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blackdragon89
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mercoledì 28 marzo 2012
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"e' un mondo cattivo senza pietà."
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Due anni dopo il suo ultimo lavoro torna il genio malato del regista statunitense, chiamato questa volta per rappresentare sul grande schermo un romanzo di Barry Gifford.
Si tratta della trasposizione romantica e a tratti grottesca del Mago di Oz, in cui un mondo violento e selvaggio non può non trascinare il giovane Sailor Ripley (Nicolas Cage) nel suo baratro di oscuri eventi. Incarcerato dopo un omicidio colposo si trova davanti come unica alternativa per abbracciare la tanto sognata libertà una spensierata fuga con l'amata Lula, troppo ingenua e spensierata per distinguere la realtà dietro a sogni e speranze. Le basterà girare la testa per scorgere la strega dell'Est avvicinarsi con l'ausilio del vento, segno che la realtà non è come ci si aspetta.
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Due anni dopo il suo ultimo lavoro torna il genio malato del regista statunitense, chiamato questa volta per rappresentare sul grande schermo un romanzo di Barry Gifford.
Si tratta della trasposizione romantica e a tratti grottesca del Mago di Oz, in cui un mondo violento e selvaggio non può non trascinare il giovane Sailor Ripley (Nicolas Cage) nel suo baratro di oscuri eventi. Incarcerato dopo un omicidio colposo si trova davanti come unica alternativa per abbracciare la tanto sognata libertà una spensierata fuga con l'amata Lula, troppo ingenua e spensierata per distinguere la realtà dietro a sogni e speranze. Le basterà girare la testa per scorgere la strega dell'Est avvicinarsi con l'ausilio del vento, segno che la realtà non è come ci si aspetta.
Identificabile è l'approccio Lynchano in qualsiasi sua riproduzione. Nulla è lasciato al caso, tant'è che ogni dettaglio ha una sua precisa funzione. Spesso il lavoro del regista si concentra sul lato oscuro delle piccole città americane, dove le scene nude e crude sono all'ordine del giorno, o dove una giacca in pelle di serpente diventa il simbolo di individualità e libertà personale.
Numerosi sono poi gli espedienti per aggiungere acqua al mulino. Il film è volutamente costruito su un ritmo altalenante, enfatizzato sia da una colonna sonora che colpisce in intensità cogliendo lo spettatore alla sprovvista, sia dalle rivelazioni che animano i continui Flashback, ma soprattutto dalla presenza ricorrente del fuoco, immagine del distacco. Un movimento rapido e scattante come quello descritto da un fiammifero o un accendino è il segnale per un cambio di scena e del ritmo narrativo.
Ma le fiamme sono per loro stessa lampante natura anche ciò che meglio delinea l'impetuosa violenza di un mondo esterno malvagio e provocatorio. Davanti a un simile avvenire è facile distendere la mano in segno di resa. Una sfera di cristallo marca il cambio di fase e il nefasto ciclo di eventi può riprendere il suo corso, a meno di non scorgere la fantomatica Strega Buona del paese di Oz e convincersi che forse l'amore è l'unica arma a disposizione contro un cuore selvaggio.
Un film che ha i suoi alti e bassi, in virtù di un'alternanza ritmica che per scelta stessa del regista spezza la catena in più punti, appiattendone il bilancio generale. Lodevole è invece la scelta di ambientazioni e colonne sonore suggestive e simboliche, così come lodevole può essere definita l'interpretazione di un Nicolas Cage nel cuore della carriera, folle al punto giusto da seguire Lynch nella sua crociata in nome del surreale.
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donald93
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domenica 16 ottobre 2011
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pulp surrealista.
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Gli elementi del cinema di Lynch si mescolano con quella violenza classificabile come "tarantiniana"; il regista realizza questo film proprio durante l'onda di ascolti della fortunata serie "Twin Peaks".
