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oscar
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sabato 3 ottobre 2009
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ogni punto di vista
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Ogni anno la Disney ci regala emozioni, sentimento e passione. Questa volta ha superato se stessa. La storia di un leoncino che perde il padre per colpa dello zio invidioso, e quel che è peggio è che si crede il colpelvole.....ed è costretto a fuggire. Un ottima regia accompagnata da un impeccabile colonna sonora (Hans Zimmer) e da canzoni da oscar (Elton John) ci regalano risate meritate, pianti e riflessioni. La paterntià compare sottoforma di un facocero e una mangusta, che aiutano il protagonista, insieme all'amica del cuore che non vede da tempo, a riconquistare il coraggio e il trono perduto. L'atmosfera si alterna: cupa di notte e tragicomica di giorno. Per fortuna che Smba nasce di mattina.
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Ogni anno la Disney ci regala emozioni, sentimento e passione. Questa volta ha superato se stessa. La storia di un leoncino che perde il padre per colpa dello zio invidioso, e quel che è peggio è che si crede il colpelvole.....ed è costretto a fuggire. Un ottima regia accompagnata da un impeccabile colonna sonora (Hans Zimmer) e da canzoni da oscar (Elton John) ci regalano risate meritate, pianti e riflessioni. La paterntià compare sottoforma di un facocero e una mangusta, che aiutano il protagonista, insieme all'amica del cuore che non vede da tempo, a riconquistare il coraggio e il trono perduto. L'atmosfera si alterna: cupa di notte e tragicomica di giorno. Per fortuna che Smba nasce di mattina. In questo capolavoro Disney (il primo senza essere rovinato dall'uomo) compare un'altra figura allegorica: un simpatico babbuino esperto del kung fu, senza cui Simba non ce l'avrebbe fatta. E si sa, i cattivi la pagano: il povero zietto viene sbranato dalle iene, prima alleate, che si vendicano per l'insulto ricevuto dal malvagio leone. Difatti Scar aveva riferito a Simba, per non farsi uccidere, che tutto quello che gli era capitato era opera delle iene. Percui Scar è simbolo di perversione, nato dall'odio, dall'invidia e, impazzito per il potere, fa quasi morire di fame il branco. Ma dopo tutte queste disavventure il lieto fine non manca: il cielo dona a Simba e a Nala un pargoletto, che viene battesimato da Rafiki, come era successo all'inizio proprio con il padre. Da questa fine, nasce un inizio.
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renato c.
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giovedì 22 luglio 2010
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il cerchio della vita
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Stupendo come disegni e animazione (anche senza "multiplane camera") come espressioni e come carattere dei personaggi, è ottimo anche come soggetto. I° classico Disney con soggetto originale, cioè storia scritta tutta appositamente per il film, si ispira comunque a Bambi (la nascita del nuovo principe della foresta e la morte prematura del padre) e soprattutto ad Amleto (il perfido zio che uccide il fratello per diventare re). Il primo film d'animazione composto esclusivamente da animali (in Bambi c'era l'uomo nella parte del cattivo anche se non lo si vedeva!).
Dopo le bellissime scene iniziali di ambientazione africana accompagnata dalle bellissime note del "Cerchio della vita",
inizia la storia del leoncino che vorrebbe fare subito tutto quello che vuole e viene indotto alla calma ed alla saggezza dal padre Mufasa, che secondo me, è il miglior personaggio del film, felicemente doppiato in Italiano da Vittorio Gassman (in certi punti il volto del leone pareva avesse una certa somiglianza col grande attore Italiano!).
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Stupendo come disegni e animazione (anche senza "multiplane camera") come espressioni e come carattere dei personaggi, è ottimo anche come soggetto. I° classico Disney con soggetto originale, cioè storia scritta tutta appositamente per il film, si ispira comunque a Bambi (la nascita del nuovo principe della foresta e la morte prematura del padre) e soprattutto ad Amleto (il perfido zio che uccide il fratello per diventare re). Il primo film d'animazione composto esclusivamente da animali (in Bambi c'era l'uomo nella parte del cattivo anche se non lo si vedeva!).
