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weach
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giovedì 14 ottobre 2010
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per raccontare verità occultate
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Questa è filmografia dalla parte dei nativi d’America .
A memoria d’uomo la prima ,a favore dei nativi è dal titolo “Nevaio Joe” del nostro Corbucci.
Quasi in concomitanza ed entrambi di successo sono "Little Big Man" del 1970 con Dustin Hoffman e “Soldier bleu “di Ralph Nelsen con Candice Bergen e Peeter Strauss.
Tutte queste filmografie sono gli “apri pista” di una critica contro l’invasore bianco :
la verità storica di un invasione culturale e di una sottomissione , senza una vera integrazione , viene poi ripreso nel tempo da molte altre pellicole , anche recenti, tutte più o meno in buona fede .
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Questa è filmografia dalla parte dei nativi d’America .
A memoria d’uomo la prima ,a favore dei nativi è dal titolo “Nevaio Joe” del nostro Corbucci.
Quasi in concomitanza ed entrambi di successo sono "Little Big Man" del 1970 con Dustin Hoffman e “Soldier bleu “di Ralph Nelsen con Candice Bergen e Peeter Strauss.
Tutte queste filmografie sono gli “apri pista” di una critica contro l’invasore bianco :
la verità storica di un invasione culturale e di una sottomissione , senza una vera integrazione , viene poi ripreso nel tempo da molte altre pellicole , anche recenti, tutte più o meno in buona fede .
Mi permetto di segnalare un film minore “Black Robe” del 1991 che riprende il tema trattato con molta efficacia ,toni sommessi , dipingendo con realismo la difficile integrazione fra l’uomo bianco e il nativo d’America
“Little Big Man” raggiunge subito vette di successo eccelse, sia con l a critica che con il pubblico: poi la memoria del film negli anni “sbiadisce” ; destino diverso avrà invece “Soldier bleu “ che resterà per sempre nel cuore dello spettatore per un qualcosa che ha dentro , forse indecifrabile ,una sorta di polverina magica che lo rende attuale fresco e splendente,accattivante.
Gli ingredienti vincenti del citato film sono in qualche modo , la durezza delle immagini di verità associate all’ interpretazione eccellente di Candice Bergen e Peetr Strauss.,due astri nascenti della cinematografia mondiale .
Ottimamente si concilia la figura di una Candice Bergen spregiudicata , forte , femminile, ma dura con il messaggio che il film vuole trasmettere .
In particolare Candice Bergen resterà per sempre nel cuore di tanti, che allora furono giovani,che ricorderanno ,con palpitazione ,i suoi occhi di un azzurro cristallino , il piglio deciso, i capelli lunghi fluttuanti sotto i colpi indiscreti del vento, il suo sorriso aperto , la forza di confrontasi “ alla pari anche con il maschio”
Si la Cendice , in qualche mondo, incarna la voglia di novità che, alla fine degli anni sessanta aleggiava.
Weach illuminati
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dandy
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sabato 23 maggio 2009
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giusto,ma sopravvalutato
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Uno dei primi western dalla parte dei nativi,con ovvie allusioni al Vietnam,che ha aperto la strada a un filone,(da "Il piccolo grande uomo"fino a "Balla coi lupi")ed ha fatto epoca.Giustamente efferato e violentissimo(ma mai gratuito) nel mettere in scena le mattanze dei bianchi a danno degli indiani(e viceversa),ma anche schematico nella vicenda e semplicistico nella sua retorica rovesciata.Comunque,andava girato e ancora oggi il finale lascia atterriti.La versione integrale non deve essere molto facile da trovare.Ne ho acquistato una d'importazione tedesca presunta tale,ma secondo me qualcosa mancava.
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