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weach
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giovedì 2 dicembre 2010
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volo nell’ indefinito
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Cuore selvaggio di David Lynch è pellicola in linea con la cinematografia del regista ,un poco metaforica, anche grottesca,pervasa di sensualità anche perversa , un poco magica noir , violenta , estetica; ma anche fumetto, fuori da schemi logici ; il propellente è essenzialmente istintivo ,ma anche sadico ; ma c’è anche sentimento allo stato puro, libero dalle prigioni canoniche.
Nella istrionica celebrazione dell’ assurdo il fumetto prende sempre più toni disperati mentre la ricerca di David Lynch sublima null’introspezione della mente disperdendosi ,o se vogliamo , restando sospesa fra un mondo onirico e surreale .
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Cuore selvaggio di David Lynch è pellicola in linea con la cinematografia del regista ,un poco metaforica, anche grottesca,pervasa di sensualità anche perversa , un poco magica noir , violenta , estetica; ma anche fumetto, fuori da schemi logici ; il propellente è essenzialmente istintivo ,ma anche sadico ; ma c’è anche sentimento allo stato puro, libero dalle prigioni canoniche.
Nella istrionica celebrazione dell’ assurdo il fumetto prende sempre più toni disperati mentre la ricerca di David Lynch sublima null’introspezione della mente disperdendosi ,o se vogliamo , restando sospesa fra un mondo onirico e surreale .
Colori forti , sentimenti malati sono il pasto che ci viene servito per anime irrequiete che non hanno un richiamo culturale per riemergere dall’abisso e recuperare un attimo di consapevolezza.
In breve è film del “ volo nell’ indefinito “.
Ma anche il male ha una sua logica , deve essere consumato velocemente,per essere assaporato “caldo”. e guarda caso,il calore, questo fuoco ................ può trasmutare in vero amore .
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Weach illuminati
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dandy
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sabato 26 marzo 2011
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quando si tende a esagerare.....
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Dal romanzo omonimo di Barry Gifford,è sceneggiato dallo stesso Lynch,un viaggio nell'immaginario del cinema americano,trattato alla pari di una vera e propria odissea delirante e caotica,che si conclude in un gigantesco falò del kitsch.Sopravvalutato a Cannes,dove un entusiasta Bernardo Bertolucci,in veste di presidente della giuria lo ha premiato con la Palma d'oro.Il fascino è indubbio,e le citazioni ricchissime:da"Il Mago di Oz" alla soap-opera,dal softcore agli incidenti visionari di James Ballard,dal road movie alle canzoni di Elvis Presley.Tutto spinto all'eccesso,forse troppo.E la provocazione finisce per smorzarsi,così come l'inventiva.
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Dal romanzo omonimo di Barry Gifford,è sceneggiato dallo stesso Lynch,un viaggio nell'immaginario del cinema americano,trattato alla pari di una vera e propria odissea delirante e caotica,che si conclude in un gigantesco falò del kitsch.Sopravvalutato a Cannes,dove un entusiasta Bernardo Bertolucci,in veste di presidente della giuria lo ha premiato con la Palma d'oro.Il fascino è indubbio,e le citazioni ricchissime:da"Il Mago di Oz" alla soap-opera,dal softcore agli incidenti visionari di James Ballard,dal road movie alle canzoni di Elvis Presley.Tutto spinto all'eccesso,forse troppo.E la provocazione finisce per smorzarsi,così come l'inventiva.Scadendo così nel manierismo.Comunque il cast non fa una grinza(Cage era ancora in grado di recitare).Diane Ladd è davvero la madre di Laura Dern.Sherilyn Fenn è la donna ferita nell'incidente.Il personaggio di Perdita Durango,fugacemente interpretato da Isabella Rossellini,tornerà con ben altro spessore nel film di Alex de la Iglesia.Il più sopravvalutato dei film di Lynch,ma non del tutto da buttare via.
