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marco cantarini
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martedì 23 gennaio 2007
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il giorno della civetta
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Dopo l'assassinio dell'imprenditore edile Colasberna e la misteriosa sparizione dell' unico testimone dell'omicidio, il capitano Bellodi è deciso a far luce sulla questione.
Dopo aver trovato solo omertà e reticenza deciderà di giocare l'ultima carta che gli rimane con la confessione di un informatore, il quale rivelerà a Bellodi che il mandante dell' omicidio è Don Arena,capomafia del paese.
Nonostante sappia che Don Arena ha amici ai vertici della politica, Bellodi decide di continuare il suo lavoro fino in fondo.
Non appena Don arena viene arrestato e l' indagine sembra chiusa,
l'informatore del capitano viene assassinato, Don Arena viene rilasciato e Bellodi viene trasferito a Parma.
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Dopo l'assassinio dell'imprenditore edile Colasberna e la misteriosa sparizione dell' unico testimone dell'omicidio, il capitano Bellodi è deciso a far luce sulla questione.
Dopo aver trovato solo omertà e reticenza deciderà di giocare l'ultima carta che gli rimane con la confessione di un informatore, il quale rivelerà a Bellodi che il mandante dell' omicidio è Don Arena,capomafia del paese.
Nonostante sappia che Don Arena ha amici ai vertici della politica, Bellodi decide di continuare il suo lavoro fino in fondo.
Non appena Don arena viene arrestato e l' indagine sembra chiusa,
l'informatore del capitano viene assassinato, Don Arena viene rilasciato e Bellodi viene trasferito a Parma.
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paperino
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venerdì 21 ottobre 2011
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quasi quarantacinque anni ma non li dimostra!
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Difficile trovare un film girato nel 1967 che non sia datato : merito sicuramente del romanzo su cui si basa scritto da Leonardo Sciascia, uno dei nostri migliori autori.
Merito di Damiani che ha firmato alcuni fra i nostri migliori film di denuncia sociale.
Essendo uno dei primi film di genere conserva la naturalezza e l'autenticità che si sono poi spesso perse nel tempo. In questo caso non c'è nemmeno bisogno di un set : Partinico è il set e questo contribuisce alla consapevolezza di stare assistendo a qualcosa di estremamente reale, qualcosa che veramente si svolge in quei luoghi, in quei modi, con quei personaggi.
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Difficile trovare un film girato nel 1967 che non sia datato : merito sicuramente del romanzo su cui si basa scritto da Leonardo Sciascia, uno dei nostri migliori autori.
Merito di Damiani che ha firmato alcuni fra i nostri migliori film di denuncia sociale.
Essendo uno dei primi film di genere conserva la naturalezza e l'autenticità che si sono poi spesso perse nel tempo. In questo caso non c'è nemmeno bisogno di un set : Partinico è il set e questo contribuisce alla consapevolezza di stare assistendo a qualcosa di estremamente reale, qualcosa che veramente si svolge in quei luoghi, in quei modi, con quei personaggi. Persino i volti degli attori ,a parte gli interpreti principali, risultano inseriti perfettamente nel contesto.La recitazione è misurata e asciutta e anche le sceneggiate dei vari personaggi che spergiurano la propria estraneità ai fatti sono, se mi è permesso, platealmente frutto del folclore locale,
Dove c'è una grande regia non sono necessarie scene spaltter o pestaggi : tutto è inserito in una routine quasi quotidiana, purtroppo,che risulta così più credibile.
Il primo pensiero al termine del film è: " non è cambiato niente anche se è cambiato tutto " : niente dal punto di vista della corruzione e della collusione, dell'infiltrazione capillare della malavita a tutti i livelli ma molto se consideriamo la violenza attuale che coinvolge anche donne e bambini con uno sprezzo della vita umana sempre crescente e sempre più inquietante...
Un'altra annotazione va riservata alla figura femminile : la donna senza un uomo che difenda il suo onore diventa facile preda degli altri uomini,ha vergogna del proprio corpo e fatica a dimostrare la propria innocenza perchè la sua parola non conta nulla davanti alle pesanti calunnie dei maschi..
Da questo punto di vista almeno qualcosa è cambiato, specialmente dopo il caso di Franca Viola che si situa , mi pare, più o meno nel periodo in cui è stato girato il film.
Indimenticabile Don Mariano che dirige il suo mondo e i suoi sudditi dalla terrazza e il suo discorso sugli uomini, mezzi uomini, ominicchi, ruffiani...e la moltitudine dei quaraquà....
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