La pellicola che vede protagonista una coppia (Nicolas Cage, Laura Dern) può esser classificata come "uno strano road movie contornato da strane vicende". Durante il viaggio, lo spettatore rimarrà senza dubbio colpito da uno dei personaggi più malati della storia: Bobby Peru, interpretato da un grande Willem Dafoe (ricorda vagamente il Dennis Hopper di Velluto Blu). Il film ha il suo miglior momento proprio quando Bobby preparerà una rapina, facendo partecipare anche il protagonista. Il tentativo finirà male, chiudendo la vicenda con due delle scene più strane della storia:
1) l'anziano che cerca la mano (poi si vedrà che ce l'ha un cane)
2) la morte di Bobby, decisamente rara da incontrare
L'intero film lo si può ritenere un esperimento del regista, poiché mescola elementi non proprio comuni del suo cinema.
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Gli elementi del cinema di Lynch si mescolano con quella violenza classificabile come "tarantiniana"; il regista realizza questo film proprio durante l'onda di ascolti della fortunata serie "Twin Peaks".
La pellicola che vede protagonista una coppia (Nicolas Cage, Laura Dern) può esser classificata come "uno strano road movie contornato da strane vicende". Durante il viaggio, lo spettatore rimarrà senza dubbio colpito da uno dei personaggi più malati della storia: Bobby Peru, interpretato da un grande Willem Dafoe (ricorda vagamente il Dennis Hopper di Velluto Blu). Il film ha il suo miglior momento proprio quando Bobby preparerà una rapina, facendo partecipare anche il protagonista. Il tentativo finirà male, chiudendo la vicenda con due delle scene più strane della storia:
1) l'anziano che cerca la mano (poi si vedrà che ce l'ha un cane)
2) la morte di Bobby, decisamente rara da incontrare
L'intero film lo si può ritenere un esperimento del regista, poiché mescola elementi non proprio comuni del suo cinema. Questo lavoro porterà comunque la maggior parte degli amanti di Lynch, ad amare anche questo suo raro lavoro.
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oblivion7is
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mercoledì 28 settembre 2011
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violenza, grasse risate, rock, splatter e weird.
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David Lynch, un cineasta innovativo e originale, dopo 4 film che l'hanno reso famoso in tutto il mondo (soprattutto in Europa), 4 film tra l'altro riferiti a 4 tipi di pubblico diversi ("Eraserhead" per gli weird-seekers e gli amanti dell'horror, "Dune" per gli amanti della fantascienza, "Velluto Blu" per gli amanti del thriller e dei film psicologici - e più psicologico di quanto sembri - ma anche dei film provocatori, e soprattutto "The Elephant Man", il film più famoso del regista, che gli ha donato 8 nomination all'oscar, nemmeno uno vinto, film indirizzato un po' a tutti ma soprattutto ai fan dei film strappalacrime), decide di darsi una.
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David Lynch, un cineasta innovativo e originale, dopo 4 film che l'hanno reso famoso in tutto il mondo (soprattutto in Europa), 4 film tra l'altro riferiti a 4 tipi di pubblico diversi ("Eraserhead" per gli weird-seekers e gli amanti dell'horror, "Dune" per gli amanti della fantascienza, "Velluto Blu" per gli amanti del thriller e dei film psicologici - e più psicologico di quanto sembri - ma anche dei film provocatori, e soprattutto "The Elephant Man", il film più famoso del regista, che gli ha donato 8 nomination all'oscar, nemmeno uno vinto, film indirizzato un po' a tutti ma soprattutto ai fan dei film strappalacrime), decide di darsi una... pausa? Con questa pellicola, sicuramente più leggera e divertente almeno, si distoglie un po' dai ragionamenti e dalle metafore per fare un road movie duro e puro che, con splatter e tamarraggini che secondo me hanno influenzato anche il cinema di Rodriguez, anche se non senza piccole finezze lynchiane (lo stupro mentale di Dafoe alla Dern; la testa di Dafoe che salta in aria stranamente assomigliante a, diciamo, la "testa del fallo", tutte cose che non ho notato da solo bensì grazie all'illuminante spiegazione di Slavoj