Dopo le bellissime scene iniziali di ambientazione africana accompagnata dalle bellissime note del "Cerchio della vita",
inizia la storia del leoncino che vorrebbe fare subito tutto quello che vuole e viene indotto alla calma ed alla saggezza dal padre Mufasa, che secondo me, è il miglior personaggio del film, felicemente doppiato in Italiano da Vittorio Gassman (in certi punti il volto del leone pareva avesse una certa somiglianza col grande attore Italiano!).
Il cuccioletto un po' incoscente che canta "Voglio diventar presto un re", per essere libero di fare ciò che vuole, rappresenta una certa incoscenza giovanile ignara delle responsabilità che si dovrà prendere; inoltre il leoncino quanda cantava così non si rendeva forse conto che per diventare re sarebbe dovuto morire il suo amato padre! A tragedia avvenuta, Simba accetta la compagnia di Timon e Pumbaa, due simpaticissimi personaggi, per voler lasciare indietro il passato e dimenticare la tragedia di cui si sente responsabile! Ma arriva poi la sua amata Nala e lo stregone Rafiki a fargli capire che non deve pensare solo a se stesso ma che c'è bisogno di lui per risollevare il suo paese e rimediare ai danni del perfido zio Scar. Sono bellissimi i momenti in cui Simba guarda il cielo accompagnato da quella bellissima musica con coro! Ed alla fine, dopo aver conosciuto la verità sulla morte del padre, e la vendetta sul perfido zio Scar, il cerchio della vita continua, col matrimonio tra Simba e Nala e la nascita di un nuovo principe leoncino (come in Bambi). Trama di stupendo significato morale, simpatia dei personaggi specie Timom e Pumbaa, Scar riesce addirittura farsi odiare, ed ottima animazione il tutto accompagnato dalle bellissime musiche di Tim Rice ed Elton John "Il re leone" entra degnamente nella schiera dei migliori classici Disney!
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sawclaudio
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sabato 29 gennaio 2011
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fantastico
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Sicuramente è il cartone animato più bello di tutti i tempi. La colonna sonora è bellissima come il significato profondo che ti lascia. Un'animazione che si apprezza forse di più quando si è grandi, ma che lascia qualche gioia anche ai bambini.
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paolo bisi
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lunedì 14 novembre 2011
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il film della maturità per la disney
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Il leoncino Simba cresce con felicità e serenità nel regno governato dal padre Mufasa, con la consapevolezza che un giorno diventerà re. Sentendosi colpevole per aver causato la morte del padre, che cercava di salvarlo, Simba fugge lontano e viene allevato dal facocero Pumba e dal suricato Timon, cercando di dimenticare il triste passato. Solamente molto tempo dopo, grazie agli incontri con Nala, sua amica d'infanzia con cui sboccerà l'amore preannunciato da tutti, e col vecchio babbuino Rafiki, Simba si deciderà a tornare nel regno per rivendicare il trono e sfidare il malvagio zio Scar, vero responsabile della morte di Mufasa. Considerato il 32° classico Disney, è un film che rappresenta una svolta nel percorso della casa produttrice americana: per la prima volta infatti la trama si basa completamente su una storia originale e senza personaggi umani, impreziosita in modo netto e spettacolare dalle nuove tecniche del cosidetto "Rotoscope", particolarmente evidente nella celebre sequenza della gola.
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Il leoncino Simba cresce con felicità e serenità nel regno governato dal padre Mufasa, con la consapevolezza che un giorno diventerà re. Sentendosi colpevole per aver causato la morte del padre, che cercava di salvarlo, Simba fugge lontano e viene allevato dal facocero Pumba e dal suricato Timon, cercando di dimenticare il triste passato. Solamente molto tempo dopo, grazie agli incontri con Nala, sua amica d'infanzia con cui sboccerà l'amore preannunciato da tutti, e col vecchio babbuino Rafiki, Simba si deciderà a tornare nel regno per rivendicare il trono e sfidare il malvagio zio Scar, vero responsabile della morte di Mufasa. Considerato il 32° classico Disney, è un film che rappresenta una svolta nel percorso della casa produttrice americana: per la prima volta infatti la trama si basa completamente su una storia originale e senza personaggi umani, impreziosita in modo netto e spettacolare dalle nuove tecniche del cosidetto "Rotoscope", particolarmente evidente nella celebre sequenza della gola. I personaggi sono innovativi, divertenti e mai banali. Ottime le musiche di Hans Zimmer (vincitore dell'oscar per la colonna sonora), alle quali si aggiungono le canzoni di Elton John, tra cui la famosa "Can you feel the love tonight", premiata con l'Academy Awards. Film per grandi e piccoli, ha avuto un enorme successo mondiale. Nel 2011 esce in una spettacolare versione 3D curata da John Lasseter.
