Uomini contro

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Un film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Pier Paolo Capponi, Alain Cuny, Franco Graziosi, Mark Frechette.
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Guerra, Ratings: Kids+16, durata 100 min. - Italia 1970. MYMONETRO Uomini contro * * * 1/2 - valutazione media: 3,76 su 49 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,76/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Un giovane tenente partecipa al primo conflitto mondiale e, a poco a poco, assistendo alle follie di un generale e agli inutili macelli, comprende l'assurdità della guerra.
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primo piano
Un episodio del primo conflitto mondiale
Marco Chiani     * * * 1/2 -

Durante la Prima guerra mondiale, sull'altopiano di Asiago, il sottotenente Sassu combatte nella divisione comandata dal generale Leone, un veterano che dà continuamente prova della sua disumanità. L'inadeguatezza degli armamenti e i tentativi di ribellione dei soldati si susseguono di giorno in giorno nella totale sordità di un alto comando che continua a portare avanti una guerra in cui la vita non ha più alcuna importanza.
All'indagine sullo scontro tra le nazioni, Uomini contro antepone quello tra le classi sociali, spostando l'asse da una prospettiva storico tradizionale verso una più profondamente ideologica. Dal ritratto del sottotenente Sassu, ex studente interventista che una volta al fronte scopre l'assurdità della guerra, come dalla figura del comandante Ottolenghi emerge il tema forte di un'opera troppo spesso liquidata come semplicisticamente pacifista. Sebbene la sceneggiatura di Francesco Rosi, Tonino Guerra e Raffaele La Capria semplifichi "Un anno sull'Altipiano", il romanzo di Emilio Lussu da cui trae spunto, pochi altri film hanno saputo sottolineare la follia di un potere che nel nazionalismo trovava il proprio rafforzamento a discapito delle classi sociali subalterne, mandate al massacro senza alcuna remora. Il generale Leone, in questo senso, non è un folle isolato all'interno della Storia, ma il campione, l'esempio forte, di un sentire aristocratico che, di contro, vedeva il proprio disfacimento nella presa di coscienza del popolo. Filo rosso di una narrazione che ha pagine di grandissimo cinema, il divario tra la massa e la classe dirigente appare in tutta la sua lucida insania anche nell'episodio dei soldati deferiti al tribunale militare e puntualmente liquidati dall'alto ufficiale medico. Sulla strada tracciata da due capolavori antimilitaristi quali Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick e Per il re e per la patria di Joseph Losey, Francesco Rosi racconta la Grande guerra attraverso il punto di vista di chi ne ha saggiato la disumanità e l'orrore, stipandosi dentro a quelle trincee in cui l'iniziale retorica della vittoria veniva meno in favore di una disciplina contraria all'umano. Se a distanza di anni, il concetto è ormai dato per assodato, il merito è anche di Uomini contro.
Mal compreso dalla critica italiana e straniera alla sua uscita, venne letto nella giusta maniera soltanto da felici pochi; tra questi Sandro Zambetti, che, sulle pagine di Cineforum 97-98, ne sottolineava l'importanza educativa: «può arrivare a molti ed ha senz'altro una funzione apprezzabile, servendo a scalzare i monumenti della retorica e della manipolazione patriottica». Accanto al prediletto Volonté a cui spetta una battuta chiave («Basta con questa guerra di morti di fame contro morti di fame» dirà Ottolenghi), Alain Cuny è perfetto quanto inquietante, meno incisivo Mark Frechette, già interprete di Zabriskie Point e destinato ad una prematura morte in carcere. Dopo l'uscita del film, Rosi venne denunciato per vilipendio dell'esercito.

