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andrea zagano
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venerdì 3 maggio 2013
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l'esordio più brillante della storia del cinema!
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L’allora ventinovenne Quentin Tarantino faceva il suo esordio nel mondo del cinema da perfetto sconosciuto, dirigendo la pellicola con un budget bassissimo e una quantità di talento fuori dal normale.
Pensate alla reazione dell’annoiato spettatore dopo aver visto la prima scena, dopo aver ascoltato il primo dialogo: si trova al cinema per vedere questa produzione indipendente di un nonsochi proveniente dal Tennessee quando “the Reservoir Dogs” inizia con una scena storica, dove tutti i protagonisti si trovano intorno ad un tavolo a fare colazione.
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L’allora ventinovenne Quentin Tarantino faceva il suo esordio nel mondo del cinema da perfetto sconosciuto, dirigendo la pellicola con un budget bassissimo e una quantità di talento fuori dal normale.
Pensate alla reazione dell’annoiato spettatore dopo aver visto la prima scena, dopo aver ascoltato il primo dialogo: si trova al cinema per vedere questa produzione indipendente di un nonsochi proveniente dal Tennessee quando “the Reservoir Dogs” inizia con una scena storica, dove tutti i protagonisti si trovano intorno ad un tavolo a fare colazione. L’ormai ex annoiato spettatore si mette comodo sulla poltroncina e alza l’asticella della concentrazione avendo capito che si tratta di qualcosa di geniale…a quel punto chiede a quello che siede a fianco: “Come ha detto che si chiama il regista?”.
Bene, è proprio così che nel 1992 Quentin Tarantino lascia il suo biglietto da visita, spiazzando tutti. Realizza questo film così, tanto per sperimentare qualcosa di nuovo nella sua vita, fino ad allora priva di particolari sussulti.
Con “le Iene” è possibile tracciare una lista dei temi caratteristici del regista, che si conserveranno negli anni come la cronologia frammentata e l'utilizzo di alcuni flashback, i dialoghi sfrontati ai limiti dell’assurdo e il tema della violenza, sempre presente nelle sue pellicole. E il sangue… Quentin Tarantino adora il sangue.
Proprio per queste tematiche un po’ fuori dagli schemi il regista di Knoxville divide(e non poco). Può piacere oppure no, ma è obbligatorio, secondo me, elogiarne l’originalità, che cancella tutti gli standard hollywoodiani. Non a caso, grazie al regista più matto del cinema, nasce un genere a parte, ‘pulp’, il più imitato degli anni ’90.
Le scene più significative sono due: quella iniziale è davvero la presentazione del regista(che peraltro partecipa attivamente al discorso essendo quello che tiene banco) mentre la scena della tortura al poliziotto è pura storia contemporanea. Le Iene è un film che tutti devono aver visto, almeno una volta nella vita, per assaporare qualcosa di nuovo.
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alberto98
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martedì 19 marzo 2013
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un film molto brillante
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Un film dagli spiccati tratti psicologici dei personaggi che tutti a sieme formano come un mosaico che rende questo un bel film, senza tralasciare la trama che anche quella è degna di nota. Poi se si pensa che tarantino non era altro che un regista alle prime armi ci si rende conto della genialità di questo film diciamo anche "Senza peli sullo stomaco" per modo di dire. Buona scelta quella degli attori che ricalcano alla perfezione i personaggi ottima anche la colonna sonora.
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shiningeyes
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mercoledì 27 febbraio 2013
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esordio fulminante
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L'esordio al cinema di Tarantino è un fulmine a ciel sereno nel mondo cinematografico.
Nessun altro prima di lui aveva osato immettere scene così violente in un film, o perlomeno, farle entrare nella storia del cinema, e non facendolo rimanere nella stregua di un b-movie splatter, facendo diventare “Le Iene” un film di culto.
Accusato di plagio dalla critica (trama simile alla pellicola cinese “City On Fire”), Tarantino si difese con un :“I veri artisti non copiano, rubano!”; quindi, Tarantino, a neanche trent'anni, aveva già in chiaro cosa voleva fare e cosa voleva diventare; e “Le Iene” rappresenta l'assaggio e la totalità della sua poetica allo stesso tempo, non ultimata per i pochi mezzi a sua disposizione.
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L'esordio al cinema di Tarantino è un fulmine a ciel sereno nel mondo cinematografico.
