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dockk
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giovedì 24 maggio 2012
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magnetico!
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La storia ha insegnato così: ogni film di Kubrick è capolavoro geniale.
Arancia meccanica, come a mio avviso anche la parte iniziale di Full Metal Jacket, differesce dagli altri film per l'abilità di attrarre magneticamente e non consentire di allontanarsi facilmente dallo schermo. Questo frutto di un incredibile e geniale cocktail di elementi attrattivi rappresentati dalla musica, dalle ambientazioni, dai contesti, dai costumi, dal tono di voce e dalla gestualità di Alex, dal linguaggio dei drughi e dal tema trattato: la violenza. Vogliasi o no quando si osserva qualcosa di estremo, magari anche sapientemente musicato, è difficile non restarne incuriosito ed attratto.
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La storia ha insegnato così: ogni film di Kubrick è capolavoro geniale.
Arancia meccanica, come a mio avviso anche la parte iniziale di Full Metal Jacket, differesce dagli altri film per l'abilità di attrarre magneticamente e non consentire di allontanarsi facilmente dallo schermo. Questo frutto di un incredibile e geniale cocktail di elementi attrattivi rappresentati dalla musica, dalle ambientazioni, dai contesti, dai costumi, dal tono di voce e dalla gestualità di Alex, dal linguaggio dei drughi e dal tema trattato: la violenza. Vogliasi o no quando si osserva qualcosa di estremo, magari anche sapientemente musicato, è difficile non restarne incuriosito ed attratto. Sarà un'insana ed ancestrale vena sadica che l'uomo ha ereditato dai suoi primoridiali predecessori. Inutili e superflui sono i commenti su questo tema, nei confronti di chi male interpreta il messaggio lanciato.
Malcolm McDowell in quel film aveva veramente un qualcosa di particolare, ineguagliabile ed irripetibile: il Maestro Kubrick ha sempre avuto un personaggio chiave nei propri lavori, si pensi a Keir Dullea in 2001, Jack Nicolson in Shining, Sue Lyon in Lolita, soldato palla di lardo in FMJ...ma nessuno è riuscito a calamitare lo spettatore fino in fondo come Malcolm McDowell.
Io penso che anche chi abbia ritrosia nei confronti del tema trattato, debba comunque vedere per cultura personale un film visionario ed artistico che si stampa indelebilemnte nella memoria ed arricchisce il patrimonio culturale dell'osservatore.
Buona visione.
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armilio
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venerdì 18 maggio 2012
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elogio della violenza
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Una cosa non si può dire di Arancia Meccanica: che sia un film semplice e di facile lettura. Su questo film si sono lette le interpretazioni più disparate: dai chi dice che è una condanna della violenza a chi dice che è una condanna alla società "perbenista".
Io parto invece dal presupposto che tutte le opere di Kubrick potrebbero essere lette come delle moderne favole nichiliste. E allora, come ogni favola, c'è una morale: e la morale di questo film è che o si è sfruttatori, o si è sfruttati. O si fa violenza, o si subisce violenza. E che la violenza è dentro di noi, contenuta dalla paura, e pronta ad esplodere.
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Una cosa non si può dire di Arancia Meccanica: che sia un film semplice e di facile lettura. Su questo film si sono lette le interpretazioni più disparate: dai chi dice che è una condanna della violenza a chi dice che è una condanna alla società "perbenista".
Io parto invece dal presupposto che tutte le opere di Kubrick potrebbero essere lette come delle moderne favole nichiliste. E allora, come ogni favola, c'è una morale: e la morale di questo film è che o si è sfruttatori, o si è sfruttati. O si fa violenza, o si subisce violenza. E che la violenza è dentro di noi, contenuta dalla paura, e pronta ad esplodere.
Basta guardare la trama, che verte tutta intorno al nostro giovane appassionato di "Ludovick Van": Alex è un delinquente che dà libero sfogo ai propri istinti violenti, dominando gli altri con la violenza e la paura; poi viene "rieducato" con una violenza diversa da quella fisica, ma sempre di violenza si tratta; a quel punto è obbligato a contenere i propri istinti, ma questo lo obbliga a subire le angherie del mondo che non aspetta altro di approfittare di una persona che non si può difendere; e allora, dopo questo shock, dopo il tentativo di suicidio, che sono shock ancora più forti della sua "rieducazione", ritorna a dar libero sfogo ai suoi istinti, e siamo quasi portati ad essere felici per lui.
