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christian luongo
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domenica 20 maggio 2012
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una allegorica rilettura dei vangeli
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Alla stregua di tutti i (C)apolavori anche il lungometraggio di Landis si presta a numerose, sovrapposte, chiavi di lettura molte delle quali già espresse da altri utenti e sulle quali non mi soffermerò, punto, proprio perchè già, ampiamente, trattate.
Quello che, invece, voglio rimarcare è la dimensione escatologica altrimenti assente nelle considerazioni dianzi esposte un aspetto, questo, clamorosamente ciccato anche nelle pletore di recensioni che ho avuto modo di leggere nel corso degli anni.
Le vicissitudini di Jake ed Elwood altro non sono che un'allegorica trasposizione della vita di Gesù sovrapposta ad un contesto dinamico che, in un equilibrio schizofrenico, oscilla paurosamente fra il sacro ed il profano incastonate nella musica – il vero filo conduttore del lungometraggio – che costituisce, essa stessa, il Verbo.
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Alla stregua di tutti i (C)apolavori anche il lungometraggio di Landis si presta a numerose, sovrapposte, chiavi di lettura molte delle quali già espresse da altri utenti e sulle quali non mi soffermerò, punto, proprio perchè già, ampiamente, trattate.
Quello che, invece, voglio rimarcare è la dimensione escatologica altrimenti assente nelle considerazioni dianzi esposte un aspetto, questo, clamorosamente ciccato anche nelle pletore di recensioni che ho avuto modo di leggere nel corso degli anni.
Le vicissitudini di Jake ed Elwood altro non sono che un'allegorica trasposizione della vita di Gesù sovrapposta ad un contesto dinamico che, in un equilibrio schizofrenico, oscilla paurosamente fra il sacro ed il profano incastonate nella musica – il vero filo conduttore del lungometraggio – che costituisce, essa stessa, il Verbo.
Landis, quindi, rivisita con delle variazioni sul tema, usando un linguaggio squisistamente pentagrammatico, il vangelo – meglio, i vangeli ! – proiettando il canovaccio religioso in una dimensione laica lasciando, qua e là, degli specifici riferimenti inframezzati, al contempo, a degli elementi fuorvianti.
La predestinazione di Jake è resa evidente sin dalle prime sequenze quando, all'uscita del penitenziario, emerge da una luce abbagliante che avvolge, subito dopo, anche il fratello e che ci rende edotti, sin dall'inizio, della dimensione trascendentale che impregna il decorso della storia ; luce che compare, ancora una volta, quando i due si recano dalla "pinguina" e che comparirà un'ultima volta nella chiesa del reverendo Cleophus James allorquando, non a caso, Jake prende – insieme al fratello ed è qui una delle variazioni sul tema della storia di Landis - coscienza della sua missione.
Questo frammento è estremamente indicativo perchè rievoca, immancabilmente, il battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista tant'è che sarà solamente dopo aver ricevuto il sacramento che il nazzareno comincerà, attivamente, la sua missione anch'essa, se vogliamo, per conto di Dio.
I riferimenti continuano : Ray, il proprietario del negozio di strumenti musicali, è cieco e questa consapevolezza lo spettatore la conosce a priori poichè Ray Charles è, effetivamente, cieco. Eppure ci vede benissimo come dimostra quando tira delle revolverate ad un ragazzino di colore infiltratosi nell'esercizio con l'intento di rubare una fender stratocaster oppure quando, rivolgendosi a Murph, cerca di ricomprare a prezzo stracciato, gli amplificatori foderati di velluto rosso ; epperò, correttamente, Landis ce lo mostra, più tardi, quando appende al contrario il volantino pubblicitario dei Blues Brothers quasi a volerci rimarcare l'aspetto della cecità di Ray, un tentativo fuorviante volto a mascherare un altro riferimento, celeberrimo, ad uno dei miracoli di Gesù.
L'arruolamento dei componenti della band, anch'essa, rimanda immancabilmente al reclutamento dei discepoli di Gesù ; mr. Fabolous è il famigerato Matteo pubblicano esattore delle tasse, certo, ma, soprattutto, benestante e, socialmente, abbiente ; non a caso, il nostro è l'unico, fra i vecchi componenti della band, ad avere una posizione privilegiata all'interno di uno dei ristoranti più sontuosi della città.
