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dounia
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lunedì 1 agosto 2011
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esistenze diverse
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Il romanzo di James Fenimore Cooper del 1826, "L'ultimo dei Mohicani", è la sceneggiatura rivista e ben scritta del film di Michael Mann del 1992. La "guerra dei sette anni"(1756-63) presenta delle esistenze diverse e contrarie tra loro: Francesi e Inglesi, indiani Mohicani e Uroni. Occhio di Falco, insieme agli ultimi dei Mohicani, Chingachook-padre e Uncas-figlio che l'aiutano ad accompagnare gli inglesi a Ford William Henry, s'innamora della prima figlia del colonnello inglese, Cora, e Uncas della seconda, Alice. L'amore viene corrisposto. Il maggiore Eyard, fidanzato di Cora, rinuncia prima alla propria donna e poi alla sua vita. La battaglia tra Francesi e Inglesi finisce con la vittoria dei primi.
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Il romanzo di James Fenimore Cooper del 1826, "L'ultimo dei Mohicani", è la sceneggiatura rivista e ben scritta del film di Michael Mann del 1992. La "guerra dei sette anni"(1756-63) presenta delle esistenze diverse e contrarie tra loro: Francesi e Inglesi, indiani Mohicani e Uroni. Occhio di Falco, insieme agli ultimi dei Mohicani, Chingachook-padre e Uncas-figlio che l'aiutano ad accompagnare gli inglesi a Ford William Henry, s'innamora della prima figlia del colonnello inglese, Cora, e Uncas della seconda, Alice. L'amore viene corrisposto. Il maggiore Eyard, fidanzato di Cora, rinuncia prima alla propria donna e poi alla sua vita. La battaglia tra Francesi e Inglesi finisce con la vittoria dei primi. Il film ha come base questa storia che, oltre a mettere in risalto la guerra franco-inglese, evidenzia la figura a capo degli Uroni, fatta dallo stesso attore, Wen Scott, del film "Geronimo" e noto che egli recita molto bene queste figure di indiano. Il film è bello inoltre per la musica, la fotografia e le immagini che lo rendono vivo. La parte svolta da Occhio di Falco è molto veloce e l'attore Daniel Day-Lewis, con la sua agilità, riesce a porla in primo piano. La somma di tanti elementi validi diventa così positiva per l'aspettatore.
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iceman91
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mercoledì 13 luglio 2011
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ottimo film
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renato c.
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giovedì 27 maggio 2010
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un bel film epico!
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Quando l'ho visto al cinema alla sua uscita nel 1992, ero rimasto un po' deluso perchè, dopo aver visto un paio di versioni che facevano pena, speravo in una buona versione fedele al romanzo! Le variazioni sono tuttavia forse più reali che non il romanzo dove i buoni erano tutti da una parte ed i cattivi tutti dall'altra! Qui anche i "buoni" avevano i loro difetti: vedi il maggiore Eyward, rivale di Occhio di Falco perchè innoamorato di Cora (nel romanzo invece innamorato di Alice!) che non ha esitato a dichiarare il falso nelle accuse a Occhio di Falco, anche se alla fine si redime sacrificando la propria vita per salvare la sua! Così il colonnello Munro, grande gentlemen nel romanzo, qui non esita a voler fare impiccare Occhio di Falco nonostante i sentimenti che la figlia provava per lui! Al contrario il generale francese Montcalm, qui gentiluomo che concede agli Inglesi di tornare in Inghilterra senza fare nessun prigioniero, nel romanzo era un gran delinquente che fa massacrare tutti i coloni asseragliati in Forte William Henry, donne e bambini compresi, mandando non i suoi soldati, ma Magua con un'orda di Uroni! Nel finale è Alice a morire invece di Cora ed il povero Uncas, l'ultimo dei Mohicani, ridotto nel film ad una parte di spalla anzichè di protagonista! Rivedendolo in televisione dopo alcuni anni e la registrazione in questi giorni l'ho apprezzato come film, molto di più! Come per il "Pinocchio" di Walt Disney, quando si vede un film bisogna giudicarlo per se stesso senza fare riferimenti al romanzo! E debbo dire che è un bel film d'avventure, girato in splendidi paesaggi, con ottimi colpi di scena, e con gli Indiani buoni: i Mohicani, e quelli cattivi: Magua e gli Uroni.