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blackdragon89
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mercoledì 28 marzo 2012
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"e' un mondo cattivo senza pietà."
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Due anni dopo il suo ultimo lavoro torna il genio malato del regista statunitense, chiamato questa volta per rappresentare sul grande schermo un romanzo di Barry Gifford.
Si tratta della trasposizione romantica e a tratti grottesca del Mago di Oz, in cui un mondo violento e selvaggio non può non trascinare il giovane Sailor Ripley (Nicolas Cage) nel suo baratro di oscuri eventi. Incarcerato dopo un omicidio colposo si trova davanti come unica alternativa per abbracciare la tanto sognata libertà una spensierata fuga con l'amata Lula, troppo ingenua e spensierata per distinguere la realtà dietro a sogni e speranze. Le basterà girare la testa per scorgere la strega dell'Est avvicinarsi con l'ausilio del vento, segno che la realtà non è come ci si aspetta.
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Due anni dopo il suo ultimo lavoro torna il genio malato del regista statunitense, chiamato questa volta per rappresentare sul grande schermo un romanzo di Barry Gifford.
Si tratta della trasposizione romantica e a tratti grottesca del Mago di Oz, in cui un mondo violento e selvaggio non può non trascinare il giovane Sailor Ripley (Nicolas Cage) nel suo baratro di oscuri eventi. Incarcerato dopo un omicidio colposo si trova davanti come unica alternativa per abbracciare la tanto sognata libertà una spensierata fuga con l'amata Lula, troppo ingenua e spensierata per distinguere la realtà dietro a sogni e speranze. Le basterà girare la testa per scorgere la strega dell'Est avvicinarsi con l'ausilio del vento, segno che la realtà non è come ci si aspetta.
Identificabile è l'approccio Lynchano in qualsiasi sua riproduzione. Nulla è lasciato al caso, tant'è che ogni dettaglio ha una sua precisa funzione. Spesso il lavoro del regista si concentra sul lato oscuro delle piccole città americane, dove le scene nude e crude sono all'ordine del giorno, o dove una giacca in pelle di serpente diventa il simbolo di individualità e libertà personale.
Numerosi sono poi gli espedienti per aggiungere acqua al mulino. Il film è volutamente costruito su un ritmo altalenante, enfatizzato sia da una colonna sonora che colpisce in intensità cogliendo lo spettatore alla sprovvista, sia dalle rivelazioni che animano i continui Flashback, ma soprattutto dalla presenza ricorrente del fuoco, immagine del distacco. Un movimento rapido e scattante come quello descritto da un fiammifero o un accendino è il segnale per un cambio di scena e del ritmo narrativo.
Ma le fiamme sono per loro stessa lampante natura anche ciò che meglio delinea l'impetuosa violenza di un mondo esterno malvagio e provocatorio. Davanti a un simile avvenire è facile distendere la mano in segno di resa. Una sfera di cristallo marca il cambio di fase e il nefasto ciclo di eventi può riprendere il suo corso, a meno di non scorgere la fantomatica Strega Buona del paese di Oz e convincersi che forse l'amore è l'unica arma a disposizione contro un cuore selvaggio.
Un film che ha i suoi alti e bassi, in virtù di un'alternanza ritmica che per scelta stessa del regista spezza la catena in più punti, appiattendone il bilancio generale. Lodevole è invece la scelta di ambientazioni e colonne sonore suggestive e simboliche, così come lodevole può essere definita l'interpretazione di un Nicolas Cage nel cuore della carriera, folle al punto giusto da seguire Lynch nella sua crociata in nome del surreale.
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donald93
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domenica 16 ottobre 2011
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pulp surrealista.
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Gli elementi del cinema di Lynch si mescolano con quella violenza classificabile come "tarantiniana"; il regista realizza questo film proprio durante l'onda di ascolti della fortunata serie "Twin Peaks".
