Uomini contro

Film 1970 | Guerra +16 100 min.

Regia di Francesco Rosi. Un film Da vedere 1970 con Gian Maria Volonté, Pier Paolo Capponi, Alain Cuny, Franco Graziosi, Mark Frechette. Cast completo Genere Guerra - Italia, 1970, durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,50 su 51 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un giovane tenente partecipa al primo conflitto mondiale e, a poco a poco, assistendo alle follie di un generale e agli inutili macelli, comprende l'assurdità della guerra.

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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,12
CONSIGLIATO SÌ
Un episodio del primo conflitto mondiale.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Durante la Prima guerra mondiale, sull'altopiano di Asiago, il sottotenente Sassu combatte nella divisione comandata dal generale Leone, un veterano che dà continuamente prova della sua disumanità. L'inadeguatezza degli armamenti e i tentativi di ribellione dei soldati si susseguono di giorno in giorno nella totale sordità di un alto comando che continua a portare avanti una guerra in cui la vita non ha più alcuna importanza.
All'indagine sullo scontro tra le nazioni, Uomini contro antepone quello tra le classi sociali, spostando l'asse da una prospettiva storico tradizionale verso una più profondamente ideologica. Dal ritratto del sottotenente Sassu, ex studente interventista che una volta al fronte scopre l'assurdità della guerra, come dalla figura del comandante Ottolenghi emerge il tema forte di un'opera troppo spesso liquidata come semplicisticamente pacifista. Sebbene la sceneggiatura di Francesco Rosi, Tonino Guerra e Raffaele La Capria semplifichi "Un anno sull'Altipiano", il romanzo di Emilio Lussu da cui trae spunto, pochi altri film hanno saputo sottolineare la follia di un potere che nel nazionalismo trovava il proprio rafforzamento a discapito delle classi sociali subalterne, mandate al massacro senza alcuna remora. Il generale Leone, in questo senso, non è un folle isolato all'interno della Storia, ma il campione, l'esempio forte, di un sentire aristocratico che, di contro, vedeva il proprio disfacimento nella presa di coscienza del popolo. Filo rosso di una narrazione che ha pagine di grandissimo cinema, il divario tra la massa e la classe dirigente appare in tutta la sua lucida insania anche nell'episodio dei soldati deferiti al tribunale militare e puntualmente liquidati dall'alto ufficiale medico. Sulla strada tracciata da due capolavori antimilitaristi quali Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick e Per il re e per la patria di Joseph Losey, Francesco Rosi racconta la Grande guerra attraverso il punto di vista di chi ne ha saggiato la disumanità e l'orrore, stipandosi dentro a quelle trincee in cui l'iniziale retorica della vittoria veniva meno in favore di una disciplina contraria all'umano. Se a distanza di anni, il concetto è ormai dato per assodato, il merito è anche di Uomini contro.
Mal compreso dalla critica italiana e straniera alla sua uscita, venne letto nella giusta maniera soltanto da felici pochi; tra questi Sandro Zambetti, che, sulle pagine di Cineforum 97-98, ne sottolineava l'importanza educativa: «può arrivare a molti ed ha senz'altro una funzione apprezzabile, servendo a scalzare i monumenti della retorica e della manipolazione patriottica». Accanto al prediletto Volonté a cui spetta una battuta chiave («Basta con questa guerra di morti di fame contro morti di fame» dirà Ottolenghi), Alain Cuny è perfetto quanto inquietante, meno incisivo Mark Frechette, già interprete di Zabriskie Point e destinato ad una prematura morte in carcere. Dopo l'uscita del film, Rosi venne denunciato per vilipendio dell'esercito.

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UOMINI CONTRO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 17 luglio 2011
Luca Scialo

Durante la Prima guerra mondiale, Italia e Austria si contendono il Nord Italia. Sull'altopiano di Assiago le truppe italiane sono guidate da un  generale che non si rende conto dell'inferiorità del suo esercito e manda al massacro i suoi uomini con assurde e insensate operazioni militari. A fargli da oppositori, seppur nel limite del possibile, due ufficiali, che cercano di limitare [...] Vai alla recensione »

martedì 27 dicembre 2011
AlessioMovie

"Uomini contro" è un film di uomini semplici che si ritrovano a combattere, ma soprattutto a morire senza un apparente motivo. Uno straordinario Gian Maria Volonté con la sua recitazione completa di voce e mimica fa arrivare allo spettatore il dolore, la sofferenza, ma anche la rassegnazione di un tenente che sa di essere un uomo già morto. Ricorda in maniera significativa il capolavoro di Stanley [...] Vai alla recensione »

domenica 16 gennaio 2011
catullo

Rosi ci fa vedere la prima guerra mondiale calcando molto la mano sull'aspetto antimilitarista finendo per dare al film un punto di vista troppo fazioso e di parte. Da parte mia non mi sognerei mai ovviamente di negare l'orrore della guerra ma lo sbilanciamento del racconto che travalica quello di chi l'ha vissuto in prima persona come Lussu si nota.

