|
piernelweb
|
martedì 16 ottobre 2007
|
il poliziesco definitivo
|
|
|
|
Rielaborando un suo progetto per la tv (Sei solo, agente Vincent), Mann realizza una delle pellicole più convincenti degli anni 90, capace ridefinire il poliziesco, il noir e il crime-movie. Il film prende forma attraverso una narrazione convergente, che con uno stile del tutto personale e innovativo ha la capacità di "creare un mondo in cui l'azione definisce e racconta realmente i personaggi". Ogni dettaglio ha un elevato peso specifico, ogni sequenza scava e ci racconta qualcosa dell'interiorità dei due contendenti e dei loro partner. L'atmosfera cupa coadiuvata dall'ottima fotografia di Dante Spinotti alimenta la sensazione dell'ineluttabilità del confronto, Vincent e Neil si percepiscono a distanza, si confrontano come in una partita a scacchi, si stimano ma sono perfettamente consapevoli delle regole del gioco.
[+]
Rielaborando un suo progetto per la tv (Sei solo, agente Vincent), Mann realizza una delle pellicole più convincenti degli anni 90, capace ridefinire il poliziesco, il noir e il crime-movie. Il film prende forma attraverso una narrazione convergente, che con uno stile del tutto personale e innovativo ha la capacità di "creare un mondo in cui l'azione definisce e racconta realmente i personaggi". Ogni dettaglio ha un elevato peso specifico, ogni sequenza scava e ci racconta qualcosa dell'interiorità dei due contendenti e dei loro partner. L'atmosfera cupa coadiuvata dall'ottima fotografia di Dante Spinotti alimenta la sensazione dell'ineluttabilità del confronto, Vincent e Neil si percepiscono a distanza, si confrontano come in una partita a scacchi, si stimano ma sono perfettamente consapevoli delle regole del gioco. Tutti i personaggi di Mann hanno una dinamica importante e solo apparentemente i personaggi femminili rivestono un ruolo secondario; lontane sì dal baricentro dell'azione ma motore direzionale delle scelte dei loro compagni. L'azione c'è ma ha un ruolo subordinato e in 3 ore circa di pellicola si risolve in due sequenze chiave: la rapina alla banca con la seguente sparatoria per le strade di Los Angeles davvero eccelsa per tecnica e intensità e l'inseguimento finale per il definitivo faccia a faccia impreziosito da un favoloso utilizzo dei giochi di luce degli aerei in decollo. Inutile sottolineare l'importanza delle interpretazioni dei due "mostri" per eccellenza, la pellicola assume ulteriore rilevanza per essere l'unica a proporre, sfida nella sfida, un confronto straordinario De Niro - Pacino che ne esalta le qualità e dal quale è difficile stabilire un reale vincitore. Ottimi anche Voight, Kilmer, Sizemore, Venora e Judd. Un film imperdibile, il poliziesco definitivo. Voto: 10
[-]
[+] ;)
(di taniamarina)
[ - ] ;)
[+] bravo
(di fede81)
[ - ] bravo
|
|
|
[+] lascia un commento a piernelweb »
[ - ] lascia un commento a piernelweb »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cronix1981
|
giovedì 2 dicembre 2010
|
quando il cinema diventa arte
|
|
|
|
Jon Voight, Robert De Niro, Al Pacino, Val Kilmer, una giovanissima Natalie Portman, Ashley Judd,... Basterebbe solo citare il cast per rendersi conto che ci si trova di fronte ad un film di livello eccezionale.
Ma non è solo il cast a fare la differenza in quest'ottima pellicola diretta da Michael Mann: la trama, la sceneggiatura, l'ambientazione, la colonna sonora, la fotografia. Sono tutte tessere che vanno a formare un puzzle di straordinario livello.
