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pruoffc
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venerdì 16 settembre 2011
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l'ultimo imperatore
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irontato
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venerdì 4 marzo 2011
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italian colossal
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Che dire di una grande produzione pluripremiata e diretta da un grande regista Italiano?Bisogna vederlo ed è un piacere farlo.
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renato c.
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giovedì 22 ottobre 2009
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un bellissimo affresco storico
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Con questo film Bernardo Bertolucci ha veramente "fatto centro"! Si tratta di un kolossal con tutti i pregi ma senza i difetti dei kolossals tradizionali ed è stata molto buona l'dea di narrare la vita di Pu Yi tramite flashback. Ottima l'ambientazione dell'imperatore bambino, vezzeggiato "prigioniero" della città proibita. Seguono i rapporti col fratellino, l'avvento della repubblica che egli dall'interno del palazzo non vede; il suo trovarsi imperatore fantoccio dei Giapponesi nel Man-cho-kuo. Ed infine la sua rieducazione. Chou En-lai un giorno aveva detto "Voi in Europa avete la mania del regicidio, il nostro imperatore invece è tuttora vivo e fa il giardiniere!" Ed il film fa vedere bene come a differenza di tante saltate in Europa quali Luigi XVI di Francia, lo zar Nicola II e fra i tanti perfino un re d'Inghilterra, i Cinesi abbiano invece preferito tenere in vita il loro ex imperatore, rieducarlo, e dargli un posto di lavoro da semplice cittadino! Non che durante la rivoluzione cinese di Mao (ed anche nella rivoluzione culturale) siano mancate condanne a morte, esecuzioni sommarie ecc.
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Con questo film Bernardo Bertolucci ha veramente "fatto centro"! Si tratta di un kolossal con tutti i pregi ma senza i difetti dei kolossals tradizionali ed è stata molto buona l'dea di narrare la vita di Pu Yi tramite flashback. Ottima l'ambientazione dell'imperatore bambino, vezzeggiato "prigioniero" della città proibita. Seguono i rapporti col fratellino, l'avvento della repubblica che egli dall'interno del palazzo non vede; il suo trovarsi imperatore fantoccio dei Giapponesi nel Man-cho-kuo. Ed infine la sua rieducazione. Chou En-lai un giorno aveva detto "Voi in Europa avete la mania del regicidio, il nostro imperatore invece è tuttora vivo e fa il giardiniere!" Ed il film fa vedere bene come a differenza di tante saltate in Europa quali Luigi XVI di Francia, lo zar Nicola II e fra i tanti perfino un re d'Inghilterra, i Cinesi abbiano invece preferito tenere in vita il loro ex imperatore, rieducarlo, e dargli un posto di lavoro da semplice cittadino! Non che durante la rivoluzione cinese di Mao (ed anche nella rivoluzione culturale) siano mancate condanne a morte, esecuzioni sommarie ecc. Però non hanno ritenuto opportuno condannare l'ex imperatore dal momento che non lo consideravano un pericolo (cioè che volosse risalire sul trono)ma recuperare un cittadino!
Un film didattico da far vedere anche nelle scuole superiori con bravi interpreti tra cui il sepre eccezionale Peter O'Toole.
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zen
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venerdì 2 gennaio 2009
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bello sforzo produttivo
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L'esperienza produttiva più significativa per Bertolucci è stata importante anche per il cinema italiano dell'epoca. Un'iniezione di fiducia si potrebbe dire.
Certo, il film ha dei limiti: non abbastanza coinvolgente nella prima parte (la più intimista e potenzialmente emozionante) e soffocato dalla complessità delle vicende storico-politiche nella seconda.
Comunque da vedere, anche per gustare l'affascinante fotografia di Storaro (forse un pò troppo calda in alcune sequenze).
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ziogiafo
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martedì 25 novembre 2008
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un’appassionante storia di un uomo solo…
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ziogiafo - L'ultimo Imperatore – Cina/Francia/Gran Bretagna/Italia, 1987 - Il maestro Bernardo Bertolucci, rappresenta sicuramente uno degli esponenti italiani più autorevoli a livello mondiale, della cosiddetta cinematografia «dell’impegno», regista e sceneggiatore di rilievo che mosse i suoi primi passi nella «settima arte» da giovanissimo, come assistente di Pier Paolo Pasolini, che lo guidò durante le sue prime esperienze. «L'ultimo imperatore» è un film altamente spettacolare, un kolossal, diretto in maniera egregia dal famoso regista italiano, maestro del genere, abituato a gestire in maniera sapiente le grandi masse di attori e comparse nei vari set cinematografici da lui coordinati, sempre con grandi risultati… la sua importante filmografia lo conferma ampiamente.