giovedì 28 maggio 2015
Tetsuya

La cruda insensatezza della guerra ("inutile strage" di uomini semplici ad opera di altri uomini altrettanto semplici), spesso velata da  parole di estrema audacia e virtù, è un tema affrontato innumerevoli volte all'interno della cinematografia italiana e globale. Già, perché conflitti del calibro delle 2 Grandi Guerre rappresentano purtroppo il retaggio [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 maggio 2015
Tetsuya

La cruda insensatezza della guerra ("inutile strage" di uomini semplici ad opera di altri uomini altrettanto semplici), spesso velata da  parole di estrema audacia e virtù, è un tema affrontato innumerevoli volte all'interno della cinematografia italiana e globale. Già, perché conflitti del calibro delle 2 Grandi Guerre rappresentano purtroppo il retaggio [...] Vai alla recensione »

martedì 21 ottobre 2014
jackiechan90

Il film di Francesco Rosi, "Uomini contro", va visto sotto due punti di vista: quello dl libro "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu e dell'epoca in cui Rosi decide di girarlo, l'inizio degli anni 70 con l'eco della guerra del Vietnam e di Corea e le contestazioni studentesche del 68. é indubbio che c'è dietro la scelta del romanzo (una delle [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 settembre 2012
Filippo Catani

Sull'altopiano di Asiago si incrociano le storie di diversi soldati comandati da un terribile generale durante la Prima Guerra Mondiale. Un giovane tenete rimarrà particolarmente sconvolto dallo scontro armato. Davanti a un film del genere ci si può solo togliere il cappello. Certo non è il primo film che si è occupato della tragedia della guerra in trincea o di logoramento [...] Vai alla recensione »

sabato 7 giugno 2014
reale

Non sono d'accordo con chi giudica questo film demagogico e fazioso.In realtà,esso mostra in modo estremamente efficace, senza indulgere a particolari raccapriccianti,ma ricorrendo a scene che si commentano da sole(l'azione suicida con le pinze, le inutili corazze, e altre ancora)la vera natura della guerra.E'un film che è stato prodotto in un'epoca in cui nell'arte era presente un profondo spirito [...] Vai alla recensione »

sabato 29 dicembre 2012
muttley72

Il film dovrebbe ispirarsi al romanzo "Un anno sull'altipiano" di Lussu, ma lo stavolge e unisce volutamente il tema della "Lotta di classe" e dell' "anti-militarismo" con quello della denuncia e dell'insensatezza della Guerra (ed in particolare della "Guerra di posizione" per antonomasia, cioè della 1° GM): i temi tra loro sono diversi [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 aprile 2010
Kronos

Tratto abbastanza fedelmente da un celebre diario di guerra, rispecchia la tragica realtà vissuta da milioni di soldati sul fronte del 15-18. Gli episodi più clamorosi, si vedano le corazze Farina, sono storicamente documentati. Molte sequenze di massa memorabili (straordinarie in particolare quelle d'apertura) e ben assortito il cast. Una certa frammentarietà narrativa nella seconda parte dovrebbe [...] Vai alla recensione »

martedì 8 dicembre 2009
ade800

Come si fa a recensire un film di tale intensita' emotiva e verita'storica "fazioso e demagogico"? Incredibile dove puo' arrivare la denigrazione ,celata sotto un velo di malinteso senso di amor patrio,verso un regista coraggioso e un'autore ,Emilio Lussu, che riporta le sue drammatiche esperienze vissute in prima persona sull'altopiano di Asiago.Sono risapute, storicamente risapute,le deficenze delle [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 giugno 2009
Bandy

Il film è stato girato con un budget molto limitato,non ha la pretesa di essere un colossal.Un paio di attori,qualche centinaio di comparse e via.Comunque rispecchia la terribile guerra di trincea,disciplina feroce e comandanti pazzi.Concordo pienamente con l'utente orebrun,non è un anno sull'altipiano(il libro da cui è tratto il film)

domenica 30 luglio 2017
nigatto

La guerra è sempre cruenta e “giustifica” i crimini. Ma quando i crimini sono commessi, non contro il nemico ma verso i propri amici non è più accettabile. Il film è tratto dal romanzo di Emilio Lussu “Un anno sull’Altipiano” e descrive la follia della guerra e le atrocità che comandanti ottusi e impreparati inflissero ai loro soldati. [...] Vai alla recensione »

martedì 21 luglio 2009
paolo1961

Credo che a Rosi vadano attribuiti due grandi meriti. Il primo e` stato quello di avere meglio trasmesspo la drammaticita` di certi momenti, con tutte quelle "liberta`" cinematografiche di cui ha fatto uso. Ma il merito piu` importante e` stato quello di riscrivere tre decenni di storia, in quanto, lo scontro nel corso della prima guerra mondiale non e` stato tanto tra eserciti di diverse [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 agosto 2014
woody62