Semplificare il film come la sfida tra il bene (Al Pacino) e il male (Robert De Niro), significherebbe banalizzare il film, sminuire la straordinaria interpretazione dei due co-protagonisti (e degli altri personaggi) e smontare il grande lavoro fatto dal regista e dallo sceneggiatore.
[+]
Jon Voight, Robert De Niro, Al Pacino, Val Kilmer, una giovanissima Natalie Portman, Ashley Judd,... Basterebbe solo citare il cast per rendersi conto che ci si trova di fronte ad un film di livello eccezionale.
Ma non è solo il cast a fare la differenza in quest'ottima pellicola diretta da Michael Mann: la trama, la sceneggiatura, l'ambientazione, la colonna sonora, la fotografia. Sono tutte tessere che vanno a formare un puzzle di straordinario livello.
Semplificare il film come la sfida tra il bene (Al Pacino) e il male (Robert De Niro), significherebbe banalizzare il film, sminuire la straordinaria interpretazione dei due co-protagonisti (e degli altri personaggi) e smontare il grande lavoro fatto dal regista e dallo sceneggiatore.
Si tratta di un'opera complessa, che va analizzata sia macroscopicamente, che nei piccoli dettagli, che spesso fanno la differenza tra un buon film e un ottimo film.
Neil McCauley è un rapinatore di professione, all'apparenza un freddo calcolatore, pianificatore ed esecutore di rapine, privo di ogni scrupolo. In realtà è una persona, con i suoi pregi e i suoi difetti, con i propri limiti e le proprie debolezze. Non un personaggio portatore dei soliti stereotipi del rapinatore freddo e insensibile ad ogni costo. E proprio per questo non può essere identificato semplicemente come il cattivo.
Allo stesso modo Vincent Hanna è un detective dai modi istrionici, ma eccezionalmente competente. Ha intuito, gli piace il proprio lavoro e, anzi dedica tutta la propria vita al lavoro, al punto che non ha quasi una vita privata. Matrimoni falliti alle spalle e l’attuale matrimonio che sta andando in pezzi. Hanna non incarna lo stereotipo del perfetto poliziotto, non è a caccia di delinquenti per sete di giustizia. È una persona a cui piace il proprio lavoro e cerca di farlo nel miglior modo possibile. In poche parole non è possibile qualificarlo come il buono.
La bellezza di questo film sta nei due protagonisti, che sono persone vere, ma anche nelle altre comparse, che non sono solo pezzi sulla scacchiera. Anche loro fanno parte del gioco. La durata del film infatti permette di analizzare la psicologia di molti personaggi, capirne lo stato d’animo e i comportamenti, senza però togliere spazio all’azione. Il film infatti ha ritmo. I dialoghi sono molto ben congegnati. La trama è avvincente, lineare, coinvolgente e credibile.
Certo, Pacino e De Niro sono due mattatori, più eccentrico il primo e più introverso l’altro. Però quando entrano in scena c’è da rimanere a bocca aperta, come quando i due si incontrano al Kate Mantilini e danno vita ad un serrato dialogo, faccia a faccia, che entra di diritto nella storia del cinema, o nella scena finale, quando il dialogo è sostituito dall’azione.
Il film è davvero bello, non lascia spazi all’improvvisazione e si mantiene sempre su un altissimo livello qualitativo, sino al finale. Una delle pietre miliari del cinema.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a cronix1981 »
[ - ] lascia un commento a cronix1981 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
taniamarina
|
mercoledì 11 agosto 2010
|
la sfida l'ha vinta michael mann
|
|
|
|
Due mitologie a confronto: l'uno recita in modo aggressivo e frenetico, l'altro trattiene tutto dentro, facendo trapelare ciò che di più profondo si può intuire nelle sue espressioni. Anche se in un primo momento potrebbe sembrare un'operazione commerciale basata sulla sfida di due mostri sacri, in verità questo film è una macchina di lusso che corre veloce, un film d'azione semplicemente perfetto con scene straordinarie ed un ritmo serrato che non scade mai. Sarebbe stato troppo comodo e logico per Mann scegliere di impostare la recitazione degli altri attori sotto tono, invece ha ben deiso di osare e tutti sono bravissimi e caratterizzati in modo efficacissimo.