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riccardo76
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domenica 20 novembre 2011
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un'alchimia di suoni, colori ed emozioni
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Ritorna sui grandi schermi uno dei classici Disney più amati in assoluto, in una veste davvero splendente. Stavolta i Walt Disney Animation Studios hanno davvero superato se stessi, riuscendo a trasformare una “vecchia” pellicola in disegno a mano bidimensionale (pur sempre maestosa) in un sorprendente 3D, dove i bellissimi paesaggi della savana prolungano i loro orizzonti verso un emozionante quanto vertiginoso infinito, mettendone in risalto i vari piani e dove inquadrature acrobatiche risultano sorprendentemente efficaci in stereoscopia, come se fossero state ideate appositamente per questa nuova tecnica.
Certo, pur essendo un classico, Il Re Leone appartiene al cosiddetto “rinascimento disneyano”, vale a dire a quella serie di pellicole d’animazione che riuscirono a riportare al successo la casa Disney negli anni ’90, cambiando la formula e valendosi anche del supporto tecnologico, quale l’animazione digitale.
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Ritorna sui grandi schermi uno dei classici Disney più amati in assoluto, in una veste davvero splendente. Stavolta i Walt Disney Animation Studios hanno davvero superato se stessi, riuscendo a trasformare una “vecchia” pellicola in disegno a mano bidimensionale (pur sempre maestosa) in un sorprendente 3D, dove i bellissimi paesaggi della savana prolungano i loro orizzonti verso un emozionante quanto vertiginoso infinito, mettendone in risalto i vari piani e dove inquadrature acrobatiche risultano sorprendentemente efficaci in stereoscopia, come se fossero state ideate appositamente per questa nuova tecnica.
Certo, pur essendo un classico, Il Re Leone appartiene al cosiddetto “rinascimento disneyano”, vale a dire a quella serie di pellicole d’animazione che riuscirono a riportare al successo la casa Disney negli anni ’90, cambiando la formula e valendosi anche del supporto tecnologico, quale l’animazione digitale. Quindi non c’è da stupirsi poi così tanto se alcune scene risultano particolarmente adatte alla stereoscopia, riuscendo ad esprimere un senso di realismo sorprendente: si veda, per esempio, la sequenza della mandria di gnu impazzita, che già all’epoca suscitò non poca meraviglia agli occhi degli spettatori non ancora abituati a certi effetti speciali.
Comunque, nuova veste a parte, il film rimane sempre un capolavoro da gustare e rigustare all’infinito e, anche per chi lo facesse regolarmente tra le mura domestiche attraverso l’home video, il ritorno sul grande schermo costituisce sicuramente un’importante occasione da non perdere.
Il film si rivela infatti come un potente veicolatore di forti emozioni, scaturite da un sapiente quanto magnifico miscelarsi di immagini, musiche e contenuto. Si prenda ad esempio l’incipit dell’opera, sicuramente uno dei migliori della storia del cinema, dove le bellissime note di The Circle of Life, splendidamente tradotte ed eseguite dalla bravissima Spagna, si mescolano alle maestose immagini di tutti gli animali della savana che si accingono a prostrarsi di fronte alla nascita del loro futuro re, e si insinuano nel cuore dello spettatore in una trionfante alchimia di suoni, colori ed emozioni, che finisce per sconvolgerlo emotivamente. Tale esperienza non manca di verificarsi in altri numerosi momenti del film, emozionando talmente lo spettatore da farlo esplodere in un lungo applauso finale, dove le lacrime si dissolvono nei sorrisi e nell’entusiasmo della sala.
Non capita spesso di assistere a tali esperienze in un cinema: ci riescono pochissimi film di grandissimo spessore drammatico a provocarle, ma ci riescono anche “piccoli” “cartoni animati” come questo, che, anche se si rivolgono soprattutto ai bambini, riescono a raggiungere il cuore del pubblico di tutte le età.
