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luca scialò
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venerdì 15 aprile 2011
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allen e i suoi atroci dubbi su amore e religione
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Due storie parallele. Quella di Judah Rosenthal, oculista rispettato e padre di famiglia, che però ha un'amante. E quella di Cliff Stern, regista squattrinato costretto a montare un film biografico sul fratello della moglie, Lester; mediocre pensatore pieno di sé. Il primo sarà costretto a sbarazzarsi dell'amante - divenuta ormai isterica e invadente dei suoi spazi familiari - chiedendo aiuto al fratello, e sarà perseguitato dai rimorsi e dal timore del giudizio di Dio, essendo cresciuto in una famiglia ebrea molto ossecuiante. Il secondo avrà un colpo atroce quando scoprirà che il tanto odiato e deriso Lester è insieme ad una collega verso la quale prova molta attrazione: Halley Reed.
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Due storie parallele. Quella di Judah Rosenthal, oculista rispettato e padre di famiglia, che però ha un'amante. E quella di Cliff Stern, regista squattrinato costretto a montare un film biografico sul fratello della moglie, Lester; mediocre pensatore pieno di sé. Il primo sarà costretto a sbarazzarsi dell'amante - divenuta ormai isterica e invadente dei suoi spazi familiari - chiedendo aiuto al fratello, e sarà perseguitato dai rimorsi e dal timore del giudizio di Dio, essendo cresciuto in una famiglia ebrea molto ossecuiante. Il secondo avrà un colpo atroce quando scoprirà che il tanto odiato e deriso Lester è insieme ad una collega verso la quale prova molta attrazione: Halley Reed. Sullo sfondo delle due storie, le parole profonde di un filosofo del quale Cliff stava preparando una biografia, che sembrano scandire come rintocchi violenti i passi incerti e sbagliati delle loro vite.
Il film rientra tra i lungometraggi in cui Allen, mediante i protagonisti (come in questo caso anche da lui interpretati), si pone profondi e atroci quesiti sulla fede e l'amore. I suoi personaggi sono fragili, incerti, smarriti, fallaci. Questa volta Allen pare non dare alcuno scampo al suo personaggio, il quale perde anche l'unico punto di riferimento della sua vita.
La trama si perde di tanto in tanto in qualche logorrea o pausa di troppo, ma anche ciò è in pieno stile Allen.
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l'intenditore
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lunedì 2 febbraio 2009
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"crimes and misdemeanors"
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Un opera fine,acuta e coinvolgente del buon vecchio Woody,e sicuramente una tra le migliori che ha realizzato.
A buon intenditor poche parole.
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il critico
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martedì 19 agosto 2008
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mah
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Premettendo che adoro ogni opera di Woody Allen... Devo dire che questo film non mi ha fatto proprio impazzire, è così grave? Bo bo, magari farò bene a riguardarlo.
[+] crimes and misdemeanors
(di l'intenditore)
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andre1987
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venerdì 29 febbraio 2008
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un allen nero e pessimista
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Juda Rosenthal (Martin Landau) e Cliff Stern non si conoscono e vivono vite diverse nella New York contemporanea. Juda è un ricco oculista, ha avuto successo e porta avanti da due anni un rapporto extramatrimoniale con Dolores, stanca ormai di essere semplicemente un’amante e decisa nel costringere Juda a confessare la loro relazione alla moglie.
Cliff (Woody Allen) è un regista senza molti risultati, che riesce ad ottenere un posto di lavoro nel set di un documentario in cui il cognato Lesther, personaggio dello spettacolo ormai affermato, propone le proprie riflessioni.
Juda è travagliato dalle pressioni dell’amante, sempre più insistente, fino a quando arriverà all’unica soluzione possibile per occultare per sempre la sua relazione infedele; Cliff, invece, stanco di essere giudicato mediocre in confronto al cognato, e della sua vita matrimoniale, cerca in Alle (Mia Farrow) una nuova compagna, arrivando infine a deludere le sue aspettative senza futuro.
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Juda Rosenthal (Martin Landau) e Cliff Stern non si conoscono e vivono vite diverse nella New York contemporanea. Juda è un ricco oculista, ha avuto successo e porta avanti da due anni un rapporto extramatrimoniale con Dolores, stanca ormai di essere semplicemente un’amante e decisa nel costringere Juda a confessare la loro relazione alla moglie.
Cliff (Woody Allen) è un regista senza molti risultati, che riesce ad ottenere un posto di lavoro nel set di un documentario in cui il cognato Lesther, personaggio dello spettacolo ormai affermato, propone le proprie riflessioni.
Juda è travagliato dalle pressioni dell’amante, sempre più insistente, fino a quando arriverà all’unica soluzione possibile per occultare per sempre la sua relazione infedele; Cliff, invece, stanco di essere giudicato mediocre in confronto al cognato, e della sua vita matrimoniale, cerca in Alle (Mia Farrow) una nuova compagna, arrivando infine a deludere le sue aspettative senza futuro.
Un confronto alternato di due storie: una di immoralità e delitto, l’altra di delusione e sconfitta che si incroceranno solo casualmente e che hanno come perno comune il fratello di Letsher e paziente di Juda, credente in dio (al quale Juda si rivolge a riguardo del proprio rapporto con Dolores), il quale personifica una fede-moralità ormai infranta da Juda stesso.