[+]
Due mitologie a confronto: l'uno recita in modo aggressivo e frenetico, l'altro trattiene tutto dentro, facendo trapelare ciò che di più profondo si può intuire nelle sue espressioni. Anche se in un primo momento potrebbe sembrare un'operazione commerciale basata sulla sfida di due mostri sacri, in verità questo film è una macchina di lusso che corre veloce, un film d'azione semplicemente perfetto con scene straordinarie ed un ritmo serrato che non scade mai. Sarebbe stato troppo comodo e logico per Mann scegliere di impostare la recitazione degli altri attori sotto tono, invece ha ben deiso di osare e tutti sono bravissimi e caratterizzati in modo efficacissimo. Nel vedere questo film, si avverte che sul set c'era la consapevolezza di un grande evento cinematografico; e se è vero che viene da chiedersi chi dei due è stato il più bravo, è altrettanto vero che la risposta può essere solo una: il più bravo di tutti è stato il regista che non si è fatto prendere la mano dal carisma dei grandi attori, ma ha fatto di questo film un capolavoro della cinematografia moderna
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a taniamarina »
[ - ] lascia un commento a taniamarina »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tony montana
|
mercoledì 8 dicembre 2010
|
il capolavoro di michael mann
|
|
|
|
Un professionista del crimine, Neil McCauley, è il capo di una efferata band ed è famoso per la velocità con cui riesce a tirarsi fuori da ogni situazione complicata. Durante l'assalto a un furgone portavalori la situazione prende una piega difficile ed è costretto a eliminare i tre agenti della scorta. Ma un poliziotto-segugio, Vincent Hanna, fallito nei sentimenti ma implacabile nella professione, gli si mette alle calcagna. Dopo mesi di indagini serrate, il poliziotto riesce a individuare tutti i componenti della band. Ormai sa tutto di loro: si tratta solo di incastrarli. Comincia un lungo e teso gioco tra gatto e topo, nella preparazione del drammatico scontro finale.
[+]
Un professionista del crimine, Neil McCauley, è il capo di una efferata band ed è famoso per la velocità con cui riesce a tirarsi fuori da ogni situazione complicata. Durante l'assalto a un furgone portavalori la situazione prende una piega difficile ed è costretto a eliminare i tre agenti della scorta. Ma un poliziotto-segugio, Vincent Hanna, fallito nei sentimenti ma implacabile nella professione, gli si mette alle calcagna. Dopo mesi di indagini serrate, il poliziotto riesce a individuare tutti i componenti della band. Ormai sa tutto di loro: si tratta solo di incastrarli. Comincia un lungo e teso gioco tra gatto e topo, nella preparazione del drammatico scontro finale.
Ci sono molte ragioni per cui può valere la pena guardare un film, ragioni d’ogni natura. A prescindere da ogni altro aspetto però, il motivo principale per non perdersi Heat è che si tratta dell’unica occasione che si ha per ammirare, l’uno di fronte all’altro, due fra i più grandi attori che abbiano mai calcato un set cinematografico: Robert De Niro e Al Pacino, finalmente faccia a faccia ad oltre vent’anni di distanza dall’uscita de Il Padrino Parte II, un capolavoro che, pur annoverando entrambi gli interpreti, li destinava a due piani temporali separati, impedendone così la contemporaneità sullo schermo.
Un incontro-scontro esplosivo e leggendario che tutti i fan della settima arte si immaginavano e solamente sognavano.
