/noir, con un finale che contiene anche un colpo di scene che può rattristare, anche se però riesce sempre a far ridere.Film non compreso quando uscì ,ma destinato a
diventare un classico. Dopo la fama che ha raggiunto il film è stato creato un festival in suo onore e una religione dedicata al drugo,il dudeismo, visto che alcuni ritengono che lui viva a quel modo, ovvero partite a bowling,fumare canne farsi acidi,ascoltare la musica(dai creedence clearwater revival a musica rilassanta) e bere white russian perchè ha raggiunto la pace interiore e cercone di imitare la sua vita per farlo anche loro. Alcune voci dissero che ci sarebbe stato un sequel, ma finora niente, ma come ho scritto sopra e come dice il forestiero nel finale il "drugo sa aspettare".
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