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Quando l'ho visto al cinema alla sua uscita nel 1992, ero rimasto un po' deluso perchè, dopo aver visto un paio di versioni che facevano pena, speravo in una buona versione fedele al romanzo! Le variazioni sono tuttavia forse più reali che non il romanzo dove i buoni erano tutti da una parte ed i cattivi tutti dall'altra! Qui anche i "buoni" avevano i loro difetti: vedi il maggiore Eyward, rivale di Occhio di Falco perchè innoamorato di Cora (nel romanzo invece innamorato di Alice!) che non ha esitato a dichiarare il falso nelle accuse a Occhio di Falco, anche se alla fine si redime sacrificando la propria vita per salvare la sua! Così il colonnello Munro, grande gentlemen nel romanzo, qui non esita a voler fare impiccare Occhio di Falco nonostante i sentimenti che la figlia provava per lui! Al contrario il generale francese Montcalm, qui gentiluomo che concede agli Inglesi di tornare in Inghilterra senza fare nessun prigioniero, nel romanzo era un gran delinquente che fa massacrare tutti i coloni asseragliati in Forte William Henry, donne e bambini compresi, mandando non i suoi soldati, ma Magua con un'orda di Uroni! Nel finale è Alice a morire invece di Cora ed il povero Uncas, l'ultimo dei Mohicani, ridotto nel film ad una parte di spalla anzichè di protagonista! Rivedendolo in televisione dopo alcuni anni e la registrazione in questi giorni l'ho apprezzato come film, molto di più! Come per il "Pinocchio" di Walt Disney, quando si vede un film bisogna giudicarlo per se stesso senza fare riferimenti al romanzo! E debbo dire che è un bel film d'avventure, girato in splendidi paesaggi, con ottimi colpi di scena, e con gli Indiani buoni: i Mohicani, e quelli cattivi: Magua e gli Uroni. Anche se in questo film l'odio di Magua era dovuto al fatto che il colonnello Munro aveva fatto massacrare la sua famiglia e la sua tribu! Mentre nel romanzo, chiamato in alcune versioni Volpe Astuta, era proprio un essere subdolo, ingannatore e crudele!
Nel complesso un film da vedere e da consigliare di vedere, specialmente per chi non ha mai letto il romanzo che lo apprezzerà notevolmente!
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pattie
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martedì 18 maggio 2010
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due mondi pulsanti nello stesso cuore
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Ritengo sinceramente che "L'ultimo dei Mohicani" di Michael Mann sia un CAPOLAVORO cinematografico. I motivi che mi inducono a pensare quanto ho enunciato così inequivocabilmente sono molteplici. Primo fra tutti le ambientazioni, la fotografia e la scenografia che conferiscono al film un respiro ampio, non solo nelle ricostruzioni storiche e geografiche ma anche nell'esprimere, anche e soprattutto, attraverso le immagini la diversità delle culture che si incrociano all'interno della vicenda narrata.
La sceneggiatura è salda e ben strutturata e sostiene con forza la narrazione, delineando senza incertezze anche il carattere di ognuno dei personaggi; tutti così profondamente diversi, tutti così profondamente umani.
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Ritengo sinceramente che "L'ultimo dei Mohicani" di Michael Mann sia un CAPOLAVORO cinematografico. I motivi che mi inducono a pensare quanto ho enunciato così inequivocabilmente sono molteplici. Primo fra tutti le ambientazioni, la fotografia e la scenografia che conferiscono al film un respiro ampio, non solo nelle ricostruzioni storiche e geografiche ma anche nell'esprimere, anche e soprattutto, attraverso le immagini la diversità delle culture che si incrociano all'interno della vicenda narrata.
La sceneggiatura è salda e ben strutturata e sostiene con forza la narrazione, delineando senza incertezze anche il carattere di ognuno dei personaggi; tutti così profondamente diversi, tutti così profondamente umani.Il cast è il fiore all'occhiello dell'intera opera. D.Day-Lewis è splendido, incarna perfettamente l'anima del paese che sarebbe nato dagli eventi storci narrati; egli reca dentro sè le tracce di differenti culture, è forte, onesto, coraggioso, nobile.
Madeleine Stowe riesce a recitare anche solo con gli occhi; i suoi sguardi esprimono, del suo animo, più di mille parole.
Wes Studi resterà per sempre nella mia mente come Magua, l'uomo spietato che cerca di annegare il dolore nella vendetta. La sua interpretazione rende indimenticabile questo personaggio e lo inserisce nella galleria dei "cattivi" più rappresentativi della storia del cinema.
Infine che dire della colonna sonora?