Se si è alla ricerca di un modello cinematografico in grado di fornire una valida esemplificazione di come si possano costruire e caratterizzare al meglio i personaggi nel contesto di un film, allora occorre soffermarsi su quest’opera di Michael Mann che in tema di configurazione dei personaggi, ma non solo, può davvero insegnare qualcosa. Lo studio, nonché la contrapposizione dei due protagonisti può definirsi magistrale, specialmente se si considera che l’ambito è quello, non favorevolissimo, del poliziesco d’azione, che abitualmente non fa dell’analisi il suo punto forte. Heat, proprio in virtù di una sceneggiatura che contempla personaggi di straordinaria solidità, molto ben pensata e sapientemente costruita, si eleva nettamente al di sopra del prodotto medio di genere.
Il film si incentra sul confronto sempre più ravvicinato fra il rapinatore esperto e il poliziotto navigato; due individui che, pur essendo l’uno rappresentante della criminalità e l’altro della legge, possiedono peculiarità caratteriali, nonché valori morali, che mal si sposano con le rispettive professioni. Neil, pur riconoscendosi nel suo ruolo di fuorilegge, sente intimamente il bisogno di ridefinire la propria vita, di normalizzarla, e quando conosce Eady capisce che è giunto il momento di regolarizzare la propria esistenza, perché «la vita è breve, ogni momento è regalato». Vincent invece, ossessionato com’è dai criminali che deve acciuffare, finisce col trascurare gli affetti, colleziona divorzi, e riesce a rendersi insopportabile a chi gli vuole bene. Il “cattivo” è posato, scrupoloso, vendicativo ma al tempo stesso dotato di sensibilità; il “buono” è rude, istintivo, incapace di anteporre la famiglia al lavoro. Mann gioca abilmente con queste contraddizioni e con ogni elemento contrastante per costruire un intreccio in grado di appassionare lo spettatore, ma anche di suscitare nello stesso empatia verso i vari stati d’animo dei personaggi.
Straordinariamente simbolica in quest’ottica la scena della caffetteria, nella quale McCauley e Hanna si ritrovano seduti ad un tavolo a discutere delle proprie vite come si fa tra vecchi amici, come se l’essere preda e cacciatore per un attimo non contasse nulla, salvo poi salutarsi con un avvertimento reciproco. Molto della riuscita di questa scena, come di tutto il film, si deve ovviamente allo straordinario talento di Al Pacino e Robert De Niro, che impersonano alla perfezione i rispettivi personaggi. Forse De Niro si guadagna un punto in più in virtù di un ruolo solo in apparenza facile, che in realtà necessitava di una recitazione particolarmente misurata. Pacino offre la consueta ottima prova, ma è agevolato da una parte nella quale può esprimersi nel modo a lui più congeniale, ovvero sbraitando e gesticolando all’eccesso. Anche i personaggi secondari sono ben costruiti e il cast di contorno è molto ricco. Fra gli altri, citiamo i nomi di John Voight, Ashley Judd, Val Kilmer, una giovanissima Natalie Portman e un Tom Sizemore sempre validissimo in ruoli di supporto come questo. Da segnalare anche l’ottimo doppiaggio di Giancarlo Giannini per Pacino e di Ferruccio Amendola per De Niro.