La pellicola che vede protagonista una coppia (Nicolas Cage, Laura Dern) può esser classificata come "uno strano road movie contornato da strane vicende". Durante il viaggio, lo spettatore rimarrà senza dubbio colpito da uno dei personaggi più malati della storia: Bobby Peru, interpretato da un grande Willem Dafoe (ricorda vagamente il Dennis Hopper di Velluto Blu). Il film ha il suo miglior momento proprio quando Bobby preparerà una rapina, facendo partecipare anche il protagonista. Il tentativo finirà male, chiudendo la vicenda con due delle scene più strane della storia:
1) l'anziano che cerca la mano (poi si vedrà che ce l'ha un cane)
2) la morte di Bobby, decisamente rara da incontrare
L'intero film lo si può ritenere un esperimento del regista, poiché mescola elementi non proprio comuni del suo cinema.
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Gli elementi del cinema di Lynch si mescolano con quella violenza classificabile come "tarantiniana"; il regista realizza questo film proprio durante l'onda di ascolti della fortunata serie "Twin Peaks".
La pellicola che vede protagonista una coppia (Nicolas Cage, Laura Dern) può esser classificata come "uno strano road movie contornato da strane vicende". Durante il viaggio, lo spettatore rimarrà senza dubbio colpito da uno dei personaggi più malati della storia: Bobby Peru, interpretato da un grande Willem Dafoe (ricorda vagamente il Dennis Hopper di Velluto Blu). Il film ha il suo miglior momento proprio quando Bobby preparerà una rapina, facendo partecipare anche il protagonista. Il tentativo finirà male, chiudendo la vicenda con due delle scene più strane della storia:
1) l'anziano che cerca la mano (poi si vedrà che ce l'ha un cane)
2) la morte di Bobby, decisamente rara da incontrare
L'intero film lo si può ritenere un esperimento del regista, poiché mescola elementi non proprio comuni del suo cinema. Questo lavoro porterà comunque la maggior parte degli amanti di Lynch, ad amare anche questo suo raro lavoro.
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ilaskywalker
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venerdì 29 luglio 2011
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kitsch, rock, e qualche altra kappa
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Kitschissimo. Luci psichedeliche e highway assolate nel deserto. Un film che tocca vari estremi, per quanto improbabile o quasi ridicolo. Lynch fa il verso a un certo tipo di umanità mettendo in scena quelli che sono i protagonisti meno 'intelligenti' della sua filmografia. Stupidi, forse un po' tonti, ma audaci e capaci di vivere la loro vita in libertà e contro ogni regola, anche quelle del buon gusto.
Non apprezzo particolarmente Nicolas Cage, ma qui l'ho trovato ottimo, soprattutto in apertura e durante le scene cantate. Indimenticabile la sequenza in discoteca, che parte dalla dissolvenza della foga ballerina su un letto fino a trasformarsi nel dancefloor.
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Kitschissimo. Luci psichedeliche e highway assolate nel deserto. Un film che tocca vari estremi, per quanto improbabile o quasi ridicolo. Lynch fa il verso a un certo tipo di umanità mettendo in scena quelli che sono i protagonisti meno 'intelligenti' della sua filmografia. Stupidi, forse un po' tonti, ma audaci e capaci di vivere la loro vita in libertà e contro ogni regola, anche quelle del buon gusto.
Non apprezzo particolarmente Nicolas Cage, ma qui l'ho trovato ottimo, soprattutto in apertura e durante le scene cantate. Indimenticabile la sequenza in discoteca, che parte dalla dissolvenza della foga ballerina su un letto fino a trasformarsi nel dancefloor. Volumi musicali altissimi, elementi disturbanti. Un ottimo Defoe inquietante come sempre, anima di una scena splatter che definirei simpatica e in linea con il resto del film: osé, sensuale, rocker.
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dodo
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domenica 4 febbraio 2007
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ancor prima di tarantino...