Mutt Murphy – e la variabile Lou Marini – altro non sono che Simone detto Pietro e suo fratello Andrea i quali lasciano le loro famiglie per seguire il maestro laddove il resto della band – musicisti falliti finiti nel dimenticatoio di un Holyday Inn – rievocano i poveri pescatori cui Gesù si rivolge per diffondere la nuova dottrina ovvero uomini ordinari dotati, però, di uno straordinario talento ; ed è emblematica la trasmormazione estetica del gruppo Murph & the magic tones allorquando, dismesse le loro vesti di entreneuse assurgono alla dimensione di immensi musicisti.
Riletta in questo modo la disavventura che capita alla band nel locale Bob's country bunker richiama alla memoria la traversata nel deserto – non a caso il locale è dislocato in un posto altrimenti inaccessibile tant'è che occorrono più di tre ore per raggiungerlo – così come, altro riferimento lapalissiano, i membri del partito nazista – altrimenti indecifrabili nel contesto del lungometraggio – fanno da spunto alla fazione più intransigente del consiglio ebraico, quella farisaica, che parimenti voleva la morte di Gesù.
E se all'orto di Getsemani occorse qualche milite per trarre in arresto il nazzareno qui, di contro, vengono mobilitati tutti – ma proprio tutti – i reparti militari dell'esercito statunitense una chiave di lettura grottesca ed, al contempo, semplicemente fantastica.
Questi spunti, ce ne sono molti altri invero, conferiscono, dunque, al lungometraggio un'altra chiave di decodificazione affatto diversa nella quale Dio, ancora una volta, predilige servirsi delle persone più emarginate – il figlio di un falegname, prima, un emarginato ed un detenuto, poi – per perseguire i suoi scopi – il pagamento della retta dell'orfanotrofio – salvo, poi, abbandonarle al loro misero destino – non appena incassano la ricevuta Jake ed Elwood vengono, immediatamente e non a caso, tratti in arresto ! – al fine, però, di diffondere il verbo – la musica che, non a caso, campeggia nelle ultime sequenze dove la band si esibisce all'interno del penitenziario – fra gli accoliti più miserandi della società.
E questa reinterpretazione del vangelo da parte di Landis è, semplicemente, meravilgiosa.
O, almeno, è quello che io penso.
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fuso di cinema
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venerdì 18 maggio 2012
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se non che è un capolavoro? ottimi interpreti, ottima storia, le musiche!! ragazzi questi si che suonavano, questo sì che è un film MUSICALE!!!! godetevelo sia che l abbiate visto o meno, non stanca mai
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pjmix
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domenica 6 novembre 2011
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un musical
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tutto da ridere. Bello, elettrizzante, "comico". Incredibile nelle sue volute esagerazioni, trascina lo spettatore in un vortice di musica e divertimento. Non si può non vedere!
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zapper
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domenica 14 agosto 2011
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capolavoro!
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Me lo ha fatto conoscere mio padre e da quel giorno l'avro' rivisto altre 6 volte piu' o meno...stupendo!
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lady libro
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lunedì 27 giugno 2011
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in missione per conto di dio
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Un vero e proprio cult in ambito comico e musicale, non c'e che dire.
Dan Aykroyd e John Belushi sono estremamente bravissimi e fantastici nei loro ruoli di attori e cantanti!
Le canzoni poi sono bellissime!
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anna lacritica
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mercoledì 26 gennaio 2011
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il primo dei musical. e sempre lo resterà.
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Il titolo fa già di per sè da recensione (di ciò che non ci sarebbe neanche il bisogno di recensire).
Come film comico-demenziale-musical, dovrebbe presentare molti punti deboli, poiché è pur sempre difficile far coincidere i due generi diametralmente opposti.
Ottimo lavoro, la regia merita un lungo e meritato applauso, per la trama così dolce, in un contesto se non misterioso, possiamo dire anche thrilleresco.