Kubrick affresca un mondo in cui ci sono mille tipi di violenza diversi, in cui lo stato pratica la stessa violenza che combatte, solo in modo legalizzato. In cui il barbone che chiedeva ordine e rispetto non esita a rifarsi da solo se può; in cui l'intellettuale che ha subito la stessa sorte maschera la sua sete di vendetta sotto necessità ideologiche; in cui il prete, che sembra l'unica figura eticamente positiva del film, predicando "bontà sì, ma per libera scelta", in realtà è "buono" solo perchè schiavo anche lui della paura di subire violenza, in questo caso ultraterrena: l'inferno.
Insomma, "homo homini lupus": la minaccia della violenza è l'unica vera regolatrice dei rapporti umani. E se si toglie la possibilità di minacciare violenza, ne viene fuori un mondo più ingiusto.
P.s: Da non sottovalutare poi i continui accostamenti tra sesso e violenza: probabile che Kubrick e/o l'autore del romanzo abbiano voluto associare la violenza al richiamo sessuale, alla competizione sessuale.
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august burns
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mercoledì 11 aprile 2012
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right, right, right!
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Kubrick è un artista di intensità Picassiana. Infatti non era un regista puro. Non era un attore. Solo un fotografo, un attento osservatore in grado di trasfigurare alcuni fatti della vita o semplicemente di riportarli come tali trasfigurandone però la narrazione. Un genio. L'utilizzo della musica concede per scandire diverse scene concede un ulteriore tocco di classe all'opera. Di lui e dei suoi capolavori colpisce particolarmente la "pulizia" delle immagini, delle ambientazioni. Una specie di presentazione accattivante di una storia allo scopo di farne "digerire" l'acido contenuto. Niente di più attuale ! Del film mi ha colpito molto la parte finale quando Alex (McDowell) impedito sul letto dell'ospedale si fa imboccare il cibo dal Ministro dell'immaginario Governo Pseudo Comunista Inglese.
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Kubrick è un artista di intensità Picassiana. Infatti non era un regista puro. Non era un attore. Solo un fotografo, un attento osservatore in grado di trasfigurare alcuni fatti della vita o semplicemente di riportarli come tali trasfigurandone però la narrazione. Un genio. L'utilizzo della musica concede per scandire diverse scene concede un ulteriore tocco di classe all'opera. Di lui e dei suoi capolavori colpisce particolarmente la "pulizia" delle immagini, delle ambientazioni. Una specie di presentazione accattivante di una storia allo scopo di farne "digerire" l'acido contenuto. Niente di più attuale ! Del film mi ha colpito molto la parte finale quando Alex (McDowell) impedito sul letto dell'ospedale si fa imboccare il cibo dal Ministro dell'immaginario Governo Pseudo Comunista Inglese. Un incredibile storia attuale da guardare e riguardare più volte per comprenderne al meglio il significato!
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paolo 67
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martedì 3 aprile 2012
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lo spettacolo prossimo venturo
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Se in altri film di Kubrick c'era uno sbocco nell'Utopia (2001) o una rottura di una fissità di ritorni familiari-storici (SHINING), ARANCIA MECCANICA appartiene a quella parte della cinematografia del regista in cui l'uomo ritorna all'uomo, in una situazione senza uscita. La riflessione pessimistica è lucida, condotta con sarcastica satira politica corrosiva e una chiara e profetica denuncia del condizionamento psicologico (che rende l'individuo un'“arancia meccanica”) di massa attraverso il bombardamento a tutte le ore e a tutti i pubblici di ogni tipo di pornografia e di cattivo gusto scandalistico, edonistico e ipersessuale.
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toty bottalla
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giovedì 15 marzo 2012
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violenza sociale in chiave grottesca!
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Argomento, "violenza" ingredienti: psicopatia, emarginazione, sesso, corruzione e politica rappresentate in chiave grottesca, le riprese del film sono paranoiche per esaltarne la follia, ma alex, nel suo delirio vede il mondo senza ipocrisia e quando la politica gli viene incontro per sue opportunità, carpe diem il delirio continua come il mondo nel tempo! Saluti.