Ho visto il film nella splendida versione restaurata uscita in DVD. Opera di grande rilievo, dura e agghiacciante, come dura e agghiacciante è stata la Grande Guerra, spesso ridottasi a pura e insensata carneficina, come testimoniano le decine e decine di diari di guerra (di cui "Un anno sull'Altipiano" di Lussu è un esempio illuminante). Le cronache degli eventi sul versante triveneto ed in particolare [...] Vai alla recensione »

sabato 15 febbraio 2014
Fabriziofabrizi

Film molto bello e avvincente. Anche se esagerato nell'antimilitarismo. Belli i personaggi del film e ottimi gli attori. Dichiararlo un film fuori della realtà non mi sento di dirlo, anche perchè i vertici militar in caso di conflittoi abbondano di fanatici della guerra e di un assurdo senso di patria in nome della quale vengono immolati i militari sottoposti, non disposti a qualsiasi [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 marzo 2010
Giuseppe Mendicino

Il film non piacque a Emilio Lussu. Lo ha raccontato Rigoni Stern nella sua prefazione all'ultima edizione Einaudi di Un anno sull'altipiano. Lui, Lussu e Rosi andarono insieme a vedere il film. I due scrittori ne uscirono imbarazzati. Stimavano il regista, autore di tanti bei film, ma questo era davvero lontano dalla realtà storica e umana del libro.

lunedì 15 marzo 2010
Giuseppe Mendicino

Il film non piacque a Emilio Lussu. Lo ha raccontato Rigoni Stern nella sua prefazione all'ultima edizione Einaudi di Un anno sull'altipiano. Lui, Lussu e Rosi andarono insieme a vedere il film. I due scrittori ne uscirono imbarazzati. Stimavano il regista, autore di tanti capolavori, ma questo era davvero lontano dalla realtà storica e umana del libro.

martedì 1 giugno 2010
dudu88

Un anno sull'altipiano è bello, innovativo perchè sincero. Estremamente sincero e concreto, in un prefazione che ho letto (edizioni Collane Sarde del '99, Sassari) viene definito addirittura epico. Il film è l'esatto opposto: fazioso è dir poco; sfiora il ridicolo, non capisco con quali motivazioni l'abbia prodotto il regista. Infatti ci sono errori grossolani rispetto ai fatti del libro, ne viene [...] Vai alla recensione »

Frasi
Basta. basta di questa guerra di morti di fame, il nemico è quello lì
dietro di noi
Una frase di Il tenente Ottolenghi (Gian Maria Volonté)
dal film Uomini contro - a cura di Alfredo Battilana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Sulle orme di G.W. Pabst (Westfront 1918), Lewis Milestone (All’ovest niente di nuovo) e Stanley Kubrick (Orizzonti di gloria), Francesco Rosi firma una tragedia bellica tratta da Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu (Oscar Mondadori). L’anno va dalla fine maggio 1916 all’estate 1917, l’altipiano è quello di Asiago: la guerra di Lussu è la discesa all’inferno, non privo di prospettive grottesche, [...] Vai alla recensione »

Filippo Sacchi
Il Corriere della Sera

Uomini contro è un grosso film di guerra. Direi che guerra presentata così, con spietatezza e insieme umanità, ancora nel nostro cinema non si era vista. Perciò non c’è da meravigliarsi se, quando il film di Rosi uscì a Venezia, ci furono voci di vivo contrasto, da parte di chi volle vederci quasi una demitizzazione, se non addirittura un misconoscimento del valore e del sacrificio dei nostri combattenti [...] Vai alla recensione »

Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

“Dolce et decorum est pro patria mori”. Così s’è detto per secoli, e così s’andrebbe ripetendo nelle aule, per forza d’abitudine, se da un po’ di tempo a questa parte, cresciuto il prezzo della vita, non salisse anche il numero di quanti dubitano che valga sempre la pena di morire per la patria. Giacché il modo più frequente di offrirsi in olocausto è cadendo in guerra, c’è già chi distingue: per quale [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

È il film che Francesco Rosi ha tratto da Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu. Il romanzo rievocava, a vent’anni di distanza, i tredici durissimi mesi di guerra che l’autore aveva combattuto dal giugno 1916 al luglio 1917 su l’altipiano di Asiago: con accenti di cronaca diretta, vissuta, in cui la contemplazione della morte e dei massacri si avvicinava molto di più alle dolorose meditazioni di Benedetto [...] Vai alla recensione »

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