Nessun altro prima di lui aveva osato immettere scene così violente in un film, o perlomeno, farle entrare nella storia del cinema, e non facendolo rimanere nella stregua di un b-movie splatter, facendo diventare “Le Iene” un film di culto.
Accusato di plagio dalla critica (trama simile alla pellicola cinese “City On Fire”), Tarantino si difese con un :“I veri artisti non copiano, rubano!”; quindi, Tarantino, a neanche trent'anni, aveva già in chiaro cosa voleva fare e cosa voleva diventare; e “Le Iene” rappresenta l'assaggio e la totalità della sua poetica allo stesso tempo, non ultimata per i pochi mezzi a sua disposizione.
Cosa alquanto insolita quanto eccezionale il ritagliare e mettere in mostra i propri film preferiti con elementi pulp , ma impresa ancor più ardua è farli piacere al pubblico; mi sembra evidente che, inconsapevolmente, Tarantino, sapeva cosa smuove e fa godere nell'intimo più recondito lo spettatore di cinema: la violenza. Ma attenti. Non si parla di una violenza gratuita, senza senso, ma di una violenza che è mezzo di studio e dinamiche degli uomini che la esercitano; e ciò, sarà la componente onnipresente nei film di Tarantino.
Molto più crudo e serio del successivo “Pulp Fiction”, “Le Iene” è un viaggio sulla mente criminale, di come agisce e pensa un criminale, di come uno giusto (Mr.Orange) lo diventi e di come a volte, esso provi sentimenti umani (Mr.Withe) o inumani (Mr.Blonde).
Il tutto è portato a compimento di uno schema narrativo inusuale, nella quale l'inizio del film è l'epilogo che deve essere spiegato, che attira appieno l'interesse dello spettatore, che lo incuriosisce e sconvolge: Cosa è andato storto nella rapina? Chi è l'infiltrato? Sono le domande che si pongono per quasi tutta la durata del film.
E poi, non è possibile non rimanere sconcertati in un finale così inaspettato quanto sanguinoso, dove la violenza tramite una sola e perfetta inquadratura, la fa da padrona.
Nonostante sia stato girato con un ridotto budget e che gli accessori di scena erano quasi tutti proprietà del cast, “Le Iene” è un film ottimo,di puro cinema, e che ci regala la prima espressione Tarantiniana, e serve a dimostrare che con poco si può entrare nella storia; poco, economicamente parlando.
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son goku
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giovedì 21 febbraio 2013
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un mestro già da debuttante.
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Un film veramente capolavoro. Quentin Tarantino confeziona un'opera prima che è davvero un capolavoro del cinema. Una regia quasi impeccabile, interpretazioni davvero favolose. Quella di Kaitel e Buscemi sono come minimo da nomination agli Oscar. Poi passiamo al lato sonoro, che è eccezionale, ci sono musiche anni 70' veramente strepitose. Anche se è un film che prende ispirazione da City on Fire, Pelham 123 (quello originale) e Rapina a Mano Armata, Tarantino riesce a confezionare non solo un capolavoro, ma anche un film cinico, violento e in pieno stile Tarantino.
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paranoidandroid
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mercoledì 6 febbraio 2013
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dove tutto ebbe inizio...
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Da questo film Tarantino entra in scena con il suo stile e la sua magnifica regia!
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g_andrini
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domenica 3 febbraio 2013
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buon film
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E' un film "istruttivo", nel senso che cerca di spiegare che il crimine non paga. Gli attori sono bravi, e nonostante la sceneggiatura semplice, con un budget non certo elevato, regala bei momenti di azione e dialogo.
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pissiare
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lunedì 20 agosto 2012
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se questo e' un cult....io sono gesu'
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un film costruito in un capannone,dialoghi pesanti,attori che fanno finta di recitare,il peggior film di tarantino.
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babis
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domenica 8 luglio 2012
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film cult
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Il film racconta le vicende di un gruppo di rapinatori, che, dopo avere fallito il colpo in una banca per rubare dei diamanti, devono cercare di scoprire chi di loro li abbia traditi ed abbia spifferato tutto alla polizia; il film inizia quando il colpo è già fallito, e le scene propongono tutta una serie di flasch back, che sveleranno il colpevole e la psicologia dei vari personaggi; l'esordio di Trarantino è davvero stupefacente, per la resa teatrale, per l'interpretazione degli attori e per l'inizio di un nuovo stile...del tutto personale. Per gli amanti del cinema un film imperdibile!