Perché non si può considerare solo per i più piccoli un film che trae la sua struttura di fondo da capisaldi della letteratura universale, quali l’Hamlet di Shakespeare e addirittura la Bibbia. Impossibile infatti non pensare alla storia dell’avvelenamento del re della Danimarca da parte del fratello Claudio per salire al trono e al tentativo di disfarsi del nipote Amleto, così come a quella di Mosè scampato da piccolo al massacro e ritornato da adulto per liberare il suo popolo dalla schiavitù di un tiranno. Soprattutto se ad esso si associano tematiche “adulte” quali la morte, il tradimento e la rielaborazione del lutto e del senso di colpa, tematiche che all’epoca crearono non poco scalpore per un film “da bambini”. In effetti, tali temi fanno de Il Re Leone uno dei classici più maturi, anche se il messaggio di fondo rimane sempre uno dei più universali ed educativi. Come cita il titolo della bellissima canzone, vincitrice del premio Oscar, infatti, il film vuole essere un solenne inno alla vita, rappresentata come un grande cerchio, al quale fanno parte tutte le creature terrestri, dalla più minuscola alla più grande, tutte meritevoli di rispetto, riferendosi non solo, in senso universale, alla catena alimentare, ma anche alla vita di ogni singolo essere, che partendo dalla nascita, arriva alla morte, passando attraverso infanzia, adolescenza e maturità, fino a lasciare il posto ad un’altra vita, che ripercorre lo stesso cerchio all’infinito.
Seguendo le varie fasi della vita di Simba, il film ripercorre, così, la vita di ogni uomo, evidenziandone le varie caratteristiche, quali: la curiosità e l’incoscienza dell’infanzia, la spensieratezza dell’adolescenza, simboleggiata dalla filosofia scacciapensieri “Hakuna Matata”, utile a rimuovere il senso di colpa e a sopravvivere in questa fase, ma non più accettabile nel periodo della maturità, quando ormai non si può più sfuggire alle proprie responsabilità, fino alla nascita di una nuova creatura, e l’inizio di un nuovo giro sulla grande giostra della vita.
Come era iniziato, il film quindi si chiude, in un cerchio commovente quanto infinito, come l’orizzonte di un’alba nella savana.
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bratz
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lunedì 14 agosto 2006
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hei!
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Indubbiamente il film è ben diretto, avvincente e ci regala un risultato gradevole e appetibile, ma ha molte facce nascoste. Innanzitutto pone uno strano rapporto con la morte, che la fa sembrare una cosa quasi orrenda. E poi c'è qualche errore, magari fatto per fare scena. Sicuramente questi errori non intaccano il risultato finale, anzi, lo rendono ancora più particolare. Eccoli serviti:
- Le condizioni atmosferiche e l'alternasi del dì e della notte non cambiano a seconda dell'umore del re. Xchè allora quando Mufasa sta per esere ucciso c'è un bel sole di mezzogiorno e quando muore e Simba scappa c'è invece il tramonto? O perchè quando Scar e Simba lottano viene un temporale e quando Scar muore viene una bella pioggierellina? Mistero.
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Indubbiamente il film è ben diretto, avvincente e ci regala un risultato gradevole e appetibile, ma ha molte facce nascoste. Innanzitutto pone uno strano rapporto con la morte, che la fa sembrare una cosa quasi orrenda. E poi c'è qualche errore, magari fatto per fare scena. Sicuramente questi errori non intaccano il risultato finale, anzi, lo rendono ancora più particolare. Eccoli serviti:
- Le condizioni atmosferiche e l'alternasi del dì e della notte non cambiano a seconda dell'umore del re. Xchè allora quando Mufasa sta per esere ucciso c'è un bel sole di mezzogiorno e quando muore e Simba scappa c'è invece il tramonto? O perchè quando Scar e Simba lottano viene un temporale e quando Scar muore viene una bella pioggierellina? Mistero.
- Sembra che Simba conosca un buon ottico! Durante il film il colore dei suoi occhi cambia spesso: marrone, giallo, rosso e adirittura rosa!
- Quando Rafiki nella scena del lago tocca l'acqua con un dito, perchè invece di certi concentrici compaioni increspature sulla sponda del lago?
- Tanto x la cronaca: Scar, nel finale, viene scagliato giù per un burrone da Simba, sbatte contro rocce sporgenti diverse vole e cade violentemente a terra su un fianco. Roba da spezzarsi la schiena!!! Invece Scar si rialza tranquillamente, per essere divorato dalle iene.
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