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nerofelix
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lunedì 31 luglio 2006
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il pathos c'è ma...
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E' un buon film, il genio di Scorsese in cabina di regia è evidente, i ritmi sono incalzanti, le interpretazioni esemplari (De Niro addirittura strepitoso). Si segue dall'inizio alla fine con immutata tensione, le trovate visive sono efficaci, la fotografia è spettacolare. Tutto bene, allora? No... ci sono i "ma". Ma... un avvocato (Nick Nolte) può essere così sciocco e sprovveduto in diversi frangenti della vicenda? Ma... un detective privato così imbecille, come quello che assolda Nolte, come può esistere al di fuori di un film comico? Ma... la polizia americana è davvero così inutile? Ma... non era meglio ritirarsi in un albergo supersorvegliato anziché su una barca in balia della tempesta in un luogo isolato? Ma.
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E' un buon film, il genio di Scorsese in cabina di regia è evidente, i ritmi sono incalzanti, le interpretazioni esemplari (De Niro addirittura strepitoso). Si segue dall'inizio alla fine con immutata tensione, le trovate visive sono efficaci, la fotografia è spettacolare. Tutto bene, allora? No... ci sono i "ma". Ma... un avvocato (Nick Nolte) può essere così sciocco e sprovveduto in diversi frangenti della vicenda? Ma... un detective privato così imbecille, come quello che assolda Nolte, come può esistere al di fuori di un film comico? Ma... la polizia americana è davvero così inutile? Ma... non era meglio ritirarsi in un albergo supersorvegliato anziché su una barca in balia della tempesta in un luogo isolato? Ma... la figlia dell'avvocato ci fa o ci è? Etc.
Troppi "ma", e l'intreccio fa un po' acqua (con alcuni passaggi poco plausibili), però si guarda volentieri perché la situazione, anche se non originalissima, è intrigante e il "thrilling" è tenuto vivo da una sceneggiatura senza pause. Va visto ma... chi vuol liberarsi di un seccatore, faccia tutto ciò che Nick Nolte non fa! Due stelle per la trama, quattro per il cast artistico (Scorsese in testa): la media fa 3 stelle.
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tony montana
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martedì 19 ottobre 2010
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un grande thriller di un gran regista
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Vale lo stesso discorso di Face/off di John Woo. Nonostante sia un film di genere Scorsese ha diretto un film tesissimo come un cavo di alta tensione, dove tutto funziona alla perfezione: musiche inquietanti diventate un mito, attori che sanno recitare e tensione fino alla fine. Lo sguardo finale dellaLewis con la musica come sottofondo sono qualcosa. Un crescendo. La prima parte è sicuramente la migliore, dove le basi della storia vengono posate in modo perfetto. Il finale è volutamente di molto sopra le righe, con un De Niro ( giustamente candidato all’Oscar ) che sembra non aspettasse altro per scatenare ancor di più la sua bravura. Scorsese esaspera all'ennesima potenza la sua peculiare caratteristica, il movimento di macchina, fino a far diventare il tutto un'opera quasi dal taglio fumettistico.
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Vale lo stesso discorso di Face/off di John Woo. Nonostante sia un film di genere Scorsese ha diretto un film tesissimo come un cavo di alta tensione, dove tutto funziona alla perfezione: musiche inquietanti diventate un mito, attori che sanno recitare e tensione fino alla fine. Lo sguardo finale dellaLewis con la musica come sottofondo sono qualcosa. Un crescendo. La prima parte è sicuramente la migliore, dove le basi della storia vengono posate in modo perfetto. Il finale è volutamente di molto sopra le righe, con un De Niro ( giustamente candidato all’Oscar ) che sembra non aspettasse altro per scatenare ancor di più la sua bravura. Scorsese esaspera all'ennesima potenza la sua peculiare caratteristica, il movimento di macchina, fino a far diventare il tutto un'opera quasi dal taglio fumettistico. Molto particolare, è un grande film, non solo come thriller. Reputo questo film uno dei migliori thriller che sia mai stato realizzato. C'è davvero tensione, la cattiveria di De Niro è mostruosa, si teme per il peggio fino alla fine. Buoni anche Nick Nolte e Jessica Lange. Prima apparizione di Juliette Lewis.
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beppe86
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giovedì 11 ottobre 2007
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ottime scene in cape fear
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Cape Fear, remake de: "Il Promontorio della Paura" del 1962 di Jack Lee Thompson, può essere considerato un thriller psicologico raffinato e al contempo capace di mostrare squarci di assoluta brutalità animalesca, che rimane latente fino alla parte finale del film, per poi esplodere in un climax di violenza inaudita.
Gli ingredienti ci sono tutti. Un cast di prima fascia,dominato dalla presenza scenica imponente di De Niro, uno dei più formidabili attori della storia del Cinema, uno che riesce a piegare il Metodo ad ogni ruolo che interpreta. De Niro (che in questo ruolo si sarebbe di certo meritato il terzo Oscar) è l'attore che tutti i registi vorrebbero: uno che non scherza, che interiorizza alla perfezione il ruolo del personaggio in cui si immedesima, in grado persino di ingrassare, dimagrire, "stempiarsi" o sviluppare poderosi muscoli a comando dei registi (Scorsese ne sa qualcosa).
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Cape Fear, remake de: "Il Promontorio della Paura" del 1962 di Jack Lee Thompson, può essere considerato un thriller psicologico raffinato e al contempo capace di mostrare squarci di assoluta brutalità animalesca, che rimane latente fino alla parte finale del film, per poi esplodere in un climax di violenza inaudita.
