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michela papavassiliou
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sabato 18 febbraio 2012
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il postino poeta
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Tre pescherecci stanno rientrando dopo una battuta di pesca. All'orizzonte uno scoglio solitario, sembra un quadro di Monet. Sulla riva ad attenderli un uomo ed un bambino che aiutano lo sbarco "e'tutto qui" ripetono. Il mare non e'stato cosi' generoso. Troisi, Mario incarna lo spazio mediterraneo che abita, lento, segnato dalla fatica di vivere, dalla durezza di una terra che non offre grandi opportunita'. A tavola col padre parla a monosillabi, pescare gli fa venire il raffreddore e fantastica di quel mondo oltre il mare. Mario non ha mai amato fare il pescatore e a cavallo della sua bicicletta cerchera'' presto un altro lavoro.
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Tre pescherecci stanno rientrando dopo una battuta di pesca. All'orizzonte uno scoglio solitario, sembra un quadro di Monet. Sulla riva ad attenderli un uomo ed un bambino che aiutano lo sbarco "e'tutto qui" ripetono. Il mare non e'stato cosi' generoso. Troisi, Mario incarna lo spazio mediterraneo che abita, lento, segnato dalla fatica di vivere, dalla durezza di una terra che non offre grandi opportunita'. A tavola col padre parla a monosillabi, pescare gli fa venire il raffreddore e fantastica di quel mondo oltre il mare. Mario non ha mai amato fare il pescatore e a cavallo della sua bicicletta cerchera'' presto un altro lavoro. Sara' postino e lo avvisa da subito il capo Giorgio, con una settimana di lavoro potra' pagarsi solo un' entrata al cinema, ma poco importa. Dovra' consegnare la posta tutti i giorni al nuovo arrivato sull'isola, il celebre poeta Pablo Neruda mandato li' in esilio.Sfondo perfetto una Procida dai paesaggi brulli, dalle infinite strade sterrate e una tacita e rassicurante montagna. Dicono sia comunista Neruda e in paese l'arrivo dell'inatteso ospite e' guardato con sospetto. Comincia la consegna della posta e con essa un avvicinamento per Mario ad un mondo fatto di parole e metafore, poesia e amore, colore e vita. Ogni sillaba ed anche pausa del Maestro e' per lui fonte di un nuovo modo di esistere. Il cambiamento interiore sara' profondo, inesorabile e senza possibilita' di ritorno. Un grande Troisi impacciato e dolce, tirato e sofferente, combattivo e debole e un Philippe Noiret poeta assoluto. Mario incontra Beatrice,la Cuccinotta, bellezza locale di cui si innamora all'istante e chiede l'aiuto di Neruda per conquistarla.Riuscira' infine e portera' la ragazza all'altare. Il poeta puo' ripartire, il Cile lo lascia rientrare e sparira' per cinque lunghi anni non dando piu' notizie di se'. Tornera' nell'isola alla ricerca dei ricordi perduti scoprendo che Mario non c'e' piu' e trovera' al suo posto un vispo bimbo di nome Pablito che lo guarda con aria interrogativa. In eredita' dall'amico scomparso una cassetta registrata con i suoni di quel piccolo mondo che attraverso gli occhi del poeta Mario aveva cominciato a decifrare ed amare. Un film dalle atmosfere magiche, indimenticabile. MP
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lucia morelli
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sabato 18 febbraio 2012
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un'iniziazione alla fruizione della bellezza
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E' un film in cui il rapporto tra il giovane postino, nel ruolo emotivo di figlio, rispetto al maturo poeta Neruda nel ruolo emotivo di padre, bene rappresenta l'emozione dell'iniziazione all'accesso alla "bellezza" che avviene
- credo sempre - grazie agli incontri che hanno segnato i milestone della nostra vita.
Disturbante, nel clima di idilliaco realismo, appare l'insensibilità di Neruda verso il bisogno del postino di mantenere un rapporto nutritivo e legittimante con lui. Neruda era stato madre e padre per il giovane: madre per l'aspetto nutritivo e padre per quello di legittimazione, di fronte al piccolo mondo dell'isola.
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luca scial�
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venerdì 10 febbraio 2012
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ultimo film di troisi
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In una misticamente semplice Procida degli anni '60, la vita tranquilla e monotona di un postino viene turbata dall'arrivo del poeta Pablo Neruda. Il quale lo arricchisce con la propria prosa, aiutandolo anche nella conquista di una bella ragazza che sarà anche sua sposa, ma al contempo, viene a sua volta arricchito da quei posti incantevoli e da quel ragazzo così semplice e spontaneo.
Tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Skarmeta, è l'ultimo film di Massimo Troisi, spentosi troppo presto ma in tempo per regalarci un ultimo film nel quale dimostra la sua completa marutazione da regista. Una maturazione che però non potrà mai mettere a frutto in futuro.
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In una misticamente semplice Procida degli anni '60, la vita tranquilla e monotona di un postino viene turbata dall'arrivo del poeta Pablo Neruda. Il quale lo arricchisce con la propria prosa, aiutandolo anche nella conquista di una bella ragazza che sarà anche sua sposa, ma al contempo, viene a sua volta arricchito da quei posti incantevoli e da quel ragazzo così semplice e spontaneo.
Tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Skarmeta, è l'ultimo film di Massimo Troisi, spentosi troppo presto ma in tempo per regalarci un ultimo film nel quale dimostra la sua completa marutazione da regista. Una maturazione che però non potrà mai mettere a frutto in futuro. Una brutta malattia ce lo ha portato via troppo presto. Il film è da segnalare anche per la prima comparsa della Cucinotta e per Philippe Noiret nei panni di Neruda.
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fedebiga
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martedì 31 gennaio 2012
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commovente nella semplicita'
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In realtà il mio voto in decimi sarebbe stato nove, per il finale forse un po' affrettato, ma visto che 4 stelle mi sembrano poche per spiegare la profondità di questo capolovoro, ne assegno 5.
Detto questo, rimane da dire solo della poesia, della "disincantata ingenuità", lasciateci da Troisi e dalla sua intimità, più che amicizia, con un Poeta (con la P maiuscola) che insegna a tutti noi che la poesia può nascere da chiunque.
Il senso del film è la scena della spiaggia, in cui il maestro spiega all'"allievo" che ha appena creato una metafora, e Troisi si schermisce quasi, perchè sa di non averlo fatto volontariamente (ma non è quello l'importante...)
FAVOLOSO
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iasc085
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sabato 10 settembre 2011
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il postino - immenso troisi
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In una Capri povera analfabeta e prevalentemente ricca di pescatori... Mario Ruoppolo, che non vuole seguire le orme del padre, ha l'opportunità di essere il postino personale dell'esiliato poeta, cileno, Pablo Neruda. Seppur con una paga misera, Mario (Troisi) accetta volentieri il posto, comprendendo a pieno il grande onore che gli viene concesso. Tra tentennamenti iniziali, per il timore di Mario di non essere all'altezza del grande poeta, i due diventano grandi amici...Neruda (Un bravissimo Noiret) lo aiuta nel corteggiamento di Beatrice, (Cucinotta) gli trasmette l'amore per la poesia, spiegandogli il significato di cose semplici come "la metafora", praticamente per Mario il poeta diventa come un padre, la figura paterna che tanto gli è mancata come si può ben capire dall'inizio del film.
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In una Capri povera analfabeta e prevalentemente ricca di pescatori... Mario Ruoppolo, che non vuole seguire le orme del padre, ha l'opportunità di essere il postino personale dell'esiliato poeta, cileno, Pablo Neruda. Seppur con una paga misera, Mario (Troisi) accetta volentieri il posto, comprendendo a pieno il grande onore che gli viene concesso. Tra tentennamenti iniziali, per il timore di Mario di non essere all'altezza del grande poeta, i due diventano grandi amici...Neruda (Un bravissimo Noiret) lo aiuta nel corteggiamento di Beatrice, (Cucinotta) gli trasmette l'amore per la poesia, spiegandogli il significato di cose semplici come "la metafora", praticamente per Mario il poeta diventa come un padre, la figura paterna che tanto gli è mancata come si può ben capire dall'inizio del film. Solo che, con la fine dell'esilio, Neruda torna nel suo paese e palese è la sofferenza di Mario nell'aver perso più di un amico... Bellissimo e toccante il finale, con il ritorno del poeta dopo 5 anni quando oramai il suo caro amico non c'è più... Un grande Troisi, il suo volto sprigiona tutte le emozioni che sta vivendo il protagonista minuto dopo minuto, con la sua grande semplicità si nota la timidezza, la tristezza, le difficoltà di un umile uomo dal cuore grande a interagire dinanzi ad un uomo di alto spessore culturale e politico, recitazione sublime. Momenti di alto cinema nei numerosi duetti tra Troisi e Noiret... Il Postino di M. Radford è l'ultimo film di Massimo, (forse il migliore) che trasuda una umanità eccelsa, che solo i grandi attori riescono a tramsettere, il pubblico non può non accorgersene, come d'altronde anche l'Academy che lo premia con una nomination postuma come migliore attore e sceneggiatore, oltre alle nomination come miglior Film e miglior Regia... Oscar per le musiche di Bacalov!
