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cirus
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domenica 26 marzo 2006
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attrito tra sogno e realtà
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Due visioni contrapposte che si scontrano. Da un lato quella di chi ha il mondo in mano e ne disegna le forme. Dall’altro quella di chi lo sogna e lo subisce, magari immaginandolo diverso. Due persone non omologate ai mondi a cui appartengono, escono da quei rispettivi mondi e si incontrano a Zabriskie Point, splendido luogo di libertà e di fantasia, dove quasi tutto è possibile, ma ove l’attrito con la realtà produce il polveroso aborto di un sogno.
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(di cura ludovico)
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[+] quando la retorica impera
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alessandro
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mercoledì 29 agosto 2007
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blow up e zabriskie point
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Ho passato l'estate a leggere un libro di Antonioni intitolato "Fare un film è per me vivere" e a vedere e rivedere i suoi film. Poi è arrivata la triste notizia: il maestro se ne è andato. Non credo, a giudicare dalle recensioni che ancora oggi è facile trovare in giro (Morandini in primis), che si sia capita in pieno la grandezza di questo genio visionario.
I due film che ho citato nel titolo, oltre ad essere dei capolavori cinematografici (penso all'uso del mezzo nelle inquadrature, montaggio, fotografia, suono)sono degli spaccati realistici e credibili degli anni '60 e '70.
La sceneggiatura è esile? Vero, ma nei film di Antonioni non è mai la storia (il plot) ad avere un posto dominante, anche se partecipare ad una rivolta in un campus universitario, rubare un aereo, conoscere una bella ragazza, farci l'amore e riportare indietro l'aereo tutto in un giorno solo mi sembra sia sufficiente per essere credibile per ognuno di noi.
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Ho passato l'estate a leggere un libro di Antonioni intitolato "Fare un film è per me vivere" e a vedere e rivedere i suoi film. Poi è arrivata la triste notizia: il maestro se ne è andato. Non credo, a giudicare dalle recensioni che ancora oggi è facile trovare in giro (Morandini in primis), che si sia capita in pieno la grandezza di questo genio visionario.
I due film che ho citato nel titolo, oltre ad essere dei capolavori cinematografici (penso all'uso del mezzo nelle inquadrature, montaggio, fotografia, suono)sono degli spaccati realistici e credibili degli anni '60 e '70.
La sceneggiatura è esile? Vero, ma nei film di Antonioni non è mai la storia (il plot) ad avere un posto dominante, anche se partecipare ad una rivolta in un campus universitario, rubare un aereo, conoscere una bella ragazza, farci l'amore e riportare indietro l'aereo tutto in un giorno solo mi sembra sia sufficiente per essere credibile per ognuno di noi.
La storia è semplice per non distrarre lo spettatore da ciò che conta veramente, ossia la sua esperienza visiva.
Vedendo Zabriskie Point è come se lo spettatore fosse lì, sentisse il caldo del deserto, la sabbia e il gesso sulla propria pelle, il vento della libertà sulle ali dell'aeroplano di Mark.
E poi la scena finale che mi fa venire i brividi ogni volta che la vedo. Moravia l'ha definita "profetica", non conseguenza di ciò che era avvenuto nel film, ma premonizione della distruzione di un mondo cinico e gretto, di un pensiero (quello consumistico- ocicidentale) che mette il mezzo davanti al fine, il prodotto davanti all'uomo.
In questi tempi di incertezza e di dolore, rivedere Zabriskie Point è riflettere su di noi, sul nostro mondo, su cosa è diventato e su come potrebbe ancora essere: bello, naturale, libero, felice.
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marcus
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mercoledì 1 agosto 2007
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zaqbriskie point un film che ha fatto epoca
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Zabriskie Point, si inserisce nel filone dei cult-road movies degli anni 70; gli anni che videro l'affermarsi del movimento hippie nelle grandi società occidentali, gli anni della contestazione di un intera generazione ai valori portanti di quelle società: carriera, denaro, affermazione sociale.
E' a pieno titolo un film che ha fatto epoca, come lo furono Easy Rider, Un uomo da marciapede, Punto Zero,Electra Glide, Ls spaventapasseri ed altri film che esaltano i valori che più contraddistinguevano la generazione post bellica: LA LIBERTA', L'AMICIZIA ed IL LIBERO AMORE. In tutti questi film il ruolo del contatto con la natura è determinante. In tutti questi film i protagonisti sognano e si realizzano pienamente in un contesto extra-urbano, simbolo del condizionamento e dell'oppressione dei valori di una società volta al profitto ed al denaro, profondamente lontana dall'etica giovanile di quel periodo.