L’atmosfera generale è decisamente suggestiva, e molto del merito va ad una regia estremamente comunicativa e ben dosata, fatta di movimenti di macchina sempre opportuni, e d’inquadrature statiche quando la situazione lo richiede. La macchina da presa pare trovare sempre l’angolo giusto, la prospettiva migliore, per scrutare l’azione. Il regista è fra l’altro coadiuvato dalla bella fotografia realizzata dall’ottimo Dante Spinotti, che eccelle letteralmente nella valorizzazione delle numerose scene notturne. La resa dei conti finale è un po’ deludente visto che si concilia poco con l’atmosfera generale delle tre ore di proiezione, però chiude perfettamente uno dei più grandi film degli ultimi vent’anni, che ha ridefinito e perfezionato un genere e che certamente non è da perdere.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a tony montana »
[ - ] lascia un commento a tony montana »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lollixo
|
venerdì 27 aprile 2012
|
film penoso sopravvalutatissimo
|
|
|
|
ATTENZIONE CONTIENE SPOILER, LETTURA SCONSIGLIATA A CHI NON HA VISIONATO IL FILM
ho cercato moltissimo questo prodoto che molti osannano come capolavoro e finalmente l'ho visto. bhè che dire, la prima parte è stupenda con i due titani del cinema che si studiano e si conoscono per non parlare della splendida scena cult della tavola calda, quindi fin qui tutto ok ma c'è un problema, il film continua e nella seconda parte tira fuori il peggio di se. andando per ordine: de niro viene dipinto come un grande pianificatore di rapine e calcolator, ecco ora secondo voi quell'obbrobrio stile B movie anni 70 che combina nella banca (per non parlare dell'improponibile sparatoria con tutto il dipartimento, in allegria) vi sembra un piano calcolato studiato e approfondito? se volete "realismo" su questo fronte guardatevi "the town"; ma va bene quella scena va così.
[+]
ATTENZIONE CONTIENE SPOILER, LETTURA SCONSIGLIATA A CHI NON HA VISIONATO IL FILM
ho cercato moltissimo questo prodoto che molti osannano come capolavoro e finalmente l'ho visto. bhè che dire, la prima parte è stupenda con i due titani del cinema che si studiano e si conoscono per non parlare della splendida scena cult della tavola calda, quindi fin qui tutto ok ma c'è un problema, il film continua e nella seconda parte tira fuori il peggio di se. andando per ordine: de niro viene dipinto come un grande pianificatore di rapine e calcolator, ecco ora secondo voi quell'obbrobrio stile B movie anni 70 che combina nella banca (per non parlare dell'improponibile sparatoria con tutto il dipartimento, in allegria) vi sembra un piano calcolato studiato e approfondito? se volete "realismo" su questo fronte guardatevi "the town"; ma va bene quella scena va così. poi parliamo del "fantastico" scontro finale nei campi dell'aereoporto, anche qui improponibile la "finale", spiego: ci viene mostrata una scena di de niro che sta uscendo dal "nascondiglio" apprestandosi a cogliere di sorpresa al pacino, fin qui ok, quest'ultimo si accorge grazie un sapiente "sfruttamento" delle luci aeroportuali dell' attentato grazie all'ombra quindi si gira e spara, e qui la regia, sceneggiatura, fotografia compiono una castroneria assurda: de niro accusa i colpi e magicamente signori si trovava come nel mezzo del "fortino" e nell'inquadratura non vi era traccia neppure minuscola del suo nascondiglio; per chi no navesse capito spiego: ma se de niro è un grande calcolatore ecc, avrebbe senso per lui uscire così allo scoperto tanto da lasciare il nascondiglio (per giunta stava rivolto verso pacino) e non aver sparato nemmeno un colpo?? qui si conclude il mio punto di vista, maturato dalal visione di centinaia di film di tutti i generi tra i più disparati: dalle ciofeche (avatar) ai capolavori (lebowsky,pulp fiction ecc). buona visione!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a lollixo »
[ - ] lascia un commento a lollixo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
bella earl!
|
lunedì 7 novembre 2011
|
al pacino e bob de niro: la caccia è aperta.
|
|
|
|
- Devo tenermi la mia angoscia. La devo proteggere. Perché mi serve, mi mantiene scattante, reattivo come devo essere. -
Vincent Hanna è un marine pluridecorato ritiratosi per diventare un tenente della Divisione Rapine/Omicidi di Los Angeles, la città degli angeli. La sua carriera piena di successi viene a intralciarsi bruscamente con la strada di un grandissimo ideatore di piani di rapina sottoforma d'arte che di nome fa Neil McCauley. L'abile ladro sta progettando il colpo della vita per potersi mettere a proprio agio economicamente e poter fuggire insieme alla sua ragazza. Altri tre abili ladri lo seguiranno in questa "impresa" per vivere una nuova vita.