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venarte
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giovedì 5 luglio 2012
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il ritorno al cinema dei cani da rapina
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Sono passati ormai vent’anni da quando un ragazzo di nome Quentin, che trascorreva le sue giornate guardando film nella videoteca in cui lavorava, fece il suo prepotente esordio nel cinema. Era il 1992 quando nelle sale di tutto il mondo usciva Le iene, dettando quello che si sarebbe in seguito affermato come lo stile Tarantino.
Dialoghi improbabili, violenza portata all’estremo, nuova stilizzazione del sangue e citazioni a non finire, sono diventati i marchi di fabbrica del regista statunitense che, dopo la sua opera prima, ha avuto la strada spianata per il successo planetario, raggiungendo la vetta con Pulp fiction, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes.
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Sono passati ormai vent’anni da quando un ragazzo di nome Quentin, che trascorreva le sue giornate guardando film nella videoteca in cui lavorava, fece il suo prepotente esordio nel cinema. Era il 1992 quando nelle sale di tutto il mondo usciva Le iene, dettando quello che si sarebbe in seguito affermato come lo stile Tarantino.
Dialoghi improbabili, violenza portata all’estremo, nuova stilizzazione del sangue e citazioni a non finire, sono diventati i marchi di fabbrica del regista statunitense che, dopo la sua opera prima, ha avuto la strada spianata per il successo planetario, raggiungendo la vetta con Pulp fiction, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes.
In occasione del ventesimo anniversario dall’uscita di questo cult movie, il grande schermo omaggia il cineasta riproponendo in due unici eventi, il 26 e il 28 giugno, Reservoir dogs (questo il titolo originale!) in tutti i cinema del circuito The Space.
Un ritorno speciale, quindi, per i sei rapinatori professionisti che, per mantenere segreta la loro identità, celano i loro veri nomi usando ognuno l’appellativo di un colore. Assoldati dal malavitoso Joe Cabot per perpetrare il furto di un grosso bottino di diamanti, si ritrovano in un capannone a fronteggiarsi uno contro l’altro per scoprire chi fra di loro è il poliziotto infiltrato che ha mandato a monte il piano.
Con un cast di attori affiatati, tra cui Harvey Keitel e Tim Roth, una giustificata colonna sonora anni settanta, una narrazione cronologicamente frammentaria e una geniale tecnica registica divenuta riconoscibile e allo stesso tempo magistrale, Le iene non mancherà di tenere incollati alla poltrona gli spettatori del 2012, conducendoli in un crescendo di iperviolenza e humor tarantiniano, come nell’esilarante scena iniziale in cui i protagonisti si interrogano sul reale significato della canzone di Madonna Like a virgin.
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iloveinter
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giovedì 28 giugno 2012
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iene nelle mani di tarantino
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E' nata una nuova stella? Pare proprio di sì! Il giovane ragazzo del Tenesee riprende un grande film di Kubrick e crea un capolavoro! Cast eccezionale per essere alla sua opera prima: Keitel, Buscemi, Madsen, Roth, lo stesso Tarantino in un'opera all'apparenza corale che però si focalizza su una cosa: la sceneggiatura. Eh sì perchè il giovane Quentin ci sa proprio fare a scrivere (True Romance e Assassini Nati) e allora, in mancanza di un budget stratosferico (e per fortuna che c'era Keitel) si gioca tutto proprio sullo script. Molto "accattivante", di una forza, di una violenza e di una scurrilità inaudite, capace di lasciare il segno! Eccezionale l'excursus rigurdante "Like a Vergin" di Madonna! Veramente ottima a
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E' nata una nuova stella? Pare proprio di sì! Il giovane ragazzo del Tenesee riprende un grande film di Kubrick e crea un capolavoro! Cast eccezionale per essere alla sua opera prima: Keitel, Buscemi, Madsen, Roth, lo stesso Tarantino in un'opera all'apparenza corale che però si focalizza su una cosa: la sceneggiatura. Eh sì perchè il giovane Quentin ci sa proprio fare a scrivere (True Romance e Assassini Nati) e allora, in mancanza di un budget stratosferico (e per fortuna che c'era Keitel) si gioca tutto proprio sullo script. Molto "accattivante", di una forza, di una violenza e di una scurrilità inaudite, capace di lasciare il segno! Eccezionale l'excursus rigurdante "Like a Vergin" di Madonna! Veramente ottima anche la prova degli attori! Grande!
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