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Zabriskie Point, si inserisce nel filone dei cult-road movies degli anni 70; gli anni che videro l'affermarsi del movimento hippie nelle grandi società occidentali, gli anni della contestazione di un intera generazione ai valori portanti di quelle società: carriera, denaro, affermazione sociale.
E' a pieno titolo un film che ha fatto epoca, come lo furono Easy Rider, Un uomo da marciapede, Punto Zero,Electra Glide, Ls spaventapasseri ed altri film che esaltano i valori che più contraddistinguevano la generazione post bellica: LA LIBERTA', L'AMICIZIA ed IL LIBERO AMORE. In tutti questi film il ruolo del contatto con la natura è determinante. In tutti questi film i protagonisti sognano e si realizzano pienamente in un contesto extra-urbano, simbolo del condizionamento e dell'oppressione dei valori di una società volta al profitto ed al denaro, profondamente lontana dall'etica giovanile di quel periodo.
Tutti questi film hanno un finale drammatico in cui i protagonisti o muoiono o chi sopravvive realizza l'impossibilità di portare a compimento il proprio sogno di totale realizzazione spirituale senza l'altro compagno di vita e di avventura. I valori che trasmettono sono contemporaneamente positivi ed utopistici, impossibili da realizzare, circoscritti in un contesto irreale. La droga allora vista come componente liberatoria, mostrerà purtroppo molto presto la sua vera natura oppressiva sulle future generazioni.
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[+] un film generazionale
(di eric)
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[+] la trama sembra scritta da marcuse
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[+] generazionale e marcusiano
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marco
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mercoledì 1 agosto 2007
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pellicola cult
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Un film tipico dei suoi anni. Insioeme a easy Rider, Un uomo da marciapiede,Punto Zero, lo Spaventapasseri, Electra Glide rappresenta e descrive il sogno della giovantù ocidentale di quel periodo, basata sui valori della LIBERTA' dai condizionamenti culturali e dell'AMICIZIA , necessaria per condividere in pieno le sensazioni positive di un CONTATTO CON LA NATURA e L'ESSENZA del creato. In Easy Rider i protagonisti dormono in unsacco a pelo e fumando marujana si interrogano sull'Universo e il senso della vita. In Zabriskie Point fanno l'amore sulla sabbia, liberi e felici, lontani dai valori opprimenti della società capitalista e dai suoi simboli repressivi. Un film cult, che ha segnato un epoca, con una bellissima fotografia, lente sequenze , su modello di Sergio Leone e una colonna sonora decisamente bella.
[+] eccezionale attrice protagonista
(di capricorno57)
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robocost
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mercoledì 1 agosto 2007
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desert plains
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Quando lo speaker di raidue ha detto che non avrebbero trasmesso Jericho in favore di questa retrospettiva su Antonioni mi stavo incazzando di brutto (è già da due settimane che non lo stanno trasmettendo !!!). Me lo seguo e cosa scopro? Un autentico capolavoro del cinema degli anni '70, fantastico per fotografia, montaggio ma sopratutto per un' eccezionale colonna sonora che comprende i Grateful Dead (geniale l' idea di utilizzare Dark star per il volo dell' aeroplano) e Pink Floyd. La cosa curiosa è che tutto sommato la trama è veramente essenziale ma non te ne accorgi se non alla fine del film! Tra le scene da ricordare segnalo la scena di sesso in cui i giovani si moltiplicano (sotto l' effetto di chissà quale droga.
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Quando lo speaker di raidue ha detto che non avrebbero trasmesso Jericho in favore di questa retrospettiva su Antonioni mi stavo incazzando di brutto (è già da due settimane che non lo stanno trasmettendo !!!). Me lo seguo e cosa scopro? Un autentico capolavoro del cinema degli anni '70, fantastico per fotografia, montaggio ma sopratutto per un' eccezionale colonna sonora che comprende i Grateful Dead (geniale l' idea di utilizzare Dark star per il volo dell' aeroplano) e Pink Floyd. La cosa curiosa è che tutto sommato la trama è veramente essenziale ma non te ne accorgi se non alla fine del film! Tra le scene da ricordare segnalo la scena di sesso in cui i giovani si moltiplicano (sotto l' effetto di chissà quale droga...) amoreggiando in mezzo al deserto, scena molto psichedelica. Antonioni in questa pellicola riesce a immortalare probabilmente uno dei migliori spaccati della gioventù americana di quegli anni.Da avere e da rivedere...