Scandisce perfettamente il ritmo della narrazione, accompagna, sostiene e sublima ogni immagine, dipingendo emozioni e creando un insieme perfetto. Il contrappunto con il violino irlandese esprime, anche musicalmente l'unione tra atmosfere indio e cultura musicale europea. Connubio che ritroviamo anche nella bruciante e disperata storia d'amore tra i due protagonisti e nella stessa persona di Ned che racchiude nel suo petto due mondi pulsanti all'interno dello stesso cuore.
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reiver
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giovedì 6 maggio 2010
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l'indiano bianco
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Amo i film di Michael Mann. Mi piacciono tutti, o quasi... Questo è un pò diverso dagli altri. Magari sbaglio, ma ho l'impressione che Mann sia un pò l'opposto di un Cukor: i suoi film hanno sempre un punto di vista maschile. Questo non vuol dire che non possano piacere ad una donna, e neppure che non siano in qualche modo, in una maniera del tutto particolare, "romantici". Ma "L'ultimo dei Mohicani" è diverso. Forse contiene più sfaccettature, forse è semplicemente più melodrammatico. Di sicuro è un film molto bello, intenso (soprattutto in alcuni momenti), parecchio coinvolgente. La mano pesante di Mann si sente eccome, in particolare nella celebre sequenza dell'inseguimento finale, corredata da una colonna sonora vibrante, drammatica.
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Amo i film di Michael Mann. Mi piacciono tutti, o quasi... Questo è un pò diverso dagli altri. Magari sbaglio, ma ho l'impressione che Mann sia un pò l'opposto di un Cukor: i suoi film hanno sempre un punto di vista maschile. Questo non vuol dire che non possano piacere ad una donna, e neppure che non siano in qualche modo, in una maniera del tutto particolare, "romantici". Ma "L'ultimo dei Mohicani" è diverso. Forse contiene più sfaccettature, forse è semplicemente più melodrammatico. Di sicuro è un film molto bello, intenso (soprattutto in alcuni momenti), parecchio coinvolgente. La mano pesante di Mann si sente eccome, in particolare nella celebre sequenza dell'inseguimento finale, corredata da una colonna sonora vibrante, drammatica. E da attori notevoli. Davvero nominandone uno solo farei un torto a tutti gli altri... Ma Day-Lewis è , come ogni interprete britannico, il massimo dell'eclettismo. In quegli anni passava attraverso i ruoli più diversi senza colpo ferire: un vero fuoriclasse. Forse però il vero motivo per cui apprezzo questo film è la capacità del regista di tradurre lo spirito del romanzo, della letteratura avventurosa: il fascino della natura selvaggia, di cui i pellerossa erano componente primaria. Già, proprio loro, i famosi "Indiani". In questo film Mann li "dipinge" come Russell in uno dei suoi quadri: fieri, orgogliosi, a loro agio nella battaglia, a volte crudeli, capaci di bere il calice amaro della vendetta. Devo essere sincero, a me i film troppo buonisti, in stile "Balla coi lupi", piacciono fino ad un certo punto. Quelle pellicole dimenticano di dire che le tribù indiane erano in perenne lotta tra loro, che i Dakota erano stati cacciati verso le pianure dagli Irochesi, e a loro volta avevano sottomesso con la forza diverse etnie.
In questo film si vedono gli Huron, alleati dei francesi, anche loro contrapposti alla grande lega Irochese (comprensiva di cinque grandi tribù), alleata degli inglesi. I Mohicani del titolo, se non ricordo male parenti degli Algonchini, erano dunque Irochesi e per questo nemici degli Uroni.
Gli Indiani amavano la Natura, è vero... Profondamente vero. Erano parte integrante di essa. Ma della natura accettavano anche il lato duro e violento: amavano la caccia, e ancora di più la guerra, o meglio la guerriglia. A volte toccavano semplicemente colpo sugli avversari, senza uccidere, altre volte invece davano vita a sanguinose spedizioni punitive. Apprezzavano il valore degli avversari, infatti non infierivano sui corpi di chi si suicidava, ritenendo che solo un valoroso meritasse la tortura, anche da morto. Erano un grande popolo, con un modo di concepire la vita assai diverso dal nostro. Nutro una profonda stima per loro, ed è anche per questo che mi piace questo film. Che, ricordiamolo, ha come protagonista un indiano, anche se dalla pelle bianca: un "indiano bianco".
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miosa
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giovedì 5 novembre 2009
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sempliciemente fantastico !!
