|
|
paolo 67
|
lunedì 30 aprile 2012
|
una chiara allegoria politica
|
|
|
|
Film contro l'autoritarismo arbitrario e il conformismo sociale, di cui l'ospedale psichiatrico è una figura di carattere allegorico. Crudeltà sadica e indifferente che colla scusa del dovere e dell'ordine schiaccia l'individuo. Il protagonista è essenzialmente uno spirito libero, fin troppo, che trova la sua antinomia nell'infermiera per cui l'autorità è tutto. Non bisogna dimenticare che il regista veniva da uno Stato comunista. Dove il film paradossalmente è più debole è proprio nella descrizione sistema psichiatrico in quanto tale, raffigurato in forma fin troppo semplicistica. I due protagonisti sono l'estremo dei due approcci alla problematica: da un lato quella tradizionale, contenitiva e repressiva, dall'altro quella anarchico-rivoluzionaria (“la malattia mentale non esiste, è un prodotto o un'invenzione della società- anche capitalista e borghese-, per emarginare i diversi”).
[+]
Film contro l'autoritarismo arbitrario e il conformismo sociale, di cui l'ospedale psichiatrico è una figura di carattere allegorico. Crudeltà sadica e indifferente che colla scusa del dovere e dell'ordine schiaccia l'individuo. Il protagonista è essenzialmente uno spirito libero, fin troppo, che trova la sua antinomia nell'infermiera per cui l'autorità è tutto. Non bisogna dimenticare che il regista veniva da uno Stato comunista. Dove il film paradossalmente è più debole è proprio nella descrizione sistema psichiatrico in quanto tale, raffigurato in forma fin troppo semplicistica. I due protagonisti sono l'estremo dei due approcci alla problematica: da un lato quella tradizionale, contenitiva e repressiva, dall'altro quella anarchico-rivoluzionaria (“la malattia mentale non esiste, è un prodotto o un'invenzione della società- anche capitalista e borghese-, per emarginare i diversi”). Il malato incarnato da Jack Nicholson è il classico ribelle contro le convenzioni (si è finto matto per non scontare una pena per aver infranto la legge). Il film appartiene al vento libertario della Hollywood anni '70. A suo modo, il ribelle è un capo, altra faccia del potere dispotico, che ama accentrare l'attenzione su di sé: l'indiano che alla fine raggiunge la libertà non è né l'uno né l'altra. Anche se il film sembra esaltare l'individualismo contro il sistema, Forman non sposa l'anarchismo di Nicholson così come denuncia il fascismo nelle sue varie forme concentrazionarie, presente anche nel “mondo libero”. Grande cast, soprattutto Nicholson e Louise Fletcher.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paolo 67 »
[ - ] lascia un commento a paolo 67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
maxmauromax
|
giovedì 19 aprile 2012
|
non un film ma il "re dei film"
|
|
|
|
Probabilmente l'ho visto già più di 5 volte, ma oni volta che viene dato in TV non riesco a fare a meno di riguadarlo ed a schiodarmi dallo schermo fin che è non è finito, Nikolson immenso come tutto il resto del cast.
Un vero C A P O P O L A V O R O della storia del cinema chi non lo ha ancora visto, non si può neppure immaginare cosa si è perso
|
|
|
[+] lascia un commento a maxmauromax »
[ - ] lascia un commento a maxmauromax »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paolo 67
|
domenica 1 aprile 2012
|
il manicomio come metafora della società di massa
|
|
|
|
L'istituzione manicomiale è un luogo di contenimento. Il protagonista (uno straordinario Jack Nicholson) ci finisce perchè finge di essere matto per evitare la galera. L'infermiera dell'istituto (un'altrettanto straordinaria Luise Fletcher) è rigida, ma è convinta di far bene ad esserlo. Nei pazienti (bravissimi tutti gli attori), che rappresentano tutte le malattie mentali, il film mette in luce i tratti comuni di umanità. Il manicomio non sembra capace di curarli, ma ne cronicizza invece i disturbi. L'individuo si scontra coll'istituzione. il ribelle perde la battaglia, ma alla fine sarà ucciso per pietà da un altro finto pazzo che alla fine riuscirà a fuggire (un pellerossa simbolo del genocidio dei nativi -il manicomio come riserva dei diversi e degli emarginati-), rivendicando e riaffermando la libertà.