Zizek, filosofo e psicologo che ha fatto un triplo dvd sull'interpretazione psicologica dei film, da Hitchcock fino a Charlot, ma anche Bergman e appunto Lynch). Le scene molto violente sono essenzialmente due, ma sono estremamente violente. La prima è la scena iniziale, con Cage che spacca la testa di un afroamericano sbattendola qua e là prima sugli scalini e poi sulla tromba delle scale, la seconda appare dopo tanto tempo, verso la fine, quando Dafoe, ovvero Bobby Perù, esce dalla banca dopo la rapina. Esplicite anche le scene di sesso tra Cage e la Dern, forse sin troppo (come per dire: non è che lei sia un gran splendore, almeno di faccia). Altissimo il livello di sangue (nelle scene in cui c'è) ed alto anche quello di weird: continue e quasi asfissianti le comparse per il cielo di streghe metaforiche simili a quelle de "Il Mago di Oz" (nella scena dello stupro mentale di Dafoe alla Dern, lei stessa batte più volte le scarpe rosse tra di loro come citazione al famoso romanzo). Presenti anche vari seni (spesso quelli della Dern, mai quelli della Rossellini nè - per fortuna? - quelli della Zabriskie e della Ladd, e ad un certo punto anche quelli di alcune donne (prostitute?) obese amiche di Bobby Peru (Dafoe?). Colonna sonora che passa dal metal (sempre le stesse due canzoni) a Elvis fino alle canzoncine anni '50 e '60, nel tipico stile Lynchiano. Scene che vanno dal divertente al drammatico, al geniale fino al ridicolo (la scena della discoteca metal soprattutto, ma anche il finale), piccole cose non spiegate o impossibili da spiegare (la Zabriskie doveva fare la gemella della Rossellini... ma non lo dicevano mai! Per me volendo poteva anche esserne la madre, non sarebbe cambiato nulla... e poi come si può pensare che lei possa fare la sua gemella, gli 11 anni di differenza si notano non poco!), la regia e la fotografia sempre straordinarie. Anche il cast non è per niente male: Cage è bravo più del solito, la Dern è brava COME al solito, la Rossellini pure e così via, fino a Stanton, Dafoe (con un trucco che rende la sua faccia ancor più abominevole), la Zabriskie, Nance (protagonista di "Eraserhead" che fa una comparsa qui, come la fece anche in "Velluto Blu" e tempo dopo in "Strade Perdute") e tutti gli altri. Un merito d'onore va a Diane Ladd, madre della Dern nel film e nella realtà, che qui ci regala una grandissima performance che le è valsa la nomination all'oscar (l'unica nomination che ha avuto il film). Purtroppo in italiano è stata doppiata da una cagna che ha enfatizzato all'estremo i toni già ironici del personaggio, rendendolo ancora più sopra le righe e soprattutto rendendo le scene in cui lei appare relativamente divertenti anche quando non lo dovrebbero essere. In linea di massima, è forse il peggior film di Lynch (anche se non ho ancora visto nulla di "Twin Peaks", nè la serie nè i film, quindi non posso giudicare altrimenti) ma è comunque piacevole e intrattenente e, soprattutto, tecnicamente anche perfetto, anche se qualcuno lo troverà un po' noioso, soprattutto se comparato ad altri road movie di coppia allucinogeni (vedere "Assassini Nati" che secondo me è anche più bello).
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romeo79
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martedì 9 agosto 2011
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ci siete cascati eh...?
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Raffaele Nappi Vincere la Palma d'Oro a Cannes con un film del genere significa una sola cosa: David Lynch è un genio del male. Me lo immagino a sbellicarsi in poltrona mentre annunciavano il suo nome con trepidante emozione. Già pregustava le recensioni compiaciute dei critici, gli applausi all'ennesimo capolavoro del "genio visionario" che esplora i "meandri" della psiche e bla bla bla. Fatto sta che Lynch si é fatto beffe di tutti. Ci ha venduto la "merde d'artiste" ed é corso a casa a rotolarsi sul pavimento dal ridere. Ha mescolato e frullato tutti i generi, dal trash al road-movie, dal musical al noir, dal romantico al poliziesco il tutto in salsa estremamente kitch, con una sana dose di splatter e con un tamarrissimo heavy metal sparato a manetta.