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Questo film mi ha fatto sognare,la musica è di quelle che ti rimangono dentro per sempre e poi ti senti rapita dallo sguardo dell'attore pricipale Daniel!!! Sempliciemente unico magari ne facessero ancora di film così!!!
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georgia
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mercoledì 8 luglio 2009
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spettacolare
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Bellissimo....
Bellissima trama, bell'ambientazione, bravissimi gli attori!! Stupende le musiche...
Un capolavoro che mi ha davvero commossa...commossa molto. Le scene finali sono perfette!
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andersen
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giovedì 18 dicembre 2008
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poteva essere migliore
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Devo essere sincero, sono rimasto un po' deluso. Forse perchè mi aspettavo qualcosa di più profondo, più impegnato...invece l'ho trovato un po' vuoto, quasi pura azione in un contesto che non gli apparteneva. Di tutti i Nativi Americani presenti solo tre sono 'buoni' e, guarda caso, sono i più "occidentali"; il protagonista poi è un europeo cresciuto tra gli indiani, e ha degli atteggiamenti che rasentano il tipico macho delle americanate hollywoodiane (in certi casi mi ha ricordato Steven Seagal, fate voi...).
Per il resto è tutto molto ben fatto: scenografia, regia, attori ecc... ma, a mio parere, prometteva di più.
Fatemi sapere cosa ne pensate...
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honestabe
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lunedì 15 settembre 2008
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il romanzo era un'altra cosa
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Bello il film, ma lasciamo stare il romanzo, che forse nessuno legge piu'. Dimentichiamo che il colonnello Munro non muore affatto (come non mori' nella realta': il massacro di Fort William Henry non fu proprio il mattatoio che Mann presenta, e alla fine ne scapitarono di piu' gli indiani che avevano preso nell'ospedale del forte le coperte infette dei vaiolosi massacrati e impestarono le loro stesse tribu' provocando una strage ben maggiore) e visse felice e contento.
Dimentichiamo soprattutto che nel romanzo ci sono due storie d'amore parallele: tra Alice e Duncan, i due bianchi e biondi WASP, e il triangolo tra Cora e Uncas e Magua, con Cora mulatta (ebbene si': Munro era stato di guarnigione ai Caraibi e la madre di Cora era una schiava).
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Bello il film, ma lasciamo stare il romanzo, che forse nessuno legge piu'. Dimentichiamo che il colonnello Munro non muore affatto (come non mori' nella realta': il massacro di Fort William Henry non fu proprio il mattatoio che Mann presenta, e alla fine ne scapitarono di piu' gli indiani che avevano preso nell'ospedale del forte le coperte infette dei vaiolosi massacrati e impestarono le loro stesse tribu' provocando una strage ben maggiore) e visse felice e contento.
Dimentichiamo soprattutto che nel romanzo ci sono due storie d'amore parallele: tra Alice e Duncan, i due bianchi e biondi WASP, e il triangolo tra Cora e Uncas e Magua, con Cora mulatta (ebbene si': Munro era stato di guarnigione ai Caraibi e la madre di Cora era una schiava). La prima storia ha il lieto fine: Alice e Duncan sopravvivono felici e contenti, al contrario del film. La seconda, una storia impossibile per James Fenimore Cooper, finisce in tragedia, con la morte di tutti e tre: la bella Cora e i due indiani che se la contendono.
Nel romanzo tutto questo aveva una coerenza e il messaggio era chiaro. Nel film la coerenza della narrazione mi pare assai minore. E' un universo hobbesiano e spietato, dove fatti salvi Occhio di Falco e l'anziano Chingagkook tutti sono o ottusi (il colonnello Munro e il capitano Duncan) o crudeli (Magua, ma anche gli altri nativi americani, che ammazzano ad accettate donne e uomini indifesi e bruciano vivi i prigionieri) o ipocriti (il generale francese Montcalm) e il destino comune e' la morte.
Per me il film sarebbe stato piu' intrigante se la sceneggiatura avesse rispettato, interpretandola con la sensibilita' nostra, la trama originale. Gli interpreti sono bravi, con Day-Lewis e Wes Studi (un Magua da manuale) nettamente sopra gli altri.
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[+] dove la vedi l'ipocrisia in montcalm
(di sergente hartman)
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freaks
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venerdì 22 agosto 2008
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bel film
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E bravo Mann, finalmente un film robusto, forte, appassionante. Certo i difetti non mancano e qualche sbandata nel convenzionale e nello stucchevole potevo essere evitata ma nel complesso un bel film che mantiene desta l'attenzione per gran parte della sua durata.
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