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ziogiafo - L'ultimo Imperatore – Cina/Francia/Gran Bretagna/Italia, 1987 - Il maestro Bernardo Bertolucci, rappresenta sicuramente uno degli esponenti italiani più autorevoli a livello mondiale, della cosiddetta cinematografia «dell’impegno», regista e sceneggiatore di rilievo che mosse i suoi primi passi nella «settima arte» da giovanissimo, come assistente di Pier Paolo Pasolini, che lo guidò durante le sue prime esperienze. «L'ultimo imperatore» è un film altamente spettacolare, un kolossal, diretto in maniera egregia dal famoso regista italiano, maestro del genere, abituato a gestire in maniera sapiente le grandi masse di attori e comparse nei vari set cinematografici da lui coordinati, sempre con grandi risultati… la sua importante filmografia lo conferma ampiamente. Siamo nel 1909, il film parte dalla vita del principino cinese Pu Yi, (piccolo erede al trono), un bambino di appena tre anni (figlio del principe Chun) che viene condotto nella «Città proibita» per essere incoronato come nuovo Imperatore della Cina. Dopo la sontuosa cerimonia il bambino viene tenuto quasi come un prigioniero nell’austera città imperiale, dove cresce sotto il “controllo” di balie e servitori ambigui. Con gli anni Pu Yi, viene affidato ad importanti educatori, in particolare allo scozzese Sir Reginald Johnston, - un superlativo Peter O'Toole - che ne farà un uomo colto e raffinato, scuotendone la coscienza sociale e politica. All’Imperatore Pu Yi (John Lone), dopo una serie di vicissitudini, gli viene affidato il regno della Manciuria, che amministrerà in maniera fittizia, in quanto gli arroganti giapponesi invasori lo avevano collocato in quel ruolo come “fantoccio” di uno stato inesistente. Pu Yi, pur essendo cosciente di avere nemici ovunque si ribella al potere nipponico, cercando di mantenere l’indipendenza della Manciuria per non farla diventare una colonia giapponese. Al termine della guerra nel 1945, Pu Yi, purtroppo, sarà abbandonato da tutti alla sua crudele sorte… verrà catturato dai Russi che lo metteranno in carcere per molto tempo, rilasciandolo dopo anni, “trasformato” e disorientato, secondo i dettami della nascente società comunista di Mao Tse-Tung. Pu Yi, vivrà in seguito come un uomo comune, continuando a subire umiliazioni, confinato come criminale di guerra a Pechino nella sua ex reggia a fare il giardiniere. Storia di un uomo perennemente prigioniero, prima fra le “sue” mura prestigiose, poi in un triste esilio imposto dagli eventi storici che ne distrussero totalmente l’esistenza. Bravissimo John Lone, straordinario nel suo ruolo, che riesce a mettere in risalto la complessa psicologia del tormentato protagonista del film. «L'ultimo Imperatore», è un capolavoro giustamente pluripremiato, che offre - grazie alla magnifica arte del maestro Bertolucci - indimenticabili e maestose scene di questa appassionante storia vera, in uno spettacolo unico, sulle eleganti e struggenti note del grande Ryuichi Sakamoto. Un’appassionante storia di un uomo solo… Da rivedere assolutamente! Cordialmente,ziogiafo
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claudio
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sabato 27 settembre 2008
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meraviglioso
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Colonna sonora stupenda, scenografie da brivido, interpreti favolosi
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miocinema
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giovedì 5 aprile 2007
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capolavoro
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Niente da dire un capolavoro,si è lento ma è un film dolcissimo,delicato e bellissimo.Correte a prendere il dvd.Meritatissimi tutti i premi che ha avuto.Questo vuol dire che il nostro cinema viene considerato.Grande bertolucci
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jalabrab
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giovedì 8 marzo 2007
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mattone
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QUESTO FILM HA VINTO TIPO UNA DECINA DI OSCAR, NE MERITAVA DI PIù SCARY MOVIE.
è decisamente lentissimo e noioso.
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tom
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mercoledì 31 gennaio 2007
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falso
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...falso...Bertolucci mostra quello che la Cina è per gli occidentali, non quello che è la Cina. Mostra quello che la propaganda cinese( sempre presente e guardinga durante le riprese, tanto che uno degli attori era un funzionario del governo di Pechino)vuole far credere a noi occidentali!
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