I nuovi mostri

Film 1977 | Commedia 115 min.

Regia di Dino Risi, Mario Monicelli, Ettore Scola. Un film Da vedere 1977 con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Ornella Muti, Eros Pagni, Gianfranco Barra. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1977, durata 115 minuti. - MYmonetro 3,88 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quattordici episodi sui difetti degli italiani anni Settanta. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar.

Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,95
CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
Trailer
I vizi dell'italiano medio anni Settanta in 14 brevi ritratti, tra comico, tragico e paradossale.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 10 luglio 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 10 luglio 2017

Attraverso quattordici brevi episodi, scorrono altrettante situazioni tra il comico e il tragico in cui emergono i vizi eterni dell'italiano medio, alle prese con la violenza di fine anni Settanta.

A 15 anni di distanza dal capolavoro di Dino Risi, I nuovi mostri risulta accomunato a I mostri solo dal cinismo dei personaggi immortalati, progenie moralmente orrenda dell'italica penisola, esecrabili individui su cui sorridere con una punta di amarezza.

Ma dove il film originale di Risi spesso inseguiva il paradosso nella verosimiglianza, per sottolineare come il vero fosse più assurdo e tragico di ogni ricostruzione, I nuovi mostri preme l'acceleratore verso l'eccesso, senza ricercare la prossimità con il quotidiano dello spettatore. La struttura a episodi prevede un cast più ampio, con attori e regia variabili. Ad affiancare Dino Risi sono altri due maestri della commedia, come Ettore Scola e Mario Monicelli, che aggiungono colori politici e grotteschi alla tavolozza originaria. Sono gli anni di piombo, della violenza del terrorismo e degli opposti estremismi (esemplificati dai simboli ricorrenti, disegnati sui muri di Roma), accostati all'ancien regime, immutabile, che non accenna a cedere il passo. Il cardinale di Gassman o il ricco gagà di Sordi sono esempi di un vecchio sistema capace di adattarsi a ogni vento di tempesta. Ma a perdurare più di ogni passione politica è il mal vezzo italico, che accomuna figli di papà, profittatori, borghesi ipocriti e pavidi padri di famiglia, ancora una volta immortalati implacabilmente da Age e Scarpelli, che intingono nel veleno le proprie penne di sceneggiatori.

Tra i tre registi spicca il più giovane, Ettore Scola. Sono infatti suoi - benché i titoli di coda non rivelino la paternità dei singoli frammenti - i tre episodi più riusciti. Nel celeberrimo Hostaria! un gruppo di ricconi snob si reca in una trattoria per assaporare i rustici sapori di una volta, ignorando quel che avviene in cucina. Negli altri due, Come una regina e Elogio funebre, è Alberto Sordi il mattatore, alle prese con due tipiche macchiette del suo repertorio: il figlio cinico, ingrato e rancoroso, che ricovera a tradimento la madre in un ospizio; e la spalla comica della rivista, che trasforma il funerale del primattore Formichella in un ultimo spettacolo a base di gag colorite e pernacchie. È sulle immagini emblematiche di quest'ultimo, metaforico, funerale, che il film si conclude, quasi a sancire la chiusura di un'epoca, quella della commedia all'italiana, nata con l'avanspettacolo e ormai forse inadeguata a raccontare tempi sempre più insensatamente crudeli.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 19 luglio 2009
ninomanfredi

Alcuni episodi di questo film sono indimenticabili. Prima di tutto per la bravura degli attori. Sordi e Gassman sono impressionanti, per il modo in cui riescono a comunicare le caratteristiche dei personaggi (la gestualità, le posture, l'impostazione della voce e degli accenti). Poi per la storia. Age e Scarpelli: i loro testi sono sempre straordinari, per la capacità di cogliere l'essenza dei contesti [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 maggio 2017
alberto

 E' interessante notare che un'operazione di raccolta fondi per il grave stato di salute dello sceneggiatore Ugo guerra è diventata col tempo anche un cult imprescindibile. La formula utilizzata ne "I mostri", volta a mostrare nudi e crudi tutti i vizi, ancora attuali, dell'italiano medio, attraverso una sfilata di personaggi caricaturali e spesso grotteschi, è [...] Vai alla recensione »

sabato 5 novembre 2011
Paolo Pacitti

L'occasione di pagare le cure mediche allo sceneggiatore Ugo Guerra ha regalato una nuova galleria filmica della mostruosità italiana aggiornata al 1977, che fa rimpiangere non il film, ma l'Italia del film del1963. Nei nuovi episodi, in cui Risi questa volta si alterna alla regia con Scola e Monicelli, si delinea il quadro di una società cupa, senza l'allegra incoscienza [...] Vai alla recensione »

domenica 6 giugno 2010
ultimoboyscout

Livello discreto tutto sommato, anzi film piacevolissimo ma certo l'originale è tutt'altra cosa. Strepitosi Sordi e Tognazzi. Il grande cinema italiano che purtroppo non c'è più. Quando il livello degli interpreti eleva tutto il lavoro.

Frasi
Io lo so, oggi è un gran casino ovunque. Chi c'ha fifa sta a casa, non s'immette nel marasma. Se uno va randagio rischia brutti incontri. Prendi il globetrotter: ti chiede un passaggio, tu elargisci, e quello te lo mette in culo, questo lo trovo grave. Guardi io fiuto, ho sempre fiutato io, sempre. Non mi buco, dice "non ti buchi", no non mi buco, "allora sei antiquato", eeh beh io sono come sono.
Giovan Maria Catalan del Monte; Franchino; l'attore (Alberto Sordi)
dal film I nuovi mostri - a cura di nino
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Chi ricorda quella commedia veneta di Gino Rocca, che si intitola Se no i xe mati no li volemo? È la storia di tre vecchietti che per entrare in possesso di un’eredità devono tornare a comportarsi secondo le regole di una loro giovanile società goliardica, fare i matti in - un susseguirsi di burle e di crapule non più consone alla loro età. Ebbene, questa sembra proprio la situazione della commedia [...] Vai alla recensione »

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