[+]
- Devo tenermi la mia angoscia. La devo proteggere. Perché mi serve, mi mantiene scattante, reattivo come devo essere. -
Vincent Hanna è un marine pluridecorato ritiratosi per diventare un tenente della Divisione Rapine/Omicidi di Los Angeles, la città degli angeli. La sua carriera piena di successi viene a intralciarsi bruscamente con la strada di un grandissimo ideatore di piani di rapina sottoforma d'arte che di nome fa Neil McCauley. L'abile ladro sta progettando il colpo della vita per potersi mettere a proprio agio economicamente e poter fuggire insieme alla sua ragazza. Altri tre abili ladri lo seguiranno in questa "impresa" per vivere una nuova vita. Hanna dovrà fermarli ad ogni costo.
E' Michael Mann a dirigere il poliziesco definitivo, un film a cui tutti i seguenti Thriller s'ispireranno. Mann è puntiglioso, lavora bene e dimostra la sua esperienza.con un'ottima regia. Gli interpreti sono ciò che sul mercato c'è di meglio: Val Kilmer, Jon Voight, Natalie Portman e Tom Sizemore accompagnati ovviamente dagli spettacolari Al Pacino e Bob De Niro. Le interpretazioni sono esperte Pacino è esuberante e traborda grandezza da tutti i pori, mentre De Niro è più razionale e trasmette aria di sicurezza e di "sapere il fatto suo". Poliziesco finale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a bella earl! »
[ - ] lascia un commento a bella earl! »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ultimoboyscout
|
sabato 24 settembre 2011
|
la regola dei 30 secondi netti.
|
|
|
|
Film strepitoso, con due attori magnifici in forma smagliante ed un regista in stato di grazia. I personaggi interpretati da Pacino e DeNiro sono il fiore all'occhiello della pellicola, così diversi se non all'opposto ma accomunati da diverse cose, prima fra tutte che nessuno dei due è un eroe e che nessuno dei due resta troppo simpatico. Il poliziotto Vincent Hanna, interpretato da Pacino è un vero cacciatore, punta la sua preda e non la molla fino alla fine. Il criminale Neil McCauley è un gelido e calcolatore DeNiro: per entrambi il proprio lavoro è più di una vocazione, un'ossessione, sono due maniaci che raramente appaiono contemporaneamente nella stessa inquadratura e nonostante il loro carisma lasciano spesso spazio al resto del cast, notevolissimo nei personaggi secondari.
[+]
Film strepitoso, con due attori magnifici in forma smagliante ed un regista in stato di grazia. I personaggi interpretati da Pacino e DeNiro sono il fiore all'occhiello della pellicola, così diversi se non all'opposto ma accomunati da diverse cose, prima fra tutte che nessuno dei due è un eroe e che nessuno dei due resta troppo simpatico. Il poliziotto Vincent Hanna, interpretato da Pacino è un vero cacciatore, punta la sua preda e non la molla fino alla fine. Il criminale Neil McCauley è un gelido e calcolatore DeNiro: per entrambi il proprio lavoro è più di una vocazione, un'ossessione, sono due maniaci che raramente appaiono contemporaneamente nella stessa inquadratura e nonostante il loro carisma lasciano spesso spazio al resto del cast, notevolissimo nei personaggi secondari. Più asciutta e contenuta l'interpretazione di DeNiro, teatrale e chiassosa quella di Pacino. Il film è divisibile in due parti abbastanza distinte: la prima è intensa e descrittiva, la seconda più veloce e ricca d'azione e i 159 minuti di durata non annoiano mai nonostante s'ingarbugli parecchio. Pellicola molto densa e senza pause, tanta azione ma anche forti risvolti psicologici, non solo nei personaggi ma più nello specifico nello scontro tra il poliziotto ed il rapinatore. Perchè il loro prima di essere uno scontro sul campo è soprattutto una sfida a scacchi di testa. In questo affresco stranamente romantico (in questo Mann è stato clamoroso!) possiamo poi trovare elementi minori ma pur sempre necessari allo svolgimento della storia, ovvero ironia della sorte, casualità, scelte e coincidenze. L'accettazione dell'ultima missione suicida ricorda parecchio quella de "Il mucchio selvaggio". Due le scene clou: l'incontro nel bar tra i due protagonisti e la fantastica sparatoria dopo la rapina in banca. Metto questo film tra i primi cinque della mia personalissima classifica all-time, credo sia il poliziesco per antonomasia e dico meno male che c'è chi crede ancora nel cinema come Michael Mann!