La storia, sviluppata MOLTO bene, racconta del tentativo di due fratelli di riunire la loro ex banda musicale per scopo benefico: l'incasso sarà devoluto in beneficienza per la loro ex scuola.
I protagonisti sono brillanti, ottimi gli attori per questo ruolo, rendono ciò che è tragico, visibilmente comico e piacevole da gardare.
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Il titolo fa già di per sè da recensione (di ciò che non ci sarebbe neanche il bisogno di recensire).
Come film comico-demenziale-musical, dovrebbe presentare molti punti deboli, poiché è pur sempre difficile far coincidere i due generi diametralmente opposti.
Ottimo lavoro, la regia merita un lungo e meritato applauso, per la trama così dolce, in un contesto se non misterioso, possiamo dire anche thrilleresco.
La storia, sviluppata MOLTO bene, racconta del tentativo di due fratelli di riunire la loro ex banda musicale per scopo benefico: l'incasso sarà devoluto in beneficienza per la loro ex scuola.
I protagonisti sono brillanti, ottimi gli attori per questo ruolo, rendono ciò che è tragico, visibilmente comico e piacevole da gardare.
Il Film si presenta in ogni caso in maniera molto semplice, reso ottimo proprio dalle magnifiche canzoni stile Jazz - Anni '80 con interpreti come Aretha Franklin e Ray Charles che, pur non essendo tra i protagonisti, non si risparmiano e danno il meglio della loro abilità.
Ciò che rende speciale questo film sono proprio le canzoni: canzoni che rimangono nel cuore di chi le ascolta, che coinvolgono chi guarda dall'inizio alla fine.
Il film termina con una scena meravigliosa, esplosiva, allegra, piacevole, che ha lo scopo di trasmettere ciò per cui il film è stato girato: l'amore per la (buona) musica.
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alex41
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domenica 12 settembre 2010
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everybody needs the blues brothers!!
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Sicuramente una delle più grandi commedie musicali mai riuscite, ricca di divertimento, emozioni, musica e canzoni rock and roll, country, blues, jazz e rock. Questo film è una piccola grande perla del mondo della musica, soprattutto perchè in "Blues Brothers" compaiono tantissime star della musica internazionale sotto forma di camei che trovano nel film spazio per esibirsi: il reverendo James Brown, la proprietaria di un bar Aretha Franklin, il venditore di strumenti nonché pianista cieco Ray Charles, e Cab Calloway, il "patrigno" di Elwood Blues (Aykroyd) e Jake Blues (Belushi), due fratelli che, per salvare la loro Chiesa, dovranno fare un grande concerto e guadagnare abbastanza denaro. Sulla strada incontreranno di tutto.
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Sicuramente una delle più grandi commedie musicali mai riuscite, ricca di divertimento, emozioni, musica e canzoni rock and roll, country, blues, jazz e rock. Questo film è una piccola grande perla del mondo della musica, soprattutto perchè in "Blues Brothers" compaiono tantissime star della musica internazionale sotto forma di camei che trovano nel film spazio per esibirsi: il reverendo James Brown, la proprietaria di un bar Aretha Franklin, il venditore di strumenti nonché pianista cieco Ray Charles, e Cab Calloway, il "patrigno" di Elwood Blues (Aykroyd) e Jake Blues (Belushi), due fratelli che, per salvare la loro Chiesa, dovranno fare un grande concerto e guadagnare abbastanza denaro. Sulla strada incontreranno di tutto. Il film è ricco soprattutto da numerose scene d'azione, inseguimenti d'auto lunghe una vita che non stancano mai, anzi più incidenti avvengono più l'adrenalina aumenta. La scena al centro commerciale e quella alla fine con in sottofondo la canzone di "Apocalypse Now", sono un vero e proprio capolavoro!! Bravissimi poi i Blues Brothers soprattutto come livello di recitazione, le gag funzionano, e non sono troppo volgari o banali. La sceneggiatura è davvero geniale. Le canzoni sono tutte fantastiche, i personaggi straordinari. John Landis ci regala questo epico capolavoro, che si concluderà con un sequel non tanto all'altezza. Un film che ha fatto la storia e che, speriamo, vada fino in fondo.