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Prima ancora di Tarantino c'era un certo David Lynch, regista con alle spalle una carriera da "estroso", segnata da pochi film ma buoni... Un David Lynch capace di passare da registri completamente differenti: da film introspettivi di tipo psicanalista o che descrivevano attraverso “parodia” fenomeni quali la follia o il disturbo psichico; a film che giocavano con la “magia nera” e con gli estremismi del sesso: sempre con lo scopo di esplorare i meandri del nostro inconscio, di sondare le nostre parti emotive più intime e nascoste. Un David Lynch con la passione della magia nera, si; ma anche con la passione per il "pulp", da quanto si deduce guardando questo film.
Lynch anticipa "Le Iene", a dimostrazione che il sostrato per il rigurgito pulp era pronto e fresco da tempo.
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Prima ancora di Tarantino c'era un certo David Lynch, regista con alle spalle una carriera da "estroso", segnata da pochi film ma buoni... Un David Lynch capace di passare da registri completamente differenti: da film introspettivi di tipo psicanalista o che descrivevano attraverso “parodia” fenomeni quali la follia o il disturbo psichico; a film che giocavano con la “magia nera” e con gli estremismi del sesso: sempre con lo scopo di esplorare i meandri del nostro inconscio, di sondare le nostre parti emotive più intime e nascoste. Un David Lynch con la passione della magia nera, si; ma anche con la passione per il "pulp", da quanto si deduce guardando questo film.
Lynch anticipa "Le Iene", a dimostrazione che il sostrato per il rigurgito pulp era pronto e fresco da tempo...
La cosa che più stupisce è l'andamento impresso al film da Lynch: alcuni trucchi, perfino alcuni dialoghi, ricordano quel "matto" di Quentin. Ad esempio la “fissa” di concentrarsi su piccoli dettagli come la marca delle sigarette, o l’uso fitto di rapidi falshback per descrivere situazioni particolari allo scopo di imprimere un certo stile humour, una certa comicità al film.
Lo straordinario regista di "Mulholland Drive", prende spunto da un romanzo di Barry Clifford, con protagonisti Nicholas Cage (Sailor) e Diane Ladd (Luna). I due vivono un’avventura “estrema” colma di piccoli incidenti di percorso, i quali apparentemente sembrano nascondere un significato.
David si diverte ad escogitare aneddoti che imprimano al film quel “ghigno” Tarantiniano, e ci riesce. Un esempio la comparsa di Willem Defoe nel ruolo di un gangster messicano attratto da Luna e che cerca di fare la pelle a Sailor. Oppure la storia della morte del padre di Lula che è rievocata durante tutto l’arco del film, o le manie emotive e sessuali della mamma dell’esagitata Lula. Il film ti catapulta in un clima di rilassata dissennatezza, proprio i sentimenti che sembrano vivere i due protagonisti. Unico neo: la durata come al solito esagerata del film (circa due ore e mezza) unico elemento sempre ricorrente nei film di Lynch. Anche l’andamento del film in verità risulta a tratti monotono, ma questa è come detto, una delle poche caratteristiche riconoscibili del regista.
Note importanti: l’assegnazione della Palma d’oro a Cannes.
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(di d.l.)
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luca r.
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lunedì 20 settembre 2010
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noioso
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il film si salva solo pr le solita regia di lynch che e come sempre superlativa, bella fotografia....ma quello che manca e la sostanza...insomma come dire bella confezione ma poca sostanza!!lynch ha il difetto di raccontare storie surreali e questa e un arma a doppio taglio xche quando va bene fai un capolavoro(vedi mulholand drive,twin peaks,velluto blu etc...)ma quando va male fai boiate com questa....il tutto con una regia ottima x carita!!x quanto rigurada gli attori belle le figure di dafoe che entra troppo tardi nel film e la rossellini....nn convincenti le altre.....infine qualche buona intuizione ma troppo stramplato e mosrtuosamente lento e noioso
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