Arrivederci ragazzi

Un film di Louis Malle. Con Gaspard Manesse, Francine Racette, Raphael Fejito, François Berléand, Irène Jacob.
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Titolo originale Au revoir les enfants. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 103 min. - Francia 1987. MYMONETRO Arrivederci ragazzi * * * 1/2 - valutazione media: 3,85 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,85/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Tre ragazzini ebrei, clandestinamente ospitati in un collegio cattolico, sono prelevati, in seguito a una spiata, dagli sgherri della Gestapo.
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Louis Malle in stato di grazia
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Leone d'Oro al festival di Venezia 1987. Louis Malle in stato di grazia ci dà il suo Amarcord, la storia dei suoi anni di scuola in un collegio di provincia. A scuola il piccolo Louis (nel film, Julien) stringe amicizia con un coetaneo un po' misterioso, ma intelligente e sensibilissimo. Il loro rapporto verrà brutalmente troncato dall'arrivo della Gestapo (siamo nel 1944, la Francia è occupata) che porta via l'amico di Julien perché ebreo.

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Premi e nomination Arrivederci ragazzi

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Premio Oscar
0
2
Nastri d'Argento
1
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Golden Globes
0
1
David di Donatello
1
0
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Uno dei miei film preferiti

domenica 23 marzo 2008 di Alessio

E' uno dei miei film preferiti, seppure ormai di 20 anni fa. Ogni volta che lo vedo mi colpisce al cuore e mi strappa più di una lacrima. La storia d'amicizia è quasi un classico, ci si incontra e ci si scontra, poi piano piano, attraverso piccoli gesti quotidiani e la curiosità reciproca ci si avvicina fino a non poter fare a meno l'uno dell'altro. Ed è quì che il film vi porta per poi sbattervi in fronte la loro brusca e drammatica separazione. Il film secondo me vuole denunciare come gli continua »

* * * * *

1944, la "grande storia" che tutto travolge

domenica 31 gennaio 2016 di SergioFi

La "grande storia" irrompe sempre nelle piccole storie degli umani. Paradigmatica la vicenda che ci racconta Louis Malle, con il suo tocco quasi magico, in questo capolavoro del 1987 mai così attuale. Un gruppo di giovani convittori e il frate che ha il compito di educarli alla vita saranno travolti dalla ferocia nazista nella Francia occupata del 1944. Per i tre adolescenti ebrei rifugiati nella scuola carmelitana per sfuggire ai rastrellamenti della Gestapo, non ci sarà scampo. Tutto sarà tragicamente continua »

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Un film da inserire nella didattica scolastica

venerdì 10 giugno 2011 di dulcinea

condivido tutto quello che dice Alessio ...e diro' di piu' un'amicizia e' come un grande amore,quando la perdi o perdi la persona non potrai piu' essere completa come prima,in cambio all'amarezza si acquista la consapevolezza continua »

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Un groppo alla gola

lunedì 6 giugno 2011 di Filippo Catani

Nella Francia collaborazionista, un collegio cattolico nasconde al suo interno tre ragazzini ebrei. Tra uno di questi e un altro ragazzo di religione cattolica si instaura una tenera amicizia all'insegna della comune passione per la letteratura. Un film davvero toccante e dalla superba ambientazione. Davvero struggente vedere gli effetti del nazismo e di chi ha collaborato abbattersi sui più piccoli e innocenti. Niente male anche la figura del direttore del collegio che non solo non continua »

Julien
"Chi salva un uomo, salva il mondo intero"
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di Walter Veltroni

C’è una fotografia estratta da quel cumulo di dolore e di devastazione che è ormai Sarajevo che mi ha fatto pensare all’atmosfera intensa e fragile di Arrivederci ragazzi. C’è un bambino su un pullman, uno di quelli che ha portato via i ragazzi e le donne. Quel bimbo piange, le mani appoggiate al vetro del pullman. Dall’altra parte si vedono delle dita grosse, che cercano, attraverso il finestrino, quelle piccole mani. C’è la stessa sensazione di tristezza, di abbandono, di fine che attraversa il magnifico film di Louis Malle. »

di Stefano Reggiani

Con Arrivederci, ragazzi Louis Malle non ha ripreso solo temi che hanno in cinema una grande e sofferta tradizione (il collegio, l'educazione cattolica, le prime curiosità sessuali; e, insieme, la guerra l'occupazione, la condizione degli ebrei perseguitati); ma ha voluto tornare alla Francia, dopo tanto lavoro americano e americanizzante, e alla garanzia della propria esperienza infantile per una specie di reintegrazione cinematografica. Ha voluto fare adesso il film che aveva immaginato per il suo debutto, col varco degli anni in mezzo, con la maturità raggiunta nel frattempo. »

Arrivederci ragazzi | Indice

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