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paolo 67
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martedì 28 febbraio 2012
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uno dei film di kubrick più chiari e riusciti
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Riflessione sulla Storia e sullo spettacolo, il film è una denuncia del condizionamento dei cervelli e una difesa del libero arbitrio. Ma anche una difesa dell'arte, l'unico dominio dove l'uomo realizza una libertà piena. E in una maniera scandalosamente riuscita ed efficace, una esposizione della musica per immagini, con nessi intuiti dal Genio (possiamo scriverlo con la maiuscola come si fa per quello, che so, di Beethoven?) in una contaminazione tra classico, moderno e pop fin dalle prime battute. L'ambiguità di questo film è probabilmente più una qualità che un difetto: come nel precedente “2001”, Kubrick (il suo genio) ha detto più cose di quante la coscienza razionale conosce o ammette.
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Riflessione sulla Storia e sullo spettacolo, il film è una denuncia del condizionamento dei cervelli e una difesa del libero arbitrio. Ma anche una difesa dell'arte, l'unico dominio dove l'uomo realizza una libertà piena. E in una maniera scandalosamente riuscita ed efficace, una esposizione della musica per immagini, con nessi intuiti dal Genio (possiamo scriverlo con la maiuscola come si fa per quello, che so, di Beethoven?) in una contaminazione tra classico, moderno e pop fin dalle prime battute. L'ambiguità di questo film è probabilmente più una qualità che un difetto: come nel precedente “2001”, Kubrick (il suo genio) ha detto più cose di quante la coscienza razionale conosce o ammette. Figurativamente, sono mescolati tutti gli stili possibili, dal fumetto alle iconografie antiche e simboliche mentre la diagnosi della società (non dimentichiamo che Kubrick è figlio di un medico e in un certo senso pensa da medico, come ha fatto notare Michel Ciment) è in fondo la stessa di “Lolita”, “Barry Lyndon”, “Shining” o “Eyes wide shut”.
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supercazzola
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mercoledì 1 febbraio 2012
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la meccanica dell'arancia
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Capolavoro di Kubrick,arancia meccanica è un cocktail di generi diversi.
Il film parla di una banda di amici(o meglio,drughi)che si divertono a rubare,pestare stuprare e violenze varie.
A capo c'è l'intelligente quanto crudele Alex,un ragazzo i cui principali interessi sono lo strupro,l'ultraviolenza e beethoven,che a metà film viene arrestato e sottoposto alla cura ludovico che gli impedirà di fare altre violenze.
Kubrick in questo film vuole dire che è meglio essere sè stessi,che un giocattolo del governo.
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paolo 67
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martedì 31 gennaio 2012
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una filosofia, uno stile, un dibattito
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Pochi sono riusciti a realizzare in modo eccezionale come Kubrick un cinema intellettuale e nello stesso tempo popolare. E' difficile pensare a un altro regista per “Arancia meccanica” (come per tutti i suoi film da “Lolita” in poi). Kubrick, che dimostra di aver riflettuto molto sulla Storia, smaschera demagogie e falsi umanesimi. Ma al di là del suo significato allegorico, è uno di quei film che dimostrano come l'arte sia l'unico ambito nel quale l'uomo raggiunge la totale libertà (Nietschze identificava l'artista col superuomo). La strana simpatia alla visione per il protagonista del film è dovuta soprattutto al fatto che egli rappresenta l'uomo senza legge (A-lex), l'inconscio, che non ha coscienza morale -che ha una base razionale- ma anche alla sua formazione culturale popolare (addirittura hollywoodiana).
