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dado1987
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domenica 27 marzo 2011
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yuppie ya ye!
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Siamo nel 1987, in pieno boom della borsa mondiale, periodo in cui molti ragazzi appena laureati cercano di diventare schifosamente ricchi il più presto possibile, bruciando tutte le tappe, emulando i pochi veri squali del mondo economico. Tra questi c'è Bud Fox (C.Sheen), un broker di umili origini come tanti altri, che sfoggia una ricchezza ed un modo di fare che non gli appartengono, fino a quando non viene a contatto con Gordon Gekko (M.Douglas), un vero piranha senza scrupoli, che darà lezioni di vita a Bud e lo coinvolgerà in affari loschi che creano tantissimo denaro, alle spese di onesti lavoratori, in pratica è uno speculatore privo di una qualsiasi coscienza. A Bud, si aprono porte di cui non conosceva neanche l'esistenza, e le cose iniziano a girargli bene: tanti soldi, tanti oggetti costosi quanto inutili e belle donne, ma ad un certo punto il ragazzo si accorge della malvagità delle proprie azioni e decide di fare marcia indietro, rifiutando di vivere giocando con le vite degli altri per dei miseri pezzi di carta di color verde.
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Siamo nel 1987, in pieno boom della borsa mondiale, periodo in cui molti ragazzi appena laureati cercano di diventare schifosamente ricchi il più presto possibile, bruciando tutte le tappe, emulando i pochi veri squali del mondo economico. Tra questi c'è Bud Fox (C.Sheen), un broker di umili origini come tanti altri, che sfoggia una ricchezza ed un modo di fare che non gli appartengono, fino a quando non viene a contatto con Gordon Gekko (M.Douglas), un vero piranha senza scrupoli, che darà lezioni di vita a Bud e lo coinvolgerà in affari loschi che creano tantissimo denaro, alle spese di onesti lavoratori, in pratica è uno speculatore privo di una qualsiasi coscienza. A Bud, si aprono porte di cui non conosceva neanche l'esistenza, e le cose iniziano a girargli bene: tanti soldi, tanti oggetti costosi quanto inutili e belle donne, ma ad un certo punto il ragazzo si accorge della malvagità delle proprie azioni e decide di fare marcia indietro, rifiutando di vivere giocando con le vite degli altri per dei miseri pezzi di carta di color verde.
Wall Street è l'elegia degli Yuppies anni '80: zoticoni ignoranti, che si credono degli eletti, quando l'unica qualità che posseggono (se così si può definire), è fregare il prossimo vendendogli aria fritta con la faccia più falsa possibile.
Oliver Stone è un bravo regista e questo a parer mio è uno dei suoi film più belli, con un Michael Douglas strepitoso, il quale per questa parte si prese un meritato Oscar come miglior attore non protagonista; bravo anche Martin Sheen, ma non si può dire lo stesso di Charlie, suo figlio, che non sembra neanche l'ombra del padre, mi spiace dirlo ma il protagonista è l'unico vero difetto di questo film, recita troppo male rispetto agli altri.
Questo è un film da non perdere.
Voto 8
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ale9191
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giovedì 24 febbraio 2011
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è il libero mercato
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Quanto è spietato il mondo degli affari il povero Buddy lo avrà sicuramente capito alla fine dei conti. In questo film ambientato nella Grande Mela conta solo una cosa: i soldi! E per farli vale tutto, dall'insider traiding allo smembramento di aziende da parte di raider. Questa è l'America degli Yuppy, dell'avidismo senza freni e dell'amoralità che ne fa da padrona che ha come simbolo il self-made man Gordon Gekko, interpretato da un magistrale Douglas a cui va meritatamente l'Academy Award. Il film descrive bene il meccanismo del libero mercato e di come un uomo senza scrupoli ne può approfittare per diventarne "il falco" e, penso, anche se data la mia giovane età non lo so per certo, che in molti nel settore dopo aver visto questa pellicola si saranno fatti delle domande a riguardo.
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Quanto è spietato il mondo degli affari il povero Buddy lo avrà sicuramente capito alla fine dei conti. In questo film ambientato nella Grande Mela conta solo una cosa: i soldi! E per farli vale tutto, dall'insider traiding allo smembramento di aziende da parte di raider. Questa è l'America degli Yuppy, dell'avidismo senza freni e dell'amoralità che ne fa da padrona che ha come simbolo il self-made man Gordon Gekko, interpretato da un magistrale Douglas a cui va meritatamente l'Academy Award. Il film descrive bene il meccanismo del libero mercato e di come un uomo senza scrupoli ne può approfittare per diventarne "il falco" e, penso, anche se data la mia giovane età non lo so per certo, che in molti nel settore dopo aver visto questa pellicola si saranno fatti delle domande a riguardo. Anche per questo, non a caso, rimarrà una pietra miliare del cinema mondiale.
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mr cinefilo
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giovedì 6 gennaio 2011
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un capolavoro
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Bravissimo Oliver Stone nel raccontare i meccanismi dell borsa mantenendo un ritmo ed uno stile perfetti. Gordon Gekko divenne il modello dello speculatore senza scrupoli, ed uno dei personaggi più citati del cinema
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ultimoboyscout
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mercoledì 1 dicembre 2010
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più che sopravvalutato.