[+]
L'istituzione manicomiale è un luogo di contenimento. Il protagonista (uno straordinario Jack Nicholson) ci finisce perchè finge di essere matto per evitare la galera. L'infermiera dell'istituto (un'altrettanto straordinaria Luise Fletcher) è rigida, ma è convinta di far bene ad esserlo. Nei pazienti (bravissimi tutti gli attori), che rappresentano tutte le malattie mentali, il film mette in luce i tratti comuni di umanità. Il manicomio non sembra capace di curarli, ma ne cronicizza invece i disturbi. L'individuo si scontra coll'istituzione. il ribelle perde la battaglia, ma alla fine sarà ucciso per pietà da un altro finto pazzo che alla fine riuscirà a fuggire (un pellerossa simbolo del genocidio dei nativi -il manicomio come riserva dei diversi e degli emarginati-), rivendicando e riaffermando la libertà. Milos Forman si ricorda dell'allora regime della sua Cecoslovacchia, ma affronta anche un discorso sull'America, e più in generale sulla società, parlando dell'abuso (secondo alcuni del fondamento) razzistico della psichiatria, un tema tutt'oggi attuale ad esempio in Italia dopo la riforma ispirata da Basaglia, che per molti ci pone all'avanguardia, oggetto di critiche come di ferme difese. Anche la follia sembra un affare politico. Candidato a 9 Oscar, ne vinse i 5 principali (non accadeva dal 1934). Milos Forman si conferma un cantore della libertà, come in TAKING OFF (1971) e HAIR (1979) dove affronta il contrasto generazionale tra i padri conservatori e i figli hippy, LARRY FLINT- OLTRE LO SCANDALO (1996), su un personaggio emblematico e L'ULTIMO INQUISITORE (2006), sul pittore spagnolo Goya e un'inquisitore che diventa illuminista.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paolo 67 »
[ - ] lascia un commento a paolo 67 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
oldpulp
|
mercoledì 28 marzo 2012
|
un commovente capolavoro
|
|
|
|
Mai avevo provato così tante emozioni nella visione di un film, mi ricorderò sempre la prima volta che lo vidi, fu veramente incredibile.
Immensa l'interpretazione di Jack Nicholson e della Fletcher, accompagnati da un cast veramente notevole(con un adorabile Danny de Vito).
Fu una grandissima denuncia al sistema di quegli anni, ma soprattutto un memorabile capolavoro, coronato da un senso di libertà e tanta voglia di fuggire,
Chi non si è commosso alla visione del tristissimo e monumentale finale? con quell' urlo così potente e gioioso da riempire i cuori di tutti!!
Milos Foreman riuscì a creare un autentica perla, tutt'oggi uno dei miei film preferiti e l'unico che mi abbia mai saputo emozionare veramente.
|
|
|
[+] lascia un commento a oldpulp »
[ - ] lascia un commento a oldpulp »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
brando fioravanti
|
martedì 27 marzo 2012
|
molto bello
|
|
|
|
Che cosa sono i manicomi? Un luogo dove vengono curate le persone mentalmente malate, o un carcere dove vengono rinchiuse persone pericolose per la società.
Non cè dubbio che alcune persone non rientrano nella normalità. Cosè la normalità? Secondo alcuni non esiste. Questo è falso. La societa classifica giustamente delle persone normali coloro che capiscono le cose basilari per una vita di gruppo. Uomini in grado di lavorare e sapere quel che si fa. Ma in mancanza di cio cosa si può fare. Il film entra in un manicomio e ne analizza ogni procedura. Il protagonista, finto malato che cerca una scappatoia al carcere, una volta giunto nella clinica di cura si accorge subito delle gravi carenze di questo sistema.
[+]
Che cosa sono i manicomi? Un luogo dove vengono curate le persone mentalmente malate, o un carcere dove vengono rinchiuse persone pericolose per la società.
Non cè dubbio che alcune persone non rientrano nella normalità. Cosè la normalità? Secondo alcuni non esiste. Questo è falso. La societa classifica giustamente delle persone normali coloro che capiscono le cose basilari per una vita di gruppo. Uomini in grado di lavorare e sapere quel che si fa. Ma in mancanza di cio cosa si può fare. Il film entra in un manicomio e ne analizza ogni procedura. Il protagonista, finto malato che cerca una scappatoia al carcere, una volta giunto nella clinica di cura si accorge subito delle gravi carenze di questo sistema. I suoi compagni sono li da molto tempo; ma con nessun miglioramento. A niente servono le sedute di gruppo se il problema persiste. Forse è proprio con la riscoperta della vita che molte angoscie svaniscono. Grazie al protagonista che rivoluzionando tutto riesce a fare apprezzare la loro esistenza ai malati dandogli un motivo per ritornare nella società e fuggire da quel alienante posto. Ma a cambiare le cose non basta uno sbandato arrivato dalla galera. Il personaggio di Nicolson è discutibile nei suoi comportamenti, ma certamente ci ha aiutato a vivere i drammi di tante persone lontane dalla vita.
Brando Fioravanti
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a brando fioravanti »
[ - ] lascia un commento a brando fioravanti »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
filippo catani
|
giovedì 12 gennaio 2012
|
film e jack nicholson stupendi
|
|
|
|
Un delinquente decide di farsi trasferire in un manicomio per cercare di rendere più piacevole la sua condanna. Finirà per integrarsi all'interno del gruppo e cercherà di rendere migliori e umane le condizioni di vita dei reclusi. Tratto dal romanzo di Ken Kesey.
Vincitore di numerosi Oscar e trainato dall'immenso carisma di Jack Nicholson, questo film non può assolutamente lasciare indifferente chi lo vede. Infatti ognuno di noi è chiamato a svolgere una riflessione sul tema della cosiddetta normalità; chi è normale? Chi non lo è? Come si fa a deciderlo? Era lecito trattare degli esseri umani a base di pane ed elettroshock lasciandoli perennemente in uno stato di semidemenza? E poi come si fa a non odiare con tutte le proprie forze la terribile infermiera caporeparto o prendere le parti del giovane amico di Nicholson alla ricerca del primo amore e che si renderà protagonista di una delle scene più tragiche della storia del cinema.