Allen realizza un film con risvolti da thriller nella vicenda di Juda e una prospettiva più comica con Cliff, portando avanti i due racconti senza intoppi, per concretizzare il suo ideale di tragicità commista al comico (“Edipo è buffo”) esposta, nel film, dagli stessi documentari di Lesther.
Un confronto tra due vite inframmezzato da ritorni al passato dei personaggi (momenti passati cn l’amante di Juda e ricordo della propria famiglia ebrea ), con la messa in evidenza di una tematica religiosa e una morale relativa, la quale può scendere sempre a compromessi, nella consapevolezza che “non serve a molto una legge se ostacola la giustizia”.
Le scintille del Background religioso scoppiano in Juda quando ormai il fatto è già compiuto: l’unica soluzione è il ritorno alla vita di tutti i giorni ,che forse potrà andare avanti, ma che rimarrà in tutti i casi influenzata dalle scelte morali decise in passato.
Il finale è dominato da una visione pessimistica,poiché il malvagio non è punito,e conclude un opera orchestrata nel giusto modo, per comunicare uno spaccato non esageratamente scioccante,come Allen farà in altri film, ma che colpisce lo spettatore avvolgendolo in un universo di situazioni e personaggi tragi-comici.
Voto:4 stelle
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[+] sei l'andrea de "la rosa purpurea...
(di audreyh)
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dr. o' le'
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giovedì 28 dicembre 2006
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il delitto paga
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I crimini e misfatti del titolo sono una perfetta presentazione di ciò cui assisteremo in questa ottima opera di Woody Allen, più defilato del solito.
C’è infatti un luminare della oftalmologia, ricco, affermato e rispettato (Martin Landau), la cui vita tranquilla viene d’un tratto messa in discussione dai capricci della sua amante (Anjelica Huston), una hostess conosciuta anni prima, che, stufa di essere il proverbiale “terzo incomodo”, ha deciso di parlare con la moglie del buon medico e rivelarle tutta la verità.
Judah (questo il rivelatore nome del luminare) prima tenta di convincerla a desistere dal suo intento, quindi si confida con un suo paziente rabbino in procinto di perdere la vista, ed infine col fratello, classica pecorona nera della famiglia.
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I crimini e misfatti del titolo sono una perfetta presentazione di ciò cui assisteremo in questa ottima opera di Woody Allen, più defilato del solito.
C’è infatti un luminare della oftalmologia, ricco, affermato e rispettato (Martin Landau), la cui vita tranquilla viene d’un tratto messa in discussione dai capricci della sua amante (Anjelica Huston), una hostess conosciuta anni prima, che, stufa di essere il proverbiale “terzo incomodo”, ha deciso di parlare con la moglie del buon medico e rivelarle tutta la verità.
Judah (questo il rivelatore nome del luminare) prima tenta di convincerla a desistere dal suo intento, quindi si confida con un suo paziente rabbino in procinto di perdere la vista, ed infine col fratello, classica pecorona nera della famiglia.
Quest’ultimo gli propone, senza mezzi termini, di sbarazzarsi dell’amante uccidendola, assicurandogli che non avrebbe avuto nessun ulteriore inconveniente.
Dopo tanta indecisione, la goccia che fa traboccare il vaso è l’intenzione della ex hostess di rivelare in pubblico alcune azioni finanziare non proprio pulite che Judah aveva commesso in passato.
Acconsente quindi a commissionare l’omicidio, che avviene come da programma.
Iniziano quindi enormi e pesantissimi sensi di colpa, che sfociano in visioni e flashback dal suo passato, vissuto in una famiglia ferventemente religiosa e un po’ estremista.
Accarezza l’idea di costituirsi, di liberarsi da questo enorme peso, ma più il tempo passa e più tutto sembra lontano.
Negli stessi giorni si susseguono le vicende, e siamo passati ai misfatti, che coinvolgono il regista di documentari un po’ sfigati Cliff (Woody Allen), costretto dal vil denaro a girare uno speciale-apologia sull’odiato cognato Lester (Alan Alda) produttore di successo.
Ovviamente il documentario risulterà essere tutt’altro che lusinghiero (fantastica la scena del montaggio in cui Woody confronta il piglio di Lester con quello di Mussolini durante un’adunata), e il buon Cliff, frustrato anche dalle solite delusioni amorose, si ritroverà a confrontarsi durante una festa di matrimonio con Judah, ormai libero da ogni senso di colpa, in una geniale sequenza finale.
Insomma il messaggio è uno solo, e piuttosto chiaro, i cattivi vincono quasi sempre, ed il crimine/misfatto paga.
Woody, quasi più pessimistico del solito, ci risparmia qualche nevrosi sostituendola con spunti di riflessione più o meno profondi (emblematico il personaggio del filosofo su cui brama di girare un documentario, uomo pieno di gioia di vivere che però al termine del film si suicida lasciando il biglietto : “sono uscito dalla finestra”).
Le risate però non mancano, così come i momenti grottescamente esilaranti.
Molto interessante anche l’idea di introdurre alcune parti della narrazione con spezzoni di film d’annata scelti ad hoc, inseriti con la “scusa” del fanatismo cinematografico di Cliff, perennemente al cinema.
Si inizia con la commedia, si prosegue nel drammatico e si sfocia nel giallo vecchia maniera, per concludere di nuovo con la commedia, amara e piena di significati.
Uno dei migliori film di Allen.
a cura di:
www.pianosequenza.net
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