Gli ingredienti ci sono tutti. Un cast di prima fascia,dominato dalla presenza scenica imponente di De Niro, uno dei più formidabili attori della storia del Cinema, uno che riesce a piegare il Metodo ad ogni ruolo che interpreta. De Niro (che in questo ruolo si sarebbe di certo meritato il terzo Oscar) è l'attore che tutti i registi vorrebbero: uno che non scherza, che interiorizza alla perfezione il ruolo del personaggio in cui si immedesima, in grado persino di ingrassare, dimagrire, "stempiarsi" o sviluppare poderosi muscoli a comando dei registi (Scorsese ne sa qualcosa). In questo film interpreta il ruolo di Max Cate, un galeotto ebbro di vendetta pieno di muscoli, pluri-tatuato dalla testa ai piedi con motivi macabri e frasi bibbliche sulla giustizia e sulla vendetta, dalla mente sfuggente e dal ghigno sinistro, quasi beffardo (il modo in cui De Niro riesce a "stortare" la bocca dando quell'aria di pienezza di sè è a dir poco stupefaciente), tormenta con satanico compiacimento il pavido avvocato Nick Nolte, accusato da Max per non averlo difeso come la legge prevede.
Da sottolineare la grande interpretazione di una giovane Juliette Lewis, bravissima nella parte della figlia 16enne di Nolte, che con i suoi ammiccamenti e sguardi sfuggenti denota perfettamente l'ambigua personalità della protagonista.
Thriller ben strutturato, diretto con la "solita" maestria registica di Martin Scorsese (a mio avviso il miglior regista di tutti i tempi insieme a Spielberg, Coppola, Welles, Lumet e Cimino), che è in grado di regalarci movimenti di camera unici e scene indimenticabili (come la scena dello stupro dell'amante dell'avvocato, crudele e primordiale; la scena finale in cui Nolte si lava le mani sporche del sangue di de Niro sotto la pioggia, quasi come se volesse purificarsi e la scena del pestaggio tra un DeNiro quasi "invincibile" e gli uomini mandati dal detective dell'avvocato Nolte).
Sceneggiatura intelligente, con molti riferimenti che rimandano ad opere letterarie e culturali(in questo caso alla letteratura bibblica e alle opere letterarie di Miller).
Tiene col fiato sospeso fino all'ultimo.
E ricordate: "Non vivete nel passato...vivere nel passato equivale a morire"
Quattro stelle
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alex41
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martedì 14 settembre 2010
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"imparerai cosa vuol dire perdere!"
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Cape Fear è un thriller psicologico straordinario, spettacolare, soprattutto grazie a un eccellente Robert De Niro, in uno dei suoi più memorabili ruoli mai riusciti: lo psicopatico Mac Cady che, uscito di galera tenterà di vendicarsi rovinando la vita al suo avvocato, che non è riuscito a difenderlo fino alla fine a causa di uno stupro avvenuto più di dieci anni prima. Robert De Niro in questo film è un vero "camaleonte" nel vero senso della parola: in ogni scena in cui appare ha un'espressione sempre diversa dalla precedente: la scena con Danielle al teatro, quando incontra l'avvocato Nick Nolte in auto, fino a quando mostra il suo lato sadico in molti punti del film, verso la fine, dove arriva il pazzoide vero.
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Cape Fear è un thriller psicologico straordinario, spettacolare, soprattutto grazie a un eccellente Robert De Niro, in uno dei suoi più memorabili ruoli mai riusciti: lo psicopatico Mac Cady che, uscito di galera tenterà di vendicarsi rovinando la vita al suo avvocato, che non è riuscito a difenderlo fino alla fine a causa di uno stupro avvenuto più di dieci anni prima. Robert De Niro in questo film è un vero "camaleonte" nel vero senso della parola: in ogni scena in cui appare ha un'espressione sempre diversa dalla precedente: la scena con Danielle al teatro, quando incontra l'avvocato Nick Nolte in auto, fino a quando mostra il suo lato sadico in molti punti del film, verso la fine, dove arriva il pazzoide vero. Un De Niro indimenticabile, un film riuscito anche se a tratti forse un po' lento, ma la regia di Scorsese è dinamite pura. Martin segna un nuovo mezzo capolavoro che porta lo spettatore davanti a un tour di paura, musica e interpretazioni intense. Grandi Nolte e Lange, immenso Scorsese, divino De Niro. Il cinema significa buona interpretazione, ovvero spettacolo, ricordatevelo!
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marlon brando
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lunedì 9 agosto 2010
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thriller spettacolare
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Primo capolavoro del genere e primo remake di Scorsese, Cape Fear non è altro che l’interpretazione madre che segnò le carriere di Robert De Niro e di Nick Nolte: il primo un autentico protagonista antieroe, il secondo un antagonista onesto che pensava solo al futuro della famiglia e che vede il passato perseguitarlo. Scorsese dirige un giallo avvincente, un thriller teso come la corda di un violino e allo stesso tempo un magistrale horror violento e agghiacciante. Cady è come il demonio, perseguita e frustra.
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Primo capolavoro del genere e primo remake di Scorsese, Cape Fear non è altro che l’interpretazione madre che segnò le carriere di Robert De Niro e di Nick Nolte: il primo un autentico protagonista antieroe, il secondo un antagonista onesto che pensava solo al futuro della famiglia e che vede il passato perseguitarlo. Scorsese dirige un giallo avvincente, un thriller teso come la corda di un violino e allo stesso tempo un magistrale horror violento e agghiacciante. Cady è come il demonio, perseguita e frustra. Un continuo susseguirsi di tensione e tormento psicologico oltre che fisico che culmina nella resa dei conti finale dove De Niro, secondo me non aspettava altro che la fine del film per sfoderare tutta la sua bravura. Alla fine, il bene trionfa sempre sul male, ma per una volta doveva vincere il cattivo che se poi è De Niro è un vero spettacolo.
Il finale lascia con gli occhi spalancati.
Da vedere.
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