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Nato il 4 luglio |
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Un film di Oliver Stone.
Con Tom Cruise, Willem Dafoe, Kyra Sedgwick, Raymond J. Barry, Tom Berenger.
continua»
Titolo originale Born on the fourth of July.
Drammatico,
durata 144' min.
- USA 1989.
MYMONETRO
Nato il 4 luglio
valutazione media:
3,23
su
20
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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la storia di Ron Kovic, ridotto sulla sedia a rotelle dopo aver combattuto in Vietnam, che ha scritto la sua esperienza in un libro da cui Stone ha tratto questo film.
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Ron Kovic, nato il 4 luglio 1946, si arruola nei Marines e torna dal Vietnam, nel 1968, paralizzato nella parte inferiore del corpo e impotente. Attraverso varie esperienze arriva a una presa di coscienza pacifista e porta la sua testimonianza alla Convenzione Democratica del 1976. Tratto dal libro autobiografico di Kovic, è un esercizio di alta retorica antimilitarista contro l'intervento USA in Vietnam, il fanatismo nazionalista, la mistica patriottica, il culto del successo. Ne esce un diseguale film epico con ambizioni di tragedia storica, sequenze corali di forte suggestione spettacolare e pagine di irritante enfasi o didascalica pesantezza. Fino a quel momento idolo delle ragazzine americane, Cruise esce dal suo status di sex symbol, calandosi nel personaggio con ammirevole impegno. Oscar per la regia e il montaggio.AUTORE LETTERARIO: Ron Kovic
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premi nomination |
Premio Oscar 3 10 |
Golden Globes 5 1 |
La maturazione di stone a livello internazionale
venerdì 6 luglio 2007
di PA
CI TROVIAMO IN UN PAESINO DI PROVINCIA AMERICANO NEGLI ANNI '50.UN PERIODO DI TREGUA FRA LE DUE PRINCIPALI GUERRE CHE HANNO SCOSSO L'AMERICA.QUANDO CI VIENE PRESENTATA LA STORIA DI RON KOVIC, ALLORA BAMBINO ,MA CON UN ARIA PROPENSA E ENTUSIASTA PER LL'INTERESSE ONEROSO E MILITARE .SPECIALMENTE LA BRAVURA DEL REGISTA CI FA NOTARE COME IL PICCOLO RON OSSERVI QUEI VETERANI MUTILATI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE DURANTE LA PARATA DEL 4 LUGLIO. IL FILM POI SI SVOLGE VELOCEMENTE EVIDENZIANDOCI ALCUNI continua » |
Grande stone ma fantastico cruise
giovedì 8 settembre 2011
di darkovic
Ho sempre pensato che un grande regista ,come senza dubbio oliver Stone e',puo' contribuire a far diventare un'interpretazione di un attore memorabile. Gli e' riuscito un Cruise da Oscar ,cosa non da poco conto secondo i miei punti di vista Ottima sceneggiatura che anche con una buona colonna sonora,contribuisce a rendere un capolavoro questo allucinante ritratto degli Stati Uniti e il rapporto con i suoi reduci in un contesto di rivoluzione sessantottina. Senza continua » |
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| Ron (Tom Cruise), riferendosi all'America | |
| O la ami o te ne vai… | |
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DVD | Nato il 4 luglioUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 27 ottobre 2004
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Il 4 luglio è il giorno della festa nazionale americana, il patriottismo di Oliver Stone è coraggioso: ci vuole forza per rievocare tutti i discorsi ufficiali fatti a suo tempo negli Stati Uniti per dare all’intervento militare nel Vietnam il pathos ideologico d’una impresa eroica in difesa della civiltà occidentale, mostrando che sono esattamente gli stessi discorsi ripetuti oggi per giustificare gli interventi militari americani a Panama o in Nicaragua. Ci vuole forza e coraggio anche per prendere il divo più bello, vitale, giovane e amato, Tom Cruise, e fargli recitare la parte d’un castrato paraplegico immobilizzato sulla propria sedia a rotelle: ma capitò nel 1950 anche al bellissimo Marlon Brando nel suo primo film, Uomini, d’interpretare un reduce menomato, e non gli portò sfortuna. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Che cos’è più vicino all'inferno, il campo di battaglia vietnamita o l'ospedale per reduci del Bronx? E dove si nasconde il nemico una volta tornati dal fronte, costretti per il resto della vita su una sedia a rotelle? Ron Kovic (un bravissimo Tom Cruise), nato il quattro luglio - giorno dell'indipendenza americana -, si trova senza risposte a queste terribili domande. È andato in Vietnam volontario, credendo fermamente in quello che faceva: ora la sua vita sembra non avere più senso, mentre nessuno dopo il ritorno mostra di apprezzare le sue motivazioni ideali. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Ci sono momenti di grande emozione, in Nato il quattro di luglio, e ce ne sono altri meno forti, talvolta grevi o addirittura grotteschi. Oliver Stone conferma la sua tendenza a sovraccaricare le sceneggiature. Così ha fatto in Salvador (1966) e in Wall Street (1987), e così ha fatto in parte anche nei suoi due film migliori, Platoon (1986) e Talk Radio (1988). Pare quasi che diffidi della sua capacità di comunicare direttamente con la suggestione delle immagini, e che dunque si preoccupi di accumulare fatti di per sé "significativi". » |
di Walter Veltroni
Oliver Stone racconta le cose con una radicalità estrema. Il suo non è cinema di bella calligrafia, di toni sfumati. Sono immagini brandite con passione civile, con la voglia di coinvolgere, di indignare, di denunciare. Sono storie che affondano spesso nella realtà, nella carne ancora bruciante delle tragedie americane. Se l’espressione non fosse considerata oggi un insulto si potrebbe dire che si tratta di film denuncia, come quelli che fecero faville nella Italia degli anni Settanta. il film sulle trame e i misteri che hanno accompagnato l’assassinio di John Kennedy, appartiene allo stesso genere del quale fanno parte i racconti di Stone sul Vietnam. » |
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