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Uomini spediti al massacro

domenica 17 luglio 2011 di Luca Scialò

Durante la Prima guerra mondiale, Italia e Austria si contendono il Nord Italia. Sull'altopiano di Assiago le truppe italiane sono guidate da un  generale che non si rende conto dell'inferiorità del suo esercito e manda al massacro i suoi uomini con assurde e insensate operazioni militari. A fargli da oppositori, seppur nel limite del possibile, due ufficiali, che cercano di limitare i danni dei loro incapaci superiori. Francesco Rosi ci parla della guerra a modo suo, da una continua »

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Non è "un anno sull'altipiano"

giovedì 5 febbraio 2009 di Orebrun

Pessimo film che stravolge completamente il senso e il messaggio del libro di Lussu, la cui condanna della guerra ha ben altro valore morale. Qui Rosi indulge ad una facile demagogia pacifista e antimilitarista oggi molto di moda, che rappresenta l'esatto contraltare (ugualmente fazioso e inattendibile)della retorica nazionalista in voga durante il fascismo. Ma è possibile che non si riesca ancora a valutare la nostra storia con serenità ed obbiettività? (Per inciso: l'ufficiale ribelle che Rosi continua »

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La grande guerra secondo rosi

domenica 16 gennaio 2011 di catullo

Rosi ci fa vedere la prima guerra mondiale calcando molto la mano sull'aspetto antimilitarista finendo per dare al film un punto di vista troppo fazioso e di parte. Da parte mia non mi sognerei mai ovviamente di negare l'orrore della guerra ma lo sbilanciamento del racconto che travalica quello di chi l'ha vissuto in prima persona come Lussu si nota.Vedendo questo film non può non venire in mente "Orrizzonti di gloria" di Stanley Kubrick che fu girato molto prima e che però è un capolavoro sia continua »

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Demagogico e fazioso

giovedì 24 luglio 2008 di ANTIANTIFA

Un horror fantastorico: politicamente fazioso e demagogico. Sono sicuro che quelle situazioni (generali idioti, assalti suicidi, decimazioni) sono avvenute, ma sono la "parte" non il "tutto". Se chiedevate ai reduci della Brigata Sassari avrebbero ricordato ben altre cose: cameratismo, uomini coraggiosi, anche ufficiali intelligenti. E non è possibile poi che gli italiani avessero i nemici dietro le spalle...più che dall'altra parte della trincea. Faziosissimo. Mirato su effetti speciali macabri. continua »

Gian Maria Volontè
Basta. basta di questa guerra di morti di fame, il nemico è quello lì
dietro di noi
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Il tenente Ottolenghi (Gian Maria Volontè)
Queste cose qui (le rivoluzioni) o si fanno come si deve, o non si fanno!
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Tenente Sassu....( Marc Frechette )
"Quando vedi la guerra in faccia non ne hai voglia di parlarne!"
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DVD | Uomini contro

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 25 giugno 2013

Cover Dvd Uomini contro A partire da martedì 25 giugno 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Uomini contro di Francesco Rosi con Gian Maria Volonté, Pier Paolo Capponi, Alain Cuny, Franco Graziosi. Distribuito da Minerva Video. Su internet Uomini contro (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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di Walter Veltroni

Oscuri divoratori di Alvaro Vitali, abbonati sostenitori di Zakimort, seguaci di Christian hanno sputato per anni sentenze conto il cinema politico. Provocava fastidio sentir parlare di Z di Costa-Gavras, o dei film di Petri, o di Sacco e Vanzetti o di Queimada di Pontecorvo. Non sono stati considerati film, ma manifesti politici. Ma sbagliavano i critici, meno, molto meno i registi. Singolarmente i critici più duri e intelligenti attaccavano quei film da «sinistra». A Uomini contro fu rimproverato, per esempio, il mancare «la realtà italiana anteguerra e il terreno di incubazione della guerra, l’insofferenza e la rivolta postbellica del popolo e la frustrazione del borghese e la sua adesione al fascismo». »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

È il film che Francesco Rosi ha tratto da Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu. Il romanzo rievocava, a vent’anni di distanza, i tredici durissimi mesi di guerra che l’autore aveva combattuto dal giugno 1916 al luglio 1917 su l’altipiano di Asiago: con accenti di cronaca diretta, vissuta, in cui la contemplazione della morte e dei massacri si avvicinava molto di più alle dolorose meditazioni di Benedetto XV sulla “inutile strage” che non all’ideologia della “Bella morte” di d’Annunzio; pur nel rispetto di quei combattenti che, anche nei momenti più disperati, sentivano, comunque, di partecipare ad una guerra di popolo, voluta dal popolo. »

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