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Raffaele Nappi Vincere la Palma d'Oro a Cannes con un film del genere significa una sola cosa: David Lynch è un genio del male. Me lo immagino a sbellicarsi in poltrona mentre annunciavano il suo nome con trepidante emozione. Già pregustava le recensioni compiaciute dei critici, gli applausi all'ennesimo capolavoro del "genio visionario" che esplora i "meandri" della psiche e bla bla bla. Fatto sta che Lynch si é fatto beffe di tutti. Ci ha venduto la "merde d'artiste" ed é corso a casa a rotolarsi sul pavimento dal ridere. Ha mescolato e frullato tutti i generi, dal trash al road-movie, dal musical al noir, dal romantico al poliziesco il tutto in salsa estremamente kitch, con una sana dose di splatter e con un tamarrissimo heavy metal sparato a manetta. Di certo non si è scordato di infilarci qualche trovata alla Lynch di stampo onirico-surreale e non contento, in un supremo atto masturbatorio della mente, ci ha infilato a forza streghe e fate turchine. Infine ha tirato lo sciaquone ed è stato a guardare...Dal ribollire di tutta la feccia del cinema di genere, dalla sublimazione di tutti i clichè, dal gorgogliare della schiuma del trash televisivo è venuto fuori Wild at heart - Cuore selvaggio. Fa schifo? Deve fare schifo. Ha vinto la Palma d'Oro? Sì. Genio o grande affabulatore? Le due cose non sono mutualmente esclusive...
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ilaskywalker
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venerdì 29 luglio 2011
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kitsch, rock, e qualche altra kappa
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Kitschissimo. Luci psichedeliche e highway assolate nel deserto. Un film che tocca vari estremi, per quanto improbabile o quasi ridicolo. Lynch fa il verso a un certo tipo di umanità mettendo in scena quelli che sono i protagonisti meno 'intelligenti' della sua filmografia. Stupidi, forse un po' tonti, ma audaci e capaci di vivere la loro vita in libertà e contro ogni regola, anche quelle del buon gusto.
Non apprezzo particolarmente Nicolas Cage, ma qui l'ho trovato ottimo, soprattutto in apertura e durante le scene cantate. Indimenticabile la sequenza in discoteca, che parte dalla dissolvenza della foga ballerina su un letto fino a trasformarsi nel dancefloor.
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Kitschissimo. Luci psichedeliche e highway assolate nel deserto. Un film che tocca vari estremi, per quanto improbabile o quasi ridicolo. Lynch fa il verso a un certo tipo di umanità mettendo in scena quelli che sono i protagonisti meno 'intelligenti' della sua filmografia. Stupidi, forse un po' tonti, ma audaci e capaci di vivere la loro vita in libertà e contro ogni regola, anche quelle del buon gusto.
Non apprezzo particolarmente Nicolas Cage, ma qui l'ho trovato ottimo, soprattutto in apertura e durante le scene cantate. Indimenticabile la sequenza in discoteca, che parte dalla dissolvenza della foga ballerina su un letto fino a trasformarsi nel dancefloor. Volumi musicali altissimi, elementi disturbanti. Un ottimo Defoe inquietante come sempre, anima di una scena splatter che definirei simpatica e in linea con il resto del film: osé, sensuale, rocker.
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dandy
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sabato 26 marzo 2011
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quando si tende a esagerare.....
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Dal romanzo omonimo di Barry Gifford,è sceneggiato dallo stesso Lynch,un viaggio nell'immaginario del cinema americano,trattato alla pari di una vera e propria odissea delirante e caotica,che si conclude in un gigantesco falò del kitsch.Sopravvalutato a Cannes,dove un entusiasta Bernardo Bertolucci,in veste di presidente della giuria lo ha premiato con la Palma d'oro.Il fascino è indubbio,e le citazioni ricchissime:da"Il Mago di Oz" alla soap-opera,dal softcore agli incidenti visionari di James Ballard,dal road movie alle canzoni di Elvis Presley.Tutto spinto all'eccesso,forse troppo.E la provocazione finisce per smorzarsi,così come l'inventiva.
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Dal romanzo omonimo di Barry Gifford,è sceneggiato dallo stesso Lynch,un viaggio nell'immaginario del cinema americano,trattato alla pari di una vera e propria odissea delirante e caotica,che si conclude in un gigantesco falò del kitsch.Sopravvalutato a Cannes,dove un entusiasta Bernardo Bertolucci,in veste di presidente della giuria lo ha premiato con la Palma d'oro.Il fascino è indubbio,e le citazioni ricchissime:da"Il Mago di Oz" alla soap-opera,dal softcore agli incidenti visionari di James Ballard,dal road movie alle canzoni di Elvis Presley.Tutto spinto all'eccesso,forse troppo.E la provocazione finisce per smorzarsi,così come l'inventiva.Scadendo così nel manierismo.Comunque il cast non fa una grinza(Cage era ancora in grado di recitare).Diane Ladd è davvero la madre di Laura Dern.Sherilyn Fenn è la donna ferita nell'incidente.Il personaggio di Perdita Durango,fugacemente interpretato da Isabella Rossellini,tornerà con ben altro spessore nel film di Alex de la Iglesia.Il più sopravvalutato dei film di Lynch,ma non del tutto da buttare via.