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Leggo che Gordon Gekko sia un vero mito...A me pare invece sia un bel bandito! Poi il film è mediamente carino, fatto benino, piacevole senza essere un capolavoro ma non credo che Gekko sia un esempio specie per chi fa quel mestiere, con le sue speculazioni a ogni costo a più non posso. Interpretazioni di basso livello, la cosa migliore del film è la grandissima regia di Stone.
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(di fede81)
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enzo70
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venerdì 26 novembre 2010
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una premonizione di stone della sbornia liberista
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Erano gli anni '80. Per l'esattezza il 1987. Due anni dopo sarebbe crollato il muro di Berlino. E il sogno comunista. Venti anni dopo i mercati avrebbero dimostrato la loro incapacità' di sostenere lo sviluppo. Decretando la fine del liberismo. Rimangono comunisti e liberisti. A dimostrazione che non bastano le dimostrazioni. Wall street e' un film che anticipa le nefandezze di speculatori e finanzieri. La sceneggiatura e' spesso banale, il film si fa vedere per la storia, da romanzetto di successo. Michael Douglas da' il meglio di se', in una parte che gli consente di esprimersi ad alti livelli. Ma, comunque, le ottime intuizioni di Stone, sopratutto con riferimento ai tempi, si trasformano in un'occasione persa.
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Erano gli anni '80. Per l'esattezza il 1987. Due anni dopo sarebbe crollato il muro di Berlino. E il sogno comunista. Venti anni dopo i mercati avrebbero dimostrato la loro incapacità' di sostenere lo sviluppo. Decretando la fine del liberismo. Rimangono comunisti e liberisti. A dimostrazione che non bastano le dimostrazioni. Wall street e' un film che anticipa le nefandezze di speculatori e finanzieri. La sceneggiatura e' spesso banale, il film si fa vedere per la storia, da romanzetto di successo. Michael Douglas da' il meglio di se', in una parte che gli consente di esprimersi ad alti livelli. Ma, comunque, le ottime intuizioni di Stone, sopratutto con riferimento ai tempi, si trasformano in un'occasione persa. La differenza che corre tra un grande film e Wall street.
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paride86
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domenica 7 novembre 2010
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wall street
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Storia pedagogica su denaro e capitalismo, con un ottimo Micheal Douglas.
Brillante, ma non eccezionale.
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lore64
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sabato 30 ottobre 2010
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classica americanata, ma estremamente preveggente
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Il filmetto in sé è una classica americanata, con una regia e una recitazione sopra le righe, personaggi caratterizzati in modo elementare e ripartiti fra buoni e cattivi, e happy end finale (l'azienda aerea si salva) con tanto di ravvedimento del protagonista e punizione dei cattivi. Idiozia per la plebe, insomma. Tuttavia il film offre una caratterizzazione indimenticabile, ed estremamente preveggente, del capitalismo terminale che è andato trascinando nella rovina l'impero statunitense ed i suoi satelliti nel corso degli ultimi trent'anni: un capitalismo retto da gente completamente disinteressata ad integrare la propria vita nell'ambito di una progettualità a lungo termine, ansiosa solo d'intascare soldi nel più breve tempo possibile facendo il meno possibile, in cui la finanza si è sradicata interamente dalla sua funzione originaria di supporto all'economia reale ed è diventata un mostro che fa il deserto dove passa, sgretolando tutto ciò di cui viene in possesso nell'ottica di massimizzare il rendimento del semestre successivo, senza minimamente curarsi se in tal modo sega l'albero che lo regge.
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Il filmetto in sé è una classica americanata, con una regia e una recitazione sopra le righe, personaggi caratterizzati in modo elementare e ripartiti fra buoni e cattivi, e happy end finale (l'azienda aerea si salva) con tanto di ravvedimento del protagonista e punizione dei cattivi. Idiozia per la plebe, insomma. Tuttavia il film offre una caratterizzazione indimenticabile, ed estremamente preveggente, del capitalismo terminale che è andato trascinando nella rovina l'impero statunitense ed i suoi satelliti nel corso degli ultimi trent'anni: un capitalismo retto da gente completamente disinteressata ad integrare la propria vita nell'ambito di una progettualità a lungo termine, ansiosa solo d'intascare soldi nel più breve tempo possibile facendo il meno possibile, in cui la finanza si è sradicata interamente dalla sua funzione originaria di supporto all'economia reale ed è diventata un mostro che fa il deserto dove passa, sgretolando tutto ciò di cui viene in possesso nell'ottica di massimizzare il rendimento del semestre successivo, senza minimamente curarsi se in tal modo sega l'albero che lo regge. Concisi ma estremamente azzeccati anche i collegamenti colla dimensione politica - "non crederai mica di vivere in una democrazia?" chiede Gekko al suo allievo - e con quello dell'arte degenerata, integratasi perfettamente nel mondo della speculazione dilagante, in cui si tratta di azzeccare quale "illusione" - quale moda o cordata - prevarrà nei mesi successivi allo scopo di moltiplicare il valore dell'obbrobrio partorito dall'imbrattatavole di turno ed acquistato a suon di milioni nel mondo delle aste truccate e della critica asservita, al pari della politica, alla plutocrazia finanziaria. Tutto: economia, arte, politica, persino la statistica usata per analizzare i dati economici, tutto diventa "illusione", un gioco delle allodole manipolabile da chi ha più soldi, più aggressività e meno scrupoli. Nei secoli a venire gli storici riconosceranno in questo filmetto un'acquaforte della parabola del "tramonto dell'Occidente" (O. Spengler) ormai giunto allo stadio terminale.