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ultimoboyscout »
[ - ] lascia un commento a ultimoboyscout »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mr cinefilo
|
mercoledì 18 maggio 2011
|
capolavoro
|
|
|
|
Probabilmente il film d'azione più bello mai realizzato; gli elementi ci sono tutti: cast stellare con 2 dei più grandi attori della storia di hollywood, un regia maestosa a dir poco, una trama non complessa, ma con varie sottotrame ad alimentare la durata del film senza avere la sensazione che alcune scene andrebbero tagliate.
2 scene magistrali: l'incontro tra De Niro e Al Pacino; la sparatoria fuori dalla banca.
|
|
|
[+] lascia un commento a mr cinefilo »
[ - ] lascia un commento a mr cinefilo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alex41
|
sabato 28 agosto 2010
|
pacino e de niro face to face
|
|
|
|
In questo film, Al Pacino rappresenta il bene, e De Niro il male. Il primo è un poliziotto con una famiglia disastrosa, e il secondo è un criminale spietato e violento che lavora in campo insieme agli amici Val Kilmer e Jon Voight. Bello, i due attori a confronto sono dei mostri, la scena del ristorante è da antologia, per non parlare della scena della sparatoria in città. E' un buon film, ma Michael Mann non sa reggerlo per tutto il tempo, finendo per annoiare lo spettatore in alcuni punti, e la sua regia non colpisce molto. Per il resto, è stato capace di mettere a confronto i due attori senza sbavare troppo sulla sceneggiatura. Chi vince tra Al Pacino e Robert De Niro, la sfida del secolo? Il bene o il male? Guardatevelo.
[+]
In questo film, Al Pacino rappresenta il bene, e De Niro il male. Il primo è un poliziotto con una famiglia disastrosa, e il secondo è un criminale spietato e violento che lavora in campo insieme agli amici Val Kilmer e Jon Voight. Bello, i due attori a confronto sono dei mostri, la scena del ristorante è da antologia, per non parlare della scena della sparatoria in città. E' un buon film, ma Michael Mann non sa reggerlo per tutto il tempo, finendo per annoiare lo spettatore in alcuni punti, e la sua regia non colpisce molto. Per il resto, è stato capace di mettere a confronto i due attori senza sbavare troppo sulla sceneggiatura. Chi vince tra Al Pacino e Robert De Niro, la sfida del secolo? Il bene o il male? Guardatevelo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a alex41 »
[ - ] lascia un commento a alex41 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
chriss
|
domenica 1 agosto 2010
|
un confronto con un solo vincitore...pacino
|
|
|
|
Robert de Niro è Neil McCauley. Al Pacino è Vincent Hanna. Robert de Niro è il cattivo. Al Pacino è il buono. Il primo fa i colpi. Il secondo ferma chi li fa. Il primo non ha famiglia, ma solo un gruppo di amici criminali con cui assalta furgoni blindati e banche. Nate, un convincente Jon Voight, è un suo fraterno amico che gli passa i colpi e le dritte su come operare al meglio. Neil McCauley è un solitario e nemmeno l' affetto di Eady riuscirà a dissuaderlo dal fare quello che fa. Si presenta così al grande pubblico: " Se vuoi fare il lavoro del rapinatore non devi avere affetti...Non fare entrare nella tua vita niente da cui non possa sganciarti in 30 secondi netti se senti puzza di sbirri dietro l' angolo.
