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general william mitchell
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mercoledì 17 febbraio 2010
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spazzatura in salsa spagnola
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Una trama scombinata e difficile da seguire .
Una masnada di personaggi di infimo profilo morale .
Recitazione nel complesso mediocre.
Nessun segno di genialità,Tarantino avrebbe realizzato molto di più sulla medesima sceneggiatura.
Sinceramente non comprendo il successo di siffatta pellicola !
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claudiorec
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mercoledì 16 settembre 2009
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grande francesca neri
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La migliore interpretazione di Francesca Neri che abbia mai visto. Imperdibile per i fan di Almodovar.
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teo '93
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lunedì 13 luglio 2009
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le tribolazioni della carne
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Un Almodovar geniale e provocante. Un maestro che tesse la sua tela di personaggi con uno sguardo psichedelico e sinuoso sulla loro realtà. “Carne tremula” costituisce probabilmente l’apoteosi della sua filmografia. Una sublime opera che spalanca agli occhi dello spettatore un universo la cui natura conturbante e morbosa è inevitabilmente intrecciata con la storia di un paese piegato per anni da un ingiustificabile totalitarismo. L’intreccio grottesco e onirico di questa vicenda sembra, perciò, lo specchio più diretto di una rivendicazione dalla soppressione e dall’imposizione. Come in tutti i film del regista anche in “Carne tremula” il passato ha un ruolo dominante; esso costituisce quasi un personaggio a sé stante nel film, pronto a riemergere in qualunque momento per sconvolgere e infrangere certezze, far riemergere i lati dell’animo più reconditi e oscuri.
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Un Almodovar geniale e provocante. Un maestro che tesse la sua tela di personaggi con uno sguardo psichedelico e sinuoso sulla loro realtà. “Carne tremula” costituisce probabilmente l’apoteosi della sua filmografia. Una sublime opera che spalanca agli occhi dello spettatore un universo la cui natura conturbante e morbosa è inevitabilmente intrecciata con la storia di un paese piegato per anni da un ingiustificabile totalitarismo. L’intreccio grottesco e onirico di questa vicenda sembra, perciò, lo specchio più diretto di una rivendicazione dalla soppressione e dall’imposizione. Come in tutti i film del regista anche in “Carne tremula” il passato ha un ruolo dominante; esso costituisce quasi un personaggio a sé stante nel film, pronto a riemergere in qualunque momento per sconvolgere e infrangere certezze, far riemergere i lati dell’animo più reconditi e oscuri. Ogni tentativo di fuggire da esso risulterà vano per ognuno dei personaggi. Un approccio, quindi, tremendamente pessimista sulla natura umana. Almodovar non condanna i suoi personaggi, né li giustifica, bensì li comprende, li osserva con umanità, mettendo in luce i loro lati più sconvolgenti con un cromatismo trascinante e impressionista (il rosso pervade genialmente ogni singola inquadratura) e con una pungente e frenetica colonna sonora.
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(di adriano lotito)
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adriano lotito
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lunedì 22 giugno 2009
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il poetico dominio delle passioni
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"Carne tremula", il titolo non è altro che il nome del vero protagonista del film: la carne fremente, le passioni e le ossessioni che fanno impazzire i cinque personaggi intorno a cui ruota la vicenda. Stilisticamente il film è un capolavoro: le riprese sono magistrali, le inquadrature rappresentano poeticamente e mai volgarmente le pulsioni che stravolgono i personaggi, la fotografia con un rosso vibrante è essa stessa parte della narrazione. Gli attori sono tutti perfetti nei loro ruoli ma una lode particalore merita la sublime Francesca Neri, davvero brava. Ragguardevole anche la tematica politica: il film si apre con la promulgazione delle leggi che limitava la libertà e i diritti civili sul finire del regime franchista e si chiude in un Paese in cui le tragedie non mancano ma la paura non c'è più.
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"Carne tremula", il titolo non è altro che il nome del vero protagonista del film: la carne fremente, le passioni e le ossessioni che fanno impazzire i cinque personaggi intorno a cui ruota la vicenda. Stilisticamente il film è un capolavoro: le riprese sono magistrali, le inquadrature rappresentano poeticamente e mai volgarmente le pulsioni che stravolgono i personaggi, la fotografia con un rosso vibrante è essa stessa parte della narrazione. Gli attori sono tutti perfetti nei loro ruoli ma una lode particalore merita la sublime Francesca Neri, davvero brava. Ragguardevole anche la tematica politica: il film si apre con la promulgazione delle leggi che limitava la libertà e i diritti civili sul finire del regime franchista e si chiude in un Paese in cui le tragedie non mancano ma la paura non c'è più. Due nascite, due epoche, nel mezzo l'eros e le passioni umane che sfuggono a ogni controllo della società.