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giannuzzo1984
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venerdì 2 settembre 2011
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quando l'anima è cinema!
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Esiste un rapporto diretto tra l'anima ed il cinema, che non è altro che una metafora e un palcoscenico in cui si porta in scena la vita stessa. Basti guardare negli occhi del grande Troisi per catapultarsi nella magia del film, della storia e delle emozioni sempre in crescendo. L'uomo è una creatura fragile, che non ha bisogno di essere in possesso di grandi aforismi per stupire e per aprirsi al meglio.
Cast di ottima fattura con il grande Noiret nei panni di Neruda che incanta con il suo sguardo sempre vivo e la tenerezza di Troisi portata sul grande schermo, come soltanto lui saprebbe fare. Colonna sonora da brividi che ti fa entrare in pieno in ogni scena.
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Esiste un rapporto diretto tra l'anima ed il cinema, che non è altro che una metafora e un palcoscenico in cui si porta in scena la vita stessa. Basti guardare negli occhi del grande Troisi per catapultarsi nella magia del film, della storia e delle emozioni sempre in crescendo. L'uomo è una creatura fragile, che non ha bisogno di essere in possesso di grandi aforismi per stupire e per aprirsi al meglio.
Cast di ottima fattura con il grande Noiret nei panni di Neruda che incanta con il suo sguardo sempre vivo e la tenerezza di Troisi portata sul grande schermo, come soltanto lui saprebbe fare. Colonna sonora da brividi che ti fa entrare in pieno in ogni scena.
Capolavoro del cinema italiano.
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toty bottalla
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giovedì 1 settembre 2011
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l'ultima poesia!
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Ho rivisto stasera il bel film del grande TROISI, un po' scocciato dal rumore di fondo della casa, dalla moglie, dai figli, che guardano solo tv dall'intrattenimento banale. Il film, oltre che bello, è per ovvi motivi straziante che ti porta in un vortice di emozioni difficili da trattenere. Dicevo l'ultima poesia, TROISI ci lascia, regalandoci un opera dal valore indiscutibile, solo un po' deluso da NOIRET nel finale, dove mi aspettavo un'interpretazione più incisiva. MASSIMO, sempre nei nostri cuori! Saluti,
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filippo catani
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venerdì 26 agosto 2011
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l'ultima gioia di troisi
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Nell'immediato dopoguerra il figlio di un pescatore cerca lavoro e finisce con l'accettare un impiego prestigioso. Di lì a poco infatti arriverà in paese Neruda e lui dovrà consegnargli le lettere a lui indirizzate. Tra i due sboccerà una meravigliosa e intensa amicizia.
Un film commovente e intenso come l'ultima splendida interpretazione di Troisi. Il film ci consegna un ritratto assai fedele della realtà del tempo in un paesino meridionale: grandi difficoltà economiche, nessun servizio e il solito clientelismo alimentato dal politicante di turno sempre in vena di promettere per farsi eleggere e non mantenere mai. Ed è bello ammirare come un uomo semplice come il postino Troisi possa arrivare alle vette poetiche di un maestro come Neruda non appena gli si lasci la possibilità di staccarsi dalla grigia quotidianità.
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Nell'immediato dopoguerra il figlio di un pescatore cerca lavoro e finisce con l'accettare un impiego prestigioso. Di lì a poco infatti arriverà in paese Neruda e lui dovrà consegnargli le lettere a lui indirizzate. Tra i due sboccerà una meravigliosa e intensa amicizia.
Un film commovente e intenso come l'ultima splendida interpretazione di Troisi. Il film ci consegna un ritratto assai fedele della realtà del tempo in un paesino meridionale: grandi difficoltà economiche, nessun servizio e il solito clientelismo alimentato dal politicante di turno sempre in vena di promettere per farsi eleggere e non mantenere mai. Ed è bello ammirare come un uomo semplice come il postino Troisi possa arrivare alle vette poetiche di un maestro come Neruda non appena gli si lasci la possibilità di staccarsi dalla grigia quotidianità. Bravissimo anche Noiret nella parte di Neruda nel film che segna la consacrazione della bellissima Cuccinotta.