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jack lucas
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venerdì 11 giugno 2010
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joliet jake and elwood blues
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Eccoli!! John Belushi e Dan Aykroyd!! Una coppia unita dai tempi della SNL che ora manifesta il meglio di se nel film dell'anno 1980. Cappelli, giacche, cravatte, pantloni, e scarpe nere. Occhiali da sole e proprio nome sritto a biro sulle dita. Due musicisti, due miti cresciuti nell'orfanotrofio del Santo sudario a Chicago. La loro famiglia era composta da suor Mary e Curtis, un negro che gli insegnò come suonare e cantare in una rithmam Blues Band: The Blues Brothers Band!!! Il fantastico e scontroso jake (John Belushi) e l'alto e il magro Elwood (Dan Aykroyd) per salvare il loro orfanotrofio dalla chiusura conseguente alla non volontà del municipio di pagare 5000 dollari.
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Eccoli!! John Belushi e Dan Aykroyd!! Una coppia unita dai tempi della SNL che ora manifesta il meglio di se nel film dell'anno 1980. Cappelli, giacche, cravatte, pantloni, e scarpe nere. Occhiali da sole e proprio nome sritto a biro sulle dita. Due musicisti, due miti cresciuti nell'orfanotrofio del Santo sudario a Chicago. La loro famiglia era composta da suor Mary e Curtis, un negro che gli insegnò come suonare e cantare in una rithmam Blues Band: The Blues Brothers Band!!! Il fantastico e scontroso jake (John Belushi) e l'alto e il magro Elwood (Dan Aykroyd) per salvare il loro orfanotrofio dalla chiusura conseguente alla non volontà del municipio di pagare 5000 dollari. Spetta in soli undici giorni di trovare questa somma ai due fratelli (e onestamente). Rimettono insieme la vecchia banda e dopo un fiasco di spettacolo sfondano con lo show al Palace Hotel. In questo vero e proprio capolavoro di John Landis è presente l'assurdità e quindi anche John Belushi. Una vera commedia musicale strepitosa, eccellente e divertente allo stesso tempo. La grande musica del tempo entra nel film con Aretha Franklin, Ray Charles e James Bown, per finire con una schiacciante esibizione di Jailhouse Rock dopo il loro arresto. La musica cantata da Belushi e Aykroyd si unisce alla loro comicità. All'assurdità che belushi si porta dietro e alla scatenatezza di Aykroyd. L'avventura di questi due e della loro insostituibile nuova Blues Mobile, con la quale sfasciano un super mercato, decine di macchine della polizia, segnali stradali, ecc.... Tanto che alla fine del film si ritrovano dietro tutto l'esercito statuniense, l'ex fidanzata di Jake (lasciata sull'altare con migliaia di invitati e 3 limusine). Non ci sono altre parole per descrivere questo film. il loro stile: potente, determinato. Anche se non parlano mai le loro espressioni dicono tutto: faranno tutto ciò che vogliono perchè nessuno li può fermare. La loro celeberrima frase 'Siamo in missione per conto di Dio' risuona continuamente. Un vero mito, originale, strepitoso, e geniale. Il volto di Belushi è decisivo in questo tra tutti i suoi pochi film. Con questo film ci ha lasciato la sua impronta prima di morire.
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g. romagna
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sabato 13 febbraio 2010
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the blues brothers
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Jake Blues (John Belushi), uscito di galera, si riunisce al fratello Elwood (Dan Aykroyd) e, dovendo trovare cinquemila dollari per evitare la chiusura dell'orfonatrofio cattolico in cui entrambi sono cresciuti, decide di tentare di riformare la vecchia blues band di cui i due erano stati i frontmen. Da qui prende il via una serie estrema di peripezie al limite dell'assurdo, ed al ritmo del più acceso blues rock, al termine delle quali l'obiettivo sarà, ovviamente, raggiunto. Intendiamoci, il film ha una trama esile quasi quanto quelli di Alvaro Vitali, e le situazioni cui ci troviamo di fronte sono palesemente e volutamente ridicole fin tanto da sfociare nel nonsense.
