Un uomo da marciapiede

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Un film di John Schlesinger. Con Jon Voight, Brenda Vaccaro, Dustin Hoffman, Sylvia Miles, Bob Balaban.
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Titolo originale Midnight Cowboy. Drammatico, durata 113' min. - USA 1969. MYMONETRO Un uomo da marciapiede * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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gianni lucini mercoledì 16 novembre 2011
everybody's talkin' Valutazione 4 stelle su cinque
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“Un uomo da marciapiede” decreta il successo internazionale di Everybody's Talkin'un brano folk rock scritto da Fred Neil nel 1966 e interpretato da Harry Nillson che verrà anche premiato con un Grammy per la miglior performance maschile. Il brano verrà poi ripreso e inserito nella colonna sonora di “Forrest Gump nel 1994 e in “Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan” nel 2006.

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gianni lucini mercoledì 16 novembre 2011
un hoffman cinico e incattivito Valutazione 4 stelle su cinque
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Un anno dopo il grande successo de “Il laureato” Dustin Hoffman si cimenta con altrettanta efficacia e bravura professionale con un personaggio complesso e difficile come quello di Rico Rizzo detto “Sozzo”, un derelitto frustrato e peno di rancore verso una società che l’ha emarginato e lo costringe a vivere d’espedienti. Il suo è un ruolo chiave per la stessa riuscita del film perché se non viene interpretato in modo credibile rischia di vanificare la stessa efficacia della narrazione filmica che si regge proprio sul contrasto tra il disilluso e cinico abitatore dei marciapiedi e il giovanottone pieno di belle speranze costretto suo malgrado a fare i conti con la realtà. [+]

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gianni lucini mercoledì 16 novembre 2011
l'altra faccia del sogno americano Valutazione 4 stelle su cinque
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Primo film girato negli Stati Uniti dal britannico John Schlesinger “Un uomo da marciapiede” è ispirato all’omonimo romanzo di James Leo Herlihy, pubblicato nel 1965. Il regista riesce a fondere egregiamente l’introspezione psicologica dei personaggi con una realistica quanto impietosa descrizione della vita degli emarginati che, lontanissimi dalle luminose promesse del “sogno americano” sopravvivono d’espedienti nei bassifondi della metropoli. Vista dalla prospettiva dei due protagonisti New York appare cupa e ostile e alimenta la violenza dei rapporti umani che attraversa impalpabile l’intera storia anche se per scelta registica appare più accennata che ostentata. [+]

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giorgio giovedì 1 settembre 2011
fantastico Valutazione 5 stelle su cinque
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Do' cinque stelle a questa bellissima storia che parla di emarginazione (nuda e cruda) di Illusioni e di bellissima amicizia, pulita e sincera. Ogni volta che lo vedo mi piace sempre di più..Forse le stelle dovrebbero essere quattro, ma voglio alzare la media, se lo merita...Dustin Incredibile...Voight onesto ed ingenuo ma con un gran cuore...Credibilissimo...Musiche fantastiche...cosa chiedere di più?

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joker 91 venerdì 11 marzo 2011
un grandissimo film Valutazione 4 stelle su cinque
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un film molto crudo e reale che rappresenta che cosa riserva il sogno americano ad un ragazzo provinciale ed con grosse problematiche esistenziali alle spalle che portano un' identità ancora non ben sviluppata,il sogno per questo individuo diventa incubo eppure non si da per vinto e continua a scappare dalla sua cruda realtà rifugiandosi in un idea di bellezza vitale per lui impossibile,Voight è bravo ma ancora meglio è il mitico Dustin hoffman che regala un personaggio sognatore e distrutto nel proprio io quanto quello di voight che vuole fuggire e dare un senso alla propria esistenza da essere zoppo e fallito. un bellissimo film psicologico che fece storia,MERITA ALMENO UNA VISIONE 

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taras bulba lunedì 1 novembre 2010
bellissimo Valutazione 5 stelle su cinque
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Storia per nulla banale, bellissimo il tema della colonna sonora.
John Voight e Dustin Hoffmann giovani fenomeni.
Da non perdere.

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chriss giovedì 19 agosto 2010
un viaggio reale tra sogni e disillusioni... Valutazione 5 stelle su cinque
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Midnight Cowboy, Un uomo da marciapiede di John Schlesinger, è un capolavoro del cinema americano di fine Anni Sessanta. Il contesto storico, in cui l' opera va a collocarsi, è di vitale importanza, sia per la comprensione della stessa, sia per i movimenti culturali che si svilupparono in quegli anni. Era l' America multifacce che s' apprestava ad entrare nei celebri Anni Settanta. Era, ovvero, l' America dei presidenti Lyndon Johnson e Richard Nixon o del compianto Martin Luther King ( I have a dream). Era l' America dei Doors, del viaggio sulla luna di Neil Armstrong (e compagni) e della cultura hippie che abbracciava la rivoluzione sessuale. [+]

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ralphscott giovedì 15 luglio 2010
innovativo Valutazione 3 stelle su cinque
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Per la fine dei '60 era sicuramente un'opera d'avanguardia,con uno stile che diviene marchio di fabbrica del regista. Voight un tontolone disarmante,Hoffman disperatamente attaccato alla vita,nonostante le disgrazie.
Tenerezza,forte senso dell'amicizia,implacabile crudeltà della metropoli

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daniele d'antoni giovedì 17 giugno 2010
un saggio sulla disillusione Valutazione 4 stelle su cinque
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Quando si nomina “New York”, si è abituati a immaginare la colossale e affascinante città americana, ripresasi dal lutto dell’11 Settembre, capitale del mondo, punto di snodo di mille culture, e soprattutto meta turistica tra le più apprezzate. Ma la metropoli di oggi è ben diversa da com’era tra gli anni ’60 e ’70: più ostile, fulcro dalla malavita, e scenario di situazioni di degrado sociale, ben più evidenti e frequenti rispetto a oggi. “Un uomo da marciapiede” ci accompagna alla scoperta sempre più drammaticamente sconvolgente di una città che ci si aspetterebbe ricca di occasioni per far successo, ma terribilmente squallida, così come lo era New York nel 1969, anno di uscita del film. Compiamo questo viaggio attraverso l’esperienza vissuta in prima persona da Joe Buck (giovane e bravissimo John Voight), affascinante cowboy che lascia il suo piccolo paese nel Texas, partendo alla volta di New York, dove pensa di poter diventare (a pagamento) l’ideale uomo di compagnia delle donne single della città, e di fare così fortuna. [+]

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daniele d'antoni mercoledì 16 giugno 2010
un saggio sulla disillusione Valutazione 4 stelle su cinque
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Quando si nomina “New York”, si è abituati a immaginare la colossale e affascinante città americana, ripresasi dal lutto dell’11 Settembre, capitale del mondo, punto di snodo di mille culture, e soprattutto meta turistica tra le più apprezzate. Ma la metropoli di oggi è ben diversa da com’era tra gli anni ’60 e ’70: più ostile, fulcro dalla malavita, e scenario di situazioni di degrado sociale, ben più evidenti e frequenti rispetto a oggi. “Un uomo da marciapiede” ci accompagna alla scoperta sempre più drammaticamente sconvolgente di una città che ci si aspetterebbe ricca di occasioni per far successo, ma terribilmente squallida, così come lo era New York nel 1969, anno di uscita del film. [+]

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