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Crimini e misfatti |
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Un film di Woody Allen.
Con Martin Landau, Mia Farrow, Woody Allen, Alan Alda, Anjelica Huston.
continua»
Titolo originale Crimes and Misdemeanors.
Commedia,
durata 104' min.
- USA 1989.
MYMONETRO
Crimini e misfatti
valutazione media:
4,06
su
9
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Il delitto paga, questo è l'imperativo della società in cui viviamo ed è anche quello che sostiene Woody Allen con questo film.
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Due storie parallele di un noto oculista perseguitato dall'amante finché un fratello assolda un sicario per toglierla di mezzo, e di un documentarista senza successo anche in amore. Dopo Shakespeare, Čechov e Fellini, sembra qui che W. Allen abbia in mente Dostoevskij con le sue domande angosciate sull'esistenza di Dio e del male, la punibilità dei delitti e la consistenza delle pene. Il tema latente _ il giovane rabbino che fa da punto di contatto tra le due storie _ è la cecità umana. Commedia di ironica amarezza senza catarsi, fotografata da Sven Nikvist. 3 nomination agli Oscar (regia, sceneggiatura, Martin Landau) andate a vuoto come regolarmente accade ad Allen.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 3 |
Golden Globes 0 1 |
Il delitto paga
giovedì 28 dicembre 2006
di Dr. O' Le'
I crimini e misfatti del titolo sono una perfetta presentazione di ciò cui assisteremo in questa ottima opera di Woody Allen, più defilato del solito. C’è infatti un luminare della oftalmologia, ricco, affermato e rispettato (Martin Landau), la cui vita tranquilla viene d’un tratto messa in discussione dai capricci della sua amante (Anjelica Huston), una hostess conosciuta anni prima, che, stufa di essere il proverbiale “terzo incomodo”, ha deciso di parlare con la moglie del buon medico e rivelarle continua » |
Allen e i suoi atroci dubbi su amore e religione
venerdì 15 aprile 2011
di Luca Scialò
Due storie parallele. Quella di Judah Rosenthal, oculista rispettato e padre di famiglia, che però ha un'amante. E quella di Cliff Stern, regista squattrinato costretto a montare un film biografico sul fratello della moglie, Lester; mediocre pensatore pieno di sé. Il primo sarà costretto a sbarazzarsi dell'amante - divenuta ormai isterica e invadente dei suoi spazi familiari - chiedendo aiuto al fratello, e sarà perseguitato dai rimorsi e dal timore del giudizio continua » |
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| Woody Allen | |
| L'ultima volta che sono entrato in una donna è stato quando ho visitato la Statua della Libertà. | |
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| Mia Farrow e Woody Allen | |
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Io ti volevo restituire questa lettera. È la mia unica lettera d’amore. È bellissima. Peccato che io sia la persona sbagliata. Ma forse fa lo stesso. L’avevo copiata quasi tutta da James Joyce. Non ti eri chiesta il perché di tutti quei riferimenti a Dublino? |
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| Woody Allen a Mia Farrow | |
| Io lo amo come un fratello… vedi Caino e Abele! | |
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Altre frasi celebri del film Crimini e misfatti
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DVD | Crimini e misfattiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 23 febbraio 2005
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NEWS | Ritorno alla regia per Woody Allen, a bordo di una barca carica di presagi.L'incubo di cassandra
lunedì 28 gennaio 2008 - Pierpaolo Simone
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Perché Dio non punisce i malvagi già su questa terra? E perché così spesso il giusto rimane senza premio alcuno alla sua virtù? Non sono interrogativi astratti: ognuno di noi li incontra di continuo nella vita di tutti i giorni, e ben difficilmente riesce a trovare una risposta soddisfacente- Anche Woody Allen si pone in Crimimi e misfatti queste domande. Se le pone da par suo, celandole tra le righe di un racconto complesso e pressoché perfetto. C’è un “malvagio”, Judah (Martin Landau), un rispettato oculista di successo, sposato con figli. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C’è la Storia e ci sono le storie, in Crimini e misfatti. C’è la dimensione “macro” della vicenda umana: la guerra, i campi di sterminio, la ragione o il torto delle grandi scelte collettive. E c’è la dimensione “micro” delle biografie: le scelte di ognuno, il successo e l’insuccesso, i meriti e gli inganni, gli amori e i tradimenti. Su tutto grava un sospetto: il mordo non ha una struttura morale; la dialettica di colpa e pena è un’illusione al delitto non segue come necessità il castigo, e del resto il castigo non ha bisogno di alcun delitto. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
“La gente va in giro coi suoi peccati, si porta appresso azioni spaventose”: sull’anima schizofrenica della borghesia ebraica newyorkese, sull’ambiguità della morale umana nel mondo senza Dio, su vincenti e perdenti, Woody Allen ha fatto un bellissimo film. Commovente, divertente, profondo, ricco d’invenzioni stilistiche, ritmato da citazioni di vecchi film in bianco e nero usate per analogia o come cesura, accompagnato da canzoni americane classiche struggenti, Crimini e misfatti mescola dramma di coscienza e commedia amara seguendo due storie alternate ma non intrecciate, appena sfiorantisi. » |
di Irene Bignardi La Repubblica
Da un autore che ogni anno sforna un film bellissimo (due volte all’anno nei momenti particolarmente fortunati) e che continua a disegnare con intelligenza sopraffina e grandioso divertimento del pubblico il suo universo, è probabilmente sbagliato attendersi ogni volta la riuscita perfetta. E Crimini e misfatti, sotto il suo smalto sempre più elegante e raffinato, non è un film dalla riuscita perfetta. Al suo diciannovesimo appuntamento, Woody Allen torna a sedersi al tavolo degli adulti, al tavolo dei temi seri (lo dice lui che con la commedia ci si siede solo al tavolo dei bambini). » |
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