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Jake Blues (John Belushi), uscito di galera, si riunisce al fratello Elwood (Dan Aykroyd) e, dovendo trovare cinquemila dollari per evitare la chiusura dell'orfonatrofio cattolico in cui entrambi sono cresciuti, decide di tentare di riformare la vecchia blues band di cui i due erano stati i frontmen. Da qui prende il via una serie estrema di peripezie al limite dell'assurdo, ed al ritmo del più acceso blues rock, al termine delle quali l'obiettivo sarà, ovviamente, raggiunto. Intendiamoci, il film ha una trama esile quasi quanto quelli di Alvaro Vitali, e le situazioni cui ci troviamo di fronte sono palesemente e volutamente ridicole fin tanto da sfociare nel nonsense. Tuttavia, il risultato è irresistibile: in primis, tecnicamente parlando, John Landis rivela delle capacità registiche notevoli, sfornando un lavoro visivamente accuratissimo; in secundis, Belushi e Aykroyd sono esilaranti dall'inizio alla fine, ed infine... c'è il blues, quello pieno vigoroso, che tiene vivo il film in ogni sua parte, per non parlare del finale, con il concerto nel salone dell'albergo che è semplicemente fenomenale. Landis si è avvalso della comparsa canora sul set delle vere stelle del genere, da Aretha Franklin a Ray Charles passando per Bob Calloway e James Brown, tanto per citare solo i principali, e l'esito è una grande miscela di cinema leggero, farsesco, e grandi, grandi melodie. Uno di quei rari casi in cui la musica si fa talmente potente da riempire sinesteticamente lo schermo, rapendoti dall'inizio alla fine. Ciò può essere utile a spiegare come mai un film del genere, tanto simile altrimenti a qualsiasi altra commediola farsesca -e persino un po' stupidotta-, sia divenuta una vera e propria opera di culto intergenerazionale, consacrando, tra l'altro, John Belushi al rango di -purtroppo- effimera stella del cinema, sul modello di quanto avvenuto quasi tre decenni prima a James Dean. The Blues Brothers è un film che, di per sè, per la sua estrema leggerezza, non varrebbe assolutamente quattro stelle, ma, proprio in virtù di tutto quanto è affermato qui sopra, non posso esimermi dal concedergliele. Cult.
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julien sorel
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mercoledì 27 gennaio 2010
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this is blues !
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E' incredibile come a distanza di 30 anni , questo classico del cinema rimanga ancora oggi divertente e brillante. Due personaggi divenuti icone, costumi impressi nel tempo. La musica, il Blues, è il centro di tutto, quel Blues che ti fa venir voglia di alzarti e ballare durante le tante scene del film. La trama è semplice ma gli intrecci e le situazioni sono innumerevoli, immagini e suoni entrati ormai a far parte della storia del cinema. Due fratelli, un obbiettivo : trovare entro pochi giorni 5000 dollari per l'orfanotrofio. Nascono da qui inseguimenti, fughe spericolate, centri commerciali sfasciati, case che crollano, donne col lanciarazzi, situazioni illogiche e sensa senso.
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E' incredibile come a distanza di 30 anni , questo classico del cinema rimanga ancora oggi divertente e brillante. Due personaggi divenuti icone, costumi impressi nel tempo. La musica, il Blues, è il centro di tutto, quel Blues che ti fa venir voglia di alzarti e ballare durante le tante scene del film. La trama è semplice ma gli intrecci e le situazioni sono innumerevoli, immagini e suoni entrati ormai a far parte della storia del cinema. Due fratelli, un obbiettivo : trovare entro pochi giorni 5000 dollari per l'orfanotrofio. Nascono da qui inseguimenti, fughe spericolate, centri commerciali sfasciati, case che crollano, donne col lanciarazzi, situazioni illogiche e sensa senso. Grandi nomi della musica che recitano, cantano e ballano con naturalezza. Un'ironia e uno stile unici, riempiono tutti i minuti della pellicola creando un'alchimia che tutt'ora intatta, affascina generazioni di persone. Storia del cinema!
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[+] ok
(di jack lucas)
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