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dario
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martedì 16 agosto 2011
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incontinente
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Insomma, Troisi è un enigma. Qui è più tranquillo del solito, ma i suoi borborigmi (ridotti in lunghezza, per fortuna) sono veramente indigesti. La storia è un melodramma tipico italiano, con non poche incongruenze e parecchie furbate. Il regista sta alla larga da problematiche intellettuali, riducendo l'intelligente iniziativa di coinvolgere un grande poeta nella vicenda, in fatto più estemporaneo che funzionale alla storia, buonismi a parte. Tanto rumore per nulla, finale malinconico compreso, tutto costruito a tavolino. Però Troisi, alla fin fine, fa uno sforzo maggiore rispetto al suo standard, risultando a tratti simpatico, ma senza esagerare (i difetti di fondo rimangono, causa una preparazione che non gli fa mai superare la ristrettezza dello sketch da avanspetacolo).
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Insomma, Troisi è un enigma. Qui è più tranquillo del solito, ma i suoi borborigmi (ridotti in lunghezza, per fortuna) sono veramente indigesti. La storia è un melodramma tipico italiano, con non poche incongruenze e parecchie furbate. Il regista sta alla larga da problematiche intellettuali, riducendo l'intelligente iniziativa di coinvolgere un grande poeta nella vicenda, in fatto più estemporaneo che funzionale alla storia, buonismi a parte. Tanto rumore per nulla, finale malinconico compreso, tutto costruito a tavolino. Però Troisi, alla fin fine, fa uno sforzo maggiore rispetto al suo standard, risultando a tratti simpatico, ma senza esagerare (i difetti di fondo rimangono, causa una preparazione che non gli fa mai superare la ristrettezza dello sketch da avanspetacolo). Narrazione finta dimessa, forzature ben mascherate, storia, infine, da solita commedia all'italiana, paludata alla bell'e meglio di richiami culturali, esistenziali, subito pseudo-tali.
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(di goal!)
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dorieux
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mercoledì 27 luglio 2011
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troisi ci lascia un regalo
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Durante le riprese ,Troisi ha insistito più di una volta affinchè i medici non gli impedissero di continuare a girare nonostante le sue gravi condizioni di salute. L'attore aveva capito che questo film rappresentava una pietra miliare nella storia della cinematografia e voleva terminare questo capolavoro. Il tempo gli ha dato ragione.Tratto dal famoso libro di Skarmeta, il regista ha voluto dare un volto al postino di Neruda descritto nel libro, e ha scelto proprio quello dell'attore napoletano. E come dargli torto? Già dai tempi di 'Ricomincio da tre', Troisi aveva incarnato l'immagine del ragazzo semplice e un pò introverso,dalle radici popolari, innamorato della vita benchè sufficientemente disincantato.
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Durante le riprese ,Troisi ha insistito più di una volta affinchè i medici non gli impedissero di continuare a girare nonostante le sue gravi condizioni di salute. L'attore aveva capito che questo film rappresentava una pietra miliare nella storia della cinematografia e voleva terminare questo capolavoro. Il tempo gli ha dato ragione.Tratto dal famoso libro di Skarmeta, il regista ha voluto dare un volto al postino di Neruda descritto nel libro, e ha scelto proprio quello dell'attore napoletano. E come dargli torto? Già dai tempi di 'Ricomincio da tre', Troisi aveva incarnato l'immagine del ragazzo semplice e un pò introverso,dalle radici popolari, innamorato della vita benchè sufficientemente disincantato.E quindi chi altro poteva incarnare la figura di un postino di un' isoletta popolata da pescatori,che nella metà del novecento, incuriosita e dolcemente sospettosa, si trova ad ospitare l'esiliato compagno comunista e poeta Pablo Neruda. La dolcezza è il punto di forza dell'intero racconto. Dolcezza che non cade mai nel melenso nè nel banale. Radford ha saputo dosare bene la giusta quantità di tenerezza, che regala al film un'atmosfera di altri tempi, catapultando lo spettatore nel mondo romantico e poetico di Neruda senza mai dimenticare la realtà di un Italia con le sue controversie politiche e sociali. I ritmi del film non sono velocissimi, ma è così che deve essere, anche i tempi di questo racconto sembrano essersi sottomessi alla calma, alla delicatezza e alla poesia della vita su questa isola. Ben poche parole si possono spendere sull'interpretazione di Massimo Troisi, a dir poco eccezionale, una delle rare volte in cui sembra di assistere alla fusione totale dell'attore con il suo personaggio.
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