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Pochi sono riusciti a realizzare in modo eccezionale come Kubrick un cinema intellettuale e nello stesso tempo popolare. E' difficile pensare a un altro regista per “Arancia meccanica” (come per tutti i suoi film da “Lolita” in poi). Kubrick, che dimostra di aver riflettuto molto sulla Storia, smaschera demagogie e falsi umanesimi. Ma al di là del suo significato allegorico, è uno di quei film che dimostrano come l'arte sia l'unico ambito nel quale l'uomo raggiunge la totale libertà (Nietschze identificava l'artista col superuomo). La strana simpatia alla visione per il protagonista del film è dovuta soprattutto al fatto che egli rappresenta l'uomo senza legge (A-lex), l'inconscio, che non ha coscienza morale -che ha una base razionale- ma anche alla sua formazione culturale popolare (addirittura hollywoodiana). Le polemiche e le controversie che il film ha suscitato sono dovute probabilmente all'incapacità per molte persone di accettarsi sotto questo angolo visuale. Con l'operatore John Alcott Kubrick, nel rappresentare in soggettiva la visione di Alex, la sua perversione dionisiaca, sperimenta tutti gli stili fotografici possibili. La potenza delle immagini kubrickiane sta nel fatto di scaturire dalla scena, attraverso l'intuizione dell'autore, geniale anche nella scelta delle musiche. Molti giovani, a proposito dei presunti possibili danni sociali paventati da alcuno causa la visione di questo film, hanno conosciuto e si sono avvicinati alla musica classica attraverso l'ascolto del Beethoven, Rossini, ma anche di compositori più “difficili” dalla colonna sonora dell'opera. Come già aveva fatto in “2001”, Kubrick ha inventato, non applicato, una tecnica. E, come sempre, riservato un ruolo centrale all'attore: Malcolm Mac Dowell è straordinario, si deve a lui una parte importante dell'impatto del film; è riuscito a interpretare lo straordinario personaggio del romanzo in maniera eccezionale. Alcuni intellettuali liberali hanno accusato il film di larvato fascismo. Fred M. Hechinger sul New York Times citando le dichiarazioni di Mac Dowell, che ha definito un'eco pedissequa di Kubrick, ha criticato il film di esporre una tesi sull'uomo (fondamentalmente cattivo e corrotto, che non progredisce nella Storia, tesi odiata dai liberali perchè mostrerebbe una verità inaccettabile rispetto al loro idealismo -Kubrick ebbe a dire che gli ideali sono una delle cose che facilitano l'autoestinzione-) che è l'essenza del fascismo. “Sveglia, liberali!” -ammonisce dal quotidiano- “I liberali hanno le loro colpe, ma sembrano scusabili davanti alle mostruosità pepretuate dai regimi nati da chi la pensa come Kubrick!” La risposta: ”Il signor Hechinger non cita neanche una battuta del mio film, ancorchè metterlo in una presunta tendenza nichilista anti-liberale” -osserva Kubrick- “Arancia meccanica ammonisce contro il nuovo fascismo del condizionamento multimediale” (qualcosa di simile al pensiero di Fellini sulla “sterminata platea di imbecilli” creata dalla civiltà televisiva ai tempi di “Ginger e Fred”). Kubrick citava altri critici dello stesso giornale e articoli di intellettuali cattolici a difesa del film. A suo avviso il pessimismo non era la giustificazione della tirannide. Al contrario, pensava che la visione dell'uomo come scimmmia assassina evoluta fosse più ottimista di quella come angelo caduto. Per lui il miracolo era la capacità di elevarsi in alto, creare sinfonie, poemi, campi in fiore, cercare di costruire la pace.
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paolo 67
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lunedì 12 dicembre 2011
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metafora dell'inconscio e subliminalità del cinema
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Come tutti i film di Stanley Kubrick, anche "Arancia meccanica" permette molti livelli di lettura, compresi quello psichedelico e occultistico-esoterico. Il film potrebbe essere una visione dell'astronauta nel viaggio finale di "2001", quando egli, entrato in un'altra dimensione spazio-temporale, incontra se stesso a partire dal suo inconscio. In questo luogo il ritorno del rimosso è rappresentato da Alex, il protagonista del film. In questo senso "Arancia meccanica" è una tappa di perfezionamento di quella "espansione della coscienza" attuata in "2001", che passerà attraverso "Barry Lyndon" (tutto costruito sullo sperimentalismo fotografico) e "Shining" fino all'ultimo film. In questa lente Kubrick legge la Storia, citandone alla lettera aspetti antichi e recenti e costringendo il pubblico a confrontarsi con la sua formazione e cultura (nel film è presente sia il cattivo gusto kitsch che la raffinatezza della cultura "alta").