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eli
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lunedì 19 gennaio 2009
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almodovar intenso
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Nessuno come Almodovar conosce così bene il cuore e la mente femminile. Ogni volta che vedo un suo film lui è al contempo ognuno delle donne che descrive, al punto che una donna nel guardare la proiezione scopre sempre qualcosa di se che non capiva o che ignorava prima.
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box
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giovedì 30 ottobre 2008
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i love pedro
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un film maturo e complesso, scevro di ogni vezzo acido e manierista, ma sempre attraversato da una corrente di humour nero alla Buñuel. Girato in Cinemascope, molto fisico e palpitante (che è la corretta traduzione del “trémula” originale) nella messinscena del piacere sessuale condiviso, è un melodramma geometrico che svaria dalla commedia alla tragedia, dal grottesco al noir, cromaticamente dominato dal rosso, ricco d'invenzioni e recitato benissimo, con una dimensione politica inedita nel regista.
Comuque ho atteso tutta la notte pensando che fosse un gran pornazzo, e alla fine mi sono sorbito questo melodramma geometrico alquanto fisico e palpitante!!!!
un consiglio? se volete masturbarvi guardate la grande abbuffata!!!!!
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alain.maestripieri
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sabato 5 luglio 2008
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intrecci di storie in una madrid democratica
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In una Madrid deserta e spettrale dei primi anni '70, nel periodo antecedente alla transizione spagnola, una giovane donna a bordo di un'autobus mette al mondo Victor, il protagonista. Al dì là del contenuto narrativo del film, Almodovar, in questa scena di apertura denuncia la situazione di forte oppressione in cui giaceva la Spagna sotto la dittatura di Francisco Franco. Il resto del film, che salta rispetto alla scena iniziale un'arco cronologico pari ad un ventennio, vede come set cinematografico una Madrid democratica, in cui si avverte un profondo spirito di libertà, di partecipazione alla vita internazionale, ( vedi anche il richiamo alle olimpiadi di barcellona 1992). Il protagonista, oramai ventenne non viene delineato molto inzialmente; la sua situazione tragica viene dipinta gradualmente nel corso del film.
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In una Madrid deserta e spettrale dei primi anni '70, nel periodo antecedente alla transizione spagnola, una giovane donna a bordo di un'autobus mette al mondo Victor, il protagonista. Al dì là del contenuto narrativo del film, Almodovar, in questa scena di apertura denuncia la situazione di forte oppressione in cui giaceva la Spagna sotto la dittatura di Francisco Franco. Il resto del film, che salta rispetto alla scena iniziale un'arco cronologico pari ad un ventennio, vede come set cinematografico una Madrid democratica, in cui si avverte un profondo spirito di libertà, di partecipazione alla vita internazionale, ( vedi anche il richiamo alle olimpiadi di barcellona 1992). Il protagonista, oramai ventenne non viene delineato molto inzialmente; la sua situazione tragica viene dipinta gradualmente nel corso del film. Gli intrecci di diverse storie nascono in occasione di una visita da parte di Victor alla donna di cui si innamora..in gioco due agenti di polizia...e la moglie di uno di loro che per occasione fatalistiche diventerà l'amante di Victor, dopo la sua uscita dal carcere per l'accusa ingiusta di avere ferito uno dei poliziotti . Una sovrapposizione di ruoli fra i diversi personaggi porta ad uno scontro alimentato dalla gelosia e dall'odio. Tutti i personaggi si muovono senza una pianificazione precisa nella loro vita, un'esistenza trascinata , non accettata e logora, illuminata a tratti da focolai effimeri e che ruota e si ammatassa tutta intorno alla sfera erotica.
Un sesso poco onesto che porterà nuovamente ad un allontanamento fra i personaggi.
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(di general william mitchell )
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federico88
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martedì 27 maggio 2008
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almodovar ha fatto di meglio
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dodicesimo film di almodovar in cui la contaminazione dei generi(noir,melò,commedia..)come sempre riesce benissimo al regista spagnolo. Vi sono 5 storie che si intrecciano in una splendida madrid in piu di vent'anni di storia spagnola.. Finirà in tragedia per qualcuno mentre altri troveranno finalmente la felicità..Non il migliore almodovar, (sempre comunque bravo a tenere alta la tensione del racconto) non piu trasgressivo ed esuberante come nei film precedenti ma non ancora toccante e profondo come lo sarà in quelli successivi.Insomma "carne tremula" si propone come un opera di transizione. Da antologia la scena iniziale in cui la madre di victor(P.Cruz)partorisce in un autobus. Piu che discutibile la fine (per conto mio il peggior difetto del film)dove il regista ci vorrebe propinare un finale consolatorio piuttosto inverosimile( una relazione tra due personaggi incompatibili.