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pep82
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mercoledì 21 maggio 2008
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antonioni nella trappola
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Il film più "americano" di Michelangelo Antonioni ed anche uno dei punti più bassi della sua carriera. Dopo l'ottimo "Blow up", il regista continua il suo viaggio nella sottocultura sessantottina, stavolta, però, tenta di fotografare troppo da vicino, dall'interno (visto che il protagonista è immerso negli ideali rivoluzionari ed è attravesro i suoi occhi soprattutto che guardiamo il film) il mondo dei giovani di quegli anni, cadendo in un baratro nel quale parecchi registi prima e dopo di lui sono sprofondati. Non c'è nulla di più difficile che ritrarre in maniera fedele e senza scadere nella banalità il sessantotto ed il movimento studentesco. Di film del genere se ne salvano pochi e "Zabriskie point" non rientra fra i superstiti.
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Il film più "americano" di Michelangelo Antonioni ed anche uno dei punti più bassi della sua carriera. Dopo l'ottimo "Blow up", il regista continua il suo viaggio nella sottocultura sessantottina, stavolta, però, tenta di fotografare troppo da vicino, dall'interno (visto che il protagonista è immerso negli ideali rivoluzionari ed è attravesro i suoi occhi soprattutto che guardiamo il film) il mondo dei giovani di quegli anni, cadendo in un baratro nel quale parecchi registi prima e dopo di lui sono sprofondati. Non c'è nulla di più difficile che ritrarre in maniera fedele e senza scadere nella banalità il sessantotto ed il movimento studentesco. Di film del genere se ne salvano pochi e "Zabriskie point" non rientra fra i superstiti. Mark rappresenta il classico studente contestatore il cui nichilismo anticapitalista lo porterà alla morte, non prima di aver conosciuto la bellissima Daria, ragazza benestante e capricciosa, segrataria d'azienda, la quale dopo l'incontro (dovrebbe essere un incontro d'amore tra i due e con la natura selvaggia, ma sembra solo sesso), rinnegando ciò che aveva impersonato inconsapevolmente fino a qualche ora prima, matura la stessa rabbia del ragazzo. Troppi stereotipi! Regia davvero mediocre ed ingenuità incomprensibili (la scena di sesso "comunitario" nel deserto ha davvero del ridicolo) per un grande come Antonioni (anche se io non l'ho mai reputato tra i migliori registi italiani; prima di lui sicuramente Fellini, Visconti, Pasolini, Bertolucci, Leone, Rossellini e Germi); lo salvano una fotografia suggestiva, l'ambientazione e soprattutto la sequenza finale che scorre sulle note dei Pink Floyd, loro assolutamente straordinari, che salva il film dall'inutilità e, chiedo scusa per un termine così forte, dalla spazzatura.
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[+] non meritava
(di gilda)
[ - ] non meritava
[+] a gilda
(di pep82)
[ - ] a gilda
[+] a pep
(di rachel)
[ - ] a pep
[+] per rachel
(di pep82)
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[+] dimenticavo risi
(di pep82)
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[+] aggiungerei
(di kris)
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[+] la parte del leone
(di rachel)
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alen
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domenica 10 agosto 2008
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antonioni? un regista molto sopravvalutato!
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Intellettualismo fine a se stesso e noia esistenziale sono un cocktail micidiale e questo film ne è la prova. E' proprio questa miscela a far esplodere la bomba atomica finale e non l'immaginazione della protagonista. Michelangelo Antonioni è stato spesso definito il regista dell'"incomunicabilità" ed in effetti in molti suoi film non comunica niente, noia a parte s'intende. Penso che il valore che la critica ha dato ad alcuni registi italiani andrebbe notevolmente ridimensionato. Non penso che chi fa film per se stesso o per una ristrettissima élite di pubblico meriti così tante attenzioni. Personalmente ad Antonioni preferisco registi molto meno astratti come Mario Monicelli che al contrario di lui comunicano nei loro film molte più emozioni, sia nel bene che nel male.
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(di markus)
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[+] msa va la...!
(di markus)
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[+] film d'epoca con musica d'epoca...bellissimi !
(di marcus)
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