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gordongekko
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mercoledì 6 ottobre 2010
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capolavoro per stile e messaggio
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Un must da rivedere sempre all'infinito, ogni volta con una nuova sfaccettatura che omaggia la grandezza del lavoro di Stone, qui quando era in stato di grazia. Si è già certficato e magnificato un Douglas giustamente premiato, sappiamo tutti quanto ha caratterizzato forse il personaggio che nella ns. generazione di giovani negli anni '80 più ha fatto presa per incisività nel iconizzare una specie di modello coinvolgente in mille dettagli nonostante la sua generale negatività, cosa che a 23 anni di distanza ancora Stone si rimprovera perchè voleva creare un modello negativo e ha avuto quasi effetto contrario...ha giurato che con Money never sleeps ha rimediato.
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Un must da rivedere sempre all'infinito, ogni volta con una nuova sfaccettatura che omaggia la grandezza del lavoro di Stone, qui quando era in stato di grazia. Si è già certficato e magnificato un Douglas giustamente premiato, sappiamo tutti quanto ha caratterizzato forse il personaggio che nella ns. generazione di giovani negli anni '80 più ha fatto presa per incisività nel iconizzare una specie di modello coinvolgente in mille dettagli nonostante la sua generale negatività, cosa che a 23 anni di distanza ancora Stone si rimprovera perchè voleva creare un modello negativo e ha avuto quasi effetto contrario...ha giurato che con Money never sleeps ha rimediato....ma come non si poteva ammirare un Douglas come detto bene da molti che è reale, è lui, non è un'attore, dovrebbero rinominare la street gekkostreet....per chi conosce bene questa pellicola capolavoro, chiedo se non già notato di verificare e condividere come sia chiari il messaggio di Stone quando si palesa in una sola frase, dove sheen al balcone che domina la grande mela si chiede "ma è vero?" e dal cui momento il film cambia completamente piega, e l'illusione diventa realtà, alla gordon, ma realtà negativa, la bolla di sapone, e speculativa, scoppia, e le conseguenze sono dietro l'angolo, dove ciò che luccicava ci ha abbagliato e dove il dolore delle conseguenze deve insegnare....massima massima consistenza di una rappresentazione cinematografica, non c'è un fronzolo sbagliato o che stona....l'immenso cast di contorno e sbalorditivo, nessuno sgarra una virgola, stamp superlativo, rubinek perfetto come sempre, holbrook un santone secondo padre, i due sheen come in famiglia, hannah presente nel suo splendore corretto anni '80, young mogliettina di facciata perfetta, spader bravo ex collegiale ingenuo, McGinley rampante stupidotto perfetto....lunga vita a questo quadro d'autore....
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[+] hai colto il segno!
(di hermes v. b. malavasi)
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..vit..
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martedì 18 maggio 2010
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di tutto rispetto
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Una pellicola di classe, senza ombra di dubbio. La sceneggiatura, le interpretazioni di tre grandi attori, e tutto il resto che a ciò fa da contorno, ci danno un lungometraggio di classe, che fa pensare sul mondo finanziario capitalistico e sul valore delle cose. Anzi sui valori: quello economico del denaro e quello più impalpabile, ma non meno importante, dei valori e dei principi, del rispetto e degli affetti. Nel film c'è tutto ciò: amore ed amicizia, rapporti filiali e di lavoro, successo e disfatta: la storia di Bad Fox (uno dei migliori Charlie Sheen mai visti, affiancato egregiamente dal padre e da Douglas), dall'ascesa alla rovina, insegna molto e appassiona. Un gran film insomma, magari un pò lento se confrontato ai film recenti tutti azione e violenza, ma ben fatto.
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Una pellicola di classe, senza ombra di dubbio. La sceneggiatura, le interpretazioni di tre grandi attori, e tutto il resto che a ciò fa da contorno, ci danno un lungometraggio di classe, che fa pensare sul mondo finanziario capitalistico e sul valore delle cose. Anzi sui valori: quello economico del denaro e quello più impalpabile, ma non meno importante, dei valori e dei principi, del rispetto e degli affetti. Nel film c'è tutto ciò: amore ed amicizia, rapporti filiali e di lavoro, successo e disfatta: la storia di Bad Fox (uno dei migliori Charlie Sheen mai visti, affiancato egregiamente dal padre e da Douglas), dall'ascesa alla rovina, insegna molto e appassiona. Un gran film insomma, magari un pò lento se confrontato ai film recenti tutti azione e violenza, ma ben fatto. Da vedere.
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