[+]
Un delinquente decide di farsi trasferire in un manicomio per cercare di rendere più piacevole la sua condanna. Finirà per integrarsi all'interno del gruppo e cercherà di rendere migliori e umane le condizioni di vita dei reclusi. Tratto dal romanzo di Ken Kesey.
Vincitore di numerosi Oscar e trainato dall'immenso carisma di Jack Nicholson, questo film non può assolutamente lasciare indifferente chi lo vede. Infatti ognuno di noi è chiamato a svolgere una riflessione sul tema della cosiddetta normalità; chi è normale? Chi non lo è? Come si fa a deciderlo? Era lecito trattare degli esseri umani a base di pane ed elettroshock lasciandoli perennemente in uno stato di semidemenza? E poi come si fa a non odiare con tutte le proprie forze la terribile infermiera caporeparto o prendere le parti del giovane amico di Nicholson alla ricerca del primo amore e che si renderà protagonista di una delle scene più tragiche della storia del cinema. Una pelliccola che toglie letteralmente il fiato e lascia allo spettatore un grandissimo groppo in gola. Un film veramente stupendo e toccante che tutti almeno una volta dovremmo vedere con attenzione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a filippo catani »
[ - ] lascia un commento a filippo catani »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
denzel for ever
|
martedì 3 gennaio 2012
|
immenso
|
|
|
|
immenso..qst film è il secondo a cui metto 5 stelle dopo le ali della liberta......jack nicholson strardinario..e anche danny de vito nel ruolo di martini....un film che fa ridere..ma che ti fa anche riflettere...davvero bellissimo
|
|
|
[+] lascia un commento a denzel for ever »
[ - ] lascia un commento a denzel for ever »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
redbaron990
|
sabato 31 dicembre 2011
|
meravigliosamente toccante!
|
|
|
|
Vere emozione e sentimento nascosti dietro una fasulla follia di una persona sicuramente più sana dei propri medici che ostinatamente rifiutano di vedere e capire i reali disagi di chi li circonda.
Film immenso nella sua delicatezza e contemporaneamente incisivo e toccante come pochi nel mettere in mostra ancora una volta gli oltraggi dei manicomi all'essere umano e alla sua natura.
Contemporaneamente serio, drammatico, commovente, profondo, intenso ma alla stesso tempo piacevole a tratti addirittura divertente senza essere troppo pensante.
Non riesco a trovare nessuna pecca in questo film, non manca veramente nulla, è difficile trovare un attore non altezza del ruolo e pensare ad una scena che il regista si sarebbe potuto evitare o che avrebbe potuto aggiungere.
[+]
Vere emozione e sentimento nascosti dietro una fasulla follia di una persona sicuramente più sana dei propri medici che ostinatamente rifiutano di vedere e capire i reali disagi di chi li circonda.
Film immenso nella sua delicatezza e contemporaneamente incisivo e toccante come pochi nel mettere in mostra ancora una volta gli oltraggi dei manicomi all'essere umano e alla sua natura.
Contemporaneamente serio, drammatico, commovente, profondo, intenso ma alla stesso tempo piacevole a tratti addirittura divertente senza essere troppo pensante.
Non riesco a trovare nessuna pecca in questo film, non manca veramente nulla, è difficile trovare un attore non altezza del ruolo e pensare ad una scena che il regista si sarebbe potuto evitare o che avrebbe potuto aggiungere.
Semplicemente perfetto!!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a redbaron990 »
[ - ] lascia un commento a redbaron990 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tiamaster
|
martedì 27 settembre 2011
|
manicomio da oscar
|
|
|
|
svolto principalmente in un manicomi questo bellissimo e immenso film tocca tematiche importanti,trattate benissimo e senza mai sbagliare,sembra strano ma non ci sono difetti e dico qui e ora che la perfezione esiste,attori di bravura immane in un film che fà la storia del cinema,prendendosi i 5 oscar più prestigiosi,un film che rimane impresso commuove come pochi,e dopo averlo visto non te lo dimentichi più,un semplice (mica tanto) capolavoro.
|
|
|
[+] lascia un commento a tiamaster »
[ - ] lascia un commento a tiamaster »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
delarge10
|
sabato 10 settembre 2011
|
lezione di vita
|
|
|
|
Questo film lo reputo un colossal non solo per le incredibili interpretazioni di Jack Nicholson e Fletcher ma, anche per i vari segnali che trasmette il, uno su tutti il tentativo Randy di sollevare il lavabo o anche quando egli spiega ai "cosiddetti pazzi" che al di fuori di quell'istituto ci sono persone ben piu' pericolose o squilibrate. Questo film insegna molto o meglio, insegna molto il filibustiere di Randy che ha sdempre la risposta pronta. Film assolutamente da guardare!
|
|
|
[+] lascia un commento a delarge10 »
[ - ] lascia un commento a delarge10 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|