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The Dress |
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Un film di Alex Van Warmerdam.
Con Henri Garcin, Khaldoun Elmecky, Frans Vorstman, Ingeborg Elzevier, Margo Dames.
continua»
Titolo originale De Jurk.
Commedia,
durata 98' min.
- Paesi Bassi 1996.
MYMONETRO
The Dress
valutazione media:
2,80
su
9
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un abito estivo dai colori vivaci passa di donna in donna per quattro volte, e a ciascuna porta male come agli uomini che ne restano colpiti.
![]() Dall'Olanda con dolore, una "commedia" inquietante |
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Un abito estivo dai colori vivaci passa di donna in donna per quattro volte, e a ciascuna porta male come agli uomini che ne restano colpiti. O è soltanto un caso, un inganno? Lo sceneggiatore-regista-attore A. Van Warmerdam ha fatto una commedia (commedia?) di costume scomponibile in 8 capitoli, che sembra seguire il degrado merceologico del vestito: parte bene, con brio e dialoghi scattanti, ma poi perde i colpi, intristendosi e sfilacciandosi man mano che affiora il nichilismo esistenziale dell'autore che tenta goffamente di toccare le corde di un'ironia condita di amarezza.
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Nederlands 1 2 |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Dall'Olanda con dolore. Alex van Warmerdam non lascia molte speranze, nel suo inquietante film Il vestito: la gente bada solo a insultarsi e a farsi del male, chi vuole un po' d'amore è meglio che sgomberi il campo. Come nel bellissimo L'argent, girato da Robert Bresson nel 1983, la struttura narrativa si articola intorno al ripetuto passaggio di mano di un oggetto: in quel caso una banconota, portatrice di innumerevoli sventure (la fonte era uno straordinario racconto di Tolstoj); qui il motore della storia è, appunto, un vestitino estivo. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
«Perché siamo venuti al mondo?» È Marie che lo domanda, Marie che abita sotto terra, in un buco fangoso, come un animale, e che tra poco vi morirà per il gran freddo, sporca dei suoi stessi escrementi. Con l'affetto premuroso che gli è consentito dalla situazione Martin le risponde: «Perché sì». Come lei, anche Martin conosce e frequenta le bassure della vita. Possibile che s'illuda di consolarIa, ricordandole che nessun perché dà senso alla disperazione, e che della sua necessità solo è responsabile il caso? Il caso, appunto, è quel che percorre il film di Alex van Warmerdam come un paradossale motivo conduttore: un motivo del tutto privo di «motivo», ossia di causa e scopo. » |
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di James Berardinelli Reelviews
I can think of few things more appropriate to call The Dress than absurd. It's a bizarre comedy with a brand of humor that, despite making fun of normally-serious issues like rape and sexual harassment, can inspire bouts of uncontrolled, politically-incorrect laughter. Most films follow characters. Alex van Warmerdam's The Dress, like Tales of Manhattan and Twenty Bucks, accompanies an object as it changes hands. In this case, it's a dress. From the design of the pattern and the garment's manufacture to its passage from owner-to-owner, The Dress offers us glimpses into the lives of a gallery of characters, all of whom are, in one way or another, losers. » |
di Hollis Chacona Austin Chronicle
Once, many years ago, I moved into a big old house. It seemed a fine house -- good location, decent roommates, cheap rent, and an airy room. I lasted a month. Oh, nothing ever went bump in the night there, but the house was imbued with a pervasive sense of despair that no amount of sunlight or cheery decor could dispel. Some time later, I learned that it had once been used as a private (no doubt unlicensed) nursing home. So, the world of The Dress, where inanimate objects act as receptacles, even conduits, of anima would, I thought, be a familiar if not entirely comfortable place for me. » |
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