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Come tutti i film di Stanley Kubrick, anche "Arancia meccanica" permette molti livelli di lettura, compresi quello psichedelico e occultistico-esoterico. Il film potrebbe essere una visione dell'astronauta nel viaggio finale di "2001", quando egli, entrato in un'altra dimensione spazio-temporale, incontra se stesso a partire dal suo inconscio. In questo luogo il ritorno del rimosso è rappresentato da Alex, il protagonista del film. In questo senso "Arancia meccanica" è una tappa di perfezionamento di quella "espansione della coscienza" attuata in "2001", che passerà attraverso "Barry Lyndon" (tutto costruito sullo sperimentalismo fotografico) e "Shining" fino all'ultimo film. In questa lente Kubrick legge la Storia, citandone alla lettera aspetti antichi e recenti e costringendo il pubblico a confrontarsi con la sua formazione e cultura (nel film è presente sia il cattivo gusto kitsch che la raffinatezza della cultura "alta"). Kubrick rende a ciascuno il suo pane (in una specie di contrappasso dove ad esempio usa in negativo i materiali di propaganda nazista (che continuano a suscitare un diffuso fascino), che era attuata secondo un principio di condizionamento usato nell'addestramento dei cani, ironizzando lucidamente sullo spettacolo e sullo stesso film, sul fascino della violenza nella storia dell'umanità, sulla tendenza di quest'ultima all'irrazionale adorazione e alla biologica sottomissione alle manifestazioni di forza (il monolito?). il film pone l'inquietante questione del potere delle immagini. Ma Kubrick non riteneva che il mondo fosse migliore o peggiore per colpa dei film o della televisione. Egli ha posto in maniera sardonica il fallimento della cultura nel produrre miglioramenti etici nella società, riguardo anche alla censura (citava in ambo i casi Hitler). Certo il cinema non è (solo) un giocattolo, lo provano le minacce di morte e la conseguente decisione di Kubrick di ritirare il film dall'Inghilterra. La chiave satirica scelta da Kubrick per la storia ne è probabilmente la causa dei fraintendimenti e delle controversie, ma ne consegna l'opera all'eternità (così come le reinvenzioni dei romanzi originali negli altri suoi film). "Arancia meccanica" è una parabola allegorica e una fiaba filosofica, perciò non può stupire che tra i più grandi estimatori del film vi siano moralisti, che riconoscono a Kubrick il merito di aver stimolato discussioni importanti, di aver posto l'uomo di fronte alle sue contraddizioni, alla sua difficoltà di accettare la verità rispetto alle demagogie e alle false coscienze ideologiche. Per Kubrick l'uomo resta l'anello mancante tra la bestia e il superuomo. L'imperfezione è la sua caratteristica biologica, psicologica, sociale e morale. Kubrick è onesto quanto nella sua totale malvagità il protagonista del film. Stilizzato fino al fumetto (Milena Canonero, la costumista di fiducia di Kubrick col quale ha studiato le divise dei "Drughi, ha osservato come il regista inventasse lo stile traendo ispirazione dalle scene: è questo che rende così ossessivo il film, perchè tutto quello che vediamo è la traduzione visiva del contenuto della scena), con una costante presenza dell'ironia, segno di quel divertito pessimismo che rinchiude nei suoi film la vita in farsa mordace e tragedia, l'opera pone di nuovo la questione di fondo di millenni di civiltà, cioè il rapporto tra l'individualità umana e la società, la frustrazione riguardo alla realizzazione del desiderio, la nevrosi imposta dalla civiltà.
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mantaor
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sabato 10 dicembre 2011
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indimenticabile
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La mia valutazione su questo film è evidente sia dal titolo che dalle stelle. Penso che siano state fatte le più approfondite analisi (anche le più astruse, se cerchiamo bene). La mia personale considerazione è la seguente: per capire quanto epocale sia stato Arancia Meccanica, basti ricordare che tutti i nostri ragionamenti sono riferiti ad un film di ben 40 anni fa! Contestualizzando il film negli anni 70, c'è da rimanere senza parole per i contenuti, per la visione della società (oggi, forse più di ieri, viviamo in una realtà ultraviolenta), per la realizzazione tutta del film.
Un saluto
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