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weach
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giovedì 2 dicembre 2010
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volo nell’ indefinito
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Cuore selvaggio di David Lynch è pellicola in linea con la cinematografia del regista ,un poco metaforica, anche grottesca,pervasa di sensualità anche perversa , un poco magica noir , violenta , estetica; ma anche fumetto, fuori da schemi logici ; il propellente è essenzialmente istintivo ,ma anche sadico ; ma c’è anche sentimento allo stato puro, libero dalle prigioni canoniche.
Nella istrionica celebrazione dell’ assurdo il fumetto prende sempre più toni disperati mentre la ricerca di David Lynch sublima null’introspezione della mente disperdendosi ,o se vogliamo , restando sospesa fra un mondo onirico e surreale .
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Cuore selvaggio di David Lynch è pellicola in linea con la cinematografia del regista ,un poco metaforica, anche grottesca,pervasa di sensualità anche perversa , un poco magica noir , violenta , estetica; ma anche fumetto, fuori da schemi logici ; il propellente è essenzialmente istintivo ,ma anche sadico ; ma c’è anche sentimento allo stato puro, libero dalle prigioni canoniche.
Nella istrionica celebrazione dell’ assurdo il fumetto prende sempre più toni disperati mentre la ricerca di David Lynch sublima null’introspezione della mente disperdendosi ,o se vogliamo , restando sospesa fra un mondo onirico e surreale .
Colori forti , sentimenti malati sono il pasto che ci viene servito per anime irrequiete che non hanno un richiamo culturale per riemergere dall’abisso e recuperare un attimo di consapevolezza.
In breve è film del “ volo nell’ indefinito “.
Ma anche il male ha una sua logica , deve essere consumato velocemente,per essere assaporato “caldo”. e guarda caso,il calore, questo fuoco ................ può trasmutare in vero amore .
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Weach illuminati
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luca r.
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lunedì 20 settembre 2010
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noioso
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il film si salva solo pr le solita regia di lynch che e come sempre superlativa, bella fotografia....ma quello che manca e la sostanza...insomma come dire bella confezione ma poca sostanza!!lynch ha il difetto di raccontare storie surreali e questa e un arma a doppio taglio xche quando va bene fai un capolavoro(vedi mulholand drive,twin peaks,velluto blu etc...)ma quando va male fai boiate com questa....il tutto con una regia ottima x carita!!x quanto rigurada gli attori belle le figure di dafoe che entra troppo tardi nel film e la rossellini....nn convincenti le altre.....infine qualche buona intuizione ma troppo stramplato e mosrtuosamente lento e noioso
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stiky
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martedì 27 ottobre 2009
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certa gente non capisce
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moolta gente non capisce questo film, ma non xche la gente è stupida o io sono piu intelligente di altri, è che moolti non pensano che cmq è un film del 1990 sono passati ormai 20anni quindi le scuole di pensiero di film sono cambiate.
David Lynch è un gran registaa! quindi da parte mia se siete scimmiati di film è da guardare ciaoo ciaooo
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paride86
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sabato 3 gennaio 2009
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divertentissimo
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"Cuore Selvaggio" probabilmente è il primo vero film pulp. La sua storia parodistica e grottesca, aiutata dalle forzatissime interpretazioni degli attori e da alcuni picchi di violenza, ne fa una critica sarcastica verso una certa cultura americana d'esportazione (se pensiamo soltanto alle serie Tv americane di quegli anni, a cominciare da Beverly Hills 90210)!, fatta di zucchero, sesso, (finti) buoni sentimenti e un'abbondante dose di idiozia.
Spettacolare il personaggio di Marietta: sembra uscita da una delle peggiori telenovelas sudamericane!
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