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dodicesimo film di almodovar in cui la contaminazione dei generi(noir,melò,commedia..)come sempre riesce benissimo al regista spagnolo. Vi sono 5 storie che si intrecciano in una splendida madrid in piu di vent'anni di storia spagnola.. Finirà in tragedia per qualcuno mentre altri troveranno finalmente la felicità..Non il migliore almodovar, (sempre comunque bravo a tenere alta la tensione del racconto) non piu trasgressivo ed esuberante come nei film precedenti ma non ancora toccante e profondo come lo sarà in quelli successivi.Insomma "carne tremula" si propone come un opera di transizione. Da antologia la scena iniziale in cui la madre di victor(P.Cruz)partorisce in un autobus. Piu che discutibile la fine (per conto mio il peggior difetto del film)dove il regista ci vorrebe propinare un finale consolatorio piuttosto inverosimile( una relazione tra due personaggi incompatibili..)
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vanessa alias italia87
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lunedì 11 febbraio 2008
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la voglia di vivere.
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I film che ci accarezzano il cuore sono sempre difficili se non impossibili da recensire. E' come se una parte di noi fosse racchiusa nelle scene, nei movimenti, nei gesti , negli sguardi.
Pochi sanno arrivare all'anima delle persone, Almodovar è tra questi. Sto pensando all'aggettivo giusto per definire "carne tremula"...ECCEZIONALE è forse quello più appropriato. Dall'inizio(quando Victor vede Madrid per la prima volta, venendo alla luce su un autobus) alla fine(quando sarà lo stesso Victor a provare l'emozione di diventare padre). "Carne tremula" è un incrocio di vite che si incontrano e poi si allontanano senza lasciarsi mai del tutto. E'un inno alla vita, alla felicità. Una felicità che talvolta sembra essere troppo distante da noi.
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I film che ci accarezzano il cuore sono sempre difficili se non impossibili da recensire. E' come se una parte di noi fosse racchiusa nelle scene, nei movimenti, nei gesti , negli sguardi.
Pochi sanno arrivare all'anima delle persone, Almodovar è tra questi. Sto pensando all'aggettivo giusto per definire "carne tremula"...ECCEZIONALE è forse quello più appropriato. Dall'inizio(quando Victor vede Madrid per la prima volta, venendo alla luce su un autobus) alla fine(quando sarà lo stesso Victor a provare l'emozione di diventare padre). "Carne tremula" è un incrocio di vite che si incontrano e poi si allontanano senza lasciarsi mai del tutto. E'un inno alla vita, alla felicità. Una felicità che talvolta sembra essere troppo distante da noi. Ognuno nel film la trova per caso o se la procura come può. David la trova quando meno se lo aspetta, quando una notte all'improvviso la vita gli volta le spalle e l'amore per Helena comincia ad impossessarsi di lui; Sancho cerca di trattenerla a sè anche se si accorge di non averne più diritto; Clara se la procura attraverso uomini diversi e sembra averla raggiunta il giorno in cui incontra Victor( da poco uscito dal carcere); Helena pensa di possederla facendo leva sul suo intimo senso di colpa nei confronti del marito. Madrid fa da sfondo, ma non è una semplice cornice. E' parte integrante del film perchè proprio come i personaggi cerca di scrollarsi di dosso il passato per ricominciare a vivere. Almodovar non è mai banale, mai volgare nemmeno nelle scene di sesso. Il sesso è vissuto nel modo più puro, più genuino. Diventa il tema di un quadro, dipinto con colori caldi, accoglienti e corposi. E' l'unico modo attraverso il quale i personaggi ritrovano se stessi, si riappropriano della loro fisicità, ma soprattutto del loro essere.
La carne è la vera protagonista. La carne che freme quando senza volerlo incontriamo lo sguardo delle persone che ci passano accanto, quando siamo innamorati o quando ,semplicemente, viviamo. "Carne tremula" è la vita che sentiamo dentro, la frenesia, l'emozione.
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[+] voglia di vivere ?
(di general william mitchell )
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i hate almodovar
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martedì 1 gennaio 2008
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schifo!
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che schifezza...almodovar non sa fare niente!me lo chiamate artista???fatevi na cultura x piacere,sono ridicoli i suoi "film" se cosi si possono chiamare.....skifezza
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