[+]
Robert de Niro è Neil McCauley. Al Pacino è Vincent Hanna. Robert de Niro è il cattivo. Al Pacino è il buono. Il primo fa i colpi. Il secondo ferma chi li fa. Il primo non ha famiglia, ma solo un gruppo di amici criminali con cui assalta furgoni blindati e banche. Nate, un convincente Jon Voight, è un suo fraterno amico che gli passa i colpi e le dritte su come operare al meglio. Neil McCauley è un solitario e nemmeno l' affetto di Eady riuscirà a dissuaderlo dal fare quello che fa. Si presenta così al grande pubblico: " Se vuoi fare il lavoro del rapinatore non devi avere affetti...Non fare entrare nella tua vita niente da cui non possa sganciarti in 30 secondi netti se senti puzza di sbirri dietro l' angolo..." Ma poi si smentisce subito: " Ero una barca alla deriva che andava dall' altra parte, la parte sbagliata...Poi, all' improvviso, è arrivata una come te..." Per comprendere la personalità di Vincent Hanna sentiamo le parole della sua terza moglie: " Tu non vivi con me...Tu vivi in mezzo a spoglie di gente morta...Indaghi, passi i detriti al setaccio, ricerchi le traccie, le possibili cause del trapasso, l' odore della tua preda...E poi la caccia comincia! E' questa l' unica cosa a cui ti dai anima e corpo...Il resto è solo confusione che lasci al tuo passaggio..." Niente male, vero? Alla fine la morte di uno dei due sarà inevitabile...Il film direi che parte in quinta. Al pronti e via un colpo è già bello che fatto. Poi avviene una pausa di riflessione prima del secondo colpo: ovvero lo scavo interiore di ogni singolo personaggio, anche il più insignificante. Poi si riparte alla grande. La banda di Neal, un formidabile capo, è molto coesa e sa bene che nel team ci vuole disciplina. Specie in questo secondo colpo più difficile. Neal sistema ogni cosa, persino i rapporti di Chris ( Val Kilmer ) con la moglie. Si sono liberati degli sbirri ma Vincent Hanna è sempre lì, alle loro spalle, pronto a cogliere ogni minimo errore. La sua vita, però, è tutta per il lavoro e per la gente come Neal. Il secondo colpo avviene, ma va male a causa di una spiata di Weingro, uno stupratore di ragazzine che si è messo, in un secondo momento, a lavorare per Roger Van Zant. Quest' ultimo era stato derubato da Neal e soci nel primo colpo al furgone blindato. Molto spettacolare la sparatoria nel secondo colpo, quello della banca stracolma di dollari. Confesso che, fino all' ultimo, ho fatto il tifo per Robert de Niro nei panni di Neal McCauley, il quale l' avrebbe fatta pure franca se non si fosse messo a cercar vendetta nei confronti di Weingro, carnefice di uno della sua banda. De Niro è un attore di livello, basta pensare ai grandi film di qualità che ha fatto. Però, onestamente, in questo film ho preferito Al Pacino. Per le sue gag, per il suo carisma, per la sua classe. Alla fine la spunta in due match. Peccato per il grande De Niro. Magari sarà per la prossima volta, per la prossima sfida faccia a faccia. Il film, comunque sia, è di ottima qualità. Convince molto di più sullo scavo psicologico dei personaggi che altro. Forse non è un vero e proprio capolavoro, ma va bene tutto se c' è la qualità di questi due mostri sacri del cinema. Dovrei guardare in giro cosa ci sia di meglio. Mi darò da fare allora...Chriss
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a chriss »
[ - ] lascia un commento a chriss »
|
|
d'accordo? |
|
|
|