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manuel
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mercoledì 22 agosto 2007
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un ciclone di ironia
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Ritengo che la forza de Il Ciclone sia insita piu nell'affiatamento tra gli attori che nella trama, a dire il vero piuttosto stiracchiata. Pieraccioni si dimostra sovrano in quel genere di comicità lieve e, anche se a volte cerca la risata facile con la battuta "scollacciata", non risulta mai sgradevole o volgare. Un plauso speciale a Tosca D'Aquino, il cui ingresso nel ristorante fiorentino al grido di "Buonasera a tutti, spagnole e non", unito al celebre "piripi" ha creato un cult sempreverde, e a Massimo Ceccherini, che in questo film riesce a essere simpatico persino bevendo un cappuccino coricato in una bara... Nel complesso un film divertente e originale che ha avuto il successo che meritava.
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nicolò
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sabato 2 giugno 2007
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botto al box-office per il toscanaccio pieraccioni
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L'arrivo di una compagnia di ballerine spagnole di flamenco scompiglia la vita di Levante, dei suoi fratelli e di suo padre, immersi nel verde e nella monotonia quotidiana della provincia toscana. 2° film di Pieraccioni dopo il grande successo (a sorpresa) de "I laureati", è una commedia senza infamia e senza lode con il troppo pretenzioso obiettivo di piacere obbligatoriamente al pubblico che, regolarmente, c'è cascato. Non è poi da buttar via, perché è un film divertente e non volgare che, come ha scritto qualcuno, racconta di un'Italia di cui nessuno si occupa più. Ma il pretesto di Pieraccioni, quello di raccontare la sua adolescenza, quando parlava urlando con suo nonno - cui presta la voce Mario Monicelli - serve solo a far ridere.
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L'arrivo di una compagnia di ballerine spagnole di flamenco scompiglia la vita di Levante, dei suoi fratelli e di suo padre, immersi nel verde e nella monotonia quotidiana della provincia toscana. 2° film di Pieraccioni dopo il grande successo (a sorpresa) de "I laureati", è una commedia senza infamia e senza lode con il troppo pretenzioso obiettivo di piacere obbligatoriamente al pubblico che, regolarmente, c'è cascato. Non è poi da buttar via, perché è un film divertente e non volgare che, come ha scritto qualcuno, racconta di un'Italia di cui nessuno si occupa più. Ma il pretesto di Pieraccioni, quello di raccontare la sua adolescenza, quando parlava urlando con suo nonno - cui presta la voce Mario Monicelli - serve solo a far ridere. E i più azzeccati sono, regolarmente, i personaggi di contorno: il fratello Massimo Ceccherini, il meccanico Paolo Hendel, l'impresario Alessandro Haber (che si conferma uno dei migliori caratteristi italiani), Tosca D'Aquino e il suo tormentone, ecc. Dai, diciamolo, Rita Rusic (in Cecchi Gori) sa fare almeno qualcosa oltre che l'oca in Tv: trovare un fenomeno da